La disfunzione erettile e sue ripercussioni nella coppia

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La sessualità nella coppia

Da molti anni la sessualità della coppia, sia eterosessuale che omosessuale, viene considerata come comprendente non solo unicamente l’atto fisico del rapporto sessuale, ma anche diversi tipi di fattori come intimità, conoscenza reciproca, desideri, valori individuali. La sessualità della coppia è quindi un processo molto complesso nel quale si integrano due componenti differenti:

  • componenti organiche: neurologiche, endocrine e vascolari;
  • componenti non-organiche legate a: esperienze personali, a fattori
    culturali, all’educazione ricevuta, all’influenza familiare e sociale, alla pre-
    senza o meno di conflitti relazionali, a credenze di tipo religioso e, non ul-
    timo, alle condizioni di stress legate al lavoro o a problemi di tipo finan-
    ziario.

Rispetto al passato la sessualità è vista ora come un fenomeno più complesso e meno segreto, costituito da una serie di elementi necessari per la sua completezza: desiderio, eccitazione, orgasmo, piacere, identità, affetti, relazione, creazione, amore. Sono tutti elementi ricchi di sfaccettature e che devono funzionare non solo in concerto tra loro, ma anche con il corretto funzionamento di molte strutture anatomiche. I disturbi della sessualità, sono stati per anni raggruppati sotto i termini generici di “impotenza” per l’uomo e “frigidità” per la donna, finché gli  studi di Master e Johnson prima e Kaplan poi, non hanno definito il ciclo sessuale dividendolo in fasi:

  • fase 1: desiderio;
  • fase 2: eccitamento;
  • fase 3: orgasmo;
  • fase 4: risoluzione.

L’osservazione clinica di soggetti con mancanza di desiderio ha dato autonomia a questa parte della relazione sessuale e nel contempo ne ha evidenziato l’importanza: non è possibile fare l’amore senza desiderio. Essendo però questi elementi interconnessi tra loro, se l’eccitazione può stimolare da una parte il desiderio e dall’altra l’orgasmo, le applicazioni terapeutiche sono più ampie, e possono essere sfruttate per il raggiungi-
mento del piacere, la cui presenza non è scontata né costante, ma è indispensabile per la completezza dell’atto sessuale e si potenzia reciprocamente con le altre fasi della relazione. Anche se il piacere può avere una sua autonomia, nella relazione di coppia la sessualità trova il massimo della sua espressione e realizzazione. Uno qualsiasi di questi elementi può essere fonte di disturbo e farne risentire gli altri, provocando lo sviluppo di una disfunzione sessuale. Nell’ambito di una recente ricerca svolta tramite intervista telefonica è stata posta la domanda “Secondo lei quali sono gli elementi più importanti per un rapporto d’amore soddisfacente?”. Le risposte di circa un migliaio di intervistati di entrambi i sessi hanno indicato al primo posto il dialogo (52% degli uomini e 62% delle donne) al secondo posto la buona complicità (rispettivamente 34% e 37%) ed al terzo l’avere una buona intesa sessuale (36% e 28%). L’intesa sessuale risulta perciò un fattore importante per entrambi i componenti della coppia, ma a parità di altri fattori di tipo relazionale e probabilmente solo in presenza di questi. Parimenti, l’indagine Censis 2000 permette di delineare una progressiva tendenza verso una concezione della sessualità nella quale diventa centrale l’aspetto relazionale: esprimendo un’opinione su quale sia la più importante funzione della sessualità, il 40,3% sostiene che la sessualità rappresenta principalmente uno strumento per l’espressione dei propri sentimenti all’interno di una relazione di coppia. Inoltre il 52% degli intervistati ritiene che il rapporto sessuale possa essere soddisfacente anche senza orgasmo. Nonostante l’uomo dia più importanza al sesso nella propria vita rispetto alle donne, le recenti ricerche sulla soddisfazione sessuale degli uomini con disturbi erettivi trattati con gli inibitori della PDE5 hanno a loro volta dimostrato come un terzo dei trattati, pur con buoni risultati fisici, non abbia una completa soddisfazione sessuale. La sessualità nella coppia è quindi qualcosa che va al di là di una ferma erezione e l’approccio terapeutico deve necessariamente essere visto in maniera più ampia del solo farmaco. L’identità sessuale infatti è formata dal genere (il sesso a cui si appartiene), dal ruolo (il sesso che gli altri ci attribuiscono) e dalla meta (il partner sessuale), ed ha finalità diverse nel maschio e nella femmina: riproduzione e potenza per l’uno, seduzione e riproduzione per l’altra. La sessualità è un modo quindi per rinforzare la propria identità e la propria autostima. Il suo “cattivo funzionamento” ha ripercussioni di vario grado che partono dall’ansia, si trasformano in paura e possono al fine esprimersi come depressioni di forma più o meno
grave e manifesta.

