Cheratite: cause, sintomi, diagnosi, prevenzione, cure, prognosi

MEDICINA ONLINE OCCHIO ANATOMIA FOVEA RETINA NERVO OTTICO SCLERA COROIDE PUPILLA UMOR ACQUEO VITREO CRISTALLINO CORNEA CILIARE CATARATTA ATROFIA GLAUCOMA DISTACCO TRAUMA CECITA PUNTO CIECO PAPILLA IRIDE ESAMECon “cheratite” in medicina, e in particolare in oftalmologia, si intende l’infiammazione della cornea, che può essere determinata da varie patologie o condizioni, sia infettive che non infettive.

Tipi di cheratite

Una cheratite può essere di due tipi principali:

  • cheratite monolaterale: l’infiammazione interessa un solo occhio;
  • cheratite bilaterale: l’infiammazione interessa entrambi gli occhi.

Una cheratite, in base a insorgenza/durata, può inoltre essere di due tipi:

  • cheratite acuta: i sintomi si sviluppano improvvisamente, nel giro di ore o giorni, e in genere durano alcuni giorni;
  • cheratite cronica: i sintomi si sviluppano gradualmente, nel giro di settimane o mesi, e durano più di sei settimane.

Cause

La causa a monte che ha determinato l’infiammazione della cornea può essere di vario tipo. In genere le cause si distinguono in infettive e non infettive:

  • la cheratite infettiva può essere causata da diversi tipi di infezione (virale, batterica o micotica);
  • la cheratite NON infettiva può essere provocata da traumi di varia natura (oggetti penetrati nell’occhio, traumi chirurgici…) o da sostanze chimiche irritanti e favorita da eventuale esoftalmo. Una cheratite non infettiva può diventare infettiva.

L’infiammazione che caratterizza una cheratite può essere determinata ad esempio da:

  • uso di lenti a contatto;
  • infezioni oculari virali, batteriche o micotiche, tra cui:
    • herpes zoster (fuoco di Sant’Antonio);
    • toxoplasmosi;
    • istoplasmosi;
    • tubercolosi;
    • sifilide.
  • infezioni sistemiche come l’HIV (il virus dell’AIDS);
  • lesione da trauma oculare (incidenti stradali o sportivi, cadute, impatto con oggetti…);
  • operazioni chirurgiche all’occhio;
  • ustione chimica;
  • allergie;
  • sarcoidosi;
  • malattie autoimmunitarie;
  • infezioni sessualmente trasmesse;
  • alcuni farmaci;
  • uveiti, in particolare anteriori ed intermedie (iriti ed iridocicliti).

Fattori di rischio

I principali fattori di rischio che aumentano direttamente o indirettamente le possibilità di soffrire di cheratite, sono:

  • portare le lenti a contatto;
  • esposizione prolungata alla luce UV;
  • secchezza oculare;
  • sindrome dell’occhio secco;
  • deficit del sistema immunitario (ad esempio soggetti con HIV, il virus responsabile dell’AIDS);
  • fumo di sigaretta;
  • avere una scarsa igiene;
  • infezioni oculari come le uveiti (in particolare irite ed iridociclite);
  • esoftalmo (cheratite da esposizione);
  • subire traumi ripetuti all’occhio;
  • penetrazione di un oggetto nell’occhio;
  • trauma chirurgico;
  • malnutrizione;
  • cachessia;
  • un recente intervento chirurgico all’occhio;
  • frequentare soggetti con infezioni oculari;
  • frequentare ambienti con sostanze chimiche e/o irritanti;
  • infezioni a trasmissione sessuale (STI), in particolare sifilide o virus dell’immunodeficienza umana (HIV);
  • malattie autoimmunitarie;
  • diabete mellito.

La cheratite infettiva si manifesta più spesso nei pazienti gravemente immunocompromessi (ad esempio quelli con AIDS) e in quelli con grave malnutrizione e/o già fortemente debilitati da altre patologie. La cheratite NON infettiva si verifica invece, nella maggioranza dei casi, nei portatori di lenti a contatto.

Trasmissione

Una cheratite può trasmettersi da persona a persona solo se ha origine infettiva, cioè quando l’infiammazione è causata a monte da un microrganismo, ad esempio un virus o un batterio. In alcuni casi, tuttavia, un occhio infiammato da cause non infettive (ad esempio da sostanza chimica o trauma), potrebbe successivamente infettarsi e peggiorare la cheratite, che in questo caso potrebbe diventare infettiva per altre persone.

Sintomi e segni

Raramente una cheratite è asintomatica (cioè non determina alcun sintomo): nella quasi totalità dei casi le cheratiti sono sintomatiche. I sintomi e segni includono:

  • forte dolore oculare a rapida insorgenza;
  • intolleranza alla luce (fotofobia);
  • iperemia (occhi arrossati);
  • lacrimazione abbondante;
  • offuscamento della vista a livello dell’occhio interessato;
  • percezione di un corpo estraneo all’interno dell’occhio interessato;
  • difficoltà ad aprire l’occhio interessato.

Quanto dura una cheratite?

