Disturbo narcisistico di personalità: caratteristiche, psicoterapia, farmaci

MEDICINA ONLINE INDOSSARE MASCHERA NARCISISMO DISTURBI DI PERSONALITA PSICHIATRIA MENTE PSICOSI IPOCRISIA PARANOIDE SCHIZOIDE BORDERLINE ANTISOCIALE ISTRIONICO.I disturbi della personalità un insieme di diversi modelli abituali di esperienza o di comportamento che si discostano notevolmente dal contesto sociale e culturale a cui l’individuo appartiene e sono caratterizzati da persistenti schemi di pensiero, percezione, reazione e da modi di relazionarsi che provocano nel soggetto notevole sofferenza e/o compromettono le sue capacità funzionali. I disturbi di personalità sono un gruppo di dieci disturbi raccolti in tre gruppi (chiamati anche “cluster”) in base ad analogie descrittive. Il disturbo narcisistico di personalità è incluso nel gruppo B (cluster B) che racchiude quattro disturbi di personalità caratterizzati da un’emotività amplificata/imprevedibile e dall’instabilità delle relazioni affettive:

  • disturbo borderline di personalità: solitamente chi ne soffre presenta una marcata impulsività e una forte instabilità sia nelle relazioni interpersonali sia nell’idea che ha di sé stesso, oscillando tra posizioni estreme in molte aree della propria vita;
  • disturbo istrionico di personalità: chi ne soffre tende a ricercare attenzione dagli altri, a mettere in atto comportamenti seduttivi e a manifestare in modo marcato e teatrale le proprie emozioni;
  • disturbo narcisistico di personalità: chi ne soffre tende a sentirsi il migliore di tutti, a pretendere l’ammirazione degli altri e a pensare che tutto gli sia dovuto, data l’importanza che si attribuisce;
  • disturbo antisociale di personalità: chi ne soffre è una persona che non rispetta in alcun modo le leggi, tende a violare i diritti degli altri, non prova senso di colpa né di responsabilità per i danni commessi.

Disturbo narcisistico di personalità

Una certa quantità di amor proprio è non solo normale ma anche auspicabile (Gabbard,
2002), per cui è spesso difficile cogliere il confine dove finisce il narcisismo “sano” ed inizia il narcisismo patologico. La differenza si situa principalmente nella diversa qualità delle relazioni di oggetto. Il narcisismo sano ha fra le sue caratteristiche:

  • empatia e preoccupazione per i sentimenti altrui;
  • uno spontaneo interesse per le idee degli altri;
  • capacità di tollerare l’ambivalenza nelle relazioni di lunga durata senza pervenire a una rinuncia;
  • capacità di riconoscere il proprio contributo nei conflitti interpersonali.

Il narcisista patologico, invece:

  • si accosta agli altri trattandoli come oggetti da usare e da abbandonare secondo i propri bisogni narcisistici, incurante dei loro sentimenti;
  • non vive gli altri come persone che hanno un’esistenza separata o bisogni propri;
  • spesso interrompe una relazione dopo un breve periodo di tempo, quando l’altro comincia a porre richieste emergenti dai propri bisogni.

Il soggetto con personalità narcisistica ha egocentrismo patologico, deficit nella capacità di provare empatia verso altri individui, bisogno continuo di percepire ammirazione. Il disturbo è caratterizzato da una particolare percezione di sé del soggetto: il Sé grandioso. Il Sé grandioso comporta un sentimento esagerato della propria importanza e idealizzazione del proprio sé – ovvero una forma di amore di sé che, dal punto di vista clinico, in realtà è fasulla – e difficoltà di coinvolgimento affettivo. La persona manifesta una forma di egoismo profondo di cui non è di solito consapevole, e le cui conseguenze sono tali da produrre nel soggetto significative difficoltà relazionali e affettive. Il soggetto può manifestare bisogni relazionali anomali quali il creare continuamente relazioni che gli permettono di specchiare in maniera grandiosa il proprio sé, cercare conferme, instaurare relazioni improntate a manipolazione affettiva, sostituire gli oggetti di relazione, come pure può manifestare vulnerabilità e risentimento o incapacità di accettare critiche, o manifestare aspettative irrealistiche o inappropriate riguardo alla propria importanza. I tratti e le manifestazioni che descrivono questo disturbo sono molteplici e danno luogo ad una casistica complessa di personalità, con caratteristiche variabili, collocate in uno spettro molto ampio per tipo e gravità.