La disfunzione erettile e sue ripercussioni

Le disfunzioni sessuali (DS) sono una patologia molto frequente. Da una indagine Censis svolta alcuni anni fa su 1500 soggetti emerge che il 42,6% degli uomini ed il 39,7% delle donne ne lamentano una di un qualche tipo, in particolare nei soggetti al di sopra dei 40 anni di età. La più frequente disfunzione sessuale maschile nella fascia d’età superiore ai 50 anni è la disfunzione erettile: essa è anche la più conosciuta e temuta da entrambi i componenti della coppia.Infatti, per il 92 degli intervistati dell’indagine Censis, le DS rappresentano un problema serio che deve essere affrontato all’interno della coppia. Circa il 50% dei soggetti maschi, in caso di problemi sessuali dichiara che non darebbe peso alla cosa, ma il restante 50% al contrario, pensa che avrebbe una reazione molto negativa, caratterizzata da vergogna e depressione. Il primo interlocutore, comunque, nella maggior parte dei casi è la partner, che solitamente si dichiara disponibile a dare il proprio sostegno, ma è spesso molto contraria all’uso di farmaci per risolvere il problema.

La disfunzione erettile e sue ripercussioni sull’uomo

Abbiamo già detto del circuito che si instaura nell’uomo in caso di ciò che viene considerato un fallimento sessuale, ma analizziamolo più profondamente. Il suo pensiero è:

“Non posso avere una vita sessuale normale con la mia compagna: sono un fallimento come uomo e come amante e non posso smettere di pensare a questo”.

Ciò significa che egli è ossessionato da un pensiero che lo identifica come una persona fallita, di cui egli stesso perde stima e fiducia. Inoltre, le altre modalità affettive come il coccolarsi o l’accarezzarsi, meno consone alla sessualità maschile, ora gli sembrano un ripiego e una conferma della sua incapacità di fare altro. È comunque certo che la compagna non le accetterebbe, perché “ora che sono così, di certo lei non vorrà più toccarmi”. La conclusione è un enorme senso di solitudine e di colpa.

La disfunzione erettile e sue ripercussioni sulla donna

Contemporaneamente all’uomo, la donna all’interno di questa coppia sviluppa un timore:

“Sarò io? È colpa mia? Non lo metto a suo agio? Non lo eccito più perché non sono brava o sono meno attraente di quando ero più giovane?”.

Tutti questi pensieri sono legati soprattutto alla paura di aver perduto la propria seduttività, in particolare quando la donna supera i 40 anni. Questo è un errore tipicamente femminile: misurare la propria autostima, femminilità e desiderabilità in base alla risposta dell’uomo. Ciò la rende vulnerabile alla paura di essere abbandonata. È quindi facile iniziare a pensare che forse c’è qualcun’altra che lo eccita di più, con la quale egli possa mantenere la sua potenza, e che anche per questo magari la colpa è sua perché non si è dedicata abbastanza al partner piuttosto che ai figli o al lavoro.

La disfunzione erettile e sue ripercussioni sulla coppia

Queste reazioni della coppia spesso portano ad un allontanamento fisico (letti separati, spogliarsi separatamente) e a reazioni di tristezza con facilità al pianto, oppure di insonnia o di bulimia reattiva. In genere alla fine la donna sviluppa una reazione di rabbia e di difesa poiché comunque:

“Il malato è lui, non fa niente per risolvere questa situazione, non pensa ai miei bisogni… lo lascio”.

