Biochimica dell’alcol etilico: biotrasformazione dell’etanolo

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Biotrasformazione

La biotrasformazione dell’etanolo avviene prevalentemente a livello epatico. Circa il 90%
della dose assorbita è metabolizzata dal fegato; una quantità trascurabile è soggetta a
biotrasformazione intestinale o ad escrezione diretta nelle urine e nell’aria espirata.
A livello soprattutto epatico, l’etanolo viene ossidato ad acetaldeide (CH3-CHO). Tale
trasformazione metabolica è catalizzata sia dall’alcol deidrogenasi (ADH) per oltre il 70%, enzima del citosol dell’epatocita, che dal sistema microsomiale di ossidazione dell’etanolo (MEOS) per il 10-15%, il cui enzima fondamentale è il citocromo P450 (CYP2E1), mentre un ruolo marginale viene svolto dalla catalasi, per non più del 10%, quando l’alcolemia è molto elevata. A basse concentrazioni di etanolo, l’ADH è l’enzima ossidante principale, mentre al alte concentrazioni tale ruolo è rivestito dal MEOS (2). L’ossidazione è catalizzata a spese della riduzione del NAD+ per l’ADH e del NADP+ per il MEOS. Relativamente all’ADH sono state individuate tre sottoclassi enzimatiche differenti, denominate ADH I, ADH II, ed ADH III: ciascuna sottoclasse presenta diversi isoenzimi, dotati di capacità metaboliche differenti. Tale variabilità renderebbe in parte ragione della corrispondente diversità interindividuale nella velocità di eliminazione dell’etanolo del plasma.
Il MEOS presenta invece la caratteristica di aumentare la propria capacità metabolica dopo ripetute somministrazioni di etanolo, fenomeno definito «induzione enzimatica» e ritenuto alla base della «tolleranza metabolica». Esso ha un ruolo importante nell’alcolismo cronico quando coesiste epatopatia.
L’acetaldeide, metabolita principale dell’etanolo, non sembra possedere effetti psicoattivi, in quanto incapace di attraversare la barriera ematoencefalica, anche per la presenza di enzimi metabolizzanti a livello delle cellule endoteliali. Il 90% dell’acetaldeide, derivata dalla biotrasformazione dell’etanolo, è ulteriormente ossidata ad acido acetico dall’enzima acetaldeide deidrogenasi (ALDH). L’acido acetico a sua volta, è metabolizzato a CO2 e H2O nel tessuto muscolare o convertito in acetilCoA, il quale viene poi utilizzato nella sintesi del colesterolo e degli acidi grassi.
In aggiunta alle predette vie metaboliche, l’etanolo viene in parte coniugato con acido
glucuronico con formazione dell’etilglucuronide, metabolita escreto con le urine.

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