Fisiologia, anatomia e funzionamento dell’erezione del pene

MEDICINA ONLINE ANATOMIA DEL PENE CORPO SPONGIOSO URETRA CORPI CAVERNOSI GLANDE PENIENA EREZIONE IMPOTENZA DEFICIT ERETTILE APPARATO SESSUALE MASCHILE SESSO.jpg

Sezione trasversale e visione dal basso del pene

Le normali attività quotidiane sia fisiche che psichiche (come camminare, lavorare, cucinare, fare sport … ) sono rese possibili da una serie di circuiti nervosi e ormonali che garantiscono il necessario equilibrio di funzionamento fra cervello, organi e lavoro muscolare: si tratta in pratica del sistema simpato-adrenergico e degli ormoni dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene che, per garantire le normali attività, fanno si che tutte le risorse energetiche siano destinate ai distretti muscolare, cardiaco, polmonare, epatico, gastro-intestinale e nervoso. Gli organi destinati alla riproduzione, in particolare il pene, sono invece scarsamente vascolarizzati e relegati in uno stato di relativa quiescenza. Il comportamento riproduttivo e sessuale in generale, infatti, caratterizza solo una piccola parte del nostro tempo e cioè i momenti della nostra vita relazionale dedicati alla sessualità (masturbazione e coito), che sono relativamente brevi rispetto alla totalità della nostra esistenza.

Meccanismo dell’erezione

Questi momenti riproduttivi, che rivestono ovviamente una capitale importanza perché permettono il perpetuarsi della vita in tutte le specie animali e il piacere sessuale, vengono resi possibili dalla messa in moto di altri meccanismi che devono vincere la situazione di sostanziale inibizione in cui si trovano gli organi genitali. In questo capitolo cercheremo di descrivere brevemente come e quando si realizza il comportamento riproduttivo, quali sono i segnali utilizzati e quali le reazioni del corpo e della mente a questi segnali. Vogliamo però subito premettere che elemento necessario al manifestarsi del comportamento riproduttivo, cioè della sessualità, è una situazione di rilasciamento fisico e psicologico. La sessualità si attiva tramite essenzialmente due vie:

  • sensazioni: sono informazioni raccolte dal corpo sul mondo circostante, ad esempio il toccare o essere toccati in zone erogene oppure il vedere nudità o ascoltare dei gemiti provenienti da atti sessuali;
  • emozioni: sono elaborazioni mentali delle sensazioni, fantasie sessuali o ricordi, in genere basati sa sensazioni precedentemente provate.

Sensazioni

Le sensazioni sessuali vengono raccolte da organi di senso quali la vista, l’udito, l’odorato e il tatto. Esse raggiungono vari centri nervosi presenti nel midollo spinale, a livello toraco-lombare e sacrale, e nella parte filogeneticamente più antica del cervello. In quest’ultimo, i centri più importanti sono quelli dei nuclei del setto, dell’amigdala e dell’ippocampo, aree cerebrali ampiamente interconnesse fra loro e con altri centri rego-
latori dell’attività endocrina, quali l’ipotalamo. Per questo tipo di trasmissione del messaggio sono utilizzati alcuni neurotrasmettitori, fra cui i più importanti sono la dopamina, l’ossitocina, e l’ormone liberante le gonadotropine (GnRH), con la conseguente attivazione delle cellule gonadotrope dell’ipofisi e delle cellule di Leydig nel testicolo. L’attività sincrona e coordinata di tutti questi centri, tramite ormoni e neurotrasmettitori, determina una situazione di disponibilità verso la sessualità che in
ultima istanza si traduce in un aumento del flusso di sangue ai corpi cavernosi e quindi nell’erezione del pene.

Emozioni

L’attivazione delle sensazioni sessuali è però solo necessaria ma non sufficiente per determinare l’innesco di un comportamento riproduttivo. Bisogna che anche le emozioni vadano in quella direzione, cioè che tutte le influenze inibitorie sulla sessualità prodotte dalla corteccia cerebrale si riducano e lascino spazio al rilassamento psicologico. L’ingresso inappropriato dello stress nella sessualità è all’origine di gran parte delle maggiori patologie di questa: dall’eiaculazione precoce ai disturbi dell’erezione. Una buona sessualità si può verificare in genere solo in situazione di rilassamento fisico e psichico, quando le sensazioni del corpo possono essere percepite nella loro piacevolezza e quando i problemi del vivere quotidiano vengono, almeno temporaneamente, tacitati. La sessualità non è, e non può essere, un dovere, una prestazione. Lo stress e il suo braccio armato, l’ansia da prestazione, sono, infatti, i più formidabili, e spesso invincibili e difficili da trattare, nemici della sessualità, sia maschile che femminile.

