Finasteride per ipertrofia prostatica ed alopecia androgenetica

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI RES COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS SANGUE INTRAMUSCOLO CUORE PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICLa finasteride (nome commerciale Proscar e Propecia) è un farmaco appartenente alla categoria degli inibitori della 5-alfa-reduttasi di tipo II (l’isoforma di tipo I è concentrata in particolar modo a livello di cute, ghiandole sebacee, sistema nervoso centrale e fegato, mentre l’isoforma di tipo II è maggiormente concentrata a livello di prostata e follicoli piliferi), un enzima intracellulare la cui funzione è quella di metabolizzare il testosterone in diidrotestosterone (DHT), un ormone androgenico che può essere causa di acne, calvizie e ipertrofia prostatica benigna. Dal 2006, scaduta la patente della Merck sul Proscar, il farmaco viene commercializzato anche come farmaco generico.

Per cosa viene usata la Finasteride?

La Finasteride è utilizzata principalmente per il trattamento di:

  • ipertrofia prostatica benigna;
  • cancro alla prostata;
  • alopecia androgenetica.

Dosaggio:

  • Patologie prostatiche: la dose raccomandata è pari a 5 mg, una volta al giorno, lontano dai pasti. Un trattamento di durata pari ad almeno sei mesi si può rendere necessario per stabilire se il farmaco sia in grado di determinare una risposta favorevole. Sono comunque possibili miglioramenti in tempi più brevi.
  • Alopecia androgenetica: le dosi sono di 1 mg al giorno da assumere a tempo indefinito.

Finasteride ed ipertrofia prostatica benigna

La finasteride fu messa inizialmente in commercio quale trattamento specifico per l’ipertrofia prostatica benigna (IPB). Il dosaggio previsto è di 5 mg pro die. Vari studi hanno mostrato che sono necessari più di sei mesi di assunzione del farmaco affinché siano visibili benefici di un certo rilievo. Se, per un qualsivoglia motivo, il trattamento dovesse essere interrotto prima del periodo minimo previsto oppure se l’assunzione dovesse avvenire in modo discontinuo, gli effetti positivi esplicati dal farmaco potrebbero regredire. Uno dei problemi legati all’assunzione di finasteride è relativo alle concentrazioni sieriche di PSA (Prostatic Specific Antigen, antigene prostatico specifico); vi sono molti studi che affermano che l’assunzione di finasteride ad alte dosi (i 5 mg al giorno previsti per il trattamento dell’IPB) riduca significativamente i livelli sierici dell’antigene prostatico specifico; il problema è che detta riduzione è probabilmente un mero effetto di tipo farmacologico senza che vi sia efficacia preventiva o terapeutica (valori superiori ai 4 ng/ml meritano approfondimenti in quanto possono essere spia della presenza di patologie quali il tumore alla prostata, l’IPB ecc.); esiste quindi il rischio che i risultati della titolazione del PSA, che viene usata nel monitoraggio di patologie prostatiche sia benigne che maligne, risultino “normali” anche in presenza di carcinoma della prostata o di altra patologia di questo organo. Non vi è la certezza che quello che succede per assunzioni di 5 mg al giorno non succeda anche per dosaggi sì inferiori, ma continuativi come nel caso dei trattamenti anticalvizie; alcuni studi sembrano infatti indicare che anche a dosaggi più bassi gli effetti della finasteride sui livelli sierici di PSA siano gli stessi. Sembra quindi ragionevole che i soggetti che intendono iniziare il trattamento con la finasteride eseguano un test del PSA prima di cominciare la terapia, allo scopo di evitare risultati condizionati dal farmaco; inoltre, nel caso il valore dell’antigene salga di 0,3 ng/ml durante il trattamento con finasteride, è consigliabile effettuare un prelievo bioptico.

Leggi anche:

Finasteride ed effetti collaterali permanenti nell’ambito della sfera sessuale

Alcuni degli effetti collaterali da assunzione di finasteride riguardano la sfera sessuale; fino a poco tempo fa si riteneva che, per assunzioni a basso dosaggio, tali effetti avessero carattere transitorio; studi piuttosto recenti hanno però messo in evidenza che tali effetti sono verosimilmente irreversibili sulla funzione sessuale maschile; per quanto riguarda i dosaggi più alti c’è addirittura il sospetto di un aumento del rischio di contrarre il cancro alla prostata. Per ottenere risposte definitive sulla questione saranno necessari ulteriori approfondimenti, ma c’è sicuramente abbastanza su cui riflettere, tant’è che l’Associazione Americana di Urologia raccomanda ai propri associati di informare dettagliatamente i propri pazienti sia su tali effetti collaterali sia sulle terapie alternative per l’IPB.

Finasteride ed alopecia androgenetica

La finasteride è probabilmente il farmaco più usato nella terapia della calvizie; i risultati ottenuti sono considerati di un certo rilievo dal momento che, dopo un periodo di 12 mesi di trattamento, si osserva una ricrescita moderata o densa nel 48% dei casi; dopo un periodo di 24 mesi la percentuale sale al 66%; l’efficacia del trattamento migliora in caso di combinazione con il minoxidil (formulazioni al 2 e al 5%). Come detto in precedenza, la finasteride agisce inibendo l’enzima 5-alfa-reduttasi, per la precisione il tipo 2 che è localizzato nell’epididimo, nella prostata, nella guaina epiteliale dei follicoli piliferi ecc.; l’inibizione dell’enzima causa una riduzione del DHT circolante il cui eccesso è una delle cause della calvizie. Alle dosi indicate (ricordiamo che la FDA ne ha approvato l’uso come trattamento anticalvizie alla dose di 1 mg al giorno) il farmaco ha una bassa percentuale di effetti collaterali (tra i quali vengono segnalati diminuzione della libido, riduzione dell’eiaculato, difficoltà nel raggiungimento e/o nel mantenimento dell’erezione, ginecomastia, dolore testicolare, ritenzione idrica, accumulo di adipe, reazioni allergiche ecc.) ritenuti comunque transitori o reversibili in caso di sospensione del trattamento (posizione che secondo alcuni autori non è condivisibile, si veda quanto riportato nella parte finale del paragrafo precedente). Il trattamento con finasteride può essere effettuato solo dietro prescrizione medica; il costo di un mese di terapia si aggira sui 55 euro (28 compresse da 1 mg); quest’ultima deve essere continuativa, infatti, nel caso essa venga sospesa, la situazione tornerà allo stato di pre-trattamento nel giro di 9-12 mesi circa. Il farmaco è controindicato nelle donne e nei bambini oltre che in caso di ipersensibilità verso qualsiasi componente del prodotto.

Leggi anche:

Una riflessione sugli effetti collaterali della Finasteride

Visti gli effetti collaterali del farmaco, che in alcuni casi potrebbero essere veramente pesanti, viene da chiedersi se valga veramente la pena di ricorrere al farmaco per questioni estetiche. L’aspetto estetico è sicuramente una condizione facilitante, ma è perlomeno curioso constatare come molte persone tendano a sopravvalutare determinate soluzioni: un uomo calvo di 50 anni, con un cattivo stile di vita, se avesse tutti i capelli, quanti anni dimostrerebbe? Probabilmente 50 o più. In altri termini, se si può essere favorevoli alla chirurgia estetica per soluzioni decisamente migliorative e durature (per esempio il rimodellamento di un naso orribile, un nuovo aspetto può cambiarti la vita), è necessario valutare con molto spirito critico quelle soluzioni che di fatto migliorano di poco con svantaggi non indifferenti (si veda l’esempio del vestirsi bene nella pagina sull’errore di importanza).

