Palpebra: anatomia, funzioni e patologie in sintesi

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Calazio nella palpebra inferiore

La palpebra è una formazione cutaneo-membranosa che ricopre l’occhio. Nell’uomo esistono due palpebre: una palpebra superiore (più grande) e una inferiore (più piccola) entrambe provviste di ghiandole lacrimali e ciglia, queste ultime molto più lunghe e vistose nella palpebra superiore. La rapida chiusura periodica della palpebra superiore prende il nome di ammiccamento. In oculistica le palpebre possono essere tenute aperte, ad esempio durante le operazioni chirurgiche che interessano l’occhio, tramite il blefarostato. L’infiammazione delle palpebre, generalmente dovuta a infezioni batteriche, prende il nome di blefarite.

Funzioni

Le palpebre svolgono varie funzioni:

  • proteggono gli occhi dalla luce eccessiva e dalla polvere;
  • proteggono la cornea da traumi;
  • contribuiscono alla distribuzione del liquido lacrimale.

Le palpebre hanno anche la funzione di favorire il ritmo sonno/veglia: nelle ore serali la loro chiusura impedisce infatti che all’occhio giungano stimoli luminosi, andando quindi a favorire il rilascio della melatonina da parte l’ipotalamo, la quale favorisce l’addormentamento. Per approfondire, leggi anche: Melatonina 1 e 2mg per insonnia: quando assumerla e controindicazioni

Anatomia

Le palpebre sono costituite da un’impalcatura muscolotendinea esternamente ricoperta dalla cute e internamente (a contatto con l’occhio) dalla congiuntiva. La congiuntiva è tenacemente adesa alla sclera con la quale si continua: non c’è dunque pericolo che lenti a contatto si perdano risalendo l’occhio raggiungendo il nervo ottico. In ciascuna palpebra si distinguono due facce, una esterna o cutanea e una interna o congiuntivale. Esse si continuano l’una nell’altra nel margine libero dove sono presenti le ciglia. La palpebra superiore origina sotto la linea del sopracciglio, è molto più estesa e mobile di quella inferiore e – a occhio aperto – è in parte nascosta nel solco orbitopalpebrale superiore. La palpebra inferiore invece è separata dalla guancia dal solco palpebromalare. Delle palpebre si distinguono due parti dissimili per posizione e struttura. Una è a contatto con il globo oculare ed è costituita dal tarso, l’altra non in contatto con il globo oculare è priva del tarso e in contatto con il margine dell’apertura dell’orbita. Il margine libero della palpebra è divisibile a sua volta in due parti, una laterale, ciliare e una mediale, lacrimale. Il limite è segnato dalla papilla lacrimale dove è visibile l’orifizio del condotto lacrimale, il punto lacrimale.

  • Muscoli: le palpebre sono principalmente formate dal muscolo orbicolare dell’occhio nel quale si approfondano, solamente nella palpebra superiore, i tendini del muscolo elevatore della palpebra. La componente di muscolatura liscia è fornita dal muscolo tarsale;
  • ghiandole: sono principalmente rappresentate ghiandole sebacee e ghiandole apocrine ciliari del Moll. Nello spessore di ciascun tarso si trovano le ghiandole del Meibomio che secernono il sebo palpebrale, ne sono presenti circa 35 nel tarso superiore e 25 in quello inferiore;
  • arterie: la palpebra superiore riceve il sangue dall’arteria palpebrale mediale superiore (ramo dell’arteria oftalmica) e dall’arteria palpebrale laterale superiore (dall’arteria lacrimale). Analogamente la palpebra inferiore riceve il sangue dall’arteria palpebrale mediale inferiore (ramo dell’arteria oftalmica) e dall’arteria palpebrale laterale inferiore (dall’arteria lacrimale);
  • vene: le vene formano una rete sottocutanea drenata dalle vene facciali e oftalmiche e una profonda tributaria delle vene oftalmiche rispettivamente superiore o inferiore. I linfatici drenano in corrispondenza dei linfonodi sottomandibolari, preauricolari e parotidei.

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Patologie

Le palpebre possono essere colpite direttamente o indirettamente da un gran numero di patologie, tra cui:

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