Diagnosi

La diagnosi secondo il DSM IV richiede che almeno cinque dei seguenti sintomi siano presenti in un modo tale da formare uno schema pervasivo, cioè uno schema che rimane tendenzialmente costante in situazioni e relazioni diverse:

  1. senso grandioso del sé ovvero senso esagerato della propria importanza;
  2. è occupato/a da fantasie di successo illimitato, di potere, effetto sugli altri, bellezza, o di amore ideale;
  3. crede di essere “speciale” e unico/a, e di poter essere capito/a solo da persone speciali; o è eccessivamente preoccupato di ricercare vicinanza/essere associato a persone di status (in qualche ambito) molto alto;
  4. desidera o richiede un’ammirazione eccessiva rispetto al normale, o al suo reale valore;
  5. ha un forte sentimento di propri diritti e facoltà, è irrealisticamente convinto che altri individui/situazioni debbano soddisfare le sue aspettative in maniera immediata;
  6. approfitta degli altri per raggiungere i propri scopi, e non ne prova rimorso;
  7. è carente di empatia: non si accorge (non riconosce) o non dà importanza a sentimenti altrui, non desidera identificarsi con i loro desideri;
  8. prova spesso invidia ed è generalmente convinto che altri provino invidia per lui/lei;
  9. modalità affettiva di tipo predatorio (rapporti di forza sbilanciati, con scarso impegno personale, desidera ricevere più di quello che dà, che altri siano affettivamente coinvolti più di quanto lui/lei lo sia) e comportamenti arroganti e presuntuosi.

Trattamento

Per il trattamento del disturbo narcisistico di personalità si ha a disposizione una molteplicità e varietà di orientamenti psicoterapici, ciascuno focalizzato su aspetti specifici e su modalità peculiari di intervento. In alcuni casi la farmacoterapia può essere associata alla psicoterapia.

Terapia psicoterapica

In ambito psicanalitico si evidenziano due principali strategie. La prima, proposta da
Kernberg (1978; 1987), si basa sull’esame di realtà, sul confronto e sull’interpretazione del sé grandioso patologico e sul transfert negativo. La seconda, proposta da Kohut (1980; 1986), si basa sulle osservazioni empatiche e sullo sviluppo di tre modalità di transfert (speculare, idealizzante/gemellare, alteregoico), al fine di favorire la correzione dei deficit strutturali che caratterizzano il disturbo narcisistico di personalità.

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Schema di confronto tra le due strategie di Kemberg e di Kohut

L’intervento cognitivo-comportamentale si incentra sulle capacità del terapeuta di essere in grado di evitare di nuocere alla relazione terapeutica, non rimanendo coinvolto nelle dinamiche interpersonali problematiche attivate dal paziente narcisista (distacco, competizione, idealizzazione-svalutazione) e di riuscire a utilizzare la relazione che si struttura come un contesto favorente la presa di coscienza di aspetti disfunzionali del suo funzionamento, così da rendere possibili esperienze correttive su di essi.
Potrebbero risultare utili anche la terapia familiare e quella di coppia che rappresentano un importante contesto all’interno del quale gli individui con disturbo narcisistico di personalità hanno l’opportunità, da una parte, di prendere consapevolezza delle reazioni che il loro modo di essere e di comportarsi produce negli altri, dall’altra di sviluppare atteggiamenti empatici e cooperativi nei confronti di persone significative, così da generalizzarli successivamente alle relazioni abituali.

A prescindere dalla teoria di riferimento del terapeuta, nel trattamento del paziente narcisista sorgono problemi controtransferali. L’esercizio della psicoterapia come attività professionale, infatti, fornisce l’opportunità di gratificare i desideri di essere amato, desiderato e idealizzato (Finnel, 1985). Per esempio, il paziente narcisista, inizialmente, idealizzerà l’attuale terapeuta svalutando, al contempo, i precedenti. il terapeuta dovrà prontamente riconoscere e accettare i propri bisogni narcisistici e utilizzarli al servizio della scoperta di un trattamento efficace, piuttosto che disconoscerli ed esteriorizzarli. Per prolungati periodi il terapeuta dovrà tollerare la noia e la sensazione di essere usato dal paziente come una cassa di risonanza. Dovrà accettare l’esistenza satellite (Kemberg, 1970) che il paziente gli assegna, perché il paziente ignorerà il terapeuta proprio come egli stesso venne ignorato dai suoi genitori (identificazione proiettiva). Comprendere questa modalità consentirà al terapeuta di non distanziarsi e di non affrontare sadicamente il paziente e, soprattutto, di non sentirsi svalutato.

Terapia farmacologica

Le evidenze a favore di una terapia farmacologica per il trattamento del disturbo narcisistico di personalità risultano al momento piuttosto scarse, fatta eccezione per i casi in cui si ricorre a essa per il trattamento della sintomatologia depressiva o ansiosa che il più delle volte motiva la richiesta di terapia: in questo caso i farmaci più spesso usati sono gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI). I farmaci antipsicotici sono usati in caso di eventuali sintomi produttivi.

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