Polidipsia e sete intensa: cause, psicogena, diabete, primaria

MEDICINA ONLINE BERE ACQUA BEVANDA CALORIE SODIO MINERALI GASSATA OLIGOMINARALE DISTILLATA INGRASSARE DIMAGRIRE FONTANA MARE PISCINA POTABILE COCA COLA ARANCIATA THE BERE ALCOL DIETA CIBCon “polidipsia” in medicina si intende una sete intensa che porta il paziente a ingerire notevoli quantità di liquidi, maggiore di 6 litri al giorno o di 100 ml per kg di peso corporeo al giorno. La sete tende a non placarsi neanche dopo che il soggetto ha ingerito elevate quantità di liquidi. Ricordiamo che il normale fabbisogno idrico per un adulto sano, pur con ovvia variabilità individuale, si aggira mediamente tra 1,5 e 2 litri al giorno. Ricordiamo inoltre che la sete rappresenta uno dei meccanismi principali con cui l’organismo compensa le perdite di liquidi che avvengono tramite sudore, urine e feci ed è ottimamente regolato dal “centro della sete” che si trova nell’ipotalamo nei nuclei ventromediale e ipotalamico laterale, in base alle informazioni ottenute tramite osmocettori che rilevano la concentrazione plasmatica degli elettroliti, in particolare del sodio. Alterazioni del centro della sete o dei meccanismi che controllano l’omeostasi dell’organismo possono portare a disidratazione o iperidratazione, come avviene nella polidipsia.

Etimologia

Il termine “polidipsia” deriva dal greco πολύς, «molto», e δίψα, «sete».

Cause

In base alla causa che l’ha determinata, la polidipsia può essere di due tipi:

  • polidipsia primitiva: causata da un danno che coinvolge il centro cerebrale che controlla la sete o da causa psicologica, in presenza di normali quantità di acqua nell’organismo;
  • polidipsia secondaria: causata da un un calo della quantità di acqua presente nell’organismo, a sua volta determinato da varie condizioni e patologie.

Polidipsia primitiva o primaria

Le cause di polidipsia primitiva coinvolgono frequentemente il diencefalo e sue lesioni di varia natura. Altre volte la polidipsia viene definita “psicogena” ed è causata da patologie psichiatriche.

Polidipsia secondaria

La causa di polidispia secondaria è una aumentata ed eccessiva perdita di acqua avvenuta attraverso la cute, le urine o l’apparato gastroenterico. Tipicamente ciò avviene a causa di diabete mellito, in parte a causa dell’aumento di volume delle urine per l’effetto osmotico esercitato dal glucosio che non riesce ad essere riassorbito dal rene essendo i suoi trasportatori già tutti saturati, in parte per l’incremento dell’osmolarità plasmatica secondaria all’aumento di concentrazione del glucosio stesso e di altri metaboliti osmoticamente attivi. Ricordiamo inoltre che il diabete mellito è spesso associato a poliuria, cioè all’eliminazione nelle 24 ore di una quantità di urina superiore a 2500 ml (o 3000 ml secondo alcune fonti). Tale enorme perdita di liquidi porta il diabetico non trattato a polidipsia secondaria a diabete mellito. In alcuni casi la polidipsia non ha alcuna causa nota (polidipsia idiopatica).

Le possibili cause di elevato aumento della sete sono quindi:

  • diabete mellito;
  • diabete insipido;
  • patologie psichiatriche;
  • potomania: patologia psichiatrica in cui il soggetto è spinto a bere quantità elevate di acqua;
  • dipsomania: patologia psichiatrica in cui il soggetto è spinto a bere quantità elevate di alcolici;
  • ansia cronica;
  • ritardo mentale;
  • trauma cranico;
  • recente intervento chirurgico cerebrale;
  • insufficienza renale (e quindi tutte quelle patologie che la possono determinare)
  • l’alterazione della produzione o dei meccanismi di funzionamento dell’ADH
  • ormone antidiuretico (o “vasopressina”)prodotto nell’ipotalamo. L’ADH agisce a livello dei reni dove ha regola la quantità di liquidi da eliminare con le urine
  • alcuni farmaci: anticolinergici, diuretici tiazidici, alcuni antidepressivi
  • disidratazione da sudorazione eccessiva, febbre, vomito e diarrea;
  • assunzione di cibi eccessivamente salati;
  • assunzione di alcol;
  • emorragia copiosa che causa abbassamento della volemia ed ipotensione arteriosa
  • intossicazioni;
  • sarcoidosi ipotalamica;
  • varie patologie endocrine;
  • abnorme stimolazione del centro nervoso ipotalamico della sete (da encefaliti, meningiti della base, tumori).

Sintomi e segni associati

La polidipsia è – spesso – il sintomo di una patologia, specie se è cronica. Ad essa, a seconda della causa a monte che l’ha determinata, possono associarsi varie tipologie di sintomi diversi: ad esempio se si verifica in un paziente con patologia renale, i sintomi correlati saranno per esempio quelli di una insufficienza renale; se si verifica in un paziente con patologia psichiatrica, i sintomi saranno appunto quelli di una malattia mentale e così via, con quadri clinici estremamente diversi in base alla patologia specifica a monte che l’ha determinata. La polidipsia è comunque spesso correlata ad alcuni sintomi, tra cui:

  • poliuria: eliminazione nelle 24 ore di una quantità di urina superiore a 2000 ml (2500 ml o 3000 ml secondo alcune fonti);
  • stranguria: dolore durante la minzione;
  • nicturia: ripetuto bisogno di urinare durante il riposo notturno;
  • enuresi: perdita involontaria di urina durante la notte;
  • ritenzione urinaria (o iscùria): accumulo di urina nella vescica, come conseguenza dell’incapacità – parziale o totale – della vescica di svuotarsi;
  • incontinenza urinaria: incapacità di trattenere l’urina che porta a perdita involontaria di urina;
  • urgenza minzionale: improvviso ed insopportabile bisogno di urinare con urgenza, spesso associato a difficoltà a ritenere l’urina e perdita involontaria di alcune gocce di urina;
  • svuotamento incompleto: dopo aver urinato, è la sensazione che la vescica non sia stata del tutto svuotata;
  • gocciolamento post-minzionale: perdita di alcune gocce di urina che si verifica subito dopo aver urinato;
  • tenesmo vescicale: contrazione spasmodica e dolorosa, dello sfintere vescicale accompagnata da pressione e fastidio in regione uretrale o sovrapubica e stimolo minzionale urgente;
  • globo vescicale: aumento di volume della vescica che può arrivare a contenere fino a 4000 ml (4 litri) di urina.

Non tutti questi segni e sintomi sono necessariamente presenti.

Diagnosi

La diagnosi è evidente grazie all’anamnesi ed agli esami di laboratorio che mostrano una bassa osmolalità plasmatica e urinaria.

Conseguenze

La polidipsia è uno dei fattori fisiopatologici che determinano intossicazione da acqua con iponatremia.

Terapia

Non esiste una cura unica che vada bene in tutti i casi di polidipsia; la terapia dipende dalla patologia a monte che l’ha determinata: solo dopo che il medico avrà identificato la causa specifica, sarà in grado di impostare una terapia efficace.

Leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Anatomia, fisiologia e fisiopatologia, Medicina di laboratorio, chimica, fisica e biologia, Ormoni ed endocrinologia, Rene ed apparato urinario e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.