La cheratite guarisce in un tempo molto variabile, in genere alcuni giorni. Se cronica può superare abbondantemente le 6 settimane e durare mesi. In alcuni casi si osservano periodi di miglioramento alternati a periodi di peggioramento (cheratite ricorrente). La cheratite traumatica in genere dura uno o due mesi, mentre quella non traumatica può durare alcune settimane o qualche mese. La cheratite infettiva potrebbe durare per settimane o mesi, finché non si interviene con farmaci diretti contro il patogeno. In caso di cheratite correlata a malattie sistemiche, l’infiammazione può essere cronica o ricorrente e durare anche anni.

Diagnosi

La diagnosi di una cheratite avviene tramite l’anamnesi (raccolta dei dati del paziente e dei suoi sintomi) e l’esame obiettivo (raccolta dei segni del paziente, osservando principalmente gli occhi) eseguiti durante una visita oftalmologica. Importante anche l’esame con lampada a fessura (biomicroscopio). La conferma di una origine infettiva della cheratite (e l’identificazione dell’organismo che la causa) sono ottenute con esami microbiologici specifici, che comprendono colture e colorazioni di GRAM, tramite analisi di laboratorio di un campione lacrimale od alcune cellule corneali. Identificare il patogeno specifico è importante per poter imbastire una terapia antibiotica efficace.

Per approfondire alcune tecniche diagnostiche che potrebbero essere usate nella diagnosi, leggi anche:

Cura

La cura di una cheratite ha i seguenti obiettivi:

  • eliminare o almeno diminuire l’agente causale;
  • controllare l’infiammazione;
  • diminuire il dolore e gli altri sintomi fastidiosi;
  • favorire la riepitelizzazione (ricrescita dell’epitelio corneale lesionato);
  • impedire danni irreversibili alla vista.

In generale, per velocizzare la guarigione e ridurre l’infiammazione, si prescrive una cura con farmaci corticosteroidi da applicare direttamente nell’occhio. Da evitare i “rimedi della nonna” che possono peggiorare la situazione. La terapia di una cheratite dipende dalla causa a monte che la determina.

Terapia delle cheratiti non infettive

La terapia delle cheratiti non infettive dipende dalla causa a monte:

  • Le cheratiti traumatiche da lenti a contatto sono curate con pomate oftalmiche antibiotiche, indispensabili per prevenire un’eventuale infezione batterica oculare.
  • Il trattamento delle cheratiti non infettive da esposizione prolungata alla luce UV prevede l’uso di farmaci cicloplegici ad azione breve. Talvolta si usa un bendaggio dell’occhio interessato per 24 ore od oltre.
  • Qualora l’infiammazione della cornea fosse correlata ad un abuso di farmaci corticosteroidi oftalmici, è in genere sufficiente interrompere la terapia (o sostituirla con altro farmaco) per far migliorare la cheratite.
  • Utile l’instillazione di lacrime artificiali sotto forma di collirio per lubrificare l’occhio se presente secchezza oculare.
  • La cheratite determinata da malattia autoimmune viene generalmente trattata con colliri corticosteroidei.

CHERATITI INFETTIVE

Anche la terapia delle cheratiti infettive dipende dalla causa a monte. In base al microrganismo che l’ha determinata, il trattamento per la cheratite infettiva prevede l’applicazione topica e/o la somministrazione sistemica (per os o per endovena) di vari farmaci:

  • in caso di infezione batterica si usano farmaci antibiotici, come ad esempio levofloxacina, gatifloxacina, ofloxacina;
  • in caso di infezione virale si usano farmaci antivirali, ad esempio aciclovir;
  • in caso di infezione micotica si usano farmaci antifungini, ad esempio voriconazolo (usato in caso di Candida).

Prognosi

La cheratite sostenute da Acanthamoeba costituisce l’infiammazione corneale più pericolosa in assoluto. La diagnosi e la terapia devono essere rapide ed efficaci: in caso contrario la lesione della cornea può determinare perdita della vista all’occhio interessato. Se la visione sia gravemente compromessa, potrebbe essere indicato un trapianto di cornea.

Consigli

Consigli per la prevenzione di una cheratite, sono:

  • usare frequentemente colliri lubrificanti (per i pazienti con sindrome dell’occhio secco);
  • non portare le mani agli occhi in caso d’infezione virale da Herpes simplex;
  • non “stropicciarsi” gli occhi;
  • smettere di fumare;
  • non usare rimedi “fai da te”;
  • avere una buona igiene;
  • curare le infezioni oculari;
  • evitare traumi ripetuti all’occhio;
  • evitare altri soggetti con infiammazioni oculari infettive;
  • evitare di avere rapporti sessuali non protetti con sconosciuti e soggetti infetti da malattia sessualmente trasmissibile;
  • evitare ambienti con sostanze chimiche e/o irritanti;
  • curare l’eventuale malattia autoimmunitaria.

Importante la gestione delle lenti a contatto. A tal proposito:

  • usare lenti e prodotti di qualità;
  • preferire le lenti a contatto usa e getta;
  • togliere sempre le lenti prima di dormire;
  • lavare le mani prima d’inserire o rimuovere le lenti a contatto;
  • non graffiare o lesionare le lenti a contatto;
  • non indossare le lenti prima di nuotare;
  • preferire se possible gli occhiali (di qualità), meglio se da sole;
  • evitare del tutto l’utilizzo delle lenti a contatto in caso di cheratite recidivante.

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