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

I 5 modi per evitare di arrossire sul volto ed apparire imbarazzati

MEDICINA ONLINE PERCHE SI ARROSSISCE AMORE IMBARAZZO EMOZIONE VOLTO STRESS PELLE ROSSA RAGAZZA DONNA FACCIA ERITEMA AMORE RIMEDI face swatch red blush skin hiding.jpgCome abbiamo visto in questo articolo, arrossire in viso è un meccanismo automatico determinato da emozioni forti ed improvvise. Pur essendo impossibile impedire che esso si verifichi, esistono vari sistemi per limitarlo al massimo e prevenirlo. Vediamone alcuni.

1) Rilassati

Come prima accennato, arrossire è un meccanismo automatico e non c’è un sistema che lo impedisca del tutto, tuttavia – essendo determinato da forti emozioni – imparare a controllare lo stress potrebbe limitare il tuo rossore. Quando ti capita di arrossire, puoi provare a rilassare i muscoli (soprattutto quelli di spalle e collo) per cominciare a riacquistare il giusto colorito. Prova a rilasciare la tensione che senti. Mantieni la postura eretta, con le gambe bilanciate. Per rilassarti, prova a:

  • inspirare ed espirare profondamente;
  • ricordare a te stesso che non è la prima volta che arrossisci e probabilmente non sarà l’ultima;
  • ricordare che arrossire è qualcosa di naturale, di cui non devi vergognarti;
  • pensare al fatto che arrossire può addirittura essere un segno di salute e piacevole e può spingere la persona che hai di fronte (e che magari ti piace) a fare il primo passo;
  • prova a sorridere: rende le guance di un colorito rosso naturale e inoltre ci fa sentire felici, distruggendo così ogni ansia sociale;
  • chiudi gli occhi e pensa di essere in un posto diverso da dove sei.

Leggi anche: Perché viene voglia di fumare dopo aver fatto sesso?

2) Prova a richiamare l’attenzione sul tuo arrossire

Se una persona va a un appuntamento e fa qualcosa di incredibilmente imbarazzante, un modo apparentemente paradossale per salvare la situazione potrebbe essere il richiamare l’attenzione proprio su quello: “Bene, questo è stato imbarazzante. Ti giuro che non sono sempre così impacciato!”. Facendo in questo modo, si smaschera l’imbarazzo, che di solito svanisce quasi subito. Puoi fare la stessa cosa con il tuo arrossire.

3) Lavati la faccia

Lavarsi la faccia con acqua fredda tende a diminuire il rossore, perché il freddo determina vasocostrizione e quindi minor afflusso sanguigno ai capillari.

Leggi anche: Perché viene la pelle d’oca? A che serve?

4) Previeni le situazioni imbarazzanti

Devi scoprire quali sono le situazioni in cui arrossisci: quando ti arrabbi o quando sei agitato? Quando guardi una persona che ti piace? Oppure arrossisci quando l’attenzione è puntata su di te? In realtà, non devi evitare queste situazioni, ma cerca soltanto di renderti conto che non c’è ragione di arrossire in queste circostanze. Questo è il primo passo da fare per evitare l’imbarazzo di arrossire.
Fai una lista di tutte le volte che hai avuto questo problema di recente, specialmente nelle situazioni sociali. Prendi nota ci che cosa è successo. Ti hanno preso in giro? La gente se n’è accorta? Nella maggior parte dei casi, le persone normali non pensano che il rossore sia un problema e non ci fanno caso. E perché dovrebbero? Non è qualcosa che puoi controllare. Comincia a pensare che il rossore non è così importante come pensi.

Leggi anche: Perché ho sempre le mani ed i piedi freddi? Cosa fare e cosa NON fare per scaldarli

5) Trova delle tecniche che ti aiutino a rilassarti

Prepara corpo e mente a rilassarsi prima di arrossire, attraverso la meditazione e la ginnastica dolce. Sentirti rilassato e pensare di avere il controllo potrebbe aiutarti a prevenire il rossore.

  • Prova lo yoga: è l’esercizio perfetto per corpo e mente che ti aiuterà a concentrarti e stimolerà il tuo fisico affinché il sangue scorra lungo tutto il corpo e non solo in faccia. Prova diversi tipi di yoga, ne esistono dozzine; trova quello che va bene per te.
  • Prova la meditazione dolce: la parola “meditazione” può avere significati diversi. Prova semplicemente a diventare consapevole del tuo corpo e porta questa consapevolezza fuori da te stesso, per aiutarti a liberarti. Per prima cosa, concentrati sui pensieri nella tua testa e poi sposta gradualmente la tua consapevolezza fino ai confini del tuo corpo, finché non lo percepisci nel suo insieme.

Chiedi l’aiuto di uno specialista

Se la sola idea di arrossire ti crea tali problemi da impedirti una vita normale, potresti aver bisogno di un aiuto da parte di una specialista. Per approfondire, leggi: Eritrofobia, la paura di arrossire: cause, caratteristiche, cure e consigli

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Perché si arrossisce senza motivo o per amore? Cause e rimedi

MEDICINA ONLINE PERCHE SI ARROSSISCE AMORE IMBARAZZO EMOZIONE VOLTO STRESS PELLE ROSSA RAGAZZA DONNA FACCIA ERITEMA AMORE RIMEDI face swatch red blush skin hiding.jpgA chi non è mai capitato almeno una volta di sentire all’improvviso le guance scottare ed accorgersi di essere diventato rosso come un peperone? Questa è la reazione tipica che si ha quando ci si trova in determinate situazioni. Ma perché si arrossisce?  I veri motivi per cui si arrossisce sono ancor oggi oggetto di studi da parte di scienziati e psicologi. Quello che è dato ormai per certo è che si arrossisce senza poter fare nulla per evitarlo. E’ un meccanismo involontario, non lo possiamo controllare, almeno NON del tutto! E’ come la respirazione ed il battito del cuore: possiamo modularli con varie tecniche, tuttavia loro funzionano autonomamente. Non a caso ho citato battito cardiaco e respirazione: un aumento della loro frequenza tende infatti a verificarsi contemporaneamente alla comparsa del rossore. Inoltre il rossore si associa alla tipica sensazione di calore che sale verso il viso e successivamente interessa tutto il corpo

Zone del rossore

Il tipo di arrossamento può variare:

  • c’è chi arrossisce solo sulle guance;
  • chi sull’intero volto;
  • altri solo sulle orecchie o sul collo.

Motivi fisici dell’arrossamento

L’arrossamento tecnicamente è provocato dall’aumento del flusso sanguigno dovuto all’incremento di adrenalina nel nostro corpo. Questo capita in particolari situazioni di stress, o quando si verifica quello che gli studiosi chiamano “meccanismo di combatti o fuggi”. All’improvviso si prova imbarazzo, aumenta l’adrenalina, aumenta il flusso sanguigno ai capillari superficiali e si diventa rossi in viso. L’aumento del flusso ematico causa anche la forte sensazione di calore sulla faccia. Il rossore nel volto può essere determinato anche da varie condizioni e patologie, come vedremo in seguito. Quello che è ancora poco chiaro è il perché il rossore compaia principalmente sulle guance (molto più raramente anche sul collo) e non anche su tutto il resto del fisico. I capillari sono presenti in tutto il corpo, ma solamente quelli sul viso sono più soggetti al rossore.

