Osso iliaco (osso dell’anca): anatomia e funzioni in sintesi

DIFFERENZA PUBE OSSO ILIACO INGUINE PUBALGIA ANATOMIA FUNZIONIL’osso iliaco, noto anche come osso dell’anca o osso coxale, è un osso pari e simmetrico (esiste infatti l’osso iliaco di sinistra e l’osso iliaco di destra) che costituisce lo scheletro del bacino insieme al sacro e al coccige. L’osso deriva dalla sinostosi, completa all’età di 14 anni, di tre abbozzi distinti: l’ilio o ileo, l’ischioe il pube.

Origine e parti

L’osso iliaco risulta composto nell’infanzia da tre ossa distinte, l’ilio, il pube e l’ischio. Le tre ossa si articolano tra loro, per interposta cartilagine articolare, al centro dell’acetabolo, cavità articolare dell’osso dell’anca per la testa del femore. La completa ossificazione encondrale delle cartilagini articolari dell’acetabolo ed ischio-pubica forma l’osso dell’anca adulto.

Ilio

L’ilio o ileo è l’osso più grande dei tre. Osso piatto situato superiormente a pube ed ischio, offre alla descrizione un corpo, che forma la porzione superiore del cercine dell’acetabolo, e un’ala, la porzione più espansa dell’osso, che si apre superiormente al corpo. Nell’ala distinguiamo una superficie mediale, che costituisce la fossa iliaca, ed una laterale, che costituisce la superficie glutea dell’osso dell’anca, mentre il margine superiore prende il nome di cresta iliaca. La superficie inferiore del corpo si articola col corpo del pube, anteriormente, e con il corpo dell’ischio, posteriormente, mediante una cartilagine articolare.

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Ischio

L’ischio, situato posteriormente al pube ed inferiormente all’ilio, offre anch’esso alla descrizione un corpo e due branche o rami, dei quali uno ascendente ed uno discendente, a formare una “L” con l’angolo diretto indietro e in basso. Distinguiamo nel corpo dell’ischio una superficie laterale che costituisce la porzione posteriore del cercine e della fossa dell’acetabolo, una superficie antero-superiore, che si articola con ileo e pube mediante cartilagine articolare, ed una superficie inferiore, dalla quale si spicca il ramo discendente dell’ischio. Questo, spesso e robusto, si prolunga inferiormente e presenta sulla superficie posteriore la possente tuberosità ischiatica, che regge il peso del corpo in posizione seduta. Dall’estremo inferiore del ramo discendente si spicca anteriormente il ramo ascendente dell’ischio che, più fine e breve del ramo discendente, si porta superiormente e medialmente raggiungendo il ramo inferiore del pube, col quale si articola mediante cartilagine articolare.

Pube

Il pube, situato anteriormente all’ischio e inferiormente all’ilio, offre alla descrizione un corpo e due branche o rami, dei quali uno superiore ed uno inferiore. Distinguiamo nel corpo una superficie laterale, che costituisce la porzione anteriore del cercine e della fossa dell’acetabolo, una superficie postero-superiore, che si articola con ileo ed ischio mediante una cartilagine articolare, ed una superficie mediale, dalla quale si spicca il ramo superiore del pube. Questo, proiettandosi medialmente, si articola con l’omologo eterolaterale nella sinfisi pubica. Dall’estremo mediale del ramo superiore del pube si prolunga inferiormente, obliquando in senso medio-laterale ed antero-posteriore, il ramo inferiore dell’osso pube che, raggiungendo il ramo dell’ischio, si articola con esso mediante cartilagine articolare.

Descrizione macroscopica

L’osso iliaco offre alla descrizione due facce, delle quali una mediale o interna ed una laterale o esterna, e quattro margini, dei quali uno superiore, uno inferiore, uno anteriore ed uno posteriore. In base alle ossa da cui hanno origine, si è soliti distinguere nell’osso iliaco una porzione superiore iliaca e una inferiore ischiopubica, legate da un restringimento centrale che porta sulla superficie esterna la cavità articolare dell’acetabolo e su quella interna la linea arcuata.

