Ingrandimento del pene con acido ialuronico

MEDICINA ONLINE TESTICULAR TESTICOLI PENE PROSTATA SEX SESSO GLANDE SEMEN SPERMA BIANCO GIALLO ROSSO MARRONE LIQUIDO TRASPARENTE EIACULAZIONE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VIAGCome abbiamo visto in alcuni post precedenti, esistono varie metodiche per aumentare le dimensioni del pene, sia in lunghezza sia in diametro, tecniche che possono essere chirurgiche o non invasive. Nell’ambito delle soluzioni non invasive, una tecnica molto efficace è l’ingrandimento del pene con acido ialuronico, che ormai chi mi segue da tanto, ha imparato a conoscere come una delle armi più potenti a disposizione del medico chirurgo estetico.

Cos’è l’acido ialuronico?
L’acido ialuronico è un filler (riempitivo) biocompatibile, da anni utilizzato in medicina estetica per aumentare il volume delle labbra, degli zigomi, per ovviare ad alcuni inestetismi del naso (rinofiller) e per fare il lifting non chirurgico del viso: è quindi utilizzabile anche per procedere all’ingrandimento del pene per via non chirurgica. L’acido ialuronico, il cui effetto estetico è determinato dalla sua capacità di catturare e trattenere acqua, garantisce sicurezza, assenza di reazioni sfavorevoli, nessun rischio di allergia, di rigetto o d’infezione.
L’ingrandimento del pene con acido ialuronico si fa in ambulatorio mediante iniezioni sottocute.

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Vantaggi dell’ingrandimento del pene con acido ialuronico
1) non è necessario ricovero;
2) non è necessario decorso post operatorio;
3) non è necessario assentarsi dal lavoro se non per il tempo necessario all’espletamento della procedura stessa.

Come avviene?
L’iniezione di filler per l’ingrandimento del pene avviene con aghi a estremità arrotondata: la metodica è quindi indolore ed è effettuabile in ambulatorio con applicazione di pomata anestetica.

Risultati, durata e ripetizione del trattamento
Il trattamento non chirurgico d’ingrandimento del pene garantisce un buon aumento del diametro e un incremento del piacere sessuale.
Per l’ingrandimento del pene si utilizza acido ialuronico ad alta densità completamente riassorbibile in 12 mesi.
Se il paziente risulta soddisfatto del proprio ingrossamento del pene, può ripetere il trattamento: i costi dell’ingrandimento del pene con acido ialuronico sono infatti ridotti rispetto alle tradizionali metodiche chirurgiche di allungamento del pene.

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AVVISO IMPORTANTE: l’uso della tecnica descritta in questo articolo non è ora più usata dal sottoscritto. La tecnica che pratico attualmente è descritta qui: Come aumentare le dimensioni del pene riducendo il grasso sul pube senza chirurgia

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La medicina estetica per aumentare la circonferenza del pene

MEDICINA ONLINE TESTICULAR TESTICOLI PENE PROSTATA SEX SESSO GLANDE SEMEN SPERMA BIANCO GIALLO ROSSO MARRONE LIQUIDO TRASPARENTE EIACULAZIONE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VIAGLa necessità di attuare metodiche meno invasive rispetto alla chirurgia e soprattutto meno rischiose per ottenere un ingrossamento del pene ha da sempre stimolato la ricerca di materiali da impiantare sottocute, allo scopo di ottenere un risultato estetico che non influenzasse la funzionalità dell’organo. Sono state così utilizzate varie soluzioni, tutte grossolanamente riconducibili all’uso di materiali sintetici, o eterologhi (prelevati da un altro organismo, umano o animale), o autologhi (prelevati dallo stesso organismo).

Materiali sintetici
I materiali sintetici sono costituiti da filler, riassorbibili o meno. I’uso dei filler non riassorbibili (gel di poliacrilammide – Formacryl – Bioalcamid) è stato oramai abbandonato, a causa di svariati problemi riguardanti rigetto-attecchimento-risultato estetico. Per i riassorbibili viene utilizzato l’acido ialuronico (macrolane), un buon prodotto che tuttavia  tende a formare inevitabili quanto anestetici accumuli, quindi il suo uso deve essere valutato con attenzione da un medico con buona esperienza.