Questo è un momento pericoloso perché viene messa in crisi la stabilità della coppia, le liti ed i malumori sono frequenti e ovviamente questo peggiora il già precario equilibrio sessuale, diminuendo anche il desiderio di entrambi. È questo il momento nel quale con una certa facilità si possono sviluppare disfunzioni sessuali femminili, cosa che viene riferita con una certa frequenza negli studi specialistici. In realtà, il problema sessuale della donna non è strettamente dovuto alla disfunzione erettile e alla mancata penetrazione, ma alla lontananza emotiva che le ripercussioni descritte determinano. Facilmente, al momento del tentativo sessuale lei non sarà eccitata, in particolare se deve svolgere un rapporto concentrato sull’erezione (resterà o sparirà?) e sull’urgenza della penetrazione (prima che se ne vada). Inoltre sarà sessualmente insoddisfatta se nient’altro viene fatto per il suo piacere. Mentre nei rapporti di coppia appena iniziati il desiderio sessuale sorge spontaneo e forte anche da parte della donna, in quelli più “datati” spesso i rapporti sessuali iniziano per lei senza un vero desiderio fisico: al contrario è fondamentale la vicinanza emotiva, l’affetto, l’intimità, la reciproca accettazione e il rispetto. Come abbiamo visto, queste caratteristiche vengono spesso a mancare nella coppia con problema di disfunzione erettile. A ciò si aggiunge anche una forte sensazione di insicurezza della donna sulla propria attrattività, per cui lei stessa eviterà di cercare rapporti che sa già essere insoddisfacenti. Considerando che la disfunzione erettile è una patologia che aumenta la prevalenza con l’età, è probabile che la partner sia in periodo menopausale, con i relativi disturbi da carenza ormonale, e perciò il suo stimolo sessuale potrebbe essere minore.

Le ripercussioni della terapia della disfunzione erettile nella donna

La partner ha spesso un ruolo fondamentale nel rompere il ghiaccio ed aiutare il compagno ad affrontare il loro problema. Infatti, le donne da sempre si occupano dei problemi sanitari familiari e sono le prime interlocutrici in casa per i piccoli problemi di salute e questo è un pensiero basato su dati statistici: più frequentemente le donne frequentano il medico di famiglia rispetto agli uomini e, essendo maggiormente abituate a parlare di sé e del proprio privato, vi si rivolgono o convincono il partner ad
andarci, spesso accompagnandolo, in caso di problemi di salute “privati”. Le donne assumono quindi spesso un ruolo molto importante prima nel processo diagnostico della disfunzione erettile del marito o compagno e successivamente in quello terapeutico. I diversi tipi di terapia per la disfunzione erettile danno in genere ottime percentuali di risposte positive. Ciononostante, è esperienza comune che la terapia venga molto spesso sospesa dopo breve tempo. Tra le molte cause di questi “drop-out”, vanno considerate anche le fisiologiche reazioni della partner all’uso del farmaco/dispositivo per la cura della disfunzione, che può portare a due diversi atteggiamenti in contrapposizione, a volte presenti nella stessa persona:

Pensieri positivi:

  • Anche lui fa qualcosa per me
  • La terapia ci permetterà di riprendere una vita sessuale
  • La terapia mi evita di dover collaborare o prendere l’iniziativa
  • La terapia mi solleva dal dover essere sempre eccitante
  • Ho meno ansia, paura di essere abbandonata, ecc.
  • Minore impegno per eccitare l’uomo
  • Maggiore possibilità di lasciarsi andare
  • Migliore accesso al piacere

Pensieri negativi:

  • Voglio essere io ad eccitarlo e non un farmaco o un dispositivo
  • Se non funziona con me, non deve poter funzionare con altre
  • È costosa e non possiamo permettercelo
  • La sessualità è una cosa naturale: se non c’è, è finita e non c’è farmaco che “tenga”.

Spesso la donna è contraria alla terapia con farmaci erettogeni o con il dispositivo vacuum, perché questi mezzi non la coinvolgono nel processo di eccita mento che tra l’altro per lei è qualcosa di diverso dal semplice provocare un’erezione. Inoltre, non sempre l’eccita mento fisico del maschio corrisponde a quello mentale, e la necessità di dover per forza raggiungere l’orgasmo diventa un bisogno meccanico piuttosto che l’espressione finale di un desiderio e di piacere raggiunto insieme. Per questo motivo, oltre all’uso dei vari sistemi “erettogeni” è fondamentale l’aiuto di un counseling sessuologico che aiuta la coppia a sospendere le ostilità ed a capirsi, esprimendo ognuno le proprie sofferenze ed il proprio vissuto. Contemporaneamente, è necessario suggerire come potersi riscoprire fisicamente, ritrovare l’intimità, il desiderio e il piacere non strettamente legati all’erezione (dovuta al farmaco). In questo modo sarà possibile evitare la creazione di un circolo vizioso che parte da una disfunzione maschile e arriva a una disfunzione femminile, soprattutto alla luce delle numerose soluzioni terapeutiche oggi presenti per la disfunzione eretti le.

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