Sordità da lieve a profonda: cause, tipi, apparecchi acustici

MEDICINA ONLINE CERVELLO CERVELLETTO SISTEMA NERVOSO LOBI LOBO FRONTALE TEMPORALE OCCIPITALE CORTECCIA BRAIN CEREBELLUS PICS PICTURE PHOTO WALLPAPER HI RESOLUTION HI RES NERVEL’udito è uno dei cinque sensi che possiede l’essere umano (insieme a vista, olfatto, gusto e tatto) che permette di trasformare – tramite il sistema uditivo – i suoni che giungono al timpano sotto forma di onde sonore, in informazioni che la corteccia uditiva posta nella porzione temporale del cervello (vedi immagine in alto) riesce ad interpretare. Con “sordità” si intende per definizione una disfunzione dell’apparato uditivo che comporta la perdita totale o parziale dell’udito, a causa di condizioni o patologie:

  • congenite: già presenti alla nascita, ad esempio malformazioni di una o più strutture anatomiche necessarie ad un corretto funzionamento del sistema uditivo. Il soggetto è quindi affetto da sordità fin dalla sua nascita;
  • secondarie: il soggetto ha una normale capacità di udire i suoni alla nascita, ma la perde a causa di varie patologie come infezioni, esposizione cronica a rumori e lesioni traumatiche all’orecchio.

La sordità può essere inoltre:

  • monolaterale: interessa un solo orecchio (il destro o il sinistro);
  • bilaterale: interessa entrambe le orecchie (con pari gravità o diversa gravità).

La sordità viene anche classificata in:

  • sordità prelinguale: è una sordità congenita, presente fin dalla nascita o prima infanzia.
  • sordità postlinguale: è la sordità manifestatasi ad un’età successiva (dopo i 3 anni, limite entro il quali i bambini iniziano a parlare).

Il medico che si occupa della sordità è l’otorinolaringoiatra. Le cause più comuni di perdita parziale o totale di udito, sono:

  • disturbi ereditari;
  • malattie infettive come otiti e meningiti;
  • traumi;
  • tumore (neuroma dell’acustico);
  • farmaci;
  • esposizione prolungata a suoni e rumori molto forti;
  • barotrauma;
  • età avanzata (fisiologicamente l’anziano perde gradatamente una certa percentuale di udito).

Distinguiamo due casi principali di perdita dell’udito:

  • danni all’orecchio interno o al nervo uditivo, che si tratta in genere di condizioni permanenti;
  • impedimenti fisici per le onde sonore, che non riescono più a raggiungere l’orecchio interno (accumulo di cerume, fluidi o altro).

Se non trattati i problemi di udito possono peggiorare ed è quindi importante non sottovalutarli e rivolgersi con fiducia al medico (o all’otorinolaringoiatra, lo specialista che se ne occupa). I possibili trattamenti includono apparecchi acustici, impianti cocleari, alcuni medicinali e la chirurgia.

Leggi anche: Sordità improvvisa: quali possono essere le cause e le terapie?

Anatomia e percezione dei suoni

Le nostre orecchie sono organi molto specializzati che ci permettono ti sentire e di mantenere l’equilibrio.

Ogni orecchio ha tre sezioni:

  • L’orecchio esterno, che include il padiglione ed il canale auricolare. Il canale auricolare porta dentro l’orecchio verso il timpano o membrana timpanica.
  • L’orecchio medio è formato da tre piccole ossa conosciute come ossicini.
  • L’orecchio interno.

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La cartilagine, ricoperta da pelle, forma il padiglione auricolare. A differenza delle ossa la cartilagine dell’orecchio può continuare a crescere durante la vita, il che spiega perché le persone più anziane di solito hanno orecchie più grandi rispetto ai giovani. Il padiglione auricolare funziona come una parabola satellitare che raccoglie le onde sonore (suoni), che sono vibrazioni nell’aria.

Come facciamo a sentire suoni e rumori?

