Anamnesi medica e sessuologica nella diagnosi della disfunzione erettile

MEDICINA ONLINE MEDICO PAZIENTE ANAMNESI VISITA ESAME OBIETTIVO IDIOPATICO SINTOMI DOLORE STUDIO OSPEDALE AMBULATORIO CONSIGLIO AIUTO DOTTORE INFERMIERE PRESCRIZIONE FARMACO DIAGNOSILa raccolta dei dati e dei sintomi del paziente (anamnesi) nel soggetto eterosessuale od omosessuale con sospetto di disfunzione erettile, per il medico non è diversa da quella che viene effettuata per altre patologie. Il medico dovrà ovviamente, rispetto al solito, focalizzarsi maggiormente su tutti i possibili fattori di rischio capaci di favorire l’insorgenza del disturbo erettile.

Anamnesi medica

Per quanto riguarda l’anamnesi fisiologica sarà quindi importante annotare:

  • età;
  • abitudini alimentari (ad esempio dieta ipercalorica e ricca di grassi);
  • sovrappeso o obesità;
  • tipo di attività lavorativa;
  • livello di istruzione e il livello sociale (studi epidemiologici recenti hanno dimostrato che un basso livello di istruzione e un basso reddito sono significativi fattori di rischio per la disfunzione erettile);
  • stile di vita (sedentaria o meno);
  • fumare sigarette o l’averlo fatto in passato (importante anche il numero
    di sigarette fumate al giorno);
  • eventuale abuso di alcool;
  • uso di droghe, in particolare gli oppiacei (eroina, metadone);
  • età dello sviluppo puberale;
  • il non aver passato la visita di leva (in pazienti anziani);
  • eventuale storia di un criptorchidismo o ipogonadismo.

Come discuteremo nei prossimi paragrafi, una sorta di anamnesi medica dovrebbe essere anche estesa alla o al partner.

Lavoro, soldi, ambiente

Altri dati apparentemente non importanti, devono essere annotati, come ad esempio:

  • eventuali problemi sul lavoro o economici;
  • eventuali convivenze con familiari (ad es. uno dei genitori);
  • presenza o meno di una situazione di coppia stabile (matrimonio o comunque convivenza);
  • aver accesso a spazi e momenti di intimità con la partner o il partner;
  • presenza di figli.

Tali dati sono importanti perché molto spesso infatti problemi di lavoro e/o economici o la difficoltà di ottenere in casa momenti di intimità ad esempio per la continua presenza di figli ancora piccoli o perché l’abitazione non ha spazi adeguati, rappresentano dei fattori di stress di notevole rilievo, che possono influire molto negativamente nella vita sessuale e rappresentare un forte fattore di rischio psicologico per la disfunzione erettile. All’opposto, in un soggetto single che non ha un rapporto di coppia stabile ma solo rapporti sporadici e occasionali magari soltanto con prostitute è spesso difficile stabilire l’effettiva presenza del problema.

Anamnesi patologica

Nell’anamnesi patologica prossima e remota occorre poi annotare:

  • interventi chirurgici specialmente se interessanti la pelvi (ad esempio rimozione di neoplasie della vescica, del colon e soprattutto della prostata; importante anche il tipo di intervento, ad esempio se nerve sparing o no);
  • eventuale ipertensione;
  • diabete;
  • dislipidemie;
  • malattie cardiovascolari pregresse (ad esempio infarto acuto del miocardio) o in atto (ad esempio coronaropatia ischemica);
  • malattie genetiche (ad esempio sindrome di Klinefelter);
  • malattie epatiche;
  • malattie renali;
  • malattie neurologiche;
  • malattie psichiatriche.

Focus sui farmaci

Importante è per il medico anche stabilire l’eventuale assunzione di farmaci con possibili effetti negativi sulla funzione sessuale e/o sulla libido come alcuni antipertensivi, neurolettici, antidepressivi, antiandrogeni e anabolizzanti (importanti in caso di paziente frequentatore di palestra o body builder). Alcuni tra i farmaci più spesso correlati a disfunzione erettile, sono:

  • Alfa Metildopa;
  • Reserpina;
  • Clonidina;
  • Propranololo;
  • Verapamile;
  • Idrodorotiazide;
  • Spironolattone;
  • Clortalidone;
  • Amiloride;
  • Acetazolamide;
  • Fenotiazine;
  • Butirrofenoni;
  • Benzamidi;
  • Melatonina;
  • Antidepressivi triciclici;
  • IMAO;
  • Litio;
  • SSRI Inibitori della ricaptazione della serotonina;
  • Fenitoina;
  • Carbamazepina;
  • Etosuccimide;
  • Baclofene;
  • Barbiturici;
  • Digossina;
  • Eparina;
  • Ciproterone acetato;
  • Flutamide;
  • Bicalutamide;
  • Nilutamide;
  • Metandrostenolone;
  • Noretandrolone;
  • Agonisti e antagonisti analoghi del GnRH;
  • Finasteride;
  • Dutasteride;
  • Fibrati;
  • Cimetidina;
  • Ranitidina;
  • Disulfam;
  • Fenfluramina;
  • Allopurinolo;
  • Indometacina;
  • Procinetici.