Leggi anche: Perché piango sempre per tutto e senza motivo? Cosa posso fare?

Motivi psicologici che determinano rossore in viso

Nella maggior parte dei casi quando si arrossisce è perché in quel preciso momento si sta provando una forte emozione, quasi sempre imbarazzo. Il tutto accade all’improvviso: è una reazione istintiva ed emotiva nei confronti del contesto nel quale ci si trova. Con il rossore sul viso si manifesta, senza parlare, uno stato di imbarazzo e/o disagio. Quasi sempre l’arrossamento si verifica quando si sente in difetto o in colpa verso gli altri e si assume un atteggiamento difensivo che diventa manifesto tramite il rossore.

Quali sono le classiche situazioni che portano all’arrossamento del viso?

Ecco una lista di situazioni tipiche che determinano rossore in viso:

  • quando si viene presi in giro davanti ad altre persone;
  • quando siamo di fronte – o semplicmente pensiamo – ad una persona di cui siamo innamorati;
  • quando si è interrogati dall’insegnante e non si è preparati;
  • quando baciamo una persona che ci piace;
  • quando facciamo sesso;
  • quando si è colti in flagrante a fare qualcosa che non si dovrebbe;
  • quando proviamo un forte piacere o una forte paura;
  • quando si viene sbugiardati di fronte agli altri;
  • quando si riceve un complimento inaspettato;
  • quando si deve fare un discorso in pubblico;
  • quando si ricorda un’occasione in cui si è provato forte imbarazzo;
  • quando ci si arrabbia.

Si potrebbe andare avanti a lungo con questa lista: il rossore si può verificare in qualsiasi situazione in cui si prova una forte emozione, di qualsiasi tipo essa sia.

Leggi anche: Perché viene la pelle d’oca? A che serve?

Perché non tutti arrossiscono?

Non tutti arrossiscono. Alcuni diventano rossi come peperoni in pochi secondi anche con una emozione poco intensa, altri non lo diventano mai o solo raramente e con rossore poco evidente. Ciò dipenderebbe sia da motivi fisici (vascolarizzazione superficiale del viso più o meno fitta, pelle più o meno scura a causa di quantità più elevate o più basse di melatinina…) che psicologici (alcune persone sono ad esempio più “emotive” di altre), tuttavia i veri motivi di questa grande variabilità, non sono ancora stati del tutto chiariti.

Patologie e condizioni che determinano rossore

Ci sono alcuni casi in cui il rossore può essere determinato da condizioni o da patologie particolari. Tipici casi sono quando:

  • si assume una grande quantità di alcolici;
  • si è sessualmente eccitati;
  • si compie uno forzo pesante o a lungo;
  • si espone la pelle a freddo eccessivo;
  • quando si prende troppo sole senza protezione solare.

Un rossore patologico particolare è l’eritema a farfalla che compare nel Lupus eritematoso sistemico, a tal proposito leggi anche: Lupus eritematoso sistemico (LES): cause, sintomi e terapie

La fobia di arrossire

Il rossore in viso in alcuni casi sfocia in un vero e proprio disturbo psichiatrico: l’eritrofobia o ereutofobia, cioè la paura ossessiva di arrossire. Per chi soffre di questa patologia l’arrossire è praticamente una costante. Questa fobia, inoltre, può compromettere seriamente la vita lavorativa e sociale, tanto che molte persone che ne sono affette decidono di sottoporsi ad un intervento chirurgico, la simpaticectomia endotoracica, che va a limitare il problema.

Come evitare di arrossire

Esistono vari sistemi per limitare al massimo il rossore, li potete trovare in questo articolo: I 5 modi per evitare di arrossire sul volto ed apparire imbarazzati

Per approfondire, leggi: Eritrofobia, la paura di arrossire: cause, caratteristiche, cure e consigli

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Propecia (Finasteride): collaterali e foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI RES COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS SANGUE INTRAMUSCOLO CUORE PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICPROPECIA 1 mg compresse rivestite con film, principio attivo: Finasteride

Composizione e forma farmaceutica

  • Il principio attivo nelle compresse di Propecia è finasteride. Ogni compressa contiene 1 mg di finasteride.
  • Gli altri eccipienti sono:

Lattosio monoidrato 110,4 mg, cellulosa microcristallina, amido di mais pregelatinizzato, sodio amido glicolato, sodio docusato, magnesio stearato. Rivestimento: Talco, ipromellosa, idrossipropilcellulosa, titanio biossido (colorante E171), ferro ossido giallo e ferro ossido rosso (colorante E172).

Descrizione dell’aspetto di Propecia e contenuto della confezione

  • Propecia compresse rivestite con film sono fornite in blister.
  • Le compresse sono rivestite con film, convesse, di colore marrone rossiccio, ottagonali, incise con “P” su un lato e “PROPECIA” sull’altro lato.
  • Confezioni: 7, 28, 30, 84 o 98 compresse.
  • È possibile che non tutte le confezioni siano commercializzate.

Indicazioni: perché si usa Propecia?

Propecia deve essere utilizzato solo negli uomini e non deve essere assunto da donne o bambini, viene tuttavia spesso usato off label per l’alopecia nelle donne. Propecia è usato per il trattamento della caduta dei capelli maschile (anche conosciuta come alopecia androgenetica). Se dopo aver letto questo foglio illustrativo lei ha qualsiasi domanda sulla perdita di capelli nell’uomo chieda al suo medico. La perdita di capelli maschile è una condizione comune che si ritiene sia causata da una combinazione di fattori genetici e da un particolare ormone chiamato diidrotestosterone (DHT). DHT contribuisce a ridurre la fase della crescita dei capelli e ad assottigliare i capelli. Sul cuoio capelluto, Propecia diminuisce specificamente i livelli di DHT, bloccando un enzima (5-α reduttasi di tipo II) che converte il testosterone in DHT. Solo uomini con perdita di capelli da lieve a moderata, ma non completa possono attendersi benefici dall’uso di Propecia. Nella maggior parte degli uomini trattati con Propecia per 5 anni, la progressione nella perdita di capelli è stata rallentata ed almeno metà di questi uomini ha anche avuto un qualche tipo di miglioramento nella crescita di capelli.

Leggi anche:

Controindicazioni: quando non dev’essere usato Propecia?

Non prenda Propecia se:

  • lei è una donna, salvo diversa opinione medica;
  • è allergico (ipersensibile) a finasteride o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Se ha dei dubbi chieda al suo medico .

Precauzioni per l’uso

Faccia particolare attenzione a queste due precauzioni:

  • Propecia non deve essere assunto dai bambini.
  • Dica al suo medico o farmacista se ha o ha avuto qualsiasi problema medico e dia informazioni su qualsiasi allergia.

Interazioni: quali farmaci o alimenti possono modificare l’effetto di Propecia?

Assunzione di Propecia con altri medicinali

Propecia può solitamente essere assunto con altri medicinali. Informi il suo medico o il farmacista se sta assumendo o ha recentemente assunto qualsiasi altro medicinale, compresi medicinali senza prescrizione medica.

Assunzione di Propecia con cibi e bevande

Lei può prendere Propecia con o senza cibo.

Leggi anche:

Gravidanza

Propecia va usato per il trattamento della perdita dei capelli maschile solamente nell’uomo.

