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Pappa reale: dosi, prezzo, come assumerla, fa ingrassare, benefici
La pappa reale è una sostanza di sapore acidulo-aromatico caratteristico, semifluida, gelatinosa, di colore bianco e di elevato valore nutritivo. Essa è prodotta dalle ghiandole ipofaringee delle api più giovani ed è usata per alimentare le api regine e per le api neonate e per tale motivo è anche chiamata Continua a leggere
Propoli: controindicazioni, gravidanza ed alternative per vegani
La propoli è una sostanza resinosa vegetale che le api raccolgono dalle gemme e dalla corteccia delle piante ed utilizzano per rivestire tutte le superfici interne dell’alveare, i favi e le pareti dell’arnia. Viene usata come integratore, grazie alle sue qualità antinfiammatorie, antivirali ed antibatteriche.
Alternative vegetali
Essendo la propoli un prodotto di origine animale, i vegani non la usano. Le alternative vegetali alla propoli sono molte e diverse a seconda del Continua a leggere
Propoli: cos’è, a cosa serve, come si usa e proprietà terapeutiche
La propoli (pronuncia “pròpoli”, altre volte chiamata al maschile) è una sostanza resinosa vegetale che le api raccolgono dalle gemme e dalla corteccia delle piante ed utilizzano per rivestire tutte le superfici interne dell’alveare, i favi e le pareti dell’arnia, con lo scopo di impedire il diffondersi di Continua a leggere
Differenza tra miele, pappa reale e propoli
Miele
Il miele è la sostanza alimentare che le api producono partendo dal nettare dei fiori o dalle secrezioni di parti vive di piante, che esse raccolgono, trasformano, combinano con sostanze proprie e depongono nei loro favi. Se il miele è ottenuto dal nettare prende il nome di “miele di nettare”, mentre se è ottenuto dalla melata, prende il nome di “miele di Continua a leggere
Integratore di Inositolo (vitamina B7): benefici, dimagrimento e controindicazioni
L’inositolo è un composto di origine biologica strutturalmente simile al glucosio, coinvolto in numerosi processi biologici tra cui quello di signalling cellulare, e di elemento strutturale (nella forma coniugata con lipidi). Chiamato anche “Vitamina B7“, può essere sia assunto con la dieta che sintetizzato dall’organismo. L’inositolo gioca un importante ruolo come base strutturale di numerosi messaggeri secondari nelle cellule eucariote ed è una componente molto importante nei lipidi strutturali componenti la cellula.
Nel mondo medico-sportivo viene impiegato per svariati scopi come promuovere la fertilità femminile, il ripristino della sensibilità all’insulina, come migliorativo della performance in caso di sforzo continuato ed attività fisica di resistenza, la regolazione del metabolismo del grasso corporeo e l’eliminazione del grasso dal fegato ed, ultimo ma più diffuso utilizzo, nella cura dell’ansia. In linea generale gli studi hanno proclamato l’inositolo come uno tra i migliori integratori per il mondo femminile. Di seguito vi presentiamo una lista di benefici che l’inositolo apporta al nostro organismo.
Benefici per la glicemia
L’attivazione del recettore dell’insulina provoca l’assorbimento del glucosio grazie alla mobilitazione di particolari vescicole.Questo si verifica dopo che una serie di intermedi vengono coinvolti. L’inositolo sembra aiutare questo processo di segnalazione dell’insulina aumentandone la velocità. Di conseguenza si è notato che un ingestione di almeno 1 g di inositolo giornaliero sia in grado di esercitare un’azione ipoglicemizzante, abbassando quindi i liveli di glucosio ematico circolante. Questo effetto può essere determinante per un’ integrazione su persone diabetiche o comunque chi cerca di non raggiungere alti picchi glicemici.
Inositolo per dimagrire
Studiando gli effetti benefici che l’inositolo poteva avere sulle donne affette da ovaio policistico, si notarono altre reazioni secondarie su donne sia obese che con un leggero sovrappeso, in maniera più evidente difatti su donne con una massa grassa maggiore del 37%. Si concluse quindi che le donne con difficoltà nel perdere massa grassa potevano trarre beneficio da una supplementazione di almeno 4 g giornalieri di inositolo.
