Se vendi i tuoi sogni, cosa ti rimane?

MEDICINA ONLINE Kenny Wells Matthew McConaughey protagonista di Gold - La grande truffa film 2016 diretto da Stephen Gaghan FRASI AFORISMI CITAZIONI FORESTA NATURA ORO GIUNGLA

“Era il mio sogno. Lo avevo sognato. Se vendi i tuoi sogni, cosa ti rimane?”

Kenny Wells (Matthew McConaughey), protagonista di “Gold – La grande truffa” un film del 2016 diretto da Stephen Gaghan.

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Non lasciarti scappare l’occasione di essere felice

MEDICINA ONLINE Il favoloso mondo di Amélie Le Fabuleux Destin d'Amélie Poulain.jpg“Mia piccola Amélie, lei non ha le ossa di vetro: lei può scontrarsi con la vita. Se lei si lascia scappare questa occasione, con il tempo sarà il suo cuore che diventerà secco e fragile come il mio scheletro. Perciò si lanci, accidenti a lei!”

Frase di Raymond Dufayel, l’uomo di vetro (Serge Merlin) contenuta nell’incantevole film del 2001 “Il favoloso mondo di Amélie” (Le Fabuleux Destin d’Amélie Poulain) scritto e diretto da Jean-Pierre Jeunet ed interpretato da Audrey Tautou e Mathieu Kassovitz.

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Io tornerò, ti ritroverò, ti amerò, ti sposerò

Espiazione (Atonement) 2007 Joe Wright, Keira Knightley, James McAvoy, Romola Garai, Brenda Blethyn, drammatico, sentimentale, guerra  Seven Sisters Cuckmere Haven  Sussex England Europe.jpg

“Carissima Cecilia, la storia può ricominciare. Io tornerò, ti ritroverò, ti amerò, ti sposerò e vivrò senza vergogna.”

Robbie Turner (James McAvoy) nel film del 2007 Espiazione diretto da Joe Wright. La meravigliosa scena in alto, dove McAvoy è raffigurato assieme a Keira Knightley, è stata girata nell’estuario Cuckmere Haven, con sullo sfondo le scogliere Seven Sisters, in Inghilterra, location anche di altri film come Robin Hood – Principe dei ladri ed Harry Potter e il calice di fuoco.

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Non arrenderti mai

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo SEGRETO SUCCESSO VITA NON ARRENDERSI MAI Dieta Chirurgia Estetica Roma Cavitazione Pressoterapia Grasso Massaggio Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Peso Sessuologia Pene Laser Filler Rughe Botulino

Il segreto per avere una vita felice? Non perdere mai la fiducia nelle proprie possibilità. Non arrendersi mai, finché c’è aria nei polmoni e sangue nelle vene. E vedere in ogni salita, non una difficoltà… ma una opportunità!

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Io sono il padrone del mio destino: io sono il capitano della mia anima

NELSON MEDICINA ONLINE INVICTUS MANDELA William Ernest Henley apartheid prison.jpgInvictus

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Buia come un abisso che va da un polo all’altro, 
Ringrazio gli dei qualunque essi siano
Per la mia indomabile anima.

Nella feroce morsa delle circostanze
Non mi sono tirato indietro né ho gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo di collera e di lacrime
Incombe solo l’Orrore delle ombre,
Eppure la minaccia degli anni
Mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.

Invictus è una poesia scritta nel 1888 dal poeta inglese William Ernest Henley, diventata famosa soprattutto perché, per il messaggio di coraggio nelle difficoltà che trasmette, era usata da Nelson Mandela per alleviare i 27 anni della sua prigionia causati dalla sua opera di pieno riconoscimento dei diritti civili degli appartenenti ai gruppi etnici non bianchi durante l’apartheid. Per tale motivo questa poesia è anche citata nel gran film “Invictus – L’invincibile” del 2009, diretto da Clint Eastwood con Morgan Freeman nella parte di “Madiba” e Matt Damon.

L’autore della poesia, ebbe una vita sfortunata: all’età di 12 anni rimase vittima del Morbo di Pott, una grave forma di tubercolosi ossea. Nonostante ciò, riuscì a continuare i suoi studi ed a tentare una carriera giornalistica a Londra che però fu interrotta continuamente dalla grave patologia. All’età di 25 anni la malattia lo costrinse all’amputazione di una gamba per sopravvivere, ma Henley non si scoraggiò e continuò a vivere per circa 30 anni con una protesi artificiale, fino alla sua morte, avvenuta l’11 luglio del 1903 ad appena 53 anni.  La poesia Invictus fu scritta proprio sul letto dell’ospedale, quando aveva 26 anni e la gamba gli era da poco stata amputata.

Qualunque sia la battaglia che stai combattendo: non smettere di lottare. Mai.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Tu devi imparare la serenità tibetana

MEDICINA ONLINE APRILE NANNI MORETTI 1998 FIGLIO PIETRO MORETTI NEONATO Tu devi imparare serenità tibetana ricordi Bernardo Bertolucci Festival di Cannes premio non importa tranquillo serenità ho imparato monaci tibetani.jpg

“Tu devi imparare la serenità tibetana. Ti ricordi Bernardo Bertolucci cosa ha detto? “Al Festival di Cannes, anche se non vinco un premio non importa, io sono lo stesso tranquillo: è la serenità che ho imparato dai monaci tibetani”.

Nanni moretti al figlio Pietro, nel film del 1998 “Aprile“.

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Che significa “Carpe diem”? L’invito ad apprezzare ciò che si ha

MEDICINA ONLINE AFORISMI FRASI WIKIQUOTE Prof. John Keating (Robin Williams) nel film del 1989 L’attimo fuggente (Dead Poets Society), diretto da Peter Weir

Robin Williams in “L’attimo fuggente”

Carpe diem: come si traduce e chi lo ha “detto” per primo?

Carpe diem è una locuzione latina presente nelle Odi (Odi 1, 11, 8) del poeta latino Quinto Orazio Flacco (65 a.C. – 8 a.C.) comunemente noto come “Orazio”, che in italiano è  tradotto con “cogli il giorno” oppure, con maggiore libertà, con “cogli l’attimo”, da cui il titolo del famoso film “L’attimo fuggente“. Si tratta non solo di una delle più celebri orazioni della latinità, ma anche di una delle filosofie di vita più influenti della storia dell’uomo, che però è spesso male interpretato.

Cosa significa Carpe diem? Il significato vero

Molti danno alla celebre locuzione il significato di “buttati nelle cose, cogli al volo le occasioni senza pensarci troppo, non lasciarti sfuggire le opportunità che ti si presenteranno“, ma il concetto nascosto nelle due semplici parole Carpe diem è qualcosa di molto più profondo. “Cogli il giorno” è una esortazione all’uomo, affinché lui assapori in ogni momento i beni offerti dalla vita nel presente, dato che il futuro non è prevedibile, da intendersi NON come invito alla ricerca del piacere ed allo sfruttamento di possibilità future, ma ad apprezzare ciò che si ha ORA ed a goderne appieno, dato che – come dice Lorenzo de’ Medici nel Trionfo di Bacco e Arianna – “di doman non c’è certezza”. Non esattamente “cogli le occasioni che ti si presenteranno in futuro“, come molti interpretano erroneamente la locuzione, bensì “cogli letteralmente la tua vita giorno per giorno, vivi la tua esistenza ORA apprezzandola fino in fondo ed apprezzando quello che hai in questo momento“. Cogli… l’oggi, godi dell’oggi!

Cogli la rosa quando è il momento, che il tempo lo sai che vola e lo stesso fiore che oggi sboccia, domani appassirà. Robert Herrick

Il saggio è colui che quando ha sete e beve, sente l’acqua fresca che gli scende per la gola e pensa: ‘Oh com’è bello bere!’. Luciano De Crescenzo

Un futuro incerto

Dietro al Carpe diem oraziano si nasconde una visione realistica della vita umana, in cui non solo non è possibile conoscere il futuro, ma tale futuro è incerto e la nostra esistenza stessa è certa nel presente, ma non sarà certa il momento successivo. Solo sul presente l’uomo può intervenire e solo sul presente, quindi, devono concentrarsi le sue azioni. L’uomo che davvero aspira alla felicità deve sempre cercare di cogliere le occasioni, le opportunità, le gioie apparentemente banali che si presentano di fronte ai suoi occhi OGGI, senza alcun condizionamento derivante da ipotetiche speranze o ansiosi timori per il futuro. Le cose che oggi ci sembrano eterne, in realtà non lo sono affatto e domani potremmo non possederle più, quindi non sottovalutiamole e cogliamole oggi.

Godiamo della vista di un fiore, abbracciamo un nostro parente, perché domani potremmo aver perso la vista o potremmo aver perso il nostro caro. Viviamo a fondo ogni singolo apparentemente banale attimo della nostra vita, perché ora lo abbiamo, domani chissà…

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Il tempo sfugge

La filosofia oraziana pone in primo piano la libertà dell’uomo nel gestire la propria vita e invita a essere responsabili del proprio tempo, perché, come dice il poeta stesso nel verso precedente, “Dum loquimur, fugerit invida aetas” (“Mentre parliamo, sarà fuggito avido il tempo”), ed è inutile sprecare la vita cercando di conoscere il futuro. Orazio vuole infondere una serena dignità all’uomo, affinché dia valore alla propria esistenza sfidando l’usura del tempo e il suo status totalmente effimero. Lungi quindi dall’essere un crasso e materialista invito al piacere sfrenato, od anche ad un piacere senza turbamento, il Carpe diem è piuttosto ispirato alla concezione epicurea di felicità come assenza di dolore, ed esprime l’angosciosa imprevedibilità del futuro, la gioia dignitosa della vita e la rassegnazione nell’accettare la morte, che il poeta cerca di esorcizzare con l’invito a vivere il presente per non pensare al momento inevitabile del trapasso, che in Orazio è spesso contrapposto all’ammirata esplorazione lirica del paesaggio e della natura, ciclica, meravigliosa e sublime ma anche cupa, misteriosa ed incomprensibile, uno spettacolo da cui l’uomo dovrebbe cogliere la tragica ciclicità.

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Succhiare il midollo della vita

«Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza, in profondità, succhiando tutto il midollo della vita, […] per sbaragliare tutto ciò che non era vita e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto.»

Questa frase è tratta dal meraviglioso film del 1989 L’attimo fuggente (Dead Poets Society), diretto da Peter Weir, con Robin Williams nella parte del prof. John Keating. La frase cita il celebre filosofo e poeta statunitense Henry David Thoreau e ben racchiude il senso del film e del Carpe diem oraziano.

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