  • Le donne non devono usare Propecia in gravidanza.
  • Se lei è una donna in gravidanza o che può potenzialmente diventarlo non tocchi compresse di Propecia sbriciolate o rotte.
  • Se il principio attivo di Propecia è assorbito dopo l’uso orale o attraverso la pelle da una donna che è incinta di un bambino di sesso maschile, questo può causare che il bambino di sesso maschile nasca con delle anormalità degli organi sessuali.
  • Se una donna che è incinta entra in contatto con il principio attivo di Propecia deve consultare un medico.
  • Le compresse di Propecia sono rivestite in modo da prevenire durante un uso normale il contatto con il principio attivo.

Chieda consiglio al medico o al farmacista se ha domande.

Guida di veicoli e utilizzo di macchinari

Non ci sono dati che indichino che Propecia alteri la sua capacità di guidare veicoli o usare macchinari.

Informazioni importanti su alcuni eccipienti di Propecia

Propecia contiene lattosio, che è un tipo di zucchero. Se il medico le ha diagnosticato una intolleranza ad alcuni zuccheri, lo contatti prima di prendere questo medicinale.

Leggi anche:

Dose, modo e tempo di somministrazione

Prenda sempre Propecia seguendo esattamente le istruzioni del medico. Se ha dubbi deve consultare il medico o il farmacista.

  • La dose abituale è di una compressa al giorno.
  • Le compresse possono essere prese con o senza cibo (dopo o lontano dai pasti).
  • Propecia non agisce più velocemente o meglio se preso più di una volta al giorno.

Il suo medico potrà aiutarla a valutare se Propecia sia per lei efficace. È importante prendere Propecia per il periodo stabilito dal suo medico. Propecia può agire soltanto a lungo termine se usato in modo continuato.

Sovradosaggio: cosa fare se avete preso una dose eccessiva di Propecia

Se prende troppe compresse per errore contatti il suo medico immediatamente.

Se dimentica di prendere Propecia

  • Se dimentica di prendere una dose, salti la dose che non ha preso.
  • Prenda la dose successiva come al solito.
  • Non prenda una dose doppia per compensare la dose dimenticata.

Se interrompe il trattamento con Propecia

Può essere necessario un periodo di tempo compreso tra 3 e 6 mesi perché si sviluppi l’effetto completo. È importante che lei prenda Propecia finché lo dice il suo medico. Se interrompe il trattamento con Propecia è probabile che lei perda i capelli che le sono ricresciuti in un periodo di tempo compreso tra i 9 e 12 mesi.

Se ha qualsiasi dubbio sull’uso di Propecia, si rivolga al medico o al farmacista.

Leggi anche:

Effetti Indesiderati di Propecia

Come tutti i medicinali, Propecia può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino.

Gli effetti indesiderati sono stati generalmente temporanei con un trattamento continuo o sono regrediti con la sospensione del trattamento.

Non comune (si verifica in meno di 1 paziente su 100):

  • diminuzione del desiderio sessuale
  • difficoltà nel raggiungimento dell’erezione
  • problemi con l’eiaculazione quali riduzione della quantità di sperma emesso
  • umore depresso.

Frequenza non nota:

  • reazioni allergiche tipo eruzione cutanea, prurito, rigonfiamenti sotto la sua pelle (orticaria) e angioedema (incluso gonfiore delle labbra, della lingua, della gola e del volto)
  • gonfiore o dolorabilità della mammella
  • dolore ai testicoli
  • battito cardiaco accelerato
  • difficoltà persistente ad avere una erezione dopo l’interruzione del trattamento
  • persistente riduzione dell’impulso sessuale dopo l’interruzione del trattamento
  • persistenti problemi di eiaculazione dopo l’interruzione del trattamento
  • è stata riportata infertilità in uomini che hanno assunto finasteride per un lungo periodo e avevano altri fattori di rischio che possono influenzare la fertilità. Dopo l’interruzione della finasteride è stata riportata normalizzazione o miglioramento della qualità del liquido seminale. Non sono stati condotti nell’uomo studi clinici a lungo termine sugli effetti di finasteride sulla fertilità
  • enzimi epatici elevati

Deve immediatamente riferire al medico ogni variazione a carico del tessuto mammario come tumefazioni, dolore, aumento di volume del tessuto mammario o secrezione dal capezzolo poiché queste variazioni possono essere segni di una condizione seria, quale il cancro della mammella.

Smetta di prendere Propecia e parli immediatamente con il suo medico se lei ha uno dei seguenti sintomi:

  • gonfiore del suo volto, della lingua o gola
  • difficoltà a deglutire
  • rigonfiamenti sotto la sua pelle (orticaria)
  • difficoltà nel respiro.

Se uno qualsiasi degli effetti indesiderati peggiora, o se nota la comparsa di un qualsiasi effetto indesiderato non elencato in questo foglio illustrativo, informi il medico o il farmacista.

Scadenza e Conservazione

Tenere fuori dalla portata e dalla vista dei bambini. Questo medicinale non richiede alcuna condizione particolare di conservazione. Non usi Propecia dopo la data di scadenza che è riportata sul cartone dopo “SCAD”. I primi due numeri indicano il mese; gli ultimi quattro numeri indicano l’anno. La data di scadenza si riferisce all’ultimo giorno del mese.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

 

Alopecia androgenetica maschile e femminile: età, sintomi e cura

MEDICINA ONLINE CAPELLI UOMO DONNA FINASTERIDE ALOPECIA CALVIZIE PELO CAPELLO RASATO.jpgL’Alopecia androgenetica è una tipologia di calvizie (perdita di capelli) dovuta ad una suscettibilità del follicolo pilifero ad una miniaturizzazione di tipo androgenetico. È la tipologia di calvizie più comune e interessa il 70% degli uomini e il 40% delle donne ad un certo stadio della loro vita. L’uomo tipicamente presenta una recessione dell’attaccatura alle tempie e perdita di capelli al vertice, mentre la donna normalmente ha un diradamento diffuso su tutta la parte alta dello scalpo. Fattori sia genetici che ambientali giocano un ruolo, e diverse eziologie rimangono sconosciute. La perdita di capelli androgenetica nell’uomo inizia sopra le tempie e al vertice, anche detto calvaria, dello scalpo. Man mano che progredisce, una striscia di capelli ai lati e posteriormente alla testa viene mantenuta. Questa condizione viene riferita come ‘corona ippocratica’, e di rado progredisce verso una calvizie completa. L’alopecia androgenica nella donna viene colloquialmente riferita come ‘calvizie femminile’, benché le sue caratteristiche possano verificarsi anche negli uomini. Causa di solito un diradamento diffuso senza recessione dell’attaccatura, e come la controparte maschile raramente porta a una perdita di capelli completa (alopecia totalis). Sono state sviluppate delle scale per misurare il grado di alopecia nei soggetti affetti: la Hamilton-Norwood scale, per misurare il grado di calvizie nell’uomo e la Ludwig scale per misurare il grado di calvizie nella donna.

