Figli che usano il televisore: modello permissivo, costrittore, promotore e selettivo

MEDICINA ONLINE TABLET SMARTPHONE CELLULARE TELEVISIONE SERIE TV NETFLIX MARATONA FILM COMMEDIA DRAMMATICO LETTO DORMIRE DIVANO INSONNIA CERVELLO LUMINOSITALe affermazioni sul numero medio di ore trascorse davanti alla televisione dai bambini nascondono variazioni molto ampie tra le famiglie, non solo in relazione ai modelli di controllo sull’uso della televisione, ma anche agli .atteggiamenti sulla televisione. I genitori controllano la televisione dei loro figli in misura considerevole, attraverso atteggiamenti e regole esplicite.

Circa il 40% delle famiglie limita regolarmente il numero di ore in cui il figlio può guardare la televisione; quasi la metà stabilisce regole costanti relative a quali programmi specifici il figlio può guardare. Al contrario, quasi il 40% dei genitori di bambini piccoli incoraggia almeno occasionalmente i figli a guardare la televisione per tenerli occupati.

In uno studio è stato riscontrato che si potrebbero classificare le famiglie in uno dei quattro modelli basato sul tipo di regolamento, relativo al controllo sull’uso del televisore che i genitori hanno imposto (alto o basso) ed il tipo di incoraggiamento che forniscono (alto o basso):

  • modello permissivo: i genitori impongono pochi regolamenti, ma non incoraggiano in modo specifico la visione;
  • modello costrittivo: i genitori impongono regole rigide e scarso incoraggiamento;
  • modello promotore: i genitori stabiliscono pochi regolamenti e incoraggiano molto i figli a guardare la televisione;
  • modello selettivo: i genitori stabiliscono regole severe, ma incoraggiano lo visione di programmi specifici.

In uno studiò longitudinale su bambini di 5 anni e sui rispettivi genitori, durato due anni, St. Peters ha riscontrato che ognuno di questi quattro gruppi aveva modelli piuttosto diversi relativi all’uso della televisione. Come ci si può aspettare, i bambini delle famiglie costrittive trascorrevano meno ore davanti alla televisione (11,9 ore a settimana) e guardavano generalmente programmi istruttivi o di intrattenimento indirizzati in modo specifico ai bambini (ad esempio, i cartoni animati di Walt Disney). I bambini che trascorrevano più ore davanti alla televisione erano i figli dei genitori classificati come promotori (21,1 ore a settimana), e non guardavano soltanto programmi per bambini ma anche per adulti, tipo commedie, drammi, spettacoli con giochi e telefilm d’azione e d’avventura. Nelle famiglie permissive, i bambini guarda-
vano un numero intermedio di ore (16,7 a settimana), gran parte dedicate a programmi di intrattenimento per bambini ed a commedie, un modello simile a ciò che risulta nelle famiglie selettive, sebbene i bambini di quest’ultimo gruppo guardassero più programmi istruttivi indirizzati ai bambini. Modelli similari possono essere applicati, con risultati tecnicamente simili, all’uso di smartphone e/o tablet e/o personal computer.

Il punto chiave è che sono le famiglie a determinare quanta televisione guardano i bambini e quello che imparano dai programmi. I genitori possono, quindi, stabilire un tipo di regolamento, guardare la televisione col figlio, interpretare quello che viene trasmesso, approfittare di ciò che di utile viene presentato e ridurre al minimo i contenuti aggressivi, violenti o sessisti. La difficoltà per molti genitori, però, è che per mettere in atto questo progetto dovrebbero rinunciare ai loro programmi preferiti.

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Lo Staff di Medicina OnLine

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