Orticaria acuta e cronica: cause, sintomi, diagnosi, immagini, cura, rimedi

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Orticaria dermografica

L’orticaria (in inglese “hives” o “urticaria”) è una dermatosi infiammatoria pruriginosa che determina una eruzione cutanea localizzata o diffusa caratterizzata dalla comparsa di pomfi rilevati, arrossati, tondeggianti o irregolari, di varie dimensioni e pruriginosi (simili a punture di zanzara) contornate da un alone di eritema. I pomfi vengono anche chiamati “chiazze orticate“. L’orticaria può presentarsi da sola o in associazione con l’angioedema (sindrome orticaria angioedema).

Specialista dell’orticaria

Gli specialisti che più frequentemente si occupano di orticaria sono gli immunologi allergologi, i dermatologi e gli internisti.

Angioedema e orticaria

L’angioedema e l’orticaria sono il risultato di un processo patologico simile ed hanno alcuni tratti in comune, pur essendo due manifestazioni patologiche diverse; comunque le due condizioni possono coesistere e sovrapporsi nello stesso paziente nella “sindrome orticaria-angioedema“: l’orticaria si accompagna ad angioedema in oltre la metà dei casi, mentre l’angioedema può verificarsi senza orticaria solo in un caso su dieci. Per approfondire, leggi anche:

Origine del nome

Il termine “orticaria” deriva dal latino Urtica, che significa “ortica”; i sintomi e segni dell’orticaria sono infatti simili alle manifestazioni cutanee che compaiono dopo essere entrati in contatto con le ortiche, che hanno foglie contenente sostanze irritanti per la pelle.

Durata

La durata di una orticaria acuta è inferiore a 6 settimane e generalmente dura alcuni giorni, regredendo spontaneamente. L’orticaria cronica dura oltre le 6 settimane (in genere tra 6 e 12 settimane) e – in alcuni casi – per tutta la vita: in quest’ultimo caso si alternano fasi di remissione (i sintomi diminuiscono o scompaiono) a fasi di riacutizzazione (i sintomi aumentano di intensità o ricompaiono).

Patogenesi

Nell’orticaria si verifica una massiva liberazione di istamina (e di altri mediatori che regolano e controllano i processi flogistici come le citochine) attraverso i mastociti che determina dilatazione dei vasi sanguigni, con rigonfiamento dovuto al travaso di fluidi e proteine dai vasi nei tessuti. L’anormale reazione infiammatoria è responsabile dei sintomi.

Cause e fattori di rischio

La patogenesi vista nel paragrafo precedente può essere innescata da vari tipi di stimoli diversi che, in vari modi, provocano una reazione del sistema immunitario, con rilascio di istamina. Gli stimoli che frequentemente causano orticaria, sono:

  • reazione allergica determinata dall’esposizione ad un allergene di vario tipo (cibi, sostanze vari come il lattice, peli di animali, farmaci, punture di imenotteri come vespe ed api, acari, pollini…): in questo caso si parla di “orticaria allergica“;
  • esposizione a freddo o calore intensi;
  • infezioni cutanee;
  • reazioni non-allergiche a vari tipi di sostanze non contenute nei cibi;
  • reazioni non-allergiche ad alcuni alimenti contenenti salicilati nella frutta, conservanti (come il benzoato) ed altri additivi alimentari;
  • effetto collaterale di alcuni farmaci.

In molti casi (circa la metà) l’orticaria non ha alcuna causa nota: in questo caso si parla di “orticaria idiopatica“.

Fattori di rischio

La famigliarità, le malattie autoimmunitarie e le allergie sono considerati fattori di rischio per l’orticaria, come anche l’uso di alcuni farmaci come pennicilline, vaccini e antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’Aspirina o l’ibuprofene.

Classificazione in base alla durata dei sintomi

In base alla durata dei sintomi, l’orticaria può essere classificata in:

  • orticaria acuta: durata minore di 6 settimane (in genere pochi giorni);
  • orticaria cronica: durata maggiore di 6 settimane.