Leggi anche:

Fisiopatologia

L’alopecia androgenetica è legata all’attività della 5alfa-reduttasi di tipo II, che trasforma il testosterone in diidrotestosterone. Endocrinopatie quali la carenza di GH, ipotiroidismo, menopausa, policistosi ovarica, tumori virilizzanti o terapie con androgeni (anche se a rigor del vero bisogna dire che gli unici androgeni che danneggiano il cuoio capelluto sono il diidrotestosterone e l’androstenedione – cataboliti del testosterone –, al contrario il testosterone non ha alcuna azione dannosa nei confronti dei capelli) possono causare calvizie. Ad oggi non è più misteriosa la causa della calvizie, anche se ancora si convive con credenze e miti difficilmente sradicabili nell’opinione di molti. È stato accertato che l’origine dell’alopecia androgenetica risiede nell’effetto degli ormoni androgeni nei bulbi dei capelli. Da notare che sono colpiti solo i bulbi predisposti. Questi sono tipicamente localizzati nella regione frontale e nel vertice (vertex). Pertanto la maggior parte delle persone colpite da alopecia androgenetica quasi sempre mantiene capelli sani nella zona della corona, che corrisponde alle aree occipitali e temporali del capo. La miniaturizzazione del bulbo avviene per effetto della trasformazione del testosterone nel suo metabolita più attivo, il diidrotestosterone (DHT). La miniaturizzazione porta fino alla morte definitiva del bulbo e la perdita irreversibile del capello. L’enzima 5α reduttasi nelle sue forme chimiche di tipo I e II opera la trasformazione del nucleo delle cellule della papilla dermica e delle guaine epiteliali esterne. Per l’alopecia androgenetica la causa è il Diidrotestosterone (nome completo: 5α-Diidrotestosterone, abbreviato a 5α-DHT; INN: androstanolone). Esso è un metabolita biologicamente attivo dell’ormone testosterone.

Nei bulbi della regione frontale e del vertice avvengono le seguenti situazioni caratteristiche dell’alopecia androgenetica. Diminuisce il tempo della fase anagen, e conseguentemente inizia prima la fase telogen. In un periodo di molti mesi o anni, la morte precoce dei bulbi arriva fino alla definitiva scomparsa dei capelli. Il processo patologico fondamentale consiste nell’accelerazione, sotto stimolo androgenico, della fase mitotica del ciclo pilare (anagen I-V) e nella conseguente riduzione della fase differenziativa, che è normalmente lunghissima. Essendo quest’ultima necessariamente incompleta, il fusto che ne deriverà sarà più sottile e corto (vellus). Questo processo non avviene uniformemente ed è descritto nelle “fasi” della Scala Hamilton e della scala Norwood. Generalmente nell’uomo si assiste alla stempiatura, ossia nella parte frontale del capo i capelli diventano più fini e diradati. Successivamente lo stesso accade nel vertice. Infine la calvizie interessa tutta la parte superiore del capo. In età più avanzata si sovrappongono fenomeni atrofici del cuoio capelluto, che diventa sottile e lucido. In questa fase i vellus scompaiono. Un secondo processo patologico consiste nella perdita dell’individualità dei cicli papillari (caratteristica del cuoio capelluto adulto normale) e quindi della loro sincronizzazione. Questo fenomeno è dovuto alla riduzione della durata della fase di differenziamento. Un terzo fenomeno è l’aumento della fase di kenogen: quando il fusto del pelo si stacca alla fine del telogen, il follicolo è già occupato da un altro in anagen avanzato. Può comparire un intervallo tra la caduta del pelo in telogen e il suo rimpiazzo con il nuovo in anagen: durante tale intervallo fisiologico (kenogen), il follicolo rimane vuoto. Nella calvizie androgenetica vengono persi soltanto i capelli nella regione frontale perché in questa zona l’alfa 5-reduttasi è più attiva, quindi vi si concentra una maggiore quantità di DHT. Nonché per il fatto che è la parte più periferica della circolazione sanguigna del cuoio capelluto, e quindi quella che più va incontro all’atrofia dei vasi. A prescindere, è un fattore critico il nutrimento dei bulbi. Come suddetto, l’area più periferica della circolazione sanguigna è il cuoio capelluto.

Leggi anche:

Decorso clinico

Si assiste ad un diradamento, che può essere più o meno marcato e più o meno veloce, che nell’uomo è localizzato nella zona fronto temporale e/o alla chierica, mentre nella donna è quasi sempre distribuito su tutta la parte superiore della testa. Spesso si assiste a un parallelo aumento del pelo corporeo nell’uomo. Generalmente il paziente lamenta un aumento della caduta dei capelli. La patologia è poligenica, con penetranza completa, e si manifesta negli uomini molto più che nelle donne (le quali, generalmente, ne soffrono anche in età più avanzata, in quanto in genere la patologia si sviluppa dopo la menopausa).

MEDICINA ONLINE CAPELLI UOMO DONNA FINASTERIDE ALOPECIA CALVIZIE PELO CAPELLO RASATO DECORSO.jpg

Diagnosi

Per diagnosticare questa patologia si utilizzano:

  • stress test: in cui si valuta la caduta indotta da tiraggio
  • tricogramma
  • dermatoscopia:
  • test di laboratorio per diagnosi differenziale con altre patologie (TSH;T3;T4;DHT;GH; IGF-1)
  • sebometria;
  • esami del sangue, mineralogramma, che consentano di scoprire se il cattivo stato della nostra capigliatura dipende da carenza specifica (es: di ferro, zinco, selenio, ecc.).

Terapia farmacologica

Esistono diversi farmaci che consentono di rallentare, bloccare e nei soggetti buoni risponditori addirittura invertire (almeno per qualche anno) il processo di miniaturizzazione dei capelli causato dalla alopecia androgenetica. Il farmaco più importante è la finasteride: un farmaco (approvato per il trattamento dell’alopecia androgenetica maschile dalla FDA statunitense nel 1997) inibitore della 5 alfa reduttasi di tipo II, prescritto in quantità di 1 mg/dì. La terapia va continuata per tutta la vita poiché dopo alcuni mesi dalla sospensione i capelli torneranno a cadere ed un’eventuale ripresa della terapia non porta agli stessi benefici. Il farmaco produce un abbassamento dei valori del diidrotestosterone, responsabile della caduta dei capelli. Gli effetti collaterali noti e riportati sul foglietto illustrativo sono: diminuzione della libido in vario grado fino all’impotenza, diminuzione del liquido seminale e/o quantità spermatica minore, diminuzione delle eiaculazioni, depressione, stanchezza cronica, riduzione del pene, fibrosi del pene e ginecomastia. Si tratta di effetti nella maggioranza dei casi risolvibili con la sospensione del farmaco, ma persistenti per una casistica inferiore, e registrati in una bassa percentuale di pazienti. Oltre a tali effetti collaterali la finasteride può provocare la Sindrome post Finasteride. Un altro farmaco utilizzato è il minoxidil: una sostanza utilizzata anche per la cura dell’ipertensione. Viene usato sul bulbo pilifero e agisce da stimolante. Oltre il 70 per cento dei pazienti ottiene risultati estetici positivi in vario grado, dal mantenimento alla ricrescita. L’uso è prolungato nel tempo perché una sua sospensione riporta i capelli ad uno stadio preterapia. Gli effetti collaterali noti sono: ipotensione, infiammazioni, eritema, prurito. In alcuni studi è stato visto che nelle donne l’assunzione sottocutanea di testosterone migliora la crescita dei capelli, probabilmente perché stimola i processi anabolici come la crescita dei capelli.