Superficie laterale o esterna

La superficie esterna dell’osso iliaco si presenta divisa in una porzione superiore o iliaca ed una inferiore o ischiopubica dalla cavità articolare del cotile, noto anche come acetaboloL’acetabolo o cotile è un incavo osseo con la forma di una scodella che funge da cavità articolare per l’articolazione coxofemorale. Offre alla descrizione una cavità centrale, da cui origina il legamento rotondo della testa del femore e detta fossa dell’acetabolo, e un margine rilevato, rivestito di cartilagine e detto ciglio dell’acetabolo o cercine dell’acetabolo. Nella sua porzione inferiore il cercine dell’acetabolo si presenta interrotto costituendo l’incisura acetabolare sui cui margini si tende il legamento trasverso dell’acetabolo. La porzione iliaca della superficie esterna dell’osso iliaco, rivolta posteriormente e lateralmente, si presenta convessa e cosparsa di fori nutrizi, offre inserzione ai muscoli glutei ed è per questo detta superficie glutea dell’osso iliaco. L’inserzione dei muscoli glutei disegna sulla superficie glutea dell’osso iliaco tre linee semicircolari dette linee glutee. Distinguiamo una linea glutea inferiore, a concavità inferiore, posta al di sopra dell’acetabolo, una linea glutea anteriore, a convessità anteriore, decorre nel mezzo della superficie glutea, ed una linea glutea posteriore, anch’essa a concavità anteriore, decorre presso il margine posteriore dell’osso iliaco. Tra linea glutea inferiore e linea glutea anteriore si inserisce il muscolo piccolo gluteo, tra linea glutea anteriore e linea glutea posteriore si inserisce il muscolo gluteo medio e posteriormente alla linea glutea posteriore si inserisce il muscolo grande gluteo. La porzione ischiopubica della superficie esterna dell’osso iliaco, rivolta anteriormente e lateralmente, si presenta anch’essa concava e offre alla descrizione l’ampia apertura del forame otturato chiuso dalla membrana otturatoria. Similmente a quanto avviene sulla superficie interna dell’osso iliaco, la superficie inferiore del ramo superiore del pube è insolcata dal passaggio del nervo otturatore e dei vasi otturatori prima che attraversino la membrana otturatoria.

Superficie mediale o interna

La superficie interna dell’osso iliaco si presenta divisa in una porzione superiore o iliaca ed una inferiore o ischiopubica da una linea trasversale detta linea arcuata o linea innominata che, medialmente, si continua sul corpo del pube nella cresta pettinea e nella cresta pubica. La porzione iliaca della superficie interna dell’osso iliaco, rivolta anteriormente e medialmente, offre alla descrizione una porzione anteriore, più ampia, che costituisce la fossa iliaca ed una posteriore che costituisce la superficie auricolare o superficie articolare sacrale dell’osso iliaco.

La fossa iliaca, concava e liscia, si continua medialmente sul corpo del pube nella superficie pettinea, una piccola superficie di forma triangolare da cui origina il muscolo pettineo. La superficie presenta un apice rivolto medialmente che punta verso il tubercolo pubico e la cresta pubica, una base delimitata dal rilievo dell’eminenza ileopettinea, un margine posteriore costituito dalla cresta pettinea ed un margine anteriore costituito dal margine anteriore del ramo superiore del pube.

La superficie articolare sacrale, anche detta superficie auricolare dell’osso iliaco per la sua forma che ricorda quella di un’orecchio, si presenta convessa e rivestita di cartilagine. Essa contribuisce, assieme alla corrispondente superficie auricolare sull’osso sacro, a formare l’articolazione sacroiliaca. Posteriormante alla superficie auricolare dell’osso iliaco è inoltre presente la tuberosità iliaca su cui si inseriscono i fasci del legamento sacroiliaco interosseo.

La porzione ischiopubica della superficie interna dell’osso iliaco, rivolta posteriormente e medialmente, si presenta concava e offre alla descrizione l’ampia apertura del forame otturato, detto così dal momento che nel vivente risulta chiuso quasi completamente da una membrana fibrosa detta membrana otturatoria. Di forma pressoché triangolare, il forame otturatorio è delimitato superiormente dal ramo superiore del pube, posteriormente dal ramo discendente dell’ischio e inferiormente dalla branca ischiopubica dell’osso dell’anca. La membrana otturatoria si inserisce lungo tutto il margine del forame otturato tranne che nella porzione superiore, dove delimita assieme al ramo superiore del pube un piccolo foro detto canale otturatorio. Quest’ultimo dà passaggio al nervo otturatore e ai vasi otturatori che passando sulla superficie inferiore del ramo superiore del pube lasciano un solco che viene detto doccia otturatoria.