Orticaria acuta

L’orticaria acuta ha le seguenti caratteristiche:

  • è spesso isolata, non grave ed autolimitante;
  • è comune;
  • è frequente nei bambini, nelle donne di età compresa tra 30-60 anni e nei soggetti allergici;
  • l’eruzione cutanea appare rapidamente (pochi minuti dall’esposizione allo stimolo), diventa progressivamente più grave entro circa una decina di ore per poi risolversi entro pochi giorni (in genere uno o due).

Cause di orticaria allergica acuta

Le cause tipiche dell’orticaria allergica acuta, sono:

  • ingestione di cibi a cui si è allergici, frequentemente arachidi, crostacei, uova, noci, kiwi, latte e formaggi;
  • pollini (ad esempio di graminacee);
  • acari della polvere;
  • sostanze chimiche a cui si è esposti professionalmente;
  • uso di cosmetici o profumi;
  • uso di farmaci a cui si è allergici;
  • veleno di imenotteri (punture di vespe, api e calabroni);
  • derivati animali come peli di cani e gatti.

Orticaria non allergica acuta

Le cause tipiche dell’orticaria NON allergica acuta, sono:

  • infezioni virali, batteriche o parassitarie;
  • alterazione delle vie colinergiche (eccessiva sudorazione);
  • stress psico-fisico prolungato;
  • attrito o pressione sulla pelle (ad esempio vestiti troppo stretti);
  • effetto collaterale da farmaci;
  • ingestione di alcuni alimenti come caffè e cioccolato;
  • ingestione di alcol;
  • eccessivo esercizio fisico;
  • esposizione all’acqua;
  • eccessivi caldo o freddo;
  • esposizione alla luce solare.

Orticaria cronica

L’orticaria è considerata cronica se dura oltre le 6 settimane. La durata è generalmente 6 – 12 settimane. In alcuni casi dura per tutta la vita: in quest’ultimo caso si alternano fasi di remissione (i sintomi diminuiscono o scompaiono) a fasi di riacutizzazione (i sintomi aumentano di intensità o ricompaiono).

Cause di orticaria cronica

Le possibili cause di una orticaria cronica includono sia fattori allergici che non allergici. Le cause tipiche dell’orticaria allergica cronica, sono:

  • ingestione di cibi a cui si è allergici, frequentemente arachidi, crostacei, uova, noci, kiwi, latte e formaggi;
  • pollini (ad esempio di graminacee);
  • acari della polvere;
  • sostanze chimiche a cui si è esposti professionalmente;
  • uso di cosmetici o profumi;
  • uso di farmaci a cui si è allergici;
  • veleno di imenotteri (punture di vespe, api e calabroni);
  • derivati animali come peli di cani e gatti.

Le cause tipiche dell’orticaria NON allergica cronica, sono:

  • infezioni virali, batteriche o parassitarie;
  • ingestione di alcuni alimenti come caffè e cioccolato;
  • ingestione di alcol;
  • alterazione delle vie colinergiche (eccessiva sudorazione);
  • stress psico-fisico prolungato;
  • attrito o pressione sulla pelle (ad esempio vestiti troppo stretti);
  • effetto collaterale da farmaci;
  • esposizione all’acqua;
  • eccessivi caldo o freddo;
  • esposizione alla luce solare.

Classificazione in base all’eziologia

Oltre alla distinzione tra orticaria acuta e cronica (basata sulla durata dei sintomi), l’orticaria può essere classificata anche in base al fattore che la scatena:

  • orticaria dermografica: sfiorare, accarezzare, graffiare e strofinare la pelle induce un rigonfiamento e un’infiammazione della superficie cutanea. L’orticaria dermografica (o dermografismo) provoca molto prurito, ma grattarsi provoca l’ulteriore comparsa di pomfi. Il dermografismo inizia improvvisamente e rappresenta una forma di orticaria cronica, riconosciuta come “orticaria fisica”: sintomi possono essere indotti da periodi di stress, indumenti stretti o abrasivi, orologi e occhiali. Anche una doccia calda o estremamente fredda seguita dallo sfregamento con un asciugamano può provocare i pomfi pruriginosi;
  • orticaria da pressione: è causata da un’eccessiva pressione esercitata sulla pelle, ad esempio da vestiti troppo stretti;
  • orticaria colinergica: causata da un’eccessiva sudorazione, medicazioni occlusive, bagni caldi, febbre e ogni evento simile che comporta una stimolazione delle terminazioni colinergiche. Nei casi più gravi, centinaia di piccole macchie rosse pruriginose si sviluppano dopo l’attività fisica, durante un momento di ansia o di concentrazione;
  • orticaria da freddoè causata dalla reazione cutanea scatenata dall’esposizione a freddo intenso, neve, ghiaccio e temperature estremamente basse. Questa particolare forma di orticaria raggiunge il suo picco nel periodo invernale, ma può presentarsi anche in estate in seguito alla manipolazione di oggetti refrigerati, all’ingestione di bevande e cibi freddi o all’ingresso in una stanza con l’aria condizionata. L’orticaria da freddo ha caratteristiche particolari: i pomfi pruriginosi hanno un aspetto puntiforme ed, almeno in una prima fase, sono limitati alla parte esposta alle basse temperature; quando si diffondono ad ampie zone della pelle possono causare, invece, sintomi sistemici, come dispnea e svenimenti. I sintomi possono comparire anche se una persona si lava le mani con l’acqua fredda o dopo un bagno in piscina o in mare. Altra caratteristica dell’orticaria da freddo è il fatto che le manifestazioni sono più persistenti rispetto ad altre reazioni orticarioidi (in genere, durano più di 24 ore) e danno tregua nelle ore notturne. Gli individui affetti non dovrebbero esporsi all’acqua, al vento o ad oggetti freddi;
  • orticaria da contatto: è causata dal contatto di una determinata sostanza con la pelle o una membrana mucosa. Questa reazione può provocare pomfi confinati al sito di contatto o diffondere più ampiamente. L’orticaria da contatto può essere di origine allergica (farina bianca, cosmetici e tessili, lattice, saliva, carne, pesce e verdure) o non allergica. Esempi di orticaria di contatto non allergica comprende la reazione urticante ad alcune piante, animali (come alcuni insetti) e farmaci;
  • orticaria vasculitica (vasculite orticarioide): è causata dal depositi di immunocomplessi nei vasi sanguigni; i suoi sintomi sono dolorosi e durano generalmente oltre 24 ore; è un tipo raro di orticaria;
  • orticaria solaresi sviluppa nel giro di pochi minuti dopo l’esposizione alla luce ultravioletta (entro circa 5-10 minuti). Sulla pelle esposta ai raggi UV, si presentano una serie di sintomi tipici di una reazione allergica: prurito, bruciore, pomfi ed irritazioni. In rari casi, quando sono coinvolte aree cutanee molto estese, si possono verificare anche mal di testa, dispnea, vertigini, nausea, debolezza, sincope ed altre manifestazioni sistemiche. L’eziologia dell’orticaria solare non è chiara, ma probabilmente il fattore scatenante (ossia la luce ultravioletta) attiva degli elementi cutanei endogeni che agiscono come fotoallergeni, i quali portano alla degranulazione dei mastociti, come accade in altri tipi di orticaria. L’orticaria solare può essere classificata in base alle componenti dello spettro UV (UVA, UVB, e luce visibile) che la determina. I sintomi solitamente durano da pochi minuti a qualche ora. Tuttavia, l’orticaria solare può cronicizzare ed aumentare o ridursi nel corso degli anni;
  • orticaria acquagenica: è causata dall’esposizione della pelle con acqua od altri liquidi, indipendentemente dalle loro caratteristiche chimico-fisiche (sorgente, temperatura e concentrazione salina). In genere, l’orticaria acquagenica si manifesta in giovani adulti (età media all’esordio: 18 anni) e colpisce maggiormente il sesso femminile. Nelle aree esposte al liquido, compare dopo 3-10 minuti un’eruzione cutanea con arrossamento, eritema, prurito intenso e piccoli rigonfiamenti perifollicolari (pomfi). Questa manifestazione dura da qualche minuto ad un’ora circa, quindi regredisce lentamente, fino a scomparire. Successivamente, le sedi cutanee esposte sono refrattarie allo stimolo per diverse ore. Il contatto prolungato con il liquido è ovviamente responsabile di una manifestazione più fastidiosa ed intensa. Tutti i tipi di acqua possono scatenare una reazione orticarioide, compresa quella piovana o proveniente dal rubinetto. Nei soggetti più sensibili, compare anche dopo un bagno in mare o in piscina. L’orticaria acquagenica può essere evocata anche dal contatto con sudore, lacrime e saliva;
  • orticaria pigmentosa: è causata da un anomalo accumulo di mastociti nel derma.