Leggi anche:

Caffeina ed alopecia

La caffeina si è rivelata in vitro uno stimolante della crescita capillare e antagonista dell’alopecia, tramite la stimolazione del testosterone e dell’enzima P450-aromatasi (che converte l’androstenedione in estradiolo) (vita del capello superiore di circa il 40%, fra campione trattato con caffeina e campione di controllo con aumenti del testosterone, in basse concentrazioni fr alo 0,001 e lo 0,005%), spiegato come un’inibizione della fosfodiesterasi. Uno degli ultimi effetti della caffeina nell’organismo è il deposito nel cuoio capelluto: soltanto dopo l’equivalente di 60 tazze di caffè, questa sostanza inizierebbe ad arrivare nei capelli e indurre qualche effetto. Inevitabilmente, la caffeina viene introdotta con prodotti ad uso topico che, specialmente per gli shampoo, presentano il problema di uno scarso assorbimento della caffeina nel cuoio capelluto, insufficiente anche solo per iniziare un’azione di contrasto dell’alopecia (un rimedio possono essere impacchi lasciati a contatto coi capelli per un adeguato periodo di tempo). Caffeina e teobromina (e le altre xantine) hanno la proprietà nota da tempo di inibire la fosfodiesterasi, enzima che catalizza la conversione del cAMP in 5 AMP (inattivo), cui consegue pertanto l’accumulo intracellulare di cAMP (senza una sua aumentata produzione), che agisce attivando il sistema delle proteine chinasi e modulando la disponibilità energetica per le sintesi proteiche del capello. Applicazioni topiche di queste xantine, prive di effetti collaterali, si utilizzano in concentrazioni variabili dallo 0,2 al 2%, molto più alte per tenere conto dello scarso assorbimento nel cuoio capelluto, nel tentativo di allungare la fase anagen durante il defluvio androgenetico. Poiché il cAMP è necessario alla lipolisi, creme a base di xantine sono utilizzate anche per stimolare la mobilizzazione degli acidi grassi nel tessuto adiposo, nel quale non esistono problemi particolari di assorbimento data la maggiore liposolubilità di queste sostanze (Hidrophilic-Lipophilic Balance favorevole). Anche in questo caso, l’uso topico sembra non avere controindicazioni poiché l’assorbimento transdermico non mostra concentrazioni ematiche (non raggiunge il sangue) tali da indurre effetti sistemici.

Terapia chirurgica

Alternativa o complementare alla terapia medica è quella chirurgica, cioè l’autotrapianto di capelli. L’intervento, se effettuato da chirurghi competenti, aggiornati sempre sulle nuove tecniche, con un’esperienza provata e con alle spalle diversi interventi chirurgici, dà quasi sempre ottimi risultati (in base anche allo stato di partenza, al diametro dei capelli del paziente, ecc.) in quanto vengono utilizzati capelli della regione parietale ed occipitale, non soggetti a miniaturizzazione poiché resistenti all’azione degli ormoni androgeni. La tecnica consiste nel “taglio” di una striscia di capelli, che sono poi ritagliate in parti molto più piccole e impiantate nella zona soggetta a calvizie. La tecnica dell’autotrapianto ha avuto significativi progressi negli ultimi 50 anni. La dimensione delle regioni impiantate sono diventate sempre più piccole, fino a raggiungere il singolo capello.

Leggende urbane

Ci sono diverse credenze legate alla calvizie, alle sue cause, e la sua relazione con la propria virilità, intelligenza, etnia, lavoro, classe sociale, benessere ecc. Benché vadano viste con grande scetticismo mancando di validità scientifica, alcune di queste leggende possono basarsi su un grado di verità, e sono tuttavia perpetuate e spesso credute vere.

« La calvizie si eredita dal padre della propria madre. »

La ricerca suggerisce che il gene dei recettori androgeni, che è significante nel determinare la probabilità di calvizie, è localizzato nel cromosoma X e quindi è sempre ereditato dal lato della madre negli uomini. C’è una probabilità del 50% che una persona condivida lo stesso cromosoma X del padre di sua madre. Dato che la donna ha due cromosomi X, ha due copie del gene del recettore androgeno mentre l’uomo ne ha una sola. Tuttavia, la ricerca mostra anche che una persona con un padre calvo ha anche una probabilità notevolmente maggiore di diventare calva. Gli uomini i cui padri sono affetti da alopecia hanno una probabilità 2.5 volte maggiore di esserne soggetti a loro volta, a prescindere dal lato materno.

« Il sollevamento pesi e altri tipi di attività fisica causano calvizie. »

Per via del fatto che il testosterone aumenta, è stata avanzata l’idea che il sollevamento pesi e altre forme di esercizio aumentino la caduta di capelli in individui predisposti. Benché studi scientifici supportino una correlazione tra esercizio fisico e testosterone, nessuno studio specifico ha trovato un collegamento tra esercizio fisico e calvizie. Tuttavia alcuni hanno trovato una relazione tra uno stile di vita sedentario e calvizie, suggerendo che un certo grado di esercizio sia benefico. È possibile che il tipo o la quantità di esercizio possa influenzare la caduta; ulteriori studi sarebbero necessari. Si noti che i livelli di testosterone non sono un buon indicatore di calvizie, e diversi studi mostrano paradossalmente basso testosterone in persone calve, benché la ricerca su queste implicazioni sia limitata.

« L’attività intellettuale, oppure problemi psicologici, possono causare calvizie. »

Questa nozione potrebbe essere nata dal fatto che il colesterolo è coinvolto nel processo di neurogenesi, ed è anche il materiale base con cui il corpo produce il DHT. Benché la nozione che gli uomini calvi sono più intelligenti possa mancare di credibilità nel mondo moderno, nel mondo antico se una persona era calva era probabile che avesse avuto un apporto adeguato di grassi nella sua dieta. Quindi, il suo sviluppo mentale non era stato ostacolato dalla malnutrizione durante la fase cruciale degli anni formativi, era più probabile che fosse benestante, e che quindi avesse avuto accesso ad una educazione formale. Tuttavia, è meno probabile che uno stile di vita sedentario sia correlato con l’intelligenza nel mondo moderno, e nei paesi sviluppati il contenuto di grassi nella dieta non è più legato ad una classe di reddito. Un’altra possibilità è che per alcune persone, lo status sociale ottenuto con l’intelligenza possa compensare un’attraenza fisica diminuita a causa della calvizie, che porta a una discendenza inclinata sia verso un intelletto sviluppato che la calvizie. Comunque, tramite una posizione socioeconomica migliore e di conseguenza maggior accesso a trattamenti anti calvizie, un’associazione tra intelligenza e caduta di capelli è meno probabile in tempi recenti.

« La calvizie può essere causata da stress emotivo o frustrazione sessuale »

È dimostrato come lo stress emotivo acceleri la calvizie in individui geneticamente suscettibili. Stress dovuto a privazione del sonno in reclute militari si è visto come abbia abbassato i livelli di testosterone, ma non si è notato un effetto sul SHBG. Quindi, lo stress dovuto a questo motivo in maschi sani è improbabile aumenti il DHT, che causa alopecia androgenetica. Se possa causare perdita di capelli attraverso altri meccanismi non è chiaro.

« Gli uomini calvi sono più “virili” o sessualmente attivi degli altri. »

I livelli di testosterone libero sono fortemente collegati alla libido e anche ai livelli di DHT, ma a meno di casi di testosterone libero virtualmente non esistente, non è stato dimostrato come questo influenzi la virilità. Gli uomini con alopecia androgenetica sono più portati ad avere un’alta baseline di androgeni liberi.Tuttavia, l’attività sessuale è multifattoriale, e il profilo androgenetico non è l’unico fattore determinante nella calvizie. Inoltre, dato che la calvizie è progressiva e il testosterone libero cala con l’età, lo stato dei capelli di un uomo potrebbe essere più indicativo del suo passato che della sua predisposizione presente. Contrariamente a questa leggenda urbana, uno studio inoltre riporta che le persone con calvizie hanno meno testosterone e più FSH, LH e prolattina rispetto alle persone che non presentano calvizie.

