Quando l’uomo eiacula troppo tardi: l’eiaculazione ritardata

MEDICINA ONLINE TRISTE SPERMA LIQUIDO SEMINALE PENIS VARICOCELE HYDROCELE IDROCELE AMORE DOPING DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA LOVE SAD COUPLE FRINEDS LOVER SEX GIRL MAN WALLPAPERL’eiaculazione ritardata (ER) consiste in una difficoltà nell’ottenere l’orgasmo durante il coito. Nei casi più gravi l’eiaculazione può non arrivare affatto (aneiaculazione) pur se dopo prolungata ed adeguata stimolazione e ciò può essere fonte di enorme disagio per il paziente, disagio che in genere porta ad una ancora maggiore difficoltà a raggiungere l’orgasmo, in una sorta di circolo vizioso.

L’eiaculazione ritardata è spesso dovuta ad un ipercontrollo esercitato dal paziente sui processi che precedono l’atto eiaculatorio. L’ipercontrollo eiaculatorio è così classificato dalla Kaplan:

  • grado 1: coito eccessivamente lungo ed energico per ottenere l’eiaculazione;
  • grado 2: non riesce ad eiaculare in vagina. Può raggiungere l’orgasmo in presenza della partner, ma solo con stimolazione manuale e/o orale;
  • grado 3: non riesce ad eiaculare in presenza della partner, ma solo con autoerotismo;
  • grado 4: incapacità assoluta ad eiaculare (aneiaculazione).

L’ER può essere divisa in primaria e secondaria:

  • eiaculazione ritardata primaria: la patologia è comparsa fin dall’inizio dell’attività sessuale, quindi il paziente non ha mai avuto rapporti sessuali normali;
  • eiaculazione ritardata secondaria: il paziente ha avuto fin dall’inizio una attività sessuale normale e solo da un certo punto in poi la patologia è comparsa.

Cause

Le cause di ER e aneiaculazione sono ritenute primariamente psicologiche, ma anche numerose patologie del sistema nervoso centrale e periferico e l’uso di alcuni farmaci vi possono concorrere. Molto importante è la storia clinica. Molti pazienti che prendono farmaci serotoninergici per disturbi del tono dell’umore dovrebbero essere avvertiti del potenziale effetto ritardante l’eiaculazione. In pazienti con problemi primitivamente psicologici vi è una storia di normali eiaculazioni notturne o comunque di eiaculazioni non in vagina.

Cause e fattori di rischio per l’eiaculazione ritardata e l’aneiaculazione, sono:

  • Farmaci:
    • Antidepressivi triciclici: clomipramina;
    • Inibitori reuptake 5HT: fluoxetina; paroxetina;
    • Fenotiazine: tioridazina;
    • Antipertensivi: metildopa;
    • Clonidina;
    • Derivati della cannabis;
  • Malattie sistemiche:
    • Sclerosi multipla;
    • Neuropatia diabetica;
    • Mielite trasversa;
    • Dissezione dei linfonodi retro peritoneali (neoplasie testicolari;
    • Traumi del midollo;
  • Fattori psicogeni:
    • ansia da prestazione;
    • preoccupazioni;
    • malattie psichiatriche.

L’ER e l’aneiaculazione non si associano significativamente con alcuno dei parametri psichici o biologici che abbiamo analizzato, eccetto che un’anamnesi positiva per patologia neurologica (p<0,001) e l’incapacità della partner di raggiungere l’orgasmo (p<0,05). Fra le cause neurologiche, una menzione particolare merita la sclerosi multipla.

I pazienti affetti da questa patologia lamentano frequentemente problemi di disfunzione sessuale (51-63% dei casi) con una prevalenza del sesso maschile rispetto a quello femminile (3:2). I disturbi della sessualità sono raramente il sintomo di esordio e quando si verificano spesso si accompagnano a problemi sfinterici e urinari. Fra i disturbi della sessualità presenti nel maschio, la difficoltà relativa o assoluta ad eiaculare è quello nettamente più frequente e può arrivare a colpire fino al 50% dei pazienti.

Terapia dell’eiaculazione ritardata e dell’aneiaculazione

La terapia dipende dal grado e dal tipo di patologia sottostante. La prima scelta, ove indicato, è una terapia comporta mentale. Farmaci con attività adrenergica possono anche essere di ausilio. Recentemente è stato segnalato che la reboxetina (un inibitore selettivo della ricaptazione della NA) può facilitare l’eiaculazione e quindi potrebbe essere utilizzata nella terapia di questa patologia. Nei casi estremi di aneiaculazione e di desiderata fertilità si può ricorrere all’eiaculazione assistita (con stimolazione manuale, vibratoria o elettrica) o al recupero di spermatozoi con massaggio manuale delle vescichette seminali e prostata accoppiata a tecniche varie di riproduzione assistita, quali l’inseminazione intrauterina (IUI), la fertilizzazione in vitro (IVF) o l’iniezione
intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI). Recenti studi indicano che i risultati ottenuti con eiaculazione assistita accoppiata ad ICSI sono migliori che con IUI o IVF.

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