L’udito dipende da una serie di eventi che trasformano le onde sonore presenti nell’aria in segnali elettrici, dopodiché il nervo uditivo si occupa di trasportare questi segnali fino al cervello attraverso un’ulteriore serie complessa di passaggi:

  1. Le onde sonore entrano nell’orecchio esterno e attraversano un passaggio stretto chiamato canale uditivo, che porta al timpano.
  2. Il timpano vibra a seguito della stimolazione delle onde sonore in arrivo e invia queste vibrazioni a tre minuscoli ossicini presenti nell’orecchio medio. Queste piccole ossa sono chiamate martello (malleus), incudine (incus) e staffa (stapes) e fungono – semplificando – da trasformatori delle onde sonore in vibrazioni del fluido presente della coclea, una sorta di camera a forma di guscio di chiocciola piena di liquido.
  3. Grazie all’azione di leva degli ossicini i movimenti vengono amplificati e trasmessi all’orecchio interno in tutta la sofisticata ricchezza dei suoni, da quelli singoli a quelli di un’intera orchestra.
  4. Le vibrazioni del fluido vengono captate da cellule ciliate, che attraverso un complesso meccanismo generano segnali nervosi (elettrici).
  5. I segnali elettrici vengono trasmessi dal nervo acustico fino al cervello.
  6. Il cervello è infine in grado di trasformare il segnale elettrico in un suono che riconosciamo e comprendiamo.

La presenza di due orecchie, in cui ovviamente il procedimento visto si ripete, e la particolare conformazione del padiglione esterno, permettono di distinguere l’origine del suono, in base alla differenza del segnale ricevuto in termini di tempo e intensità. Un’altra parte dell’orecchio interno è responsabile dell’equilibrio. L’ottavo nervo ha anche la funzione di portare le informazioni alla parte del cervello che è responsabile dell’equilibrio. Questo spiega perché a volte i problemi all’udito e i problemi di equilibrio spesso si verificano assieme.

Cause di perdita dell’udito

Le cause di sordità possono essere molte, tra cui:

Perdita dell’udito a causa dell’età

La perdita dell’udito legata all’età si verifica gradualmente nella maggior parte delle persone con l’invecchiamento ed è di fatto una delle condizioni più comuni che colpiscono adulti anziani e anziani. Statistiche americane stimano una qualche perdita in un soggetto su tre nella fascia di età 65-74 e oltre la metà dopo i 75 anni; questo è di fatto un problema più serio di quanto possa sembrare, perché in grado di influire su ogni aspetto del quotidiano, dal capire e seguire un consiglio medico, al sentire telefoni, campanelli e allarmi antincendio. La perdita di udito può anche rendere difficile divertirsi, parlare con famiglia e amici, causando quindi sentimenti di isolamento. Il disturbo si verifica nella maggior parte dei casi in modo uguale su entrambe le orecchie e, poiché la perdita è graduale, spesso non ci si rende conto della progressiva perdita di udito. La maggior parte delle persone anziane che vanno incontro a diminuzione dell’udito hanno una combinazione di fattori legati all’età e all’esposizione al rumore.

Le cause organiche sono numerose, ma tra tutte ricordiamo:

  • cambiamenti nell’orecchio interno dovuti all’invecchiamento,
  • cambiamenti nell’orecchio medio,
  • cambiamenti lungo i percorsi nervosi dall’orecchio al cervello.

In alcun casi anche altre patologie concomitanti e farmaci possono purtroppo influire; per esempio la pressione alta o il diabete possono contribuire alla perdita dell’udito, così come alcuni chemioterapici.

Perdita dell’udito a causa del rumore

Può essere difficile distinguere la perdita uditiva legata all’età dalla perdita dell’udito che può verificarsi per altri motivi, come l’esposizione a lungo termine al rumore; danni legati all’esposizione a rumori troppo forti possono verificarsi sia per esposizioni brevi che più prolungate, a causa di alterazioni che si verificano a livello delle delicate strutture sensoriali dell’orecchio. Può essere immediata o comparire nel tempo, può essere permanente o temporanea, può colpire entrambe le orecchie o solo una. Si tratta un rischio cui sono esposti soggetti di tutte le età e, purtroppo, è sempre più comune riscontrare difetti uditivi in bambini e adolescenti a causa dell’uso sconsiderato di auricolari per l’ascolto di musica ad altissimo volume. Suoni inferiori ai 75 decibel, anche dopo una lunga esposizione, non sono associati al rischio di perdite uditive, mentre un’esposizione lunga o ripetuta a suoni al di sopra degli 85 decibel può causare la perdita dell’udito. Più forte è il suono, minore è il tempo necessario perché questo accada.