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Materiali eterologhi
Nel campo dei materiali eterologhi (estranei all’organismo), nel nostro paese è stato utilizzato per un certo tempo il derma porcino (Intexen LP), una lamina di materiale prelevato dai suini. Dopo un breve periodo di iniziale entusiasmo, ben presto si sono evidenziati diversi problemi sia di compatibilità del materiale quanto di risultato estetico (tra gli altri accorciamento del pene in erezione), che ne hanno ridotto fortemente l’utilizzo. A conferma di questo, recentemente la ditta statunitense produttrice dell’Intexen LP ha reso noto che dall’aprile 2011 questo prodotto verrà tolto dal mercato. Altri materiali di tipo protesico sono comunque assolutamente da sconsigliare, sia per le possibili complicanze che per l’innaturalità del risultato.

Materiali autologhi
I materiali autologhi, costituiti in massima parte dal tessuto adiposo, hanno il vantaggio di non determinare reazioni allergiche o di rigetto (il grasso viene prelevato da aree diverse dello stesso organismo), e di sviluppare un effetto visivo e tattile più “naturale”. Il trapianto di grasso autologo, prelevato dal paziente stesso, è una procedura chirurgica ormai ampiamente consolidata e molto diffusa sia in medicina estetica nelle applicazioni volumetriche di vari distretti corporei che vanno dal viso ai glutei, sia in chirurgia andrologica per l’ingrossamento volumetrico del pene (lipopenoscultura).
Rispetto ai normali filler volumetrici di origine animale o di sintesi, l’uso del grasso autologo presenta una serie di vantaggi che vanno dall’impossibilità di rigetto e di incompatibilità, all’assenza di rischio di trasmissione di infezioni e malattie, fino alla completa integrazione con l’area anatomica ricevente.
Gli svantaggi sono costituiti dalla possibilità di asimmetrie, nodularità e in particolar modo dal parziale riassorbimento del grasso stesso. Questo avviene perché il tessuto adiposo ha necessità di molto nutrimento (leggi sangue) per sopravvivere; quando viene prelevato per poi essere reimpiantato in altri distretti perde le sue connessioni vascolari, e quelle che si formano ex novo possono non essere sufficienti per un’adeguata nutrizione. Inoltre, il materiale adiposo prelevato contiene, oltre i globuli di grasso puri, un’alta percentuale di materiale diverso (acqua, olio, prodotti di degradazione, ecc…), responabili di alterazioni di forma e consistenza del pene.
Il risultato è che una parte, variabile da individuo a individuo in funzione delle caratteristiche proprie di ogni organismo, viene riassorbita, perdendo buona parte dell’effetto di riempimento che si era ottenuto.

Parallelamente alla comparsa di problemi per i materiali sintetici (in particolar modo con il gel di poliacrilammide), si è intensificato lo studio per rendere più duraturo e efficace l’innesto di grasso autologo.

La tecnica di Coleman si è rivelata molto utile in questo senso e ha segnato senz’altro un grande progresso, ma fino a oggi non è mai stato possibile raggiungere una stabilizzazione permanente del grasso trapiantato, che in proporzioni variabili da paziente a paziente tendeva comunque a un riassorbimento parziale.

L’utilizzo del plasma ricco di piastrine o PRP (Platelet Rich Plasma), una tecnica che soprattutto a causa dei costi era finora riservata solo all’ambito ospedaliero, ci permette oggi, con l’uso di appositi kit, di raggiungere una stabilizzazione ottimale del risultato operatorio, con un riassorbimento del grasso sempre più prossimo allo zero, con nettissima riduzione di eventuali asimmetrie o nodularità.

Il plasma ricco di piastrine (PRP), in particolare, viene impiegato da più di vent’anni in moltissimi ambiti della medicina, tra i quali l’odontoiatria, la chirurgia maxillofaciale, l’ortopedia, l’oftalmologia, l’urologia.

L’uso del PRP nella falloplastica di ingrossamento aumenta in modo formidabile le probabilità di attecchimento e sopravvivenza del grasso trapiantato e la qualità del grasso stesso, grazie alla presenza di un numero molto elevato di piastrine che migliorano le condizioni e l’ambiente biochimico nel sito del trapianto. Il PRP è infatti molto ricco di proteine bioattive e di fattori di crescita che accelerano e migliorano la produzione di nuovi vasi sanguigni (neoangiogenesi) e accelerano i processi di guarigione.

