Otite esterna acuta: cause, sintomi e rimedi

MEDICINA ONLINE ORECCHIO OTORINO CONDOTTO COCLEA CELLULE CILIATE TIMPANO OSSICINI MARTELLO INCUDINE STAFFA LABIRINTITE OTOLITI ACUFENE FISCHIO UDIRE SENSO ESTERNO MEDIO INTERNOL’otite esterna acuta  consiste in un‘infiammazione  del condotto uditivo esterno che provoca un forte dolore, rigonfiamento del condotto che giunge a chiudersi completamente, la comparsa di secrezioni, a volte la tumefazione della regione intorno all’orecchio e, raramente febbre.

Cause
L’ otite esterna è una patologia frequente per lo specialista otorinolaringoiatra e,trattandosi della più dolorosa manifestazione infiammatoria dell’orecchio, spesso è causa di consultazioni  ambulatoriali urgenti.L’incidenza della patologia  è molto alta in estate per l’abbondanza di fattori favorenti quali: caldo, sudore, cloro dell’acqua di piscina, frequente penetrazione di shampoo, balsamo ed altri prodotti chimici (in estate a causa del caldo si fa più frequentemente la doccia), microrganismi acquatici (plancton). Naturalmente i batteri giocano un ruolo importante nella genesi della malattia ma, come dimostra inequivocabilmente l’epidemiologia (massima frequenza della malattia in estate mentre i batteri sono presenti tutto l’anno), da soli non sono in grado di indurre la patologia.Ciò significa che esiste una PREDISPOSIZIONE INDIVIDUALE a questo tipo di infezione, che evolve in malattia in presenza dei fattori favorenti appena elencati. L’esperienza clinica insegna allo specialista otorinolaringoiatra che sono spesso gli stessi pazienti che, ad ogni estate, si ripresentano con un quadro di otite esterna acuta, perché sono predisposti all’otite.

Fattori che predispongono all’otite

L’esecuzione di un’indagine micro-otoscopica in un periodo di assenza di infezione consente spesso  allo specialista otorinolaringoiatra di trovare i  FATTORI PREDISPONENTI che sono alla base delle recidive.

I più frequenti sono:

  • restringimenti (stenosi) del condotto uditivi;
  • ipertricosi (eccesso di peluria) nei pazienti maschi adulti;
  • dermatosi croniche del condotto uditivo.

Stenosi del condotto uditivo da esostosi

Un caso a parte è quello dei pazienti che operano nell’AGRICOLTURA e  nell’ALLEVAMENTO dei bestiame.  In tali pazienti oltre i comuni fattori di rischio, la contaminazione con miceti della famiglia dell’ASPERGILLUS, molto comuni nel terreno e nei mangimi, causa frequenti infezioni dell’orecchio e, a volte, delle piccole epidemie in interi gruppi familiari.

In considerazione dell’importanza del ruolo svolto dai FATTORI PREDISPONENTI nella genesi dell’otite esterna acuta, è ovvio che un TRATTAMENTO PREVENTIVO dei problemi pre-esistenti consentirà  di evitare violente e fastidiose infezioni nel periodo estivo.

Terapia
Nelle fasi acute può essere necessaria la somministrazione di un antibiotico sistemico la cui efficacia è spesso limitata dal tipo di flora batterica .
L’otite esterna è infatti una patologia caratterizzata, dal punto di vista batteriologico, dalla presenza di una flora batterica mista, comprendente molti ceppi batterici  misti a funghi.
E’ comune la presenza di PSEUDOMONAS AERUGINOSA,  PROTEUS VULGARIS  e di  funghi come l’ASPERGILLUS FUMIGATUS e la CANDIDA ALBICANS.Un trattamento antibiotico sistemico per germi del genere prevede l’uso di sostanze molto tossiche, ad alti dosaggi e per numerosi giorni. Per tale motivo spesso lo specialista otorinolaringoiatra, in base al quadro clinico, decide di  eseguire una terapia locale,  con delicate aspirazioni del materiale patologico e medicazioni del condotto uditivo esterno. Tale trattamento  è sempre  molto efficace  e consente di evitare l’antibioticoterapia sistemica ed i disagi che ne possono seguire.

Che rapporto c’è tra i bagni nei mari tropicali e l’otite esterna acuta?
I mari tropicali abbondano di plancton. Quando si praticano snorkeling, immersioni con bombole o semplicemente si fa il bagno,  grandi quantità di questi minuscoli animaletti si depositano nel condotto uditivo.
Usciti dall’acqua l’orecchio si asciuga causando la morte dei microrganismi, che vanno poi incontro a fenomeni di disfacimento e rilasciano sostanze irritanti che, a loro volta,  causano l’infezione.
Molti turisti vedono così le proprie ferie alle Maldive, Seychelles o altre mete simili definitivamente rovinate dall’otite esterna.
Infatti, una volta che la malattia si è avviata è assolutamente impossibile eseguire altri bagno i immersioni.

Cosa è possibile fare per prevenire la malattia?

1) scoprire se esistono FATTORI PREDISPONENTI consultando lo specialista otorinolaringoiatra
2) fare rimuovere dallo specialista otorinolaringoiatra il cerume ed i detriti dermici PRIMA delle ferie
3) risciacquare con acqua dolce il condotto uditivo dopo le immersioni ed i bagni

C’è differenza tra un bagno a mare o in piscina?
Molta. I bagni nel mediterraneo raramente scatenano l’otite (basso contenuto in plancton).

L’otite esterna acuta può causare gravi danni all’udito?
Durante la fase del gonfiore il condotto uditivo esterno è bloccato ed il paziente si sente sordo in quanto le ode sonore non possono raggiungere il timpano. Dopo la regressione tuttavia si ha sempre un ritorno all’udito normale.
Fortunatamente, infatti, l’otite esterna NON COINVOLGE LE STRUTTURE NOBILI DEELL’ORECCHIO (ossicini e membrana timpanica).
Solo raramente, in presenza di una sovrapposizione fungina causa dall’ASPERGILLUS, può accadere che si sviluppi una MIRINGITE (infezione della membrana timpanica) che può portare ad una sua distruzione.

Sono possibili evoluzioni gravi della malattia?
Si, nei PAZIENTI DIABETICI. In tali soggetti è possibile che l’infezione si estenda ai tessuti molli del collo e coinvolga anche l’osso dell’orecchio (OSTEITE).
Si tratta di una pericolosissima evenienza che lo specialista otorinolaringoiatra deve conoscere: il paziente va ospedalizzato in regime di urgenza, occorre eseguire una consulenza diabetologica per riportare la glicemia in un range normale, avviare una terapia antibiotica endovena, previa consulenza infettivologica e, spesso, eseguire un trattamento chirurgico per asportare i tessuti necrotici.

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