Sintomi

Il sintomo più comune di perdita dell’udito è ovviamente il non udire i suoni, del tutto o parzialmente. Il suono può risultare attutito, ovattato ed il paziente può non essere in grado di sentire la differenza tra i suoni. Poiché sia il danno causato dall’esposizione al rumore che la perdita dovuta all’età avvengono in modo generalmente graduale, spesso il paziente non si accorge della progressiva perdita finchè l’entità non è particolarmente severa. L’ipoacusia viene notata prima nei luoghi rumorosi e quando il paziente non può vedere le labbra della persona che sta provando ad ascoltare, per esempio parlando al telefono. Nel tempo i suoni possono diventare distorti o alterati e potrebbe risultare difficile capire altre persone quando parlano, oppure si rende necessario alzare significativamente il volume del televisore. Nel caso di perdita causata da rumori estremamente forti, come spari o esplosioni, che possono provocare la rottura del timpano o delle ossa nell’orecchio medio, la comparsa del segno è immediata e permanente. Un’esposizione eccessiva (per entità e/o durata) può anche causare la comparsa di acufene, ossia un suono, un ronzio o un fischio percepito solo dal paziente. Perdita di udito e acufene possono verificarsi in una o entrambe le orecchie. A volte un’esposizione a rumori molto forti, come durante un concerto, possono provocare una perdita uditiva temporanea che scompare da 16 a 48 ore più tardi; recenti studi suggeriscono, tuttavia, che anche se la perdita dell’udito sembra scomparire, potrebbe esserci comunque un danno residuo a lungo termine. L’ipoacusia può anche essere accompagnata da vertigini, specialmente in caso di sindrome di Ménière. Questa malattia coinvolge l’orecchio interno e causando una varietà di sintomi come forti capogiri, rumore nelle orecchie, ipoacusia fluttuante e sensazione di pressione o dolore all’orecchio.

I sintomi e segni a volta legati a perdita dell’udito, sono:

Diagnosi

I problemi di udito sono un disturbo serio, che non deve essere sottovalutato; in caso di dubbi è quindi consigliabile rivolgersi immediatamente a un otorinolaringoiatra per una visita otorinolaringoiatrica. La diagnosi di perdita dell’udito e delle sue cause inizia con una dettagliata anamnesi ed un esame fisico: l’esame include un’ispezione dettagliata dell’orecchio con l’uso di strumenti speciali, come l’otoscopio o anche con otomicroscopio. È necessario eseguire un esame audiometrico e un esame impedenziometrico per determinare l’entità della perdita di udito. Possono essere effettuate TAC e risonanza magnetica del cervello per escludere la possibilità di fratture o tumori.

Gradi di sordità

In base all’entità della perdita uditiva espressa in decibel (dB), la sordità può essere classificata in quattro tipi:

  • sordità lieve (soglia tra 20 e 40 dB): solo la voce bisbigliata non viene percepita;
  • sordità media (soglia tra 40 e 70 dB): la voce emessa a livello di normale conversazione non viene udita perfettamente; ad intensità superiore la persona percepisce i suoni ma ha una certa difficoltà a discriminare le parole. In particolare se il deficit uditivo è presente in un bambino alla nascita o nel primo periodo di vita, l’acquisizione del linguaggio senza la protesi acustica avverrà̀ in modo limitato e sempre con un certo ritardo nel tempo.
  • sordità grave (soglia tra 70 e 90 dB): la persona avente un tale deficit percepisce solo alcuni suoni delle parole anche se pronunciate a intensità elevata.
  • sordità profonda (soglia uguale o superiore a 90 dB): esistono tre livelli di sordità profonda; al terzo livello (il più grave) vengono percepiti solo i suoni più gravi e intensi aventi una notevole componente vibratoria, come il rombo del motore, lo sbattere della porta e pochi altri. La parola non viene assolutamente udita per cui senza un ausilio protesico associato alla lettura delle parole sulle labbra non è possibile alcuna forma di apprendimento del linguaggio verbale.

Alcuni autori si riferiscono alla sordità lieve e media come “ipoacusia“, mentre usano il termine “sordità” riferendosi alla sordità grave (generalmente sopra gli 85 dB).