Adesso, mediante la procedura di Coleman e l’utilizzo in contemporanea del PRP (plasma arricchito di piastrine), siamo certi di aver trovato la soluzione al problema, e di disporre così di una procedura semplice, veloce, indolore, efficace e soprattutto durevole: la “lipopenostruttura combinata”.

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Pene troppo piccolo o troppo grande per un rapporto sessuale soddisfacente: quali sono le dimensioni minime e massime del pene?

MEDICINA ONLINE SESSO ANALE ANO RETTO LUBRIFICANTE FECI PAURA CLISTERE COUPLE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA JEALOUS LOVE COUPLE FL’articolo sulle dimensioni medie del pene basate su una ricerca dell’università di Belfast mi dà l’occasione di parlare di un concetto che spesso non viene considerato dagli uomini: le dimensioni minime e massime. Molti infatti si preoccupano di rapportare la propria dimensione con quella media senza mai mettere in relazione la lunghezza del pene con la capacità della vagina di “accoglierlo”, concetto che invece è particolarmente sentito dalle donne, soprattutto quando l’atto sessuale risulta per loro doloroso.

E’ indispensabile precisare la motivazione  che è alla base di questo articolo dedicato alle dimensioni del pene: tali dimensioni sono qui analizzate solo in riferimento alla funzione biologica per cui il pene è indispensabile, e cioè la penetrazione in vagina per la fecondazione della donna; pertanto, le parole che seguono si inseriscono nel contesto di una vita sessuale che preveda un partner, e dove il partner sia eterosessuale. In parole povere qui non si parla di estetica ma di vera e propria fisiologia della riproduzione.

Partiamo però dall’inizio. Il pene, quando è eccessivamente grande o eccessivamente piccolo, può ovviamente condizionare alcune modalità di attività sessuale (alcune “posizioni”); tuttavia una vita sessuale soddisfacente può essere del tutto indipendente dalle dimensioni del pene. Le dimensioni del pene sono estremamente variabili. Alcuni autori ritengono che la lunghezza media del pene (con misurazione sul dorso del pene, cioè sulla sua superficie rivolta verso l’addome e stando in piedi) sia circa 10 cm a pene flaccido e circa 15 cm a pene in erezione; la circonferenza media misurata alla base del pene, cioè sulla sua parte più vicina all’addome, sarebbe di 9 cm a pene flaccido e 12 cm in erezione.
Se sulle dimensioni medie non ci sono molti dubbi, c’è ancora molta incertezza su quali possano essere considerate le dimensioni minime e massime del pene, tali da essere considerate ancora nella norma.

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Le dimensioni minime e massime che riporterò sono fondate su tali presupposti:

  1. la lunghezza media della vagina è di circa 7 cm;
  2. le pareti della vagina sono molto elastiche, ma una loro eccessiva distensione può essere dolorosa;
  3. sono più numerose le donne con orgasmo clitorideo (a prescindere dal fatto che la stimolazione del clitoride avvenga con la penetrazione del pene in vagina o con altre modalità) piuttosto che con orgasmo vaginale;
  4. il contatto violento tra glande e collo dell’utero (la parte di utero che é posta al termine del canale vaginale, come a costituirne una sorta di tappo) può determinare dolore per la donna;
  5. un pene con dimensioni ai limiti inferiori di norma può talora impedire di praticare tutta la gamma di posizioni sessuali immaginabili e che prevedano la penetrazione in vagina, ma spesso alcune posizioni sono comunque praticabili;
  6. la lunghezza minima del pene, che sia considerabile nella norma, é senz’altro minore quando entrambi i partner siano magri. Se entrambe i partner sono magri, quindi, anche un pene di modeste dimensioni può essere sufficiente per un rapporto completamente soddisfacente;
  7. si può ipotizzare che le dimensioni medie del pene non siano solo finalizzate all’attività sessuale, ma rispondano in parte anche a canoni estetici. In una certa fase dell’evoluzione dell’uomo, infatti, i suoi antenati avevano già assunto la posizione eretta ma non l’abitudine a vestirsi. Proprio per questo motivo per un lungo arco di tempo il pene potrebbe avere assunto anche il significato di richiamo sessuale, come, ad esempio, la statura, la massa muscolare, la distribuzione dei peli, i lineamenti del volto, il tono della voce. La selezione naturale potrebbe quindi avere favorito dimensioni del pene superiori a quelle strettamente necessarie per l’attività sessuale esclusivamente per motivi estetici.