Orticaria idiopatica

Quando la causa dell’orticaria non è nota (il che accade in oltre la metà dei casi), si parla di “orticaria idiopatica”, spesso cronica, recidivante ed associata in alcuni casi all’angioedema. Pur essendo la causa sconosciuta, alcuni particolari stimoli generalmente potrebbero indurre orticaria, come ad esempio:

  • stress;
  • infezioni;
  • alcool;
  • caffeina;
  • premere sulla pelle;
  • sfregamento sulla pelle;
  • esposizione all’acqua;
  • cibo piccante;
  • temperature estreme (esempio: bagno caldo o doccia);
  • indossare vestiti stretti.

Sintomi e segni di orticaria

L’orticaria si manifesta principalmente con la comparsa di un’eruzione cutanea pruriginosa, associata, talvolta, ad una sensazione di bruciore o pizzicore. Il rash cutaneo può comparire ovunque nel corpo ed essere limitato ad una certa zona di piccole dimensioni o diffuso su diverse e vaste aree.

Caratteristiche dei pomfi

L’orticaria è caratterizzata da “pomfi”, segni in rilievo sulla pelle, arrossati, tondeggianti o irregolari, di varie dimensioni e pruriginosi. I pomfi possono cambiare rapidamente: in poche ore possono infatti sparire per poi ripresentarsi altrove. I pomfi presentano dimensioni variabili: quelli più piccoli hanno un diametro di alcuni millimetri, quelli più grandi di vari centimetri di diametro. La pelle torna normale appena i pomfi scompaiono.

Shock allergico

In alcuni casi l’orticaria allergica può essere correlata a shock allergico (comunemente chiamato “shock anafilattico”), che può mettere a rischio la vita del paziente. A tal proposito leggi: Shock anafilattico: sintomi, diagnosi, prognosi, gravità, morte

Sintomi e segni di angioedema

I sintomi di orticaria possono in alcuni casi associarsi ai sintomi di angioedema. I sintomi e segni di angioedema possono variare da paziente a paziente, tuttavia generalmente includono:

  • tipico gonfiore localizzato soprattutto nella zona periorbitale (attorno agli occhi), labbra, lingua, faringe, mani, piedi e genitali;
  • dolore, calore, prurito, formicolio o bruciore nelle zone colpite;
  • malessere generale;
  • dolore addominale;
  • nausea;
  • vomito;
  • crampi addominali;
  • diarrea;
  • dolore al pube;
  • gonfiore della vescica;
  • gonfiore dell’uretra;
  • difficoltà nella minzione (emissione di urina difficoltosa).

Il paziente con angioedema ha spesso un tipico gonfiore molto marcato che interessa a volte l’intero viso e che rende l’angioedema facilmente riconoscibile.