Inositolo per colesterolo ed ipertensione arteriosa
Diversi studi hanno anche confermato un miglioramento nei parametri metabolici monitorati, come quelli del metabolismo del glucosio e della salute cardiovascolare: ad esempio un aumento dei livelli di HDL (il “colesterolo buono”) a discapito dei livelli di LDL (il “colesterolo cattivo”) e trigliceridi nonché una diminuzione della pressione sanguigna. L’inositolo infatti stimola la produzione di lecitina (fosfatidilcolina) nell’organismo, la quale “ripulisce” le pareti delle arterie dai depositi lipidici e li veicola al fegato (dove vengono in parte eliminati attraverso la bile). Allo stesso modo, l’inositolo impedisce che questo organo accumuli troppi lipidi ed “ingrassi” e quindi ha una azione epatopotrettiva nei confronti della steatosi epatica, una patologia legata all’accumulo intracellulare di trigliceridi che comporta una serie di danni fino alla necrosi della cellula epatica.
Inositolo contro depressione e disturbi d’ansia
A livello medico l’inositolo ha trovato ampio spazio nella cura di problemi d’ansia, depressione o disturbi correlati quali sintomi bipolari o bulimia. Spesso infatti anche gli sportivi sottoposti ad un’intensa attività fisica e ad una dieta molto restrittiva possono incappare in episodi di grave stress dovuti ad un allenamento sbagliato, troppo intenso, o da un rammarico per il non raggiungimento di determinati obiettivi. Questa affermazione deriva dai diversi esperimenti condotti su persone affette da disturbi depressivi: in esse erano evidenti livelli di inositolo più bassi del normale. Con una cura di inositolo molto consistente (12 g giornalieri per circa 4 settimane) i sintomi della malattia apparivano alleviarsi. Attenzione però: questi benefici scompaiono appena se ne interrompe l’utilizzo, inoltre l’inositolo è capace di ridurre i sintomi in persone con disordini alimentari solo con dosaggi elevati (18 g giornalieri).
Inositolo nei cibi
Le più generose fonti alimentari sono rappresentate dalla crusca, dai cereali integrali , dal germe di grano, dal lievito di birra, dagli agrumi, dalle carni in genere ed in modo particolare dal fegato. Quest’ultimo rappresenta l’organo chiave per la sua sintesi endogena (un’azione, questa, condivisa con il rene).
Metabolismo dell’inositolo
L’inositolo, che ha formula molecolare identica a quella del glucosio, ma diversa struttura, è sintetizzato a partire dal glucosio 6-fosfato (il primo prodotto della glicolisi); quello in eccesso viene catabolizzato ed eliminato a livello renale. Similmente alle vitamine del gruppo B, l’inositolo è idrosolubile, ragion per cui un’eventuale integrazione è ben tollerata e priva di tossicità. Una volta prodotto, l’inositolo entra nelle cellule, dov’è in gran parte trasformato in fosfatidilinositolo; le azioni biologiche di questa sostanza sono molteplici e per certi versi ancora da chiarire. Sappiamo, ad esempio, che è attivo nelle membrane plasmatiche, dove partecipa, come precursore di secondi messaggeri, ai sistemi di trasmissione dei segnali che controllano l’attività cellulare.
Dosaggio di inositolo
A seconda dell’utilizzo che se ne vuole fare, abbiamo diverse posologie di inositolo:
- per migliorare la performance aerobica: 750 mg da 1 a 3 volte al giorno;
- per dimagrire: 4 grammi al giorno;
- per il trattamento dell’ovaio policistico: il range di dosaggio varia dai 200 ai 400 mg al giorno preferibilmente prima della colazione (la dose di 4000 mg è quella più altamente raccomandata);
- per il trattamento della depressione e come migliorativo della trasmissione neuromuscolare: il dosaggio richiesto per questo impiego è sicuramente più alto in quanto i primi effetti positivi si notano dai 6 g in su fino ad un dosaggio di circa 14-18 g giornalieri, assunti per vari giorni (generalmente almeno 4 settimane).
Effetti collaterali dell’inositolo
L’inositolo si è mostrato sicuro i tutti i casi studiati su persone adulte. Alcuni effetti collaterali – generalmente associati a sovradosaggio – sono stati riscotrati quali nausea, diarrea e stanchezza generale.
Controindicazioni dell’inositolo ed avvertenze
Le controindicazioni principali riguardano la gravidanza e l’allattamento in quanto non sono stati effettuati studi a sufficienza a riguardo, quindi chiedete al vostro medico se assumere o no inositolo in gravidanza ed allattamento. In ogni caso chiedete consiglio al vostro medico prima di assumere inositolo, soprattutto se soffrite di malattie psichiatriche e/o se assumete farmaci per la cura di malattie psichiatriche.
Il miglior integratore alimentare di inositolo
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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Integratore di Colina: efficace per aumentare la memoria
La colina è un nutriente essenziale per il corretto funzionamento dell’organismo. Conosciuta anche come vitamina J viene talvolta classificata come appartenente alle vitamine del gruppo B. È usata come precursore per il neurotrasmettitore noto come acetilcolina e costituisce una parte importante delle nostre membrane cellulari neuronali per aiutare la trasmissione nervosa, la fluidità e l’integrità strutturale delle nostre cellule nervose. Sebbene la colina sia prodotta dal corpo umano, è stato dimostrato che un supplemento offre notevoli miglioramenti delle capacità cognitive. In un meccanismo simile alla fosfatidilserina, l’integrazione di colina può essere utilizzata per “precaricare” il cervello con la colina disponibile, consentendo una riserva speciale del composto ogni volta che ne ha più bisogno. La colina ed i suoi derivati sono composti fondamentali per il nostro organismo in quanto coinvolti in più vie metaboliche, il che porta l’integratore di colina ad essere utile per molti obiettivi diversi, vediamoli insieme!
Precursore dell’acetilcolina
Uno dei neurotrasmettitori più importanti per la funzione della memoria è l’acetilcolina, composta da acido acetico e colina. Questo neurotrasmettitore è essenzialmente un gruppo acetilico di molecole collegate ad una molecola di colina. Un calo sostanziale di questo neurotrasmettitore è stato osservato in pazienti affetti da patologie come Alzheimer e demenza senile, la vitamina J rappresenta quindi un supporto naturale contro il declino cognitivo. Questo semplice, ma essenziale neurotrasmettitore innesca una carica che viene poi trasmessa lungo il neurone: è la forza trainante di un segnale nervoso. Per tale motivo un supplemento di colina può determinare un aumento delle capacità nervose e della memoria, molto utile in caso di periodi stressati nel lavoro e nello studio.
Colina per l’apparato cardiocircolatorio
La Colina, congiuntamente alle trimetilglicina (o Betaina) – della quale è precursore – è in grado di “convertire” l’omocisteina plasmatica, un aminoacido in grado di elevare significativamente il rischio cardiovascolare, indipendentemente dalla presenza di altri fattori predisponenti o ereditari in metionina (un aminoacido essenziale).
Funzioni antinfiammatorie
L’assunzione di Colina determina la riduzione delle concentrazioni di alcuni marcatori infiammatori come VES (Un aumento di questo marcatore suggerisce la presenza di un’infiammazione in corso), PCR (Proteina C Reattiva, sintetizzata dal fegato che aumenta fino a valori centinaia di volte superiori a quelli basali la sua concentrazione nel flusso sanguigno in presenza di varie malattie, processi infiammatori o in seguito ad operazioni chirurgiche), citochine infiammatorie e TNFα (Fattore di necrosi tumorale).
Fonti alimentari di colina
La Colina è presente in quantità variabili nel latte materno ed in alimenti come il tuorlo d’uovo, semi di soia, germe di grano, zenzero, riso integrale, fegato (di vitello e di tacchino), lievito di birra ed in molti altri alimenti come la lattuga (in quantità minori che non permettono quindi di stabilire se queste fonti siano utilizzabili per assorbimento intestinale); non è invece contenuta nel latte vaccino ed è inoltre noto che alcol, caffeina, nicotina ed altre sostanze nervine ne compromettono l’integrità.
Dosaggio di Colina
L’assunzione di vitamina J è stata calcolata dal Food and Nutrition Board of the Institute of Medicine of the National Academy of Sciences Statunitense, in 550 milligrammi giornalieri.
Effetti collaterali della colina
L’assunzione secondo le dosi consigliate è stata sporadicamente associata a temporanei fenomeni di nausea, diarrea ed incontinenza in alcuni soggetti predisposti. Dosaggi elevati di Colina (Superiori a 3500 mg giornalieri) potrebbero aumentare l’incidenza di ipotensione, disturbi neurologici ed alterazioni della funzionalità epatica e renale, oltre a causare la comparsa di uno spiacevole odore di pesce durante la sudorazione (A causa dell’escrezione di alcuni cataboliti).
Il miglio integratore alimentare di colina
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