Dimensioni minime del pene:
Sulla base dei punti sopra elencati, in un uomo magro che abbia come partner una donna magra ritengo che un pene lungo 10 cm (ma forse potrebbero essere sufficienti 8 cm) e con una circonferenza in erezione di circa 7 cm permetta, oltre che la penetrazione, anche una ampia gamma di posizioni durante l’attività sessuale ed almeno un minimo grado di soddisfazione nel rapporto.

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Dimensioni massime del pene:
Per quanto riguarda le dimensioni massime del pene eretto, una lunghezza superiore ai 18 cm solitamente impone una certa attenzione durante i rapporti affinché il pene non penetri completamente in vagina o penetri in vagina senza una spinta violenta, evitando quindi movimenti che possono provocare dolore quando si arriva a colpire il collo dell’utero. Invece, una circonferenza superiore ai 15 cm spesso provoca nella donna una sensazione di eccessiva distensione se non vero e proprio dolore. Tutto ciò si accentua con l’avanzare dell’età della donna per via della frequente riduzione di elasticità e lubrificazione delle pareti vaginali.

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Le dimensioni medie del pene in base ad una ricerca dell’università di Belfast

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Plastica Cavitazione Dieta Peso Dietologo Roma Cellulite Sessuologia Smettere fumare Sesso  Rapporto Dimensioni Medie del pene Erezione in ItaliaA vedere le statistiche di Google, moltissimi utenti sembra che passino la giornata a cercare di rassicurarsi sulle dimensioni del proprio pene nel perenne dubbio di essere al di sotto della “normalità” (o nella mai vana speranza di risultare sopra la media della “virilità”). In un blog che si occupa non solo di medicina, ma anche di benessere psico-fisico e sessualità, ho trovato interessante pubblicare questo post, almeno per far trovare pace a tutti i “fissati” delle misure.

L’abitudine maschile di misurare e comparare le dimensioni del proprio pene trova un fondamento anche nel mondo della ricerca scientifica: l’Università di Belfast ha pubblicato una classifica delle misure del pene degli uomini di 113 Paesi del mondo.

Secondo la ricerca il record di lunghezza, in completa erezione, spetta ai congolesi, in testa alla classifica con 18 cm, seguiti dagli uomini dell’Ecuador e del Ghana. E noi? Il maschio italico si piazza al sesto posto della classifica generale, con 15,7 cm, secondi in Europa solo agli islandesi (16,5 cm).

La ricerca però si basa su statistiche raccolte dal web, motivo per cui è stata criticata subito dopo la sua pubblicazione.

Secondo i dati diffusi dall’università, a livello europeo al 3° posto per lunghezza del pene ci sono gli gli svedesi, con 15 cm, poi i greci con 14,7 cm, i tedeschi (14,5), spagnoli e inglesi sono pari merito con 14 cm, seguiti dai francesi con 13,5 cm. Quelli meno dotati sono i coreani, che si piazzano in coda alla classifica con 9,7 cm.

A quanto pare esiste quindi una correlazione tra Nazione e lunghezza degli attributi maschili. Secondo i dati della classifica, dove gli svedesi, i greci e i tedeschi variano da 14,5 a 15 centimetri, si evidenzia anche una correlazione tra la statura e la dimensione, motivo per cui gli orientali sono i meno dotati.

In Europa i nostri cugini francesi devono accontentarsi di una media scarsina, pari a 13,5 cm, e peggio ancora va per gli irlandesi e gli americani, seppure l’americano Jonah Falcon risulti il recordman assoluto (con 34 cm di lunghezza in erezione).

Dal punto di vista medico quello che posso dirvi è che solo con un pene al di sotto di 10 cm in erezione diventa difficile avere una penetrazione capace di un adeguato stimolo e può risultare più complesso (ma non impossibile in presenza di spermatozoi sani e vitali) il concepimento. Le dimensioni si possono incrementare, senza far miracoli, con gli specifici cicli di terapia meccanica e/o farmacologica integrati in modo opportuno, oppure con un apposito intervento di chirurgia.