Immagini di orticaria

Di seguito riportiamo alcune immagini di pazienti colpiti da orticaria:

Diagnosi

La diagnosi di orticaria avviene principalmente con anamnesi (raccolta dei dati del paziente, dei suoi sintomi, delle sue patologie, dei farmaci che assume, dei cibi che mangia…) e con l’esame obiettivo (la visita vera e propria con la raccolta dei segni). La diagnosi di orticaria, grazie ai caratteristici segni clinici, è abbastanza semplice: ben più complessa può essere invece l’indagine sulle possibili cause a monte che l’hanno determinata. Tale indagine può richiedere vari esami, tra cui:

In casi particolari si può effettuare una biopsia cutanea (per identificare una eventuale vasculite) o un esame delle feci e/o uno scotch test (per identificare eventuali parassitosi intestinali, ad esempio nematodi come gli ossiuri).

L’orticaria idiopatica è confermata per esclusione, cioè una volte che tutte le cause note di orticaria sono state escluse.

NOTA: se l’orticaria è cronica (oltre le 6 settimane), è improbabile sia dovuta ad una allergia (in quel caso generalmente il paziente si accorge presto qual è l’allergene responsabile e lo evita), quindi in quel caso le prove allergiche non sono di solitoraccomandate. 

Trattamento

L’obiettivo del trattamento dell’orticaria è ridurre i sintomi a un livello tollerabile per il paziente, capace di garantire il riposo notturno e le normali attività sociali e lavorative. Nei casi gravi l’obiettivo della terapia è permettere la normale respirazione e la sopravvivenza del paziente (ad esempio in caso di shock allergico). La terapia di un orticaria dipende quindi dalla gravità della condizione:

  • casi più lievi: generalmente l’orticaria regredisce spontaneamente in ore o pochi giorni, senza bisogno di farmaci o solo usando antistaminici. Si mettono in atto alcuni consigli comportamentali (vedi paragrafo successivo);
  • casi più gravi: terapia farmacologica e controllo della pervietà delle vie aeree (se necessario intubazione).

Consigli

Per alleviare i sintomi più lievi è possibile provare a mettere in pratica queste misure:

  • diminuire lo stress psico-fisico;
  • eliminare gli stimoli scatenanti noti;
  • evitare/curare le infezioni;
  • non assumere alcool e caffè;
  • non assumere cibi piccanti;
  • evitare le temperature estreme, ad esempio bagno o doccia troppo caldi o troppo freddi;
  • fare una doccia tiepida/fresca;
  • applicare un impacco fresco sulla zona colpita;
  • evitare gli allergeni noti;
  • bonifica degli ambienti in caso di allergia nota (vedi ultimo paragrafo);
  • indossare abiti larghi;
  • non premere, strofinare o graffiare l’area interessata.

Se la causa dell’orticaria è chiara (ad esempio orticaria allergica da cibo specifico noto), i pazienti devono ovviamente evitarla, se possibile. Se la causa non è chiara, l’assunzione di tutti i farmaci non essenziali deve essere interrotta fino alla scomparsa dei sintomi.

Terapia farmacologica

Per il prurito intenso, gli antistaminici costituiscono il trattamento di prima scelta perché sono efficaci nel ridurre prurito ed eritema nella maggioranza delle persone. Nei casi più gravi può essere utile l’assunzione di corticosteroidi per via sistemica. Per l’orticaria cronica refrattaria ad altre terapie, è possibile usare l’omalizumab.

Immunoterapia specifica

I casi gravi di orticaria allergica possono richiedere la desensibilizzazione del supposto allergene, per diminuire la mortalità. Per approfondire: Immunoterapia specifica (iposensibilizzazione): indicazioni, controindicazioni

Trattamento d’urgenza

Se un orticaria grave si associa ad angioedema e si verificano difficoltà di deglutizione, respiratoria o collasso, è necessario un trattamento d’urgenza. Le vie aeree del soggetto devono essere aperte mediante iniezione sottocutanea o intramuscolare di adrenalina (per ridurre la tumefazione) o inserimento di un tubo respiratorio attraverso la bocca o il naso e nella trachea del soggetto (intubazione). Se le vie aeree si chiudono troppo velocemente, è possibile praticare una piccola incisione nella pelle sopra la trachea e inserirvi un tubo respiratorio. La maggior parte delle persone che presentano reazioni gravi dovrebbe sempre avere a disposizione una siringa di adrenalina autoiniettante e compresse di antistaminici, da usare immediatamente, alla comparsa di una reazione. In caso di shock allergico, leggi: Shock anafilattico: terapia, cosa fare, consigli per prevenirlo