« L’eiaculazione frequente causa la calvizie. »

Ci sono diverse idee sbagliate a proposito di cosa può aiutare a prevenire la caduta di capelli, e una di queste è che la mancanza di attività sessuale automaticamente previene la caduta di capelli. Benché una correlazione diretta e provata esista tra una aumentata frequenza di eiaculazioni e aumentati livelli di DHT, come mostrato in un recente studio della Harvard Medical School, lo studio suggerisce che la frequenza di eiaculazioni è un segno, piuttosto che una causa, di livelli maggiori di DHT. Inoltre, la calvizie è geneticamente determinata e teoricamente si dovrebbe verificare anche a bassi livelli di DHT. Un altro studio mostra che benché l’eccitazione sessuale e l’orgasmo indotto da masturbazione incrementi la concentrazione di testosterone durante l’orgasmo, queste componenti riducono la concentrazione media di testosterone (specialmente prima di un periodo di astinenza), e dato che circa il 5% di testosterone è convertito in DHT, l’eiaculazione non alza il livello di DHT. L’unico studio pubblicato per testare una correlazione tra frequenza di eiaculazioni e calvizie fu probabilmente abbastanza ampio da rilevare un’associazione (1390 soggetti) e non ha trovato correlazione, benché le persone calve avessero avuto meno partner sessuali.Uno studio potrebbe non essere bastato, specialmente riguardo alla calvizie, dove anche l’età introduce una complessità. Lo stato civile è stato mostrato in alcuni ma non tutti gli studi come influenzi la calvizie in studi cross-sezione (NHANES1).

« Stare a testa in giù allevia la calvizie. »

Benché questa sia una credenza, una circolazione sanguigna aumentata al cuoio capelluto potrebbe teoricamente fornire ai follicoli piliferi più nutrienti per crescere un pelo forte e sano. Sfortunatamente, tutto il nutrimento di cui il follicolo ha bisogno viene già fornito durante la normale posizione eretta, dato che la pelle del cuoio capelluto stesso, in condizioni normali, non soffre di mancanza di apporto sanguigno.Questa credenza è stata riportata nel libro “Open” di Andre Agassi del 2009, dove l’autore, sofferente di calvizie anch’egli, racconta di questa improbabile tecnica messa in atto dal fratello maggiore, naturalmente senza esito positivo.

« Il cappello o copricapi stretti provocano calvizie. »

Benché questa sia una leggenda, i cappelli possono rovinare il capello e, in misura minore, causare doppie punte.Il fatto che anche persone che non indossano mai cappelli possono essere colpite da alopecia androgenetica toglie credibilità a questa credenza. Spesso in caso di “stempiatura” maschile durante l’adolescenza (recessione bitemporale) viene ritenuto responsabile l’uso del casco motociclistico, un’altra credenza piuttosto diffusa. Siccome i cappelli non sono lavati frequentemente come gli altri vestiti, possono anche portare sporcizia sul cuoio capelluto e possibili contaminazioni di Pityrosporum ovale (malassezia) in persone con cuoio capelluto tendente al grasso. Alcune infezioni del cuoio capelluto, se non curate, possono portare a caduta dei capelli.

« Il gel e i prodotti per i capelli favoriscono la calvizie. »

Gel e prodotti per capelli non causano calvizie, così come non la causano shampoo, lavaggi frequenti, o la forfora. Alcune persone tuttavia trattano i capelli con piastre e strumenti per arricciare, il che potrebbe accelerare il processo.

« L’esposizione al sole favorisce la calvizie. »

Falso. La causa della calvizie androgenetica è interna, non esterna. Allo stesso modo, non hanno effetto i lettini solari.

« Perdere molti capelli ogni giorno è segno di calvizie. »

Se la calvizie non è diagnosticata, potrebbe essere normale perdere parecchi capelli ogni giorno, in quanto se il capello è sano ricrescerà.

« Spazzolare i capelli è meglio che pettinarli. »

In realtà il capello reagisce meglio al pettine che alla spazzola. In ogni caso, spazzolare i capelli al massimo provocherà doppie punte, non calvizie.

« Tagliare i capelli li fa ricrescere più in fretta e più forti. »

È un’illusione, creata dal fatto che il capello ha una circonferenza maggiore alla base dello scalpo. Tagliare i capelli non influenza la ricrescita in alcun modo.

« Lavare la testa in acqua fredda cura la calvizie. »

Lavare la testa in acqua fredda tutte le mattine può migliorare la circolazione ma non influenza la calvizie.

« È possibile far nascere nuovi follicoli piliferi. »

Secondo diverse fonti, il numero di follicoli con cui un individuo nasce è immodificabile.I follicoli piliferi vengono generati durante lo sviluppo fetale, e non vengono creati nuovi follicoli dopo la nascita. Neanche il trapianto di capelli aumenta questo numero, semplicemente riposiziona i follicoli esistenti sullo scalpo.Esistono tuttavia ricerche che mirano alla creazione di nuovi follicoli piliferi.

« Gli ormoni non sono legati alla caduta di capelli. »

Tecnicamente è vero, dal momento che la causa è la sensibilità dei follicoli agli ormoni, non la presenza degli ormoni stessi, e persone non calve hanno gli stessi ormoni probabilmente agli stessi livelli. Tuttavia, squilibri ormonali possono causare una perdita temporanea, come è comune per esempio nelle donne dopo una gravidanza.

 

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Alopecia e calvizie: differenza tra effluvio e defluvio in telogen e anagen

MEDICINA ONLINE CAPELLI UOMO DONNA FINASTERIDE ALOPECIA CALVIZIE PELO CAPELLO RASATO DECORSOI termini effluvio e defluvio sono spesso utilizzati in ambito dermatologico e, soprattutto in quello tricologico per indicare una perdita di capelli più o meno importante. Per poter fare una diagnosi adeguata e poter quindi intraprendere la cura più adatta, la prima cosa da fare è senza ombra di dubbio l’esame del tricogramma, cioè un’analisi della condizione di salute del capello. Stabilita la presenza di alopecia, cioè di perdita di capelli dovuta a cause genetiche o psicologiche, bisogna valutare se il fenomeno ha il carattere di effluvio o defluvio, acuto o cronico.

Effluvio

Per effluvio si intende la caduta di alcune centinaia, talvolta migliaia, di capelli al giorno. Tale fenomeno può creare ansia ma, di solito, è benigno e reversibile. In questi casi non vi sono danni al follicolo e, in condizioni di salute ottimali, il capello potrebbe ricrescere senza alcun problema. Nell’effluvio non c’è, quindi, una vera e propria perdita irrimediabile di capelli. Inoltre colpisce un’elevata percentuale di soggetti almeno una volta nella vita a causa dello stress. È possibile distinguere un effluvio in telogen, detto telogen effluvium, ed un effluvio in anagen, detto anagen effluvium.

Effluvio in telogen

Generalmente questo fenomeno segue un episodio emotivamente importante. E’ caratterizzato dalla caduta in telogenfase finale del ciclo vitale del capello, di un elevato numero di capelli al giorno. Il telogen effluvio è un fenomeno forte e di breve durata, che può colpire un numero altissimo di capelli, fino all’85%, provocandone una caduta diffusa che inizia dopo 12-15 settimane e può protrarsi per circa 3 mesi, che è la durata media della fase telogen. Trascorso questo tempo la caduta di capelli si arresta spontaneamente ed i capelli ricrescono.

