Differenza tra soggetto attivo e passivo, base imponibile, aliquota, presupposto e periodo di imposta

MEDICINA ONLINE EURO MONETE BANCONOTE SOLDI BATTERI MANI SPORCHE INFEZIONE VEICOLO MONEY BACTERIA VIRUS 1 2 5 50 100 200 500 EURO EURI DOLLARI CAMBIO CASH CHANGE RICH RICCO POVERO RISPARMI BANCA CARTALe imposte sono la fonte più importante delle entrate dello Stato Italiano. Gli elementi di un’imposta su cui puntare l’attenzione sono:

  • il soggetto attivo;
  • il soggetto passivo;
  • la base imponibile;
  • l’aliquota;
  • il presupposto di imposta;
  • il periodo di imposta;
  • la fonte.

Analizziamo meglio ogni singola voce per capirne le differenze, ricordando che – per definizione – con “imposta” si intende un tributo, consistente in un prelievo coattivo di ricchezza dal contribuente, volto a finanziare i servizi pubblici generali e a ridurre la liquidità monetaria nel sistema economico del paese in cui vengono disposte.

Soggetto attivo

Il soggetto attivo è l’ente cui la legge attribuisce la potestà di esigere il pagamento del tributo.  Non è detto che il soggetto attivo sia anche il beneficiario delle imposte. Per esempio, lo stato può incaricare i comuni di riscuotere determinate imposte ma ricevere poi il ricavato oppure al contrario esigere il pagamento diretto allo stato e poi trasferire il gettito o parte di esso all’amministrazione regionale (come accade effettivamente in alcune regioni autonome).

Soggetto passivo

Il soggetto passivo è l’individuo o l’ente che ha l’obbligo di versare il tributo. In genere si tratta del contribuente, ossia della persona direttamente colpita dall’imposta. A volte, per motivi di rapidità della raccolta, lo stato assegna questo obbligo ad altra persona definita sostituto d’imposta: per esempio, il datore di lavoro è il sostituto d’imposta del lavoratore e anticipa la somma detraendola dalla retribuzione del lavoratore. Il responsabile d’imposta è invece chi ha l’obbligo di versare un’imposta insieme ad altri soggetti. Il notaio, per esempio, deve versare l’imposta di registro per gli atti
che compie in favore dei suoi clienti.

Base imponibile

La base imponibile è l’ammontare su cui si calcola l’imposta dovuta, come il reddito che si percepisce o un bene che si possiede o che si acquista.

Aliquota

L’aliquota è la misura percentuale che applicata alla base imponibile determina l’ammontare dell’imposta dovuta. Per esempio, un’aliquota del 30% su un reddito di 500 euro determina un’imposta di 150 euro, un’aliquota del 20% su un bene del costo netto
di 10 euro determina un’imposta di 2 euro (e un prezzo di vendita di 12 euro).

Presupposto di imposta

Il presupposto di imposta è il fatto (la percezione di un reddito, la proprietà o l’uso di un bene e così via) in relazione al quale si può esigere il pagamento di un’imposta. Per esempio, se lo stato decide di far pagare 50 euro per ogni automobile, il presupposto potrebbe essere l’uso dell’auto oppure il suo possesso. Nel primo caso il soggetto passivo è l’automobilista, nel secondo il proprietario.

Periodo di imposta

Il periodo di imposta è il lasso di tempo cui fa riferimento l’obbligo di pagare il tributo. Per esempio, le imposte sul reddito e sui consumi sono periodiche e si pagano annualmente, le imposte di registro e di successione si pagano al momento in cui si verifica il fatto.

Fonte

Viene denominata “fonte” è la risorsa alla quale il contribuente attinge per pagare l’imposta, come ad esempio il proprio reddito o il proprio patrimonio.

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