Rimedi naturali

Alcuni alimenti e rimedi fitoterapici possono essere usati con “antistaminici naturali” insieme all’eventuale terapia farmacologia ed ai consigli comportamentali prima descritti:

  • ribes nero;
  • tutti i cibi contenenti vitamina C;
  • aloe vera;
  • curcuma;
  • tè verde;
  • ortica;
  • basilico (infuso da applicare sulla pelle direttamente sulle eruzioni cutanee provocate dall’allergia);
  • bevanda di rooibos (fino a tre tazze al giorno);
  • tisana di camomilla con miele;
  • impacco di camomilla sugli occhi (3 gocce di olio essenziale di camomilla aggiunte a mezzo litro di acqua: imbevete dei dischetti di cotone e applicate sugli occhi per 10 minuti);
  • zenzero;
  • aceto di mele (3 cucchiai diluiti in un bicchiere d’acqua; 3 bicchieri al giorno).

Cibi da evitare

Alcuni cibi potrebbero aumentare gli effetti dell’orticaria e dell’eventuale angioedema, tra cui:

  • pomodori;
  • kiwi;
  • sedano;
  • finocchi;
  • banane;
  • frutta secca.

Ricordiamo che alcuni cibi sono frequentemente causa di allergia, tra cui arachidi, noci, latte, crostacei e uova.

Bonifica igienico-ambientale per eliminare gli allergeni

Di seguito riportiamo sinteticamente una lista di consigli generali utili per una accurata bonifica igienico-ambientale, validi per i pazienti affetti da tutte le allergopatie respiratorie da allergeni ambientali (ad esempio da derivati animali):

  • Aerazione frequente degli ambienti o uso di impianti di condizionamento d’aria, in modo da ridurre l’umidità al di sotto del 50%.
  • Rimozione accurata della polvere dai pavimenti e dai mobili, con aspiratore elettrico o con un panno umido, in modo da non sollevare polvere.
  • Eliminazione di moquette e tappeti, di divani e sedie imbottite.
  • Rimozione di tendaggi pesanti e loro sostituzione con tende lavabili o con tendine di materiale sintetico, alla veneziana.
  • Eliminazione di altri ricettacoli di polvere (scaffali di libri, giocattoli di peluche, eccetera).
  • Sostituzione di materassi e cuscini di lana o di piume con altri, ad esempio in derivati sintetici della gomma, da rinnovare comunque frequentemente, anche ogni anno od ogni 2 – 3 anni. Ancora più affidabili sono i materassi ortopedici in poliuretano denso (densità pari a 30-40 kg/m³), che rappresenta un habitat sfavorevole alla riproduzione ed allo sviluppo degli acari.
  • Rivestimento dei materassi e dei cuscini con particolari federe “anti-acari”, confezionate con tessuti di cotone a trama spessa e rivestite all’interno da una sottile pellicola sintetica, da chiudere poi ermeticamente con cerniere lampo. Una misura più economica è costituita da un semplice rivestimento di Goretex, sigillato con nastro adesivo, intorno al materasso ed al cuscino.
  • Esposizione frequente all’aria ed al sole di materassi, cuscini, federe e biancheria da letto e loro accurata sbattitura con un battipanni, come si usava fare in passato.
  • Pulizia frequente (anche più volte alla settimana) della superficie esterna dei materassi, dei cuscini e delle federe con un aspirapolvere (tale pulizia deve essere particolarmente accurata in corrispondenza delle cuciture delle federe, dove maggiore è la concentrazione degli acari).
  • Lavaggio frequente, anche bisettimanale, ad alta temperatura, di federe, lenzuola ed altra biancheria da letto.

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