Effluvio in anagen

Quando l’evento stressante che colpisce il capello nella fase anagen, cioè nella fase di crescita e sviluppo del capello, avviene la caduta di molte centinaia o migliaia di capelli che si manifesta dopo pochi giorni dall’evento che lo ha provocato. In questo caso all’esame del tricogramma il rapporto anagen e telogen può essere normale. Soltanto con l’esame microscopico si potrà osservare che buona parte, fino all’85%, dei capelli caduti sono anagen distrofici, cioè non hanno raggiunto il pieno sviluppo nella prima fase del loro ciclo vitale. La patologia clinica più importante e diffusa di anagen effluvio è l’alopecia areata.

Leggi anche:

Defluvio

Per defluvio si intende una caduta di capelli non massiva, come nell’effluvio, ma in questo caso è definitiva e progressiva. Si considera un inizio di alopecia che, se non curata a dovere, si trasformerà nella patologia vera e propria. Anche in questo caso è possibile distinguere tra il telogen defluvium ed l’anagen defluvium.

Defluvio in telogen

E’ una caduta di capelli in telogen e si identifica praticamente con il defluvio androgenetico. Nel defluvio in telogen il numero di capelli caduti non supera il centinaio. L’esame del tricogramma appare leggermente alterato. Tra il 10 ed il 60% dei capelli caduti sono corti, appaiono poi sottili e con bulbi di diametro molto ridotto. Sono pertanto da considerarsi capelli che cadono prematuramente, cioè quando non hanno ancora raggiunto il loro massimo sviluppo.

Defluvio in anagen

Per defluvio in anagen di intende una caduta di capelli nella fase di crescita legata alla perdita progressiva del follicolo. Tra le forme più frequenti di questa forma di defluvio vi sono: il lupus eritematoso discoide, il lichen alopecizzante, la follicolite decalvante (una variante di alopecia cicatriziale), la pseudoarea di Brocq (sempre variante di alopecia cicatriziale).

L’intervento del medico e la scelta della cura sono strettamente legati al tipo di caduta, di qui la differenza tra effluvio e defluvio. Solo il secondo caso richiederà un approccio clinico più intenso e mirato. Nel caso dell’effluvio, invece, la caduta dei capelli si interromperà naturalmente. L’approccio per la cura del defluvio può essere curata con farmaci specifici e, solo in casi estremi e avanzati con il trapianto o l’autotrapianto.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Differenza tra alopecia maschile e femminile

Quali differenze ci sono tra alopecia androgenetica femminile e maschile?  Cominciamo col ricordare che l’alopecia androgenetica è una tipologia di calvizie (perdita di capelli) dovuta ad una suscettibilità del follicolo pilifero ad una miniaturizzazione di tipo androgenetico. Fattori sia genetici che ambientali giocano un ruolo, e diverse eziologie rimangono sconosciute. È la tipologia di calvizie più comune e interessa il 70% degli uomini e il 40% delle donne ad un certo stadio della loro vita. Tra alopecia androgenetica femminile e maschile vi sono delle differenze molto significative, che è utile conoscere per affrontare il problema in maniera adeguata.

Alopecia androgenetica maschile 

La perdita di capelli androgenetica nell’uomo inizia sopra le tempie e al vertice, anche detto calvaria, dello scalpo. Man mano che progredisce, una striscia di capelli ai lati e posteriormente alla testa viene mantenuta. Questa condizione viene riferita come ‘corona ippocratica’, e di rado progredisce verso una calvizie completa. L’uomo è interessato da miniaturizzazione, ovvero da assottigliamento progressivo del bulbo capillare che comporta, come diretta conseguenza, la creazione di spazi vuoti nel cuoio capelluto. Il follicolo capillare cade e non vi è più la copertura della cute.

Leggi anche:

Alopecia androgenetica femminile 

L’alopecia androgenica nella donna viene colloquialmente riferita come ‘calvizie femminile’, benché le sue caratteristiche possano verificarsi anche negli uomini. Causa di solito un diradamento diffuso senza recessione dell’attaccatura, e come la controparte maschile raramente porta a una perdita di capelli completa (alopecia totalis).

Da quanto detto appare già chiara una grande differenza: l’uomo tipicamente presenta una recessione dell’attaccatura alle tempie e perdita di capelli al vertice, mentre la donna normalmente ha un diradamento diffuso su tutta la parte alta dello scalpo, vedi foto in basso:

MEDICINA ONLINE CAPELLI UOMO DONNA FINASTERIDE ALOPECIA CALVIZIE PELO CAPELLO RASATO DECORSO

Nella donna l’alopecia androgenetica si manifesta in maniera molto più tardiva rispetto all’uomo. Anche in questo caso si evidenzia con una caduta dei capelli che metterà in risalto il cuoio capelluto. La caduta dei capelli nelle donne in menopausa si caratterizza invece per una forte stempiatura molto simile alla forma maschile.

Altra differenza sostanziale è che mentre nell’uomo le zone colpite da alopecia sono completamente prive di capelli, invece nella donna le zone interessate presentano comunque alcuni capelli, risultando in zone diradate e non completamente glabre.

L’alopecia androgenetica femminile – al contrario della maschile – porta soltanto ad un diradamento dei capelli ma non alla completa caduta dei capelli.

Leggi anche:

Quali sono le cause dell’alopecia androgenetica?

Tra alopecia androgenetica femminile e maschile, inoltre, sussistono rilevanti diversità anche per quanto riguarda le cause: mentre nell’uomo il fattore principale è di natura puramente ereditaria, nella donna la calvizie è legata soprattutto ad aspetti di altro tipo, sia di natura endogena che esogena. La calvizie femminile è spesso legata, infatti, a scombussolamenti ormonali, all’utilizzo di alcuni tipi di farmaci o al sottoporsi a determinati tipi di trattamenti medici, a vizi poco salutari quali fumo ed alcol.

Fattori eziologici comuni a uomini e donne comprendono:

  • stress;
  • diete dimagranti eccessivamente severe;
  • carenza di ferro.

Quali possono essere la cure più efficaci contro l’ alopecia androgenetica maschile e femminile?

L’ alopecia androgenetica è la caduta dei capelli di tipo cronico, maschile e femminile, che può essere arginata  attraverso:

  • farmaci,
  • micro trapianto,
  • terapia laser.

Alcuni trattamenti utili per contrastare l’ alopecia androgenetica maschile e femminile sono rappresentati da fiale e shampoo che rinforzano il bulbo pilifero e rallentano la caduta.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Perché i ragazzi hanno la barba e le ragazze no?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma BARBA BAFFI MODA CHE HA EFFETTI NEGATIVI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata Macchie Capillari Ano PeneNegli adolescenti maschi comincia a crescere la barba e ciò non avviene nelle ragazze: Per quale motivo? La spiegazione è semplice, ed è racchiusa in una parola: ormoni. Anche le ragazze hanno una peluria più o meno diffusa sul viso, tuttavia questa rimane meno manifesta, mentre nel ragazzo – con l’arrivo della pubertà – si formano i peli terminali (cioè quei peli duri, spessi e pigmentati, assenti prima della pubertà) a causa degli ormoni sessuali maschili, che le ragazze hanno in quantità minore.

Non a caso, nella donna con problemi ormonali, si può verificare irsutismo, una patologia caratterizzata dalla crescita anomala e presenza, nella donna, di peli terminali estesi in sedi tipiche maschili come ad esempio labbro superiore, mento, addome, schiena, intorno all’areola del capezzolo, petto centrale.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!