Separazione e divorzio: 9 consigli per attenuare gli effetti negativi sui figli

MEDICINA ONLINE BAMBINO BIMBO PEDIATRIA PEDAGOGIA TRISTE NERO DEPRESSIONE TRISTEZZA SOLITUDINE BULLISMO DIVORZIO FAMIGLIA SEPARAZIONE.jpgData la sempre più alta percentuale di divorzi nella nostra società, è probabile che alcuni di voi passeranno attraverso questa esperienza in un periodo in cui i figli saranno ancora in famiglia. Non c’è modo di eliminare tutti gli effetti sconvolgenti di un evento del genere sui bambini, ma posso darvi qualche suggerimento per ridurre al minimo o abbreviare queste conseguenze negative. Ecco cosa potreste fare per cercare di attutire il colpo.

1) Ridurre il numero di cambiamenti

Cercate di ridurre al minimo il numero dei cambiamenti che il bambino deve affrontare. Se è possibile, cercate di non cambiare casa, lasciate il bambino nella stessa scuola, nello stesso nido, nello stesso gruppo sportivo, nello stesso gruppo di amici, con gli stessi orari.

2) Mantenere i contatti

Aiutate i vostri figli a restare in contatto con il genitore che non ha la custodia e se siete voi a non averla, mantenete più contatti che potete con i vostri bambini, telefonando loro regolarmente, vedendoli regolarmente, assistendoli nelle attività scolastiche, ecc. Stranamente, i dati a questo proposito sono in realtà piuttosto contraddittori; alcune ricerche non hanno riscontrato alcun vantaggio positivo per il bambino dal rapporto continuato e regolare con il genitore che non ha la custodia. La difficoltà, per quanto riguarda l’interpretazione di questi risultati, è che il rapporto con il genitore che non ha la custodia è turbato dal rapporto con l’ex coniuge, il che porta al prossimo punto.

3) Non litigare di fronte ai bambini

Se continuate ad avere dei conflitti con il vostro ex coniuge, cercate con tutte le forze di non litigare di fronte ai bambini. Non risulta che il conflitto sia di per sé inevitabilmente pregiudizievole, ma ciò che il bambino vede e sente aumenta il livello di stress e di confusione. Se il livello di ostilità è basso, allora un rapporto più frequente con il genitore che non ha la custodia ha maggiori probabilità di essere gratificante per il bambino.

4) Non parlare male dell’ex

Qualunque cosa facciate, non utilizzate il bambino come intermediario e non parlategli in modo denigratorio del vostro ex coniuge. I figli che si sentono “presi in mezzo” tra i due genitori molto spesso manifestano diversi tipi di sintomi negativi, quali la depressione o problemi di comportamento: costringerli a farli “schierare” da una parte o dall’altra, per pura rivalsa personale verso l’ex, potrebbe peggiorare la situazione.

5) Parlarne insieme o separati?

Non c’è una regola precisa: i genitori possono decidere di parlare del divorzio al proprio figlio insieme o separatamente, tuttavia è importante che – prima di farlo – si accordino sul da farsi e sul cosa dire, così da trasmettere sintonia e non disaccordo: anche nella divisione, i genitori devono sempre trasmettere al figlio una sorta di fronte unico, per non confonderlo ulteriormente. Parlare con il bambino separatamente in molti casi è la scelta ideale perché ciò non lo farà sentire “preso in mezzo” e non lo porterà a schierarsi con uno dei due genitori, cosa che – come anticipato al punto precedente – è sbagliato.

6) Fino a che età è meglio non parlarne?

Ai bambini fino ai 5 anni è in genere meglio evitare di formalizzare la situazione con le parole: in questo caso bisogna fare in modo che il bimbo trascorra molto tempo anche con il genitore non affidatario (quasi sempre il papà), senza eccessive spiegazioni. Con il passare del tempo, in genere intorno ai 6 anni, capirà che il papà non è a casa con lui e la madre e solo in quel momento i genitori dovranno iniziare a dare spiegazioni al bimbo.

7) Cosa dire?

Quando i figli hanno almeno 6 anni, in genere sono in grado di capire ciò che sta avvenendo. In questo caso è importante utilizzare un linguaggio semplice, adeguato all’età, dicendo che “da questo momento mamma e papà, pur volendosi bene, abiteranno in case diverse”, sottolineando però il fatto che “l’affetto che provano per te resta lo stesso e che, anche se non sono più una coppia, restano comunque entrambi i tuoi genitori e che potrai contare su entrambi”.

8) Quando dirlo?

Per parlare del divorzio è importante scegliete un momento in cui avete tanto tempo a disposizione, senza telefonati urgenti o altre incombenze, in modo da rispondere con calma alle eventuali domande. In generale il momento più adatto è la mattina o il pomeriggio, in modo che il figlio abbia tempo per razionalizzare la cosa. La sera è sconsigliata: parlare ad un bambino del divorzio prima di andare a letto può compromettere il suo riposo e aumentare le angosce che con la notte si amplificano.

9) Prendetevi cura di voi stessi

Pur mantenendo i figli in primo piano, non dimenticate i vostri bisogni in questo delicato momento: mantenete la vostra rete di relazioni personali e utilizzatela per averne un sostegno. Restate in contatto con gli amici, contattate altre persone nella vostra situazione e unitevi a un gruppo di sostegno. In qualsiasi modo vi sia possibile, prendetevi cura di voi stessi e delle vostre necessità.

Quelle che abbiamo appena elencato sono prescrizioni facili da descrivere, ma certamente molto meno facili da seguire nella realtà, soprattutto per chi è al centro di un tale sconvolgimento emotivo personale, ma – se sarete capaci di comportarvi in questo modo – i vostri bambini soffriranno meno.

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