“Ho smesso di fumare da tanti anni, che male c’è a farmi solo un tiro?”

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Ecco la frase tipica che fa ritrasformato tanti ex fumatori, in fumatori.

“Oggi non fumo”

Mentre stavate smettendo di fumare, i primi momenti dopo l’ultima sigaretta, probabilmente vi svegliavate ogni giorno pensando “oggi non fumo” con grande determinazione. In quel momento era giusto concentrarsi bene su questo nobile obiettivo: i forti desideri provocati dalla tossicodipendenza richiedevano tutta la nostra motivazione nonché ogni arma a disposizione per far tacere quel desiderio apparentemente irresistibile di prendere una sigaretta. Molti pensano che questa grande determinazione sia necessaria solo all’inizio del periodo di ex tossicodipendenza, ed in parte è così, tuttavia questo non deve farvi pensare che – passati i primi giorni o mesi – potete abbassare la guardia. Il fatto è che il ripetere a sé stessi “oggi non fumo” non è importante solo all’inizio, ma converrebbe riaffermarlo al risveglio per tutta la vita (ovviamente evitando “paranoie”!). Ogni giorno bisognerebbe iniziarlo con un bell’ “Oggi non fumo!” e – cosa altrettanto importante – occorrerebbe terminarlo congratulandoci con noi stessi e provando un senso di orgoglio per avere portato a termine quanto ci eravamo proposti. Perché tutto ciò? Perché il pericolo di una ricaduta è sempre ben presente anche anni e persino decenni dopo avere smesso di fumare, come confermato da tanti miei pazienti.

“Ne fumo solo una”

La dipendenza alla nicotina è potente come la dipendenza all’alcool o da qualche droga illegale come la cocaina o l’eroina. L’assuefazione a fumare nicotina ha permeato praticamente ogni ambito della nostra vita di tutti i giorni. Se lasciamo che sia l’autocompiacimento a riempire il vuoto lasciato dalla vecchia dipendenza e dalle abitudini passate, dimenticheremo lo sforzo monumentale sostenuto per arrivare a superarle. L’autocompiacimento fa abbassare la guardia e potremmo iniziare a dimenticare le ragioni per le quali abbiamo voluto smettere di fumare. Potremmo non essere più in grado di vedere i grandi miglioramenti fisici, sociali ed economici occorsi nella qualità della nostra vita per avere smesso di fumare. Viene poi un giorno in cui il fumo sembra far parte di un passato oscuro che veramente non c’entra più niente con quello che siamo diventati, e il pensiero di una sigaretta si accompagna all’opportunità “innocente” di fumarla. Può trattarsi di una insignificante occasione sociale, come di un importante momento di crisi. In ogni caso, tutti gli elementi sembrano essere presenti. Abbiamo il movente, la causa e l’opportunità; mentre il raziocinio e la consapevolezza della nostra tossicodipendenza latitano. A quel punto facciamo un tiro, “tanto che vuoi che sia, ormai sono un ex fumatore e me ne fumo solo una“. Ma non è mai “solo una”. Fatto il primo tiro dopo tanto tempo, nel nostro organismo e nella nostra mente cominciano a vigere nuove regole: il nostro corpo vuole nicotina. Un processo preordinato si mette in moto e – anche se non capiamo quello che ci sta succedendo – siamo ricaduti nelle braccia della nostra droga: la nicotina. La volontà e il desiderio di riprendere il controllo sono sopraffatti dalla voglia di nicotina del corpo. Non abbiamo il controllo del processo fisiologico che sta avendo luogo. In breve la mente si piega a quanto chiede il corpo e senza accorgersene siamo stati di nuovo presi all’amo dalla nostra tossicodipendenza.

Mai più nemmeno un tiro

Molto probabilmente, subito dopo la sigaretta che “è solo una, che male vuoi che faccia”, sentiremo un grande rimorso e saremo assaliti da una sensazione di fallimento e di colpa. Presto arriveremo a provare nostalgia per quei giorni nei quali facevamo fatica persino a pensare alle sigarette. Ma quei giorni diventeranno presto un’immagine sbiadita e quasi sempre si tornerà a fumare. Settimane, mesi, persino decenni potranno trascorrere prima di riuscire ancora una volta a tentare seriamente di smettere. Triste a dirsi, ma potremmo non avere più la forza necessaria, la motivazione iniziale o l’opportunità di smettere ancora – e questa sarebbe la vera tragedia. La diagnosi di una malattia terminale o una morte improvvisa potrebbero ad esempio ingabbiarci in un tale stress che potrebbe impedirci sul nascere di portare a termine il nostro buon proposito di smettere nuovamente. Per questo vi dico: se avete smesso, non fate più nemmeno un tiro, perché se riprendete a fumare potreste non riuscire a smettere come avete fatto la prima volta!
Non correte il rischio di rimanere intrappolati in questo scenario tragicamente triste. Combattete attivamente per rimanere liberi dal fumo e per mantenere tutti i benefici fisici, emotivi, economici, professionali e sociali che vi siete guadagnati smettendo di fumare. Iniziate sempre le giornate con la frase “Oggi non fumo” e terminatele sempre con l’autoaffermazione e il senso di orgoglio e di realizzazione per avere vinto ancora una volta la vostra battaglia quotidiana con la vostra tossicodipendenza. Ricordate sempre, fra quando vi svegliate e quando andate a dormire: MAI PIÙ UN ALTRO TIRO!

Parti di questo testo, ampliate dal nostro Staff, sono tratte dal libro “Non fare più nemmeno un tiro” di Joel Spitzer, molto utile sia per chi vuole smettere di fumare che per chi ha già smesso e vuole evitare di “cadere in tentazione”. E’ un libro gratuito, scaricabile legalmente dal link contenuto nel nostro articolo: Non fare più nemmeno un tiro: il libro gratuito per chi ha smesso e per chi vuole smettere di fumare

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Lo Staff di Medicina OnLine

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