Vorrei inoltre ricordare che la condizione di micropenia è relativa alla lunghezza media di riferimento (un po’ come dire che un micropene di un congolese potrà paradossalmente avere dimensioni maggiori di un pene “normale” coreano). Ad ogni modo io in Italia non parlerei di micropenia finchè le dimensioni del pene superino almeno i 7 cm di lunghezza in stato di erezione.

In definitiva: sopra i 10 cm di lunghezza in erezione un uomo: non ha un micropene; può tranquillamente soddisfare una donna; può avere dei figli.

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Vuoi avere un pene più lungo? Con la chirurgia estetica si può

MEDICINA ONLINE TESTICULAR TESTICOLI PENE PROSTATA SEX SESSO GLANDE SEMEN SPERMA BIANCO GIALLO ROSSO MARRONE LIQUIDO TRASPARENTE EIACULAZIONE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VIAGNell’uomo normale la lunghezza del pene varia in base alle aree geografiche. Per esempio la lunghezza media del pene del maschio californiano è di 13 cm mentre nel bacino del mediterraneo la lunghezza media del pene sale a 15 cm. La plastica di allungamento del pene serve per acquistare centimetri in lunghezza ed è un intervento di chirurgia estetica. Quindi la funzionalità erettile non viene modificata da questo intervento. La microfallia invece è la situazione in cui il pene in erezione non raggiunge i 7 cm. In questo caso l’intervento non ha solo finalità estetiche ma anche funzionali.

ALLUNGAMENTO DEL PENE: A CHI E’ CONSIGLIATO
L’allungamento del pene è consigliato a tutti gli uomini che soffrono della cosiddetta “sindrome da spogliatoio” che si innesca comparando le dimensioni del proprio pene con altri uomini svanisce dopo l’intervento. Sono comunque candidati all’allungamento del pene tutti gli uomini che, per i più svariati motivi, desiderino avere un pene di dimensioni maggiori.

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CONSULTO PREOPERATORIO COL CHIRURGO 
E’ assolutamente indispensabile una visita pre-operatoria col chirurgo che consenta al paziente di comprendere il significato dell’intervento e di discutere le proprie aspettative. Il chirurgo deve valutare le condizioni anatomiche del pene e dei testicoli. E’ inoltre indispensabile eseguire preventivamente oltre agli esami ematochimici e all’elettrocardiogramma anche un’ecografia della prostata per escludere l’esistenza di una ipertrofia prostatica. L’allungamento del pene è un intervento di chirurgia vero e proprio e deve essere eseguito da personale qualificato e solo su uomini sani che non presentino patologie dell’apparato urogenitale.

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LA TECNICA CHIRURGICA
L’allungamento del pene si esegue in regime di day surgery, ciò significa che il paziente viene dimesso qualche ora dopo l’intervento. L’anestesia utilizzata è l’anestesia generale o peridurale.

L’allungamento del pene consiste in 3 passaggi:
1) Incisione cutanea
L’incisione cutanea è molto breve ed è nascosta tra i peli del pube

2) Incisione del legamento sospensore
Si incide il legamento sospensore del pene che ancora la parte nascosta del pene alle ossa del bacino. Il pene viene così liberato dall’aderenza all’osso pubico e può aumentare la sua lunghezza di vari centimetri.

3) Plastica cutanea
Si esegue un tipo particolare di plastica cutanea detta V-Y che permette di modellare la cute del dorso del pene allungato.

IL POST-OPERATORIO
Il leggero dolore post-operatorio è completamente controllato con i comuni analgesici. Sono necessari un paio di giorni di riposo dopo di che si può
riprendere la normale attività lavorativa. L’attività sessuale deve essere sospesa per circa 1 mese.

I RISULTATI

I risultati dell’allungamento del pene si rendono evidenti immediatamente. Il pene appare allungato e l’allungamento è relativo alle dimensioni del legamento sospensore del paziente.

DOMANDE FREQUENTI
La potenza sessuale viene influenzata?
Assolutamente no. L’allungamento del pene non influisce sulla potenza sessuale.

Dopo quanto tempo può essere ripresa l’attività sessuale?
La normale attività sessuale può essere ripresa dopo 1 mese

L’operazione di allungamento del pene è visibile ad altri, si vedono le cicatrici?
Le cicatrici sono invisibili e nascoste tra i peli del pube.

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