Tipi di sordità

La sordità può essere di vari tipi:

  • sordità di trasmissione (o “sordità trasmissiva”): è una sordità dovuta a lesioni dell’orecchio esterno o medio causate da otiti o malformazioni del padiglione, del condotto uditivo esterno o degli ossicini. La lesione solitamente non interessa la chiocciola e le vie acustiche attraverso le quali gli impulsi sonori arrivano alla corteccia cerebrale. Il deficit è solitamente pantonale, benché sia solitamente più accentuato per le frequenze medio-gravi. Il danno dal punto di vista uditivo non è mai molto grave: la persona sente e distingue i suoni delle parole purché queste siano pronunciate ad una intensità superiore ai valori normali. Raramente il deficit di tipo trasmissivo è superiore a 50-60 dB (sordità media);
  • sordità neurosensoriale: la lesione che causa sordità interessa in modo più o meno grave l’orecchio interno (sordità cocleare) o il nervo acustico (sordità retrococleare). Generalmente è un tipo di sordità più grave rispetto al tipo trasmissivo, anche se l’entità del deficit dipende dall’entità del danno e dalla localizzazione mono o bilaterale ed è quindi molto variabile. Nel caso in cui il nervo acustico non sia eccessivamente lesionato, parte dell’input uditivo può essere recuperata tramite intervento con impianto cocleare e riabilitazione;
  • sordità di tipo misto: questo tipo di sordità si verifica quando sono presenti contemporaneamente le due forme sopra descritte. I bambini piccoli, nella stagione invernale, sono soggetti a otiti catarrali che possono aggravare un deficit uditivo neurosensoriale eventualmente presente. Il peggioramento è però temporaneo in quanto risolvibile con una opportuna terapia.

La differenziazione tra i vari tipi di sordità avviene tramite un esame impedenzometrico.

Sordità infantile

Le persone nate non udenti o diventate tali nei primi anni di vita (sordità prelinguale) riscontrano difficoltà nell’apprendere la lingua parlata che non acquisiscono in maniera naturale ma che deve essergli insegnata attivamente. Per favorire il successo di interventi riabilitativi sulla sordità congenita si ricorre, sempre più, allo screening uditivo neonatale: in tal modo è possibile velocizzare operazioni di diagnosi, protesi, impianto cocleare, preliminari ai percorsi riabilitativi ed apprendimento linguistico. Le due metodologie di cura della sordità natale sono:

  • oralismo puro: quando la persona viene educata all’apprendimento della lingua tramite la logopedia, dopo che gli sono state applicate protesi e/o impianti cocleari;
  • metodo bilingue: quando alla persona vengono insegnate sia la lingua locale sia la lingua dei segni. Ricerche dimostrano che l’apprendimento della seconda facilita l’assimilazione della prima.

Presbiacusia (sordità nell’anziano)

La presbiacusia, o sordità legata all’età, è la diminuzione dell’udito per effetto dell’invecchiamento. Si tratta di un’ipoacusia neurosensoriale progressiva bilaterale e simmetrica correlata all’avanzamento dell’età. L’ipoacusia è inizialmente più accentuata nei confronti delle frequenze più elevate. La perdita dell’udito che si accumula con l’età, ma che è causata da fattori diversi rispetto al normale invecchiamento, non è presbiacusia, anche se può essere difficile differenziare gli effetti individuali di molteplici cause sulla perdita dell’udito. Ci sono quattro tipi patologici di presbiacusia:

  • sensoriale: caratterizzata da degenerazione dell’organo del Corti;
  • neurale: caratterizzato da degenerazione delle cellule del ganglio spirale;
  • striale-metabolica: caratterizzata da atrofia della stria vascularis in tutti i giri della coclea;
  • cocleare-conduttiva: dovuta a irrigidimento della membrana basilare della coclea che influenza così il suo movimento.

Cura e terapia

L’approccio terapeutico dipende dalla causa e dalla gravità dei sintomi:

  • le infezioni possono essere trattate con antibiotici;
  • le membrane timpaniche perforate e la rigidità degli ossicini possono essere riparati con la chirurgia;
  • i condotti uditivi otturati possono essere riaperti o puliti ambulatorialmente.

Una adeguata riabilitazione rappresenta il passo successivo di tutte le terapie.

Nel caso di lieve diminuzione dell’udito dovuta a un accumulo di cerume, è possibile risolverla attraverso opportuni lavaggi auricolari.