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Margine anteriore

Il margine anteriore dell’osso iliaco, dapprima verticale lungo il margine anteriore dell’ala dell’ilio e poi orizzontale lungo il margine anteriore del ramo superiore del pube, si delinea tra la spina iliaca anteriore superiore e la cresta pubica. Il passaggio dal margine superiore a quello anteriore è segnato da un processo osseo che si proietta anteriormente ed è detto spina iliaca anteriore superiore. Al di sotto della spina iliaca anteriore superiorefa seguito un’incisura delimitata inferiormente da un secondo processo osseo, detto spina iliaca anteriore inferiore, situato poco al di sopra dell’acetabolo. All’altezza dell’acetabolo il margine anteriore si piega medialmente, divenendo orizzontale, e si continua col margine anteriore del pube che, smusso, delimita anteriormente la superficie pettinea. All’apice della superficie pettinea il margine anteriore si solleva nel tubercolo pubico, importante rilevanza nella regione inguinale che dà attacco al legamento inguinale e ai pilastri del canale inguinale. Medialmente il tubercolo pubico si continua in una cresta, posta sulla superficie superiore del ramo superiore del pube e detta cresta pubica, che giunge fino all’angolo pubico.

Margine posteriore

Il margine posteriore dell’osso iliaco, pressoché verticale, si delinea, lungo il margine posteriore dell’ala dell’ilio e lungo il margine posteriore del ramo discendente dell’ischio, tra la spina iliaca postero superiore e la tuberosità ischiatica. Similmente a quanto avviene per il margine anteriore, il passaggio dal margine superiore a quello posteriore è segnato da un processo osseo appuntito che si proietta posteriormente ed è detto spina iliaca posteriore superiore. Al di sotto della spina iliaca posteriore superiore fa seguito una piccola incisura, situata posteriormente alla superficie auricolare e alla tuberosità sacroiliaca dell’osso iliaco e delimitata inferiormente da un secondo processo osseo appuntito, detto spina iliaca posteriore inferiore. Al di sotto della spina iliaca posteriore inferiore vi è poi una seconda incisura molto ampia e detta grande incisura ischiatica o grande incisura sciatica che viene limitata inferiormente dal rilievo triangolare della spina ischiatica. Al di sotto della spina ischiatica vi è infine un’ultima incisura, più piccola della precedente e detta piccola incisura ischiatica o piccola incisura sciatica che è delimitata inferiormente dalla tuberosità ischiatica, possente tuberosità situata al confine tra ramo ascendente e ramo discendente dell’ischio. La grande incisura ischiatica e la piccola incisura ischiatica vengono trasformate rispettivamente in grande forame sciatico o grande forame ischiatico e piccolo forame sciatico o piccolo forame ischiatico dai legamenti sacrospinoso e sacrotuberoso.

Margine superiore

Il margine superiore dell’osso iliaco, detto cresta iliaca, si presenta curvo a convessità rivolta superiormente e si delinea lungo il margine superiore dell’ala dell’ileo tra la spina iliaca anteriore superiore e la spina iliaca posteriore superiore. Nella cresta iliaca possiamo distinguere una porzione posteriore, situata al di sopra della superficie articolare sacrale dell’osso iliaco e che dà attacco al muscolo sacrospinale, ed una anteriore, situata al di sopra della fossa iliaca e nella quale è possibile riconoscere un margine interno detto labbro interno, un margine esterno detto labbro esterno ed una superficie intermedia detta linea intermedia. Sul terzo posteriore del labbro esterno si inserisce il muscolo grande dorsale mentre sui due terzi anteriori si inserisce il muscolo obliquo esterno. Contemporaneamente sul terzo posteriore del labbro interno si inserisce il muscolo quadrato dei lombi mentre sui due terzi anteriori si inserisce il muscolo trasverso dell’addome. Infine sulla linea intermedia si inserisce il muscolo obliquo interno. La cresta iliaca, specialmente nell’addome di persone magre o ben allenate, risulta ben evidente e palpabile. Ciò, assieme al fatto che in questo punto è possibile trovare midollo rosso emopoietico, rende la cresta iliaca sito d’elezione per il prelievo di midollo osseo ai fini del trapianto.

Margine inferiore

Il margine inferiore, costituito dalla superfici inferiore del ramo ischiopubico, è diretto inferiormente e lateralmente in senso anteroposteriore e si delimita tra la tuberosità ischiatica e la faccetta articolare sinfisiana, faccetta articolare situata all’angolo tra ramo superiore e ramo inferiore del pube che si articola con la corrispondente faccetta articolare eterolaterale nella sinfisi pubica.

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Cresta iliaca: cos’è, dove si trova, dolore, patologie e muscoli

MEDICINA ONLINE OSSA OSSO PARI IMPARI SCHELETRO UOMO DIFFERENZE TESSUTO SPUGNOSO TRABECOLARE COMPATTO CORTICALE FIBROSO LAMELLARE CARTILAGINE OSSO SACRO COCCIGE CERVELLO SISTEMA NERVOSO CENTRALE PERIFERICO MIDOLLO OSSEO SPINALELa cresta iliaca è il margine superiore dell’ala dell’osso ilio o ileo. L’osso ileo, insieme al pube e l’ischio, forma l’osso iliaco, anche chiamato osso dell’anca. L’osso iliaco, insieme a coccige e sacro, forma il bacino. Essendo parte dell’osso iliaco, ed esistendo l’osso iliaco di destra e di sinistra, nel bacino sono quindi presenti due creste iliache, la cresta iliaca di destra e la cresta iliaca di sinistra.

La cresta iliaca è costituita da una porzione di osso robusto, è incurvato a S, e presenta un labbro interno, una linea intermedia e un labbro esterno. Sulla cresta iliaca si inseriscono i vari muscoli larghi dell’addome. Il limite anteriore della cresta iliaca è rappresentato dalla spina iliaca anteriore superiore che può essere palpata attraverso la cute, mentre il limite posteriore è dato da un rilievo chiamato spina iliaca posteriore superiore.

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Cresta iliaca e dolore alle anche

Molte patologie e condizioni determinano dolore nella zona sacro iliaca. Tale dolore, frequentemente acuto, viene spesso definito dai pazienti come una sorta di “chiodo” che punge e il dolore si espande nell’inguine e lateralmente lungo la coscia, generalmente non oltrepassando il ginocchio. Il dolore in questa zona è spesso associato alla disfunzione dell’articolazione sacro-iliaca, il quale si presenta più comunemente nelle natiche e nella parte bassa della schiena, ma può anche interessare le gambe, l’inguine e persino i piedi. Il dolore può essere aggravato dallo stare in piedi per lungo tempo, dal sostenere il peso corporeo più su una gamba che rispetto all’altra, salire le scale, correre, avere posture scorrette. La disfunzione dell’articolazione sacro-iliaca può essere causata da:

  • evento traumatico diretto su un fianco destro o sinistro (per esempio in seguito a caduta accidentale);
  • sforzi in flessione/torsione del tronco;
  • cattivo riallineamento del bacino dopo il parto;
  • manovre forzose eseguite per necessità operatorie durante interventi chirurgici;
  • posture scorrette prolungate.

A seconda della gravità del dolore, la disfunzione sacro-iliaca può rendere difficile rigirarsi nel letto, mettere le scarpe e le calze, mettere le gambe dentro e fuori dalla macchina, è probabile che si avverta dolore a un lato della parte bassa della schiena durante la guida su lunghe distanze. Inoltre, si avverte rigidità nella parte bassa della schiena nel momento di alzarsi dopo essere stati seduti per lunghi periodi e la mattina quando ci si alza dal letto. Affinché venga diagnosticata, occorre fare due tipi di esame: un esame obiettivo che permette di identificare il tipo di lesione, valutando anche la presenza di eventuali dismetrie degli arti inferiori, e un esame palpatorio che mette in evidenza la presenza delle zone di infiammazione, fondamentale per stabilire l’effettiva presenza del disallineamento e la reale esistenza di una dismetria agli arti inferiori. Solo in questo modo si evitano conseguenze a carico dell’integrità futura dei dischi intervertebrali e delle articolazioni sottostanti al bacino. Un trattamento mirato pone rimedio riallineando o normalizzando gli emi bacini, con annullamento della scogliosi del rachide ed eliminazione del dolore acuto. Il dolore residuo scomparirà già dopo il primo trattamento nell’arco di due giorni.

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Muscoli relativi alla cresta iliaca

La muscolatura del distretto iliaco comprende da una parte i muscoli facenti parte della parete addominale e dall’altra la muscolatura spino-appendicolare e muscolatura della coscia che trova sulla cresta iliaca l’inserzione prossimale.

MUSCOLI ADDOMINALI

Muscolo quadrato dei lombi

Il muscolo quadrato dei lombi origina in varie zone: dal legamneto ileo lombare della cresta iliaca e da parte della stessa cresta iliaca, dal margine inferiore della 12° costa e dall’apice del processo costiforme della prime 4 vertebre lombari e talvolta anche da T12. Su di esso si poggia il legamento arcuato laterale del diaframma.
È innervato dal ramo ventrale del 12° nervo spinale toracico.
Le sue azioni sono: fissare la 12° costa, aiutare l’inspirazione; se la pelvi è rilassata può piegare il tronco sul suo lato, se agisce insieme al suo contro-laterale può estendere il tronco.

Muscolo retto

Il muscolo retto dell’addome contribuisce a formare la parte mediana anteriore della parete addominale. In alto si inserisce sul margine inferiore della V, VI e VII costa e sul processo xifoideo. Di qui si porta verso il basso terminando sulla parte superiore del pube, tra il tubercolo del pube e la sinfisi pubica. È fasciato anteriormente e posteriormente da una guaina formata dalla fusione delle aponeurosi dei tre muscoli larghi dell’addome, che incrociandosi con quella dell’altro lato forma la linea alba. Il muscolo retto dell’addome è innervato dal nervo ileo inguinale e dagli ultimi nervi intercostali. Si tratta di un muscolo poligastrico, in quanto presenta lungo il suo decorso 3 o 4 formazioni tendinee trasversali, che tuttavia non giungono mai in profondità. Di solito un’iscrizione si trova a livello dell’ombelico, due sopra di esso, ed una, incostante, al di sotto. La sua contrazione aumenta la pressione endo-addominale, esercitando una funzione di torchio. È in grado di flettere il torace sulla pelvi o viceversa.

MUSCOLI LARGHI LATERALI DELL’ADDOME

La muscolatura laterale dell’addome comprende tre muscoli larghi stratificati l’uno sull’altro con direzione diversa delle fibre.

Muscolo obliquo esterno

Il muscolo obliquo esterno è uno dei muscoli larghi che contribuiscono a formare la parete addominale. È quello posto più in superficie ed il più grande dell’addome Origina dalle ultime otto coste dalle loro facce esterne ed dai margini inferiori. Di qui, allargandosi a ventaglio si porta medialmente ed in basso.
La sua aponeurosi contribuisce, incontrando quella del muscolo omologo dell’altro lato a formare la linea alba. In alto si inserisce sul processo xifoideo dello sterno, in basso sulla cresta iliaca, sull’osso iliaco sul tubercolo pubico.
Posteriormente con il suo margine laterale contribuisce a delimitare il triangolo del Petit, sede di ernie addominali.
È innervato dai nervi intercostali, da T5 a T12 ed in basso riceve fibre dal nervo ileo-inguinale e dal nervo ileo ipogastrico.
La sua contrazione ha effetto sulla parete addominale e sulla gabbia toracica, contribuendo alla dinamica respiratoria.

Muscolo obliquo interno

Il muscolo obliquo interno dell’addome è uno dei muscoli larghi che contribuiscono a formare la parete addominale. È posto in profondità subito sotto al muscolo obliquo esterno. Partendo dal ligamento inguinale, dalla spina iliaca anteriore, dalla cresta iliaca e dalla fascia lombosacrale si porta verso l’alto allargandosi a ventaglio e termina in parte inserendosi sulle ultime quattro cartilagini costali. Medialmente si esaurisce in due foglietti aponevrotici che, dopo aver circondato il muscolo retto del proprio lato si incrociano con l’analoga aponevrosi del muscolo obliquo interno contro laterale contribuendo a formare la linea alba. In basso, unendosi alla aponevrosi del muscolo trasverso dell’addome, finisce con il tendine congiunto che si inserisce sul tubercolo pubico.
È innervato dai nervi intercostali, da T10 a T12 ed in basso riceve fibre dal nervo ileo inguinale e dal nervo ileo ipogastrico.
La sua contrazione ha effetto sulla parete addominale e sulla gabbia toracica, contribuendo alla dinamica respiratoria. Una sua estensione a livello del legamento inguinale contribuisce a formare, nel maschio, il muscolo cremastere, funzionale nell’elevamento dei testicoli.

Muscolo trasverso

Origina con 6 digitazione dalla faccia interna delle ultime sei cartilagini costali. Inoltre origina posteriormente dal foglietto profondo della fascia toraco-lombare o lombo-dorsale, dal labbro interno della cresta iliaca, dalla spina iliaca anterosuperiore e dalla metà laterale del legamento inguinale (anteriormente). Le sue fibre, che presentano un decorso trasversale, sono poste profondamente al muscolo obliquo interno. Si inserisce con la sua aponeurosi nella parte alta della linea alba; sulla faccia interna della cartilagine costale delle ultime 6 coste (7a-12a). La parte inferiore dell’aponeurosi forma, insieme a quella del muscolo obliquo interno, il tendine congiunto, che si inserisce al margine superiore del pube, al tubercolo pubico e al margine mediale della cresta pettinea. Contraendosi porta medialmente le coste (muscolo espiratorio). Ha un ruolo nel mantenimento della postura. La sua contrazione determina, inoltre, un aumento della pressione addominale, necessaria per sopportare le forze agenti sulla colonna vertebrale durante determinati esercizi.
E’ molto importante per l’estetica della persona perché forma un vero e proprio corsetto muscolare in grado di contenere la pancia. Essendo un muscolo prettamente espiratorio, si allena espirando profondamente durante la contrazione dei muscoli addominali. E’ innervato dai nervi intercostali (T7-T12), nervi ileo-ipogastrico e ileo-inguinale del plesso lombare (L1).

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MUSCOLI DELLA COSCIA

Muscolo sartorio

Il muscolo sartorio è un lungo muscolo nastriforme situato nella parte anteriore della coscia, ed è di fatto il muscolo più lungo del corpo umano. Il nome del muscolo sartorio (“muscolo del sarto”) deriva dalla posizione a gamba accavallata tipica dei sarti, infatti per raggiungere questa posizione si utilizza la contrazione proprio di questo muscolo.
Origina dalla spina iliaca anteriore superiore e si inserisce sulla superficie mediale dell’epifisi prossimale della tibia per mezzo di un tendine comune ai muscoli gracile e semi-tendinoso, il quale, per la sua forma, prende il nome di “zampa d’oca”. Il muscolo sartorio decorre quindi dall’alto in basso e dall’esterno all’interno. È innervato, come tutti i muscoli anteriori della coscia, dal nervo femorale. Agisce sia a livello del ginocchio, consentendo la rotazione interna della tibia e la flessione della gamba, sia a livello dell’anca permettendo la flessione della coscia sul bacino e la rotazione esterna. È importante per la deambulazione.

Muscolo tensore della fascia lata

Il muscolo tensore della fascia lata (Musculus tensor fasciae latae) è un muscolo appiattito e allungato, situato nella parte laterale dell’osso iliaco. Insieme al muscolo grande gluteo costituisce lo strato superficiale dei muscoli esterni dell’anca. Origina dalla spina iliaca antero-superiore e dall’estremità anteriore della cresta iliaca. I suoi fasci muscolari, che decorrono lateralmente rispetto allo scheletro della coscia, si inseriscono in un lungo tendine che si fonde con la fascia lata formando un ispessimento, detto tratto ileotibiale. Quest’ultimo prosegue in basso inserendosi al condilo laterale della tibia. Il tensore è un muscolo flessore, abduttore e rotatore interno dell’anca; tendendo la porzione laterale della fascia lata, flette la coscia sul bacino, la abduce e la ruota internamente. È anche uno stabilizzatore del ginocchio quando questo è esteso, a ginocchio piegato esso è in grado di fletterlo e ruotarlo esternamente. Quando prende punto fisso sulla fascia e sul condilo tibiale, inclina il bacino dal proprio lato.
Inoltre stabilizza il corpo quando, nella deambulazione e nelle corse, poggia su un solo arto, quindi è importante nella stazione eretta asimmetrica, poiché è un potente stabilizzatore del bacino insieme alla muscolatura glutea. Il muscolo tensore della fascia lata è innervato dal nervo gluteo superiore.

Muscolo quadricipite femorale

Il quadricipite è un muscolo del corpo umano situato (assieme al muscolo sartorio) nella parte anteriore della coscia. Viene definito la massa muscolare più voluminosa del corpo. È costituito da quattro capi: retto femorale, vasto mediale, vasto laterale e vasto intermedