Lorenzo di Piero de’ Medici, detto Lorenzo il Magnifico, è stato signore di Firenze dal 1469 fino alla sua morte, avvenuta nel quartiere di Careggi a Firenze l’8 aprile del 1492. Raffinato e colto, Lorenzo il Magnifico fu anche scrittore, mecenate, poeta ed umanista, oltre ovviamente ad essere uno dei più grandi uomini politici del Rinascimento. Ma le qualità del “Magnifico” non si fermano qui. Il membro più celebre della più importante famiglia fiorentina di epoca rinascimentale, si contraddistinse anche per una coscienza ambientalista allora tutt’altro che comune, che spaziava dall’innato amore per gli animali al rispetto per tutto ciò che era naturale.
Fu per questo che il Magnifico fece allestire una fattoria, Le Cascine, presso la sua villa di Poggio a Caiano (Prato), che riempì di daini bianchi, pavoni, conigli e dove fece alloggiare anche la giraffa donatagli da Mohamed ibn-Mahfuz, in qualità di ambasciatore del sultano d’Egitto al-Ashraf Qaitbay della dinastia Burji. Si ritiene che sia stata la prima giraffa vivente vista in Italia dai tempi dell’antica Roma. Una giraffa che però non ebbe fortuna: poco dopo il suo arrivo infatti, l’animale si incastrò nella stalla, si spezzò il collo e morì e non si vide in Europa un’altra giraffa per quasi 300 anni.
In questa sua proprietà il grande politico si dedicò anche ad allevamenti di bachi da seta, alla produzione di alimenti come il formaggio e il miele e addirittura alla coltivazione del riso, che a fine ‘400 era ancora in fase sperimentale.
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Lo staff di Medicina OnLine
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Cattiveria pura. Non c’è altro modo per definire ciò che due adolescenti, uno di 15 e uno di 16 anni, sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, hanno fatto con questo povero cucciolo indifeso dagli occhi tristi ed impauriti.
L’uomo deve cominciare a prendersi cura della natura, altrimenti la natura smetterà di prendersi cura dell’uomo.
E’ inaccettabile che ai circhi che usano gli animali nei propri spettacoli venga ancora consentito di praticare la loro attività. I loro spettacoli, a differenza di quelli dei numerosi circhi senza animali, sono diseducativi: i bambini assistono alla sofferenza e all’umiliazione di esseri senzienti trattati come oggetti. Stesso discorso vale anche per gli zoo. Il posto di un animale è libero nella natura, non in prigione. Questi spettacoli indegni devono finire!
I tori non sono le uniche vittime innocenti delle corride. Anche i cavalli sono incolpevole carne da macello. Le loro corde vocali sono recise per non consentirgli di urlare quando i tori li avvicinano o quando soffrono per le incornate. Prima che inizi uno dei più grandi simboli dell’idiozia umana, cioè la corrida, i cavalli vengono bendati, viene messa vaselina e cotone nelle orecchie e narici. In pratica i cavalli sono deprivati degli organi di senso, costretti al dolore senza avere idea di dove si trovino o perché stia succedendo. Dietro tutto questo spettacolo indegno c’è, ovviamente, l’uomo. Che quando compie questi gesti, diventa il primo animale a doversi estinguere.