Reazioni da ipersensibilità e allergie a farmaci: tipi, classificazione, fattori di rischio

MEDICINA ONLINE FARMACO MEDICINALE PRINCIPIO ATTIVO FARMACIA PILLOLA PASTIGLIA DINITROFENOLO DNP DIMAGRIRE DIETA FARMACI ANORESSIZANTI MORTE EFFETTI COLLATERALI FOGLIO FOGLIETTO ILLUSTRATIVO.Gli Autori anglosassoni designano gli effetti indesiderati prodotti da sostanze impiegate per la prevenzione, la diagnosi e la terapia con il termine di Adverse Drug Reactions (da cui l’acronimo “ADR”), distinguendo nel loro ambito due tipi di reazioni, di tipo A e di tipo B.

Le reazioni di tipo A (“Augmented”) sono dovute ad effetti farmacologici soltanto quantitativamente abnormi. In tali reazioni rientrano gli effetti secondari, peraltro ben noti, dei vari farmaci e leinterazioni farmacologiche. Queste reazioni, spesso prevedibili e dose-dipendenti, sono molto frequenti, ma, nella maggior parte dei casi, di modesta gravità.

Le reazioni di tipo B (“Bizarre”), sono anche qualitativamente abnormi, imprevedibili e dose-indipendenti. Queste reazioni sono relativamente poco frequenti, ma possono dar luogo a quadri clinici estremamente gravi, talora mortali. Le reazioni di tipo B possono essere distinte in:

  • Reazioni a patogenesi immunologica, che a loro volta comprendono:
    • Reazioni Igli-mediate, di cui sono esempi lo shock allergico, la sindrome orticaria/angioedema ed alcune forme di asma bronchiale. Va ricordato che meccanismi IgE-mediati sono stati supposti per molte sindromi da ipersensibilità a farmaci, ma sono stati dimostrati solo per pochi farmaci (penicillina, sieri eterologhi, insulina, corticotropina, etc.).
    • Reazioni citolitiche o citotossiche, mediate da anticorpi IgG o IgM, operanti essenzialmente nelle immunocitopenie da farmaci (anemie emolitiche, trombocitopenie, granulocitopenie).
    • Reazioni da immunocomplessi, responsabili di lesioni vascolari, renali, articolari, etc. Ne sono esempi la malattia da siero, le vasculiti da ipersensibilità ed alcune nefropatie.
    • Reazioni cellula-mediate, il cui prototipo è rappresentato dalle dermatiti da contatto, che possono però intervenire anche in altri casi (ad esempio, nelle reazioni maculo-papulose ad antibiotici beta-lattamici).
  • Reazioni a patogenesi extraimmunologica, che possono essere suddivise in due sottogruppi:
    • Reazioni pseudoallergiche (PAR) , dovute ad attivazione aspecifica di alcuni effettori dei meccanismi immuni. Esempio classico di queste reazioni è l’asma da aspirina.
    • Reazioni idiosincrasiche, sostenute da una particolare suscettibilità dell’organo bersaglio. Prototipo di queste reazioni è l’anemia emolitica da deficit eritrocitario di G6PD, con conseguente carenza di glutatione ridotto, per cui la somministrazione di farmaci ossidanti (primachina, chinino, etc.) provoca l’evento emolitico.

Epidemiologia

Per quanto riguarda la frequenza, si calcola che il 2-5% della popolazione generale abbia presentato ADR, di maggiore o minore gravità, e che le ADR nel loro complesso rappresentino il 3-5% di tutte le cause di ricovero. Deve essere peraltro rilevato che soltanto una quota molto limitata di ADR (6-14% nelle casistiche riportate in letteratura) è ad etiopatogenesi allergica. La frequenza delle ADR è in rapido, costante aumento in tutto il mondo, ma soprattutto nei paesi ad economia industriale avanzata. Ciò è dovuto,
in primo luogo, al crescente consumo di farmaci. Basti pensare, in proposito, che il mercato mondiale dei farmaci, che nel 1990 era stato di 174 miliardi di dollari USA, nel 1992 era salito fino a ben 216 miliardi di dollari, di cui il 35% competeva al mercato europeo ed il 32% a quello nord-americano. Per quanto concerne il mercato europeo dei farmaci, in percentuale di mercato l’Italia viene al terzo posto (con il 17%), preceduta solo dalla Germania (27%) e dalla Francia (18%) e seguita dalla Gran Bretagna (10%) e dalla Spagna (7%). Secondo i risultati di uno studio metanalitico condotto in 39 ospedali americani, ADR gravi si verificano nel 6,7 dei pazienti ricoverati e sono implicate nello 0,32% di tutti i casi di morte in ambiente ospedaliero; le ADR costituiscono, quindi, la sesta causa di morte negli Stati Uniti (dopo le malattie cardiovascolari, le neoplasie, l’ictus, le malattie polmonari e gli incidenti stradali). E’ stato calcolato che ogni anno muoiono negli Stati Uniti circa 100.000 persone (tra 76.000 e 137.000) per ADR.

Farmacovigilanza

Si ricorda che il CIOMS (Council for International Organization of Medical Sciences),
organizzazione internazionale non governativa costituita sotto gli auspici dell’OMS e
dell’UNESCO, dal 1968 si occupa in modo particolare di farmacovigilanza a livello internazionale. Per quanto riguarda l’Italia, la legge n. 531 del 1987 prevede che debbano essere segnalate entro 10 giorni (24 ore nei casi mortali o gravi) tutte le reazioni avverse a farmaci, indipendentemente dalla loro severità e dal tipo di farmaco. Le segnalazioni debbono essere fatte utilizzando le apposite schede distribuite dal Settore Farmaceutico delle USL e riportate nel Bollettino di informazione sui farmaci edito dal Ministero della Salute.

Fattori di rischio

Tra i fattori di rischio per l’insorgenza di ADR  bisogna considerare anzitutto il sesso (le ADR sono molto più frequenti nel sesso femminile) e l’età (le ADR sono piuttosto rare nei bambini e negli anziani, mentre si osservano prevalentemente in soggetti di età compresa tra il 2° ed il 4° decennio). Lo stato atopico non sembra costituire un fattore di
rischio. Le ADR sono molto frequenti nei soggetti con immunodeficienze (ad esempio, con AIDS) ovvero sottoposti a trattamenti immunodepressivi protratti (ad esempio, dopo trapianti d’organo). Esistono poi altri fattori di rischio correlati al farmaco (trattamenti prolungati o ripetuti con alte dosi di farmaci di natura proteica, cross-reattività con altri farmaci che in precedenza avevano prodotto ADR nello stesso paziente, etc.). In sintesi i fattori di rischio per una reazione avversa ad un farmaco, sono:

  • fattori correlati al farmaco:
    • farmaco di natura proteica;
    • trattamento protratto;
    • trattamento con alto dosaggio di principio attivo;
  • fattori corre lati al paziente: 
    • sesso femminile;
    • età media (tra 20 e 40 anni);
    • pazienti con immunodeficienze acquisite (ad esempio AIDS) o congenite;
    • pazienti trattati con immunodepressori.

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