Polmonite da ipersensibilità (alveolite allergica estrinseca): cause, sintomi, cure

MEDICINA ONLINE TRATTORE CONTADINO TERRA NATURA LAVORO POLVERE ALLERGIA OCCUPAZIONALE FATICA LAVORARE SOLDI PIANTARE ALBERI PIANTE ERBA TERRENO AGRICOLO ARARE.jpgCon “polmonite da ipersensibilità” si intende una infiammazione polmonare che determina una sindrome caratterizzata da tosse, dispnea e astenia ed è provocata dalla sensibilizzazione e dalla successiva ipersensibilità ad agenti ambientali (frequentemente occupazionali, cioè con cui si viene a contatto soprattutto sul posto di lavoro). Esistono forme acute, subacute e croniche; tutte sono caratterizzate da un’infiammazione interstiziale acuta e dallo sviluppo di granulomi e fibrosi in seguito a esposizioni prolungate.

Cause e fattori di rischio

Gli agenti scatenanti della polmonite da ipersensibilità sono virtualmente infiniti, anche se in genere sono circa i 300 gli agenti che più spesso la determinano, quasi tutti appartenenti al gruppo dei prodotti da agricoltura, uccelli e contaminazione delle acque. Gli agenti vengono generalmente classificati a seconda del tipo e della professione. Un esempio classico di polmonite da ipersensibilità è il polmone del contadino, provocato tipicamente dall’inalazione di polvere di fieno contenente actinomiceti termofili. Esiste una sostanziale sovrapposizione tra la polmonite da ipersensibilità e la bronchite cronica degli agricoltori, nei quali la bronchite cronica è di gran lunga più frequente, si verifica indipendentemente del fumo, è legata all’esposizione all’actinomicete termofilo e comporta reperti simili a quelli della polmonite da ipersensibilità ai test diagnostici.

Patogenesi

Il disturbo sembra rappresentare una reazione di ipersensibilità di tipo IV, nella quale la ripetuta esposizione all’agente in persone geneticamente predisposte comporta un’alveolite acuta da parte di cellule neutrofile e mononucleate, seguita dall’infiltrazione dell’interstizio da parte di linfociti e da reazione granulomatosa. Con l’esposizione continua si manifesta una fibrosi con obliterazione bronchiolare.

Sintomi e segni

I sintomi dipendono dal tipo di disturbo, acuto, subacuto o cronico. E’ importante ricordare che soltanto una piccola parte delle persone esposte sviluppa dei sintomi e quasi sempre dopo settimane o addirittura mesi di esposizione e sensibilizzazione.

Sintomi e segni di polmonite acuta da ipersensibilità

La malattia acuta si verifica nelle persone precedentemente sensibilizzate, con elevati livelli di esposizione all’agente. Si manifesta con febbre, brividi, tosse, senso di costrizione toracica (come avviene nell’asma) e dispnea 4-8 ore dopo l’esposizione all’agente. Possono essere presenti anche anoressia, nausea e vomito.

Sintomi e segni di polmonite cronica da ipersensibilità

La malattia cronica si verifica nelle persone con esposizione a lungo termine e moderata all’agente e si manifesta con insorgenza di dispnea da sforzo, tosse produttiva, astenia e perdita di peso.

Sintomi e segni di polmonite acuta da ipersensibilità

La malattia subacuta si manifesta con tosse, dispnea, astenia e anoressia che si sviluppano nel corso di giorni o settimane.

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Diagnosi

La diagnosi si serve di:

  • RX torace;
  • TC ad alta risoluzione;
  • prove di funzionalità respiratoria;
  • lavaggio broncoalveolare;
  • esame istologico
  • test allergologici;
  • test sierologici.

La RX torace non è sensibile né specifica nell’individuare la patologia ed è spesso normale nei pazienti con le forme acute e subacute. La TC ad alta risoluzione è molto più probabile che mostri alterazioni ed è considerata lo standard nella valutazione delle alterazioni parenchimali nelle polmoniti da ipersensibilità. Il reperto TC ad alta risoluzione più tipico nei disturbi acuti e subacuti è la presenza di numerosi micronoduli centrolobulari mal delimitati. Occasionalmente, l’aspetto di opacità a vetro smerigliato è l’unico reperto o perlomeno il principale. Nella polmonite da ipersensibilità cronica, ci sono i segni della fibrosi polmonare e i noduli centrolobulari possono essere assenti. Gli esami di laboratorio utili per evidenziare altri disturbi comprendono gli esami sierologici e colturali (per la psittacosi e altre polmoniti) e la ricerca degli auto-Ac (per patologie del tessuto connettivo). Livelli elevati di eosinofili possono suggerire polmonite eosinofila cronica. L’ingrandimento dei linfonodi ilari e paratracheali è più caratteristico di sarcoidosi.

Trattamento

Il trattamento della polmonite da ipersensibilità acuta o subacuta si basa sugli steroidi, in genere prednisone 60 mg PO 1 volta/die per 1-2 settimane, gradualmente ridotto durante le successive 2-4 settimane a 20 mg 1 volta/die, seguiti da un’ulteriore riduzione di 2,5 mg/settimana, fino alla sospensione del farmaco. Questo trattamento allevia i sintomi iniziali, ma non sembra modificare la prognosi a lungo termine. Il trattamento della polmonite da ipersensibilità cronica è di solito con corsi più lunghi di prednisone da 30 a 40 mg PO 1 volta/die con riduzione dipendente dalla risposta clinica.

Prognosi

Le alterazioni patologiche della polmonite da ipersensibilità sono completamente reversibili se identificate precocemente e se l’esposizione all’agente viene eliminata. La forma acuta è autolimitante con l’eliminazione dell’agente; i sintomi in genere si alleviano entro poche ore. La malattia cronica ha una prognosi più complicata: la fibrosi è solitamente irreversibile, ma non progredisce se il paziente non è più esposto all’agente.

Prevenzione

La prevenzione di una polmonite da ipersensibilità passa necessariamente dall’evitare gli agenti che la causano. Possono essere efficaci:

  • misure per il controllo delle polveri;
  • l’uso di filtri o di maschere protettive;
  • l’uso di fungicidi per prevenire lo sviluppo di microrganismi antigenici;
  • la pulizia accurata dei sistemi di ventilazione umida;
  • la rimozione di tappeti umidi e il mantenimento di un’umidità ridotta.

Tutte queste misuri possono comunque non impedire del tutto all’agente di provocare la polmonite da ipersensibilità.

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