Tumore al rene: intervento, aspettative di vita, prognosi, morte

MEDICINA ONLINE RENE RENI ANATOMIA FUNZIONI PATOLOGIE SINTESI SANGUE FILTROIl rene può essere interessato da diversi tipi di tumori benigni e maligni, distinti principalmente in base al tipo di cellula renale da cui origina la neoplasia. Il tipo più frequente di cancro del rene nell’adulto è il carcinoma a cellule renali (o ipernefroma maligno o Tumore di Grawitz maligno) che origina dal tubulo renale. Tale tumore maligno si riscontra nel 90% dei casi ed in una piccola percentuale (2%) può anche essere bilaterale, cioè manifestarsi in entrambi i reni. È notoriamente resistente alla radioterapia ed alla chemioterapia, anche se alcuni casi rispondono alla immunoterapia, quindi la terapia principale è quella chirurgica. Di questo tipo di carcinoma esistono tre varianti:

  • variante a cellule chiare (25%);
  • variante a cellule granulose (15%);
  • variante a cellule sarcomatose (10%).

Esistono inoltre forme miste di questi tre tipi. Un altro tipo di tumore del rene, più raro, è rappresentato dai sarcomi nelle loro varie forme (liposarcomi, leiomiosarcomi, rabdomiosarcomi, angiosarcomi, fibrosarcomi) che originano da tessuti diversi (dalla capsula oppure dalle strutture che circondano il rene). Infine, per quanto riguarda l’età pediatrica, il tumore del rene più tipico è il nefroblastoma o tumore di Wilms, che può tuttavia presentarsi anche nell’adulto.

Diffusione

Il tumore del rene e delle vie urinarie rappresenta circa il 2% di tutti i tumori e si presenta nel sesso maschile con una frequenza doppia rispetto al sesso femminile. In effetti l’incidenza annuale è di circa 16 casi su 100.000 uomini e di circa 7 casi su 100.000 donne, pari a 7.800 casi tra i maschi e 4.000 tra le femmine. La probabilità di sviluppare questo tumore cresce con l’aumentare dell’età e il picco massimo di insorgenza è intorno ai 60 anni.

Cause e fattori di rischio

Le cause specifiche del tumore renale non sono ancora del tutto note, tuttavia sono conosciuti alcuni fattori di rischio certi. Il sesso maschile ha un rischio quasi doppio del sesso femminile, specie se l’età del soggetto supera i 50 anni. Tra i fattori esogeni, il principale e il più diffuso fattore di rischio è il fumo di sigaretta: il numero di sigarette fumate ogni giorno e il numero di anni di esposizione sono direttamente proporzionali all’aumento del rischio di questa malattia. Un altro fattore di rischio per il tumore del rene è rappresentato dall’esposizione cronica ad alcuni metalli e sostanze particolari: sono fortemente sospettati di possedere un’azione cancerogena l’asbesto e il cadmio, la fenacetina e il torotrasto. Altri possibili fattori di rischio, sono:

  • famigliarità;
  • sovrappeso o obesità;
  • ipertensione arteriosa;
  • infezioni ricorrenti al rene;
  • dialisi di lunga durata.

L’insufficienza renale cronica, costringendo il paziente a dialisi cronica (se non è possibile il trapianto renale), è un fattore di rischio indiretto per il tumore al rene. Ricordiamo infine che esistono alcune forme ereditarie molto rare quali la sindrome di von Hippel-Lindau, trasmessa dal gene VHL.

Prevenzione

Non essendo attualmente note le cause specifiche di tumore renale, non è possibile ad oggi prevenire il tumore del rene, se non ovviamente evitando i fattori di rischio visti nel paragrafo precedente, come ad esempio il fumo di sigaretta o l’esposizione a sostanze cancerogene. Nei soggetti con forte predisposizione famigliare o con sintomi, può essere utile l’esecuzione periodica di un’ecografia dell’addome (pur non essendo raccomandata da alcuna linea guida perché non risponde ai criteri di costo-efficacia richiesti da uno screening).

Sintomi

I sintomi classici di tumore del rene sono tre:

Tale triade di sintomi è però contemporaneamente presente solo nel 10% dei casi e generalmente indica una malattia già in fase avanzata, infatti – purtroppo – nella maggior parte dei casi i tumori renali nelle fasi iniziali sono asintomatici (cioè non danno alcun sintomo) o forniscono sintomi “precoci” aspecifici (come malessere e stanchezza). I sintomi iniziano a verificarsi solo quando il tumore è già di grande dimensione e/o metastatico, con grande ritardo della diagnosi e prognosi peggiore. Il segnale più evidente nelle fasi iniziali (ma raro) è l’ematuria, cioè la presenza di sangue nelle urine.

Alcuni sintomi sistemici sono:

  • perdita di peso inspiegabile;
  • anoressia (mancanza di appetito);
  • astenia (stanchezza);
  • febbricola;
  • anemia;
  • ipertensione arteriosa;
  • ipercalcemia.

Metastasi

Il cancro del rene può dare metastasi, sia attraverso i vasi linfatici regionali sia attraverso i vasi sanguigni, principalmente e in ordine di frequenza: ai linfonodi e al polmone (nel 55% dei casi), al fegato e alle ossa (in circa il 33% dei casi), al surrene (19%), all’altro rene (11%), e poi ancora al cervello, alla milza, al colon e alla cute. Le metastasi da carcinoma del rene possono essere ubiquitarie e anche molto tardive. Una complicanza che talvolta si osserva è il varicocele acuto, ovvero un’infiammazione delle vene del testicolo e dello scroto, che può insorgere per compressione o trombosi (ovvero chiusura per presenza di un coagulo di sangue) della vena spermatica.

Diagnosi

L’esame clinico e la presenza di sangue nelle urine consentono di solito solo diagnosi tardive: fondamentale per la diagnosi di un tumore del rene è il supporto dato dalla diagnostica per immagini. L’ecografia è in grado di distinguere tra una massa di natura solida (più preoccupante) e una ciste (in genere ripiena di liquido), mentre la tomografia computerizzata (TC) oltre a distinguere la natura della massa offre ulteriori informazioni sull’ estensione locale della malattia e su eventuali metastasi. Altri esami diagnostici che possono essere utilizzati sono la risonanza magnetica e l’urografia, che valuta tutte le vie urinarie e il corretto passaggio delle urine. Questo esame è il più indicato in caso di sangue nelle urine e serve soprattutto a valutare la presenza di tumore nelle vie urinarie: uretra, vescica, ureteri e bacinetto renale.

Classificazione

Per descrivere il tumore del rene, la sua sede ed estensione, nonché il coinvolgimento di altre strutture o organi, si utilizza la classificazione internazionale basata sul sistema TNM:

  • stadio I: il tumore è limitato al rene con diametro massimo di 7 cm;
  • stadio II: il tumore è confinato al rene, ma con diametro > 7 cm e invade la capsula renale;
  • stadio III:  il tumore infiltra il grasso perirenale ma non i linfonodi;
  • stadio IV: il cancro si è diffuso agli organi vicini (intestini, pancreas), ai linfonodi intorno all’organo oppure ha dato metastasi a distanza (ai polmoni, al cervello).

Terapia

Se il tumore interessa un solo rene (unilaterale) e non si è diffuso, la soluzione più efficace è la chirurgia radicale, ovvero l’asportazione dell’intero rene malato. Nei casi di malattia bilaterale (entrambi i reni coinvolti) non si asporteranno i due reni ma si cercherà di eliminare solo la parte malata dell’organo. Il tumore del rene che ha già dato luogo a metastasi viene curato con la chemioterapia, anche se i risultati sono solo parziali: i farmaci che si sono dimostrati più attivi sono la vinblastina, il 5-fluorouracile, il CCNU e l’ifosfamide. Risultati e speranze dei ricercatori sono attualmente riposte nell’immunoterapia che utilizza l’interferone alfa, l’interleuchina 2 e le cellule LAK con diversi risultati. L’ interferone-alfa e l’interleuchina-2 (IL-2) possono ridurre la crescita del carcinoma renale anche metastatico. Il tumore renale è ricco di vasi, quindi una strategia efficace è quella che agisce bloccando l’angiogenesi, cioè la formazione di nuovi vasi che nutrono il tumore. Nei casi avanzati si può ricorrere ai farmaci biologici, in particolare all’anticorpo monoclonale anti-VEGF (sorafenib e sutinib, che agiscono sull’angiogenesi). Più recentemente è stato introdotto anche un altro anticorpo monoclonale, l’everolimus, che ha effetto antiangiogenetico.

Prognosi e sopravvivenza

Moltissimi sono i fattori che influenzano negativamente o positivamente la diagnosi:

  • stadiazione (soprattutto metastasi ed interessamento linfonodale);
  • età del paziente;
  • recidive;
  • condizioni di salute del paziente;
  • bravura del medico.

Nel caso del cancro del rene mediamente la sopravvivenza ad un anno dalla diagnosi è del 72% ma scende a 56% a 5 anni dalla diagnosi ed a circa 50% a 10 anni o più. La sopravvivenza a 5 anni è influenzata fortemente dalla stadiazione:

  • stadio I: 90%;
  • stadio II: tra 65 e 75%;
  • stadio III:  tra 40 e 70%;
  • stadio IV: sotto il 40%.

Generalmente la percentuale di sopravvivenza dopo cinque anni è:

  • intorno al 90-95% per tumori più piccoli di 4 centimetri e confinati nel rene;
  • intorno all’80-85% per tumori più grandi, confinati nel rene e non vascolarizzati;
  • circa il 60% per tumori che si estendono oltre la capsula renale e fuori dal locale investimento fasciale;
  • tra il 5 ed il 15% in caso di metastasi diffuse ai linfonodi;
  • meno del 5% in caso di metastasi diffuse in altri organi.

Come già anticipato, nelle prime fasi il tumore è purtroppo asintomatico e ciò ritarda la diagnosi. I pazienti giungono dal medico quando la malattia è in fase già avanzata e ciò influenza negativamente la prognosi. Per coloro che hanno una recidiva (ritorno del tumore) dopo l’intervento, la prognosi è generalmente infausta.

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