Idrope endolinfatica all’orecchio e vertigini: guarigione, dieta, cura

MEDICINA ONLINE ANATOMIA ORECCHIO ESTERNO MEDIO INTERNO SORDITA LIEVE PROFONDA IPOACUSIA DECIBEL TIPI GRADI APPARECCHI ACUSTICI ANZIANO BAMBINO INFANTILE HANDICAP SENSO UDITO AUDIOLESO TRASMISSIVA NEUROSENSORIALEIn molti casi, a determinare vari problemi inerenti l’orecchio interno, quindi che alterano il normale udito ed il normale equilibrio, c’è la presenza di idrope endolinfatica (anche chiamata idrope sacculare o cocleare). Essa può determinare acufeni, vertigini, ipoacusia e sensazione di instabilità.

Fisiologia e cause

L’endolinfa è un particolare liquido contenuto nel labirinto membranoso dell’orecchio interno, in modo particolare nella scala media della coclea, e nel sistema deputato al mantenimento dell’equilibrio (canali semicircolari, utricolo e sacculo). I meccanismi di sua formazione, flusso e riassorbimento non sono stati ancora del tutto chiariti, ma la cosa certa è che – se alterati – possono determinare delle disfunzioni al sistema uditivo e vestibolare. Un eccessivo accumulo di endolinfa, definito idrope, a livello della coclea e del sistema vestibolare determina un aumento della pressione endolinfatica che può produrre microlesioni a carico del labirinto membranoso. Tutto questo si può completare in quella che viene identificata come malattia di Ménière, patologia caratterizzata da vertigini, sensazione di orecchio pieno, acufeni e ipoacusia fluttuante. L’idrope endolinfatico può manifestarsi come malattia di Ménière conclamata oppure dare delle forme intermedie caratterizzate disequilibrio senza ipoacusia o solo ipoacusia fluttuante con pienezza auricolare.

Cure e gruarigione

Nel trattamento dell’idrope endolinfatico gli obiettivi principali sono:

  • ridurre la frequenza e la gravità delle crisi vertiginose;
    ridurre l’ipoacusia;
  • ridurre gli acufeni;
  • migliorare l’instabilità.

A oggi, si possono distinguere due diversi approcci per il trattamento dell’idrope cocleare, se il paziente si trova in fase acuta o cronica:

  • fase acuta: la strategia terapeutica si pone l’obiettivo di ridurre la sintomatologia vertiginosa, controllare l’idrope endolinfatico, migliorare l’ipoacusia e ridurre la percezione degli acufeni. In questa fase i farmaci di più comune utilizzo sono: vestibolo-soppressori, diuretici, cortisonici, antiistaminici;
  • fase cronica: nei casi in cui non sia possibile controllare l’andamento della malattia, viene utilizzata l’azione vestibolo tossica peculiare di alcuni antibiotici come la streptomicina e la gentamicina. La somministrazione intratimpanica determina risultati eccellenti con rischio di sviluppare una sordità pari al 20%. Poiché c’è la possibilità di sviluppare una malattia di Méniere bilaterale, questo tipo di trattamento deve essere attentamente valutato.

In caso di fallimento di tutti gli approcci terapeutici, che avviene in rari casi, è possibile intervenire nel trattamento della malattina di Ménière con una terapia chirurgica.

Consigli e dieta

A tutti i pazienti con idrope endolinfatica si consiglia:

  • una modifica dello stile di vita se sedentario;
  • attività fisica periodica ed adeguata;
  • eliminare il fumo di sigaretta;
  • condurre una vita meno stressante;
  • evitare affaticamenti fisici eccessivi, specie se il paziente non è allenato.

Al paziente si danno inoltre delle restrizioni alimentari, importanti per limitare la patologia. La dieta consigliata consiste nell’eliminazione di:

  • cibi con elevata concentrazione di sale;
  • caffè ed altre bibite contenenti caffeina;
  • alcolici e superalcolici;
  • cioccolato.

Si consiglia una dieta normocalorica (ipocalorica se il soggetto è in sovrappeso oppure obeso) ricca di vitamine e sali minerali, con il corretto apporto di acqua, che nella popolazione oscilla generalmente tra 1,5 e 2 litri al giorno.

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