“Fumare due o tre sigarette è meglio che fumare due o tre pacchetti”

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Questa affermazione mi fu rovesciata addosso da una furiosa partecipante al mio corso antifumo dopo che per il terzo giorno successivo aveva imbrogliato, poiché diceva di aver smesso ma in realtà si fumava un paio di sigarette al giorno e pensava che in fondo smettere del tutto e fumare “solo un paio” di sigarette al giorno fosse in pratica la stessa cosa per una come lei che prima fumava 2 pacchetti al giorno. Era arrabbiatissima perché continuavo a dirle che stava mettendo in serio rischio le sue possibilità di smettere di fumare. Le dicevo che, fino a quando andava avanti a fumare due o tre sigarette o anche a fare un solo tiro, avrebbe potuto anche continuare a fumare gli altri due pacchetti che normalmente fumava in una giornata. Stava soffrendo orribilmente e credeva che tutta questa pena l’avrebbe portata a qualche risultato.  Io invece sminuivo i suoi sforzi e questa arroganza la faceva diventare matta.

Ridurre le sigarette è davvero un così grande risultato?

Aveva frequentato altri corsi prima, dove una riduzione dell’80%  delle sigarette era considerata un grande risultato. Certo, anche loro credevano che un risultato del 100% sarebbe stato meglio, ma credevano anche che non tutte le persone potevano farcela, quindi consideravano una forte diminuzione del numero di sigarette fumate, come il più grande risultato possibile per i fumatori più accaniti. Anche il suo medico era probabilmente stato d’accordo sul fatto che, se non poteva smettere di fumare, aveva almeno ridotto drasticamente e ciò era un grandissimo successo. Parenti e amici erano impressionati dal suo grande miglioramento. Poi era venuta al nostro corso e io le avevo detto che, se fumava ancora un paio di sigarette al giorno, non aveva fatto ancora nulla di così eclatante e che quindi o smetteva di fumare del tutto o tanto valeva riprendere a farlo come prima. Quello che più la irritava era che credeva di avere fatto un grande lavoro e che io non volevo ammetterlo con lei.

Con 2 sigarette sei ancora un fumatore

Contrariamente a quello che credeva, io non consideravo lodevole il suo tentativo di ridurre il fumo. Il fumo di sigarette è una dipendenza: si può fumare o non fumare e non esistono vie di mezzo. Ovvio che è preferibile fumare 2 sigarette al giorno e non 20, ma finché si fumano quelle 2 sigarette, si è ancora fumatori ed il rischio di riprenderne a fumare 20 al primo periodo stressante, è sempre in agguato. E’ un ottimo risultato ridurre le sigarette solo se poi ad un certo punto si smette del tutto e non se queste 2 sigarette al giorno continuano per tutta la vita. Nel caso della signora, tutti gli altri programmi che aveva seguito, parenti, amici e gli altri professionisti potevano avere considerato la sua drastica riduzione come impressionante, ma avevano sbagliato nel non capire che si trattava di uno stato temporaneo: finché fumi anche solo una o 3 sigarette al giorno, sei ancora un fumatore ed all’improvviso puoi ritornare a fumare il tuo pacchetto al giorno senza neanche accorgertene. Un bel giorno, alla prima difficoltà o stress, potresti dire:

“un mese fa ne fumavo un pacchetto da 20, poi sono passato a 2, che vuoi che sia se ne fumo 3? Sono sempre poche rispetto alle 20 iniziali”

Poi, potresti dire:

“due mesi fa ne fumavo un pacchetto da 20, poi sono passato a 2 ed a 3, che vuoi che sia se ne fumo 5? Sono sempre poche rispetto alle 20 iniziali”

Poi, potresti dire:

“sei mesi fa ne fumavo un pacchetto da 20, poi sono passato a 2, poi a 3 ed a 5, che vuoi che sia se ne fumo 10? Sono sempre poche rispetto alle 20 iniziali”

O smetti o non smetti

Insomma, per la mia esperienza, o si smette o non si smette. Ridurre e basta, se non è propedeutico a smettere del tutto, non solo diminuisce le tue possibilità di essere un vero ex fumatore (zero sigarette fumate), ma allunga a dismisura (mesi e mesi)  il periodo in cui si soffrono i sintomi di astinenza, che – per chi smette di colpo – è di circa 2 settimane. Ridurre il fumo del 50, 80, 90 o anche 99,99% non serve a nulla. Comporterà solo un completo fallimento del tentativo, che condurrà a un ritorno ai livelli di consumo precedenti, se non addirittura superiori rispetto a prima. Non serve smettere per un giorno o una settimana o addirittura un mese, se – a causa di ciò – dopo diventiamo un fumatore ancora più accanito per anni. Il risultato finale di questo schema è spesso la perdita della salute o addirittura della vita. Nessuno ha mai perso la vita per avere seguito il nostro approccio che prevede di smettere di colpo di fumare e di seguire in seguito una completa astinenza dal fumo, ma molti sono già morti e molti altri lo faranno per averlo ignorato. Per una persona che davvero è dipendente dalla nicotina, la semplice riduzione del consumo di tabacco significa solo sofferenze prolungate e fallimento per ricadute. Se ne fumi “solo due al giorno”, al primo stress tornerai a fumarne 3, poi, 5 poi 10, poi 20… Smettere di colpo potrà magari portare a qualche disagio, ma è un periodo breve e il risultato finale può essere la VERA libertà dalle sigarette e non la FLASA libertà di chi ne fuma “solo due al giorno”.

Parti di questo testo, rielaborate dal nostro Staff, sono tratte dal libro “Non fare più nemmeno un tiro” di Joel Spitzer, molto utile sia per chi vuole smettere di fumare che per chi ha già smesso e vuole evitare di “cadere in tentazione”. E’ un libro gratuito, scaricabile legalmente dal link contenuto nel nostro articolo: Non fare più nemmeno un tiro: il libro gratuito per chi ha smesso e per chi vuole smettere di fumare

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Lo Staff di Medicina OnLine

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