Anamnesi sessuologica

La disfunzione erettile è, in genere, un problema di coppia e in generale sarebbe ideale poter poter parlare non solo l’interessato ma anche la partner o il partner. Purtroppo ciò avviene solo raramente e occorre quindi cercare di capire il contesto relazionale sulla base delle risposte del paziente e le eventuali mancanze del partner, tenendo sempre presente che il soggetto può mentire per portar inconsciamente “acqua al suo mulino”, addossando l’intera colpa al partner. La raccolta tradizionale dell’anamnesi generale rappresenta il modo migliore per facilitare al paziente lo stabilirsi di un rapporto con il medico. Sarà così più facile farsi poi raccontare dal paziente di che problema si tratta e di porre le domande appropriate. Molto spesso occorre capire se la disfunzione erettile esiste veramente: molti pazienti infatti confondono il problema erettile con una riduzione del desiderio sessuale oppure con dei problemi di eiaculazione, in genere di eiaculazione precoce. In alcuni casi il paziente riferisce che in due-tre occasioni recenti ha avuto problemi ad ottenere o mantenere l’erezione in situazioni ambientali stressanti e in tal caso occorrerà soltanto rassicurarlo. Se invece si tratta di un vero problema, cioè di un’incapacità di ottenere o mantenere l’erezione che dura da diversi mesi e si presenta nella maggior parte delle occasioni, occorrerà capire se la situazione di coppia (ove presente) è buona e non conflittuale e se il problema erettile si era posto anche in precedenti eventuali situazioni di coppia. Una domanda fondamentale riguarda la presenza o meno del problema con una partner diversa da quella abituale e, nel caso
che tale partner esista, bisogna cercare di capire come viene vissuto il rapporto extra-coppia (se con senso di colpa o comunque con difficoltà oggettive o soggettive). La presenza di una situazione conflittuale di qualsiasi tipo, ma soprattutto l’atteggiamento ostile e, a volte, di disprezzo della partner per il disturbo del compagno, rappresentano elementi cruciali del problema che devono essere accertati Altrettanto importante è
conoscere l’età e lo stato di salute della partner ed eventuali sue patologie di rilievo o interventi chirurgici come pure la presenza di una situazione menopausale e l’eventuale terapia sostitutiva in atto o meno. In pratica l’anamnesi medica deve estendersi anche alla o al partner. Ad esempio la presenza di secchezza vaginale tipica della post-menopausa può rendere doloroso il rapporto sessuale e quindi determinare una situazione di ostilità verso l’attività sessuale stessa. Informazioni utili possono riguardare anche il tipo di educazione sessuale ricevuta nonché eventuali esperienze
negative legate alle prime esperienze sessuali. La modalità di esordio del disturbo, se improvviso o insorto gradualmente e progressivamente, rappresenta un elemento chiave per orientare la diagnosi: l’esordio improvviso, magari legato a problemi improvvisi familiari (ad es. un lutto) o relazionali (ad es. separazione) o economici, è più tipico delle forme psicogene, mentre l’esordio graduale e progressivo è più tipico delle forme a prevalente componente organica. Indicazioni ulteriori derivano dalla presenza delle normali erezioni notturne e mattutine; dalla capacità o non capacità di ottenere una erezione valida con la masturbazione e dalla eventuale partner-specificità del disturbo, tutti fattori indicativi di disturbi legati a una prevalente componente psicogena.  Quando il disturbo è più probabilmente psicologico (e NON organico), di solito il soggetto:

  • ha erezioni notturne e mattutine;
  • non riesce ad ottenere erezioni con una o un partner reale, ma riesce ad averle durante la masturbazione;
  • ha erezioni con una partner, ma non riesce ad averle con un’altra (ad esempio con una partner particolarmente esperta o attraente, che gli trasmette “ansia da prestazione”).

Una situazione di carenza di testosterone, oligosintomatica se ad insorgenza in un soggetto adulto normalmente virilizzato, può essere suggerita da alcuni sintomi e segni associati alla disfunzione erettile, quali:

  • riduzione della libido;
  • diminuzione del volume dell’eiaculato;
  • minore crescita della barba;
  • riduzione dei peli corporei.

Oltre al deficit erettile occorre anche indagare se esistono problemi di eiaculazione: molto spesso l’eiaculazione precoce, tipica dei soggetti più giovani, induce un’ansia prestazionale che si riflette negativamente anche sulla funzione erettile. L’eiaculazione ritardata è un problema invece molto meno frequente che a volte è legato a farmaci (antidepressivi triciclici e inibitori del reuptake della serotonina) che possono dare anche aneiaculazione. L’assenza di eiaculazione o meglio l’eiaculazione retrograda si può osservare anche nei soggetti diabetici ed è determinata dalla neuropatia, in altri casi è correlata a patologie della prostata (iperplasia prostatica benigna o cancro) e/o alla vescica e/o all’uretra.

Conclusioni

L’accurata raccolta dell’anamnesi medica e sessuologica è la tappa più importante dell’approccio diagnostico al paziente con disfunzione erettile, nel quale ai problemi organici si sovrappongono spesso problemi relazionali e quasi sempre problemi psicologici; infatti, il disagio determinato da un’attività sessuale insoddisfacente non può non ripercuotersi negativamente a livello intra-psichico nel soggetto interessato, con conseguente ansia prestazionale che di per sé può divenire la causa principale di
mantenimento del disturbo erettile comunque determinatosi. E’ evidente che un’anamnesi generale e sessuologica accurate richiedono tempi lunghi che non sempre il medico ha a disposizione, specie se lavora in un ospedale pubblico affollato di pazienti con triage più importante, tuttavia solo una lunga ed accurata anamnesi permette al medico di individuare precocemente il problema, indirizzare il paziente verso esami il più possibile economici, meno invasivi e rischiosi (evitando inutili esami costosi, invasivi, rischiosi) e risolvendo efficacemente la disfunzione erettile.

Per approfondire la diagnosi della disfunzione erettile, leggi:

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