Apparecchi acustici

Nel caso di riduzione dell’udito da esposizione al rumore o da età si ricorre in genere all’utilizzo di apparecchi acustici, che possono servire a rendere i suoni più alti e a isolare i rumori di sottofondo. Alcuni dispositivi sono così piccoli da poter essere inseriti nel canale uditivo esterno e risultare così invisibili. Infine ricordiamo che riuscire a leggere le labbra può aiutare significativamente a migliorare la comprensione del parlato. Con le attuali protesi digitali, o meglio con i computer acustici come andrebbero chiamati, è possibile intervenire su migliaia di parametri sonori diversi in tempo reale. In questo modo ne beneficiano sia la qualità di amplificazione dei suoni che la comprensione delle voci. Inoltre anche il comfort e la facilità d’uso vengono premiati.

Il principio di funzionamento è semplice: i suoni captati da uno o più microfoni vengono elaborati e amplificati digitalmente da un microprocessore (comunemente chiamato “microchip”) e quindi ritrasformati in suono e inviati al timpano. L’applicazione protesica, però, richiede una profonda preparazione tecnica e audiologica del personale, sia in fase diagnostica che terapeutica, senza la quale si rischia di vanificare le potenzialità offerte dalla tecnologia. Gli apparecchi attuali sono in grado di individuare la presenza della voce e di adattare di conseguenza le modalità di amplificazione dell’apparecchio. Ciò consente di migliorare la comprensione della voce nel rumore e di ridurre l’amplificazione, in assenza di parlato. Questa ultima possibilità è particolarmente importante per ridurre l’affaticamento acustico nelle persone che frequentano ambienti molto rumorosi. Un apparecchio deve essere regolato non solo sulla base dei referti audiometrici classici (audiometria tonale e vocale, impedenzometria, ecc.) ma anche sulle capacità di elaborazione dei suoni del paziente, che possono essere identificate con nuovi test strumentali (ANL, HeAT), sul suo stile di vita, l’età, le sue esigenze. Per fare un esempio un manager, con vita sociale e lavorativa dinamica e basata sui contatti interpersonali avrà una esigenza di elaborazione dei suoni diversa da un’altra persona che, a parità di perdita uditiva, svolge un lavoro ripetitivo con pochi contatti sociali. Proprio dall’analisi dello stile di vita e dall’età oltre che dai dati audiometrici tradizionali, il software degli apparecchi più avanzati propone l’adattamento più idoneo. Questo tipo di adattamento, basato sulle esigenze di vita e sulle capacità di ascolto del paziente, rappresenta la nuova frontiera della terapia audioprotesica.

Protesi a orecchio aperto

L’applicazione protesica deve essere quanto più possibile a orecchio aperto (open ear o open fitting). Questi apparecchi consentono la vantaggiosa applicazione anche in sordità lievi o con perdite solo delle frequenze acute. Nella nostra esperienza l’uso delle protesi open ear è estendibile alle sordità lievi, medie e in molti casi nelle sordità gravi. In quest’ultimo caso, dopo qualche mese di allenamento acustico e se il paziente desidera una maggiore amplificazione di ascolto, è possibile sostituire il ricevitore (il mini altoparlante) con un altro di maggior potenza e aumentare l’amplificazione.

Protesi per sordità infantili

Nell’applicazione infantile vanno considerati alcuni aspetti importanti:

  • la qualità della protesi deve essere ottimale in quanto il bambino deve sfruttare al massimo la stimolazione sonora e poter quindi apprendere al meglio il linguaggio e gli insegnamenti scolastici;
  • la protesi deve disporre di un sistema anti-fischio digitale molto efficace, indispensabile nei bambini di pochi mesi che ancora non si sorreggono in piedi e nelle sordità gravi;
  • preferibili protesi non lineari per evitare eccessi di amplificazione dei suoni forti e aumentare la sensibilità dei suoni deboli;
  • indispensabili alcuni accessori come:  wireless integrato, portapila di sicurezza non apribile dal bambino, colorazioni vivaci e attraenti per il bambino;
  • consigliabili, nei bambini con perdite medie, gli apparecchi a orecchio aperto.

Prevenzione della sordità

La perdita dell’udito da esposizione al rumore è l’unico disturbo dell’udito che possa essere efficacemente prevenuto, evitando l’esposizione o indossando apposite protezioni (come tappi per le orecchie o cuffie isolanti. La perdita dell’udito da infezione, si previene tramite una adeguata pulizia quotidiana dell’orecchio, usando prodotti di qualità ed evitando l’uso di cotton fioc.

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