Nei prossimi capitoli ed articoli, cercheremo di spiegare i meccanismi funzionale e di fisiologia che sottendono il fenomeno dell’erezione peniena: ovviamente per comprendere meglio l’argomento dovremo necessariamente partire dalla conoscenza anatomica del pene.

Anatomia peniena

Il pene è un organo costituito dai due corpi cavernosi e dal corpo spongioso dell’uretra, situato ventralmente ad essi, che si espande distalmente a formare il glande (vedi immagine in alto nell’articolo). I due corpi cavernosi sono strettamente appaiati l’uno all’altro, eccetto che nel loro terzo prossimale dove formano i crura penis ancorati alla tuberosità ischiatica e circondati dalle fibre del muscolo ischiocavernoso. Il corpo spongioso avvolge l’uretra nella sua porzione bulbare e peniena: a livello bulbare è rivestito dal muscolo bulbo-spongioso che deriva dal tendine centrale del peri neo.
I corpi cavernosi sono avvolti dall’albuginea, una spessa guaina fibrosa poco estensibile costituita da uno strato longitudinale esterno e da uno strato circolare interno, che ventralmente si ispessisce a formare un solco che accoglie il corpo spongioso. Dall’albuginea deriva un setto fibroso che divide l’uno dall’altro i due corpi cavernosi e che peraltro, nella sua porzione terminale, è perforato e consente la comunicazione della circolazione dei due corpi cavernosi. La tunica albuginea che avvolge il corpo spongioso è più sottile e contiene anche fibre muscolari lisce.

Arterie del pene

L’irrorazione arteriosa peniena è assicurata dalle arterie cavernose, dalle arterie bulbouretrali e uretrali, che derivano tutte dalle arterie pudende interne. Le arterie bulbouretrali e uretrali forniscono sangue al bulbo, al corpo spongioso dell’uretra e all’uretra, mentre le arterie cavernose, che decorrono al centro dei corpi cavernosi, danno origine alle arterie elicine di cui la maggior parte si apre direttamente negli spazi lacunari dei corpi cavernosi e ha quindi un ruolo importante nel meccanismo dell’erezione, mentre altre, in numero più limitato, terminano in capi Ilari che hanno una funzione nutritizia. Le arterie dorsali del pene rappresentano la terminazione delle pudende interne e contribuiscono principalmente a irrorare le porzioni superficiali del pene anche se possono diramarsi sia alle arterie cavernose che alle arterie bulbari.

Vene del pene

Il sistema venoso è costituito da vasi venosi superficiali e profondi. Le vene superficiali del pene confluiscono tutte nelle vene dorsali superficiali che sono tributarie del sistema delle safene. Il sistema delle vene subtunicali e delle vene emissarie dei corpi cavernosi attraversa l’albuginea e confluisce nel sistema delle vene circonflesse che sono tributarie
della vena dorsale profonda, la quale è a sua volta tributaria del plesso venoso prostatico.

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Rappresentazione schematica della struttura e vascolarizzazione del pene
in condizioni di detumescenza (A) ed erezione (B)

Lacune

Dal punto di vista funzionale è molto importante ricordare che il tessuto erettile dei corpi cavernosi e del corpo spongioso è costituito da una grande quantità di spazi sinusoidi, detti anche lacune, rivestiti da endotelio e delimitati da pareti (dette anche trabecole) costituite da cellule muscolari lisce, fibre collagene e fibre elastiche. Il fattore determinante lo stato di flaccidità o di erezione peniena è rappresentato dallo stato di contrazione (flaccidità) o di rilasciamento (erezione) della muscolatura liscia delle lacune che, in condizioni normali, rappresenta circa il 45% del tessuto trabecolare. Tenuto conto che l’innervazione del tessuto cavernoso è piuttosto scarsa, il rilasciamento sincrono delle cellule muscolari lisce sembra legato anche alla presenza di giunzioni serrate fra cellule muscolari adiacenti. Le giunzioni serrate, costituite principalmente dalla connexina, assicurerebbero lo scambio di ioni e secondi messaggeri. Una riduzione quantitativa della componente muscolare liscia, con un relativo aumento del tessuto connettivo, rappresenta il substrato anatomico di alcune forme di disfunzione eretti le particolarmente gravi in quanto legate a una modificazione strutturale del tessuto erettile.

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