Allergia a veleni di imenotteri (api, vespe e calabroni): terapia, prevenzione, rischi

MEDICINA ONLINE APE BEE WASP VESPA MOSCA ZANZARA MOSQUITO INSETTO PUNTURA SHOCK ANAFILATTICO ADRENALINA MORTE MORIRE DIE VITA LIFE DOLORE PELLE CUTE ADRENALINA FIORE POLLINEIn caso di allergia grave a veleni di imenotteri (api, vespe e calabroni) potrebbe essere indicata una immunoterapia specifica (ITS, anche chiamata iposensibilizzazione o desensibilizzazione). L’immunoterapia specifica in passato non si disponeva di estratti allergenici efficaci, mentre attualmente, con l’introduzione in commercio di estratti allergenici purificati e ben caratterizzati di veleni di Imenotteri, si ottengono risultati estremamente positivi, con una percentuale di protezione che sfiora il 100%, da cui l’importanza di porre precocemente la diagnosi etiologica e di istituire prontamente una ITS mirata.

Indicazioni

I criteri di inclusione per l’ITS (che possono essere più estesi nel caso di
soggetti ad alto rischio di punture) sono i seguenti:

  • Antecedenti anamnestici di reazioni sistemiche gravi e positività dei test diagnostici per i veleni.
  • Antecedenti anamnestici di reazioni sistemiche di media gravità (con esclusione, quindi, dei casi con esclusiva reazione sistemica a carico della cute, tipo orticaria generalizzata) e positività dei test diagnostici quando si tratti di pazienti a rischio di esposizione e con il dato anamnestico di reazioni ripetute.

Controindicazioni

L’ITS non è indicata nei casi di negatività dell’anamnesi per reazioni di una certa gravità da punture di Imenotteri, pur in presenza di una positività dei test cutanei, e – all’opposto – nei casi in cui l’anamnesi sia positiva ma risultino negativi i test diagnostici. Va rilevato che l’ITS con veleni di Imenotteri, per il rischio di reazioni indesiderate, deve essere sempre effettuata in ambiente ospedaliero o, quanto meno, in ambiente adeguatamente attrezzato, ad opera di personale esperto e con le opportune garanzie di sicurezza.

Dosaggi degli estratti allergenici

Con riferimento ai dosaggi degli estratti allergenici da somministrare nel corso dell’ITS, la dose iniziale deve essere estremamente bassa, dell’ordine di 0,01 mcg, mentre la dose massima è, in genere, di 100 mcg di veleno (la dose minima efficace è di 50 mcg, mentre in soggetti non completamente protetti si può giungere a una dose massima di 200 mcg). Gli estratti allergenici di veleni di Imenotteri sono disponibili, in genere, in due confezioni, contenenti rispettivamente 550 mcg e 120 mcg di veleno liofilizzato deIl’Imenottero richiesto, oltre a vari flaconi di HSA per la ricostituzione e la diluizione del veleno. Una soluzione “madre” si ottiene ricostituendo il flacone da 550 mcg con 5,5 ml di HSA ovvero il flacone da 120 mcg con 1,2 ml di HSA.

Schemi

Gli schemi di attuazione dell’ITS con veleni di Imenotteri sono i seguenti:

  • Schema di ITS convenzionale, con somministrazioni ambulatoriali di dosi progressivamente crescenti a distanza di una settimana circa l’una dall’altra, sino a raggiungere la dose massima dopo circa 15 settimane.
  • Schema di ITS “rush” (accelerata), da praticare in regime di day hospital per il maggior rischio di reazioni indesiderate, con raggiungimento della dose massima in pochissimi giorni (3-9 giorni, secondo i diversi protocolli proposti). Un tipo specifico di schema di ITS “rush” prevede la somministrazione di 6 dosi ad intervalli di 30 minuti, con una dose cumulativa di 100 mcg da impiegare nella terapia di mantenimento. Questo schema è sicuro e presenta il vantaggio pratico di ridurre a 3 ore la prima fase, a dosi crescenti, dell’I’TS.
  • Schema di ITS “rush” modificata, che prevede una prima seduta del tipo “rush”, da praticare in pazienti ospedalizzati o in regime di day hospital e 6 successive sedute ambulatoriali, distanziate di una settimana l’una dall’altra. Questo schema è quello più comunemente adottato, in quanto consente di raggiungere una protezione efficace in meno di due mesi (ciò è particolarmente importante quando vi sia un fondato rischio di esposizione stagionale alle punture di Imenotteri), in assenza di reazioni indesiderate di rilievo.

Terapia di mantenimento

La terapia di mantenimento, attuata mediante la somministrazione della dose massima tollerata ogni 4-5 settimane, deve essere protratta a lungo, per almeno cinque armi, anche se i criteri da adottare circa la durata dell’ITS non sono stati definiti con sicurezza.

Monitoraggio

Il monitoraggio dell’ITS con veleni di Imenotteri va eseguito mediante la determinazione dei livelli delle IgG specifiche sieriche e delle loro sottoclassi. Tali determinazioni debbono essere praticate al raggiungimento della dose massima di veleno, per un giudizio sull’efficacia del trattamento (si ritiene, in genere, che un livello di 5 mcg/ml di IgG specifiche sia protettivo, almeno per il veleno di Vespula spp.) e periodicamente nel corso del trattamento.

La negativizzazione delle IgE specifiche e dei test cutanei per i veleni di Imenotteri (secondo alcuni Autori, anche del test di provocazione), che interviene però molto tardivamente e non in tutti i pazienti, può costituire un altro criterio di giudizio per stabilire la raggiunta desensibilizzazione e, quindi, la sospensione dell’ITS.

Poiché le reazioni da punture di Imenotteri possono costituire situazioni di emergenza, spesso di estrema gravità e potenzialmente fatali, bisogna consigliare ai soggetti a rischio che abbiano già presentato in precedenza reazioni severe, di portare sempre con sé alcuni prodotti di pronto soccorso, tra cui Yadrenalina in confezione autoiniettabile (Fastjekt, Fastjekt junior), che il paziente stesso deve iniettarsi immediatamente, ed alcune fiale di glicocorticoidi ad alte dosi.

Prevenzione e rischi

Per la prevenzione ed i rischi relativi alle allergie da Imenotteri, vi invitiamo alla lettura di questi articoli:

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