Si pensa al suicidio non perché si vuole morire, ma perché si vuole smettere di soffrire

MEDICINA ONLINE TRISTE AMORE SOLO FIDANZATO ROTTURA GELOSIA MALE DEPRESSIONE TRISTEZZA FINESTRA VISTA BUIO MENTE ANIMA PSICHIATRIA PSICOLOGIA PSICHE UMANA RAPPORTI SOLITUDINE.jpgC’è chi riesce ad ammetterlo, e c’è chi non riesce a confessarlo neanche a sé stesso, ma una cosa è certa: tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo pensato al suicidio come una delle possibili opzioni. Per la fine di una relazione d’amore, per la morte di un amico o di un parente, per un incidente stradale che ci ha resi disabili, perché si soffre di una malattia psichiatrica, perché abbiamo perso tutto al gioco d’azzardo, perché ci hanno licenziato, perché ci si sente inutili, abbandonati, non amati, in una parola: soli. Sono tanti i motivi che possono spingerci a pensare al suicidio: nel mio caso è la depressione. Io una volta ho provato a mettere fine alla mia esistenza. Senza riuscirci, certo, altrimenti non potrei essere qui a raccontarvelo.

Il cancro della mente

Per quelle pochissime persone al mondo che non hanno mai sperimentato pensieri suicidi, la sola idea di voler morire può sembrare assurda: “Il sole splende, un altro giorno è a tua disposizione, il cibo non ti manca… Perché vuoi suicidarti?”. Il pensiero di morire sembra troppo esagerato. Ma per coloro che lottano con malattie delle mente come la depressione, come faccio io da una vita, il suicidio è un forte rischio. Lasciatemi chiarire questo: la depressione non è “essere tristi” come in molti pensano. La depressione è una vera patologia e può ucciderti, proprio come il cancro può divorare le tue ossa. La depressione è di per sé un cancro della mente.
Pensa al tuo cervello per un momento: è fatto per funzionare e per provare tutte le emozioni naturali che una mente ha bisogno di sperimentare per vivere. Hai bisogno del tuo cervello per gustarti un buon cibo o una bevanda. Hai bisogno del tuo cervello per avere il coraggio di socializzare con le persone a scuola o al lavoro e divertirti con loro il sabato sera. Hai bisogno del tuo cervello per sentire la piacevolezza dei raggi di sole in una giornata al mare d’estate. Hai bisogno del tuo cervello per baciare un’altra persona e sentire il calore del bacio in tutto il corpo o per godere del sesso. Ma una mente depressa non prova nulla di tutto ciò. Sei costantemente in uno stato di isolamento nella tua mente e il divertimento non è semplicemente più tra le cose che sono a tua disposizione. Il tuo letto è il tuo rifugio sicuro: il sonno ti chiama costantemente perché solo così puoi ottenere una breve fuga dalla tua realtà.

Era così bella e intelligente…

Quando pensiamo a qualcuno che si è suicidato, ci spaventa soprattutto l’idea dell’abisso che ognuno di noi può arrivare a nascondere dietro ad un sorriso. Rimaniamo a chiederci che cos’era quel male che ha portato quella persona a togliersi la vita, dov’era nascosto e soprattutto da cosa poi poteva derivare:

“Era bella, giovane e intelligente, aveva talento, eccelleva nello sport… Per quale motivo si è suicidata?”.

Oppure:

“Come ha fatto quel famoso cantante a suicidarsi? Era giovane, bello, pieno di soldi ed amato da tutti”.

Ma niente di tutto ciò può impedire alla mente di una persona di non stare bene. Chester Bennington, il cantante dei Linkin Park, aveva oggettivamente tutto quello che molti desiderano: fama, giovinezza, bellezza, soldi… Eppure ha preso una corda e si è impiccato. Quando sei depresso tutto ciò vale meno che zero e non importa ciò che sembra all’esterno, perché ogni essere umano – quando si tratta di rapporti umani – si nasconde dietro una maschera che appare bellissima e tutti possono apparire falsamente felici fino ad un secondo prima del suicidio. Nella mente, l’aspirante suicida, si sente intrappolato e neanche avere tutti i soldi del mondo o l’essere uno dei più grandi attori contemporanei amato da tutti, come lo era Robin Williams, impedisce alla persona di sentirsi senza via di uscita se non quella della morte. È nella natura umana voler sopravvivere, vivere, prosperare, ma la malattia della mente può arrivare ad un punto in cui il dolore è talmente invadente che il suicidio sembra l’unico modo per smettere di soffrire. La malattia mentale è una battaglia. Una battaglia della mente, una battaglia in cui la morte è l’ultima spiaggia per qualcuno che sente di volersi suicidare. I suicidi non vogliono morire: la morte non è desiderata, non è un fine, ma è solo un mezzo per raggiungere la pace. Alcuni suicidi vorrebbero vivere, ma non riescono a trovare il modo di farlo a causa della depressione. Si sentono come se avessero esaurito tutte le loro opzioni e il dolore che stanno vivendo va ben oltre le proprie capacità di sopportarlo, in un modo che una persona non depressa – fortunatamente – non riuscirà mai a comprendere. Si sentono come se fossero essenzialmente intrappolati e non riescono a trovare alcun modo per sfuggire alla loro sofferenza. I pensieri stessi in realtà spaventano le persone che sperimentano il suicidio perché il pensiero della morte o l’agire su un pensiero che può portare alla morte è di per sé spaventoso. Le persone che sperimentano pensieri suicidi non hanno bisogno di nessuno che li critichi o li sminuisca per avere i pensieri che hanno.

Estratto da una lettera scritta da un nostro paziente che soffre di depressione.

Leggi anche:

Lo Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Questa voce è stata pubblicata in Neurologia, psichiatria, psicoterapia e riabilitazione cognitiva, Psicologia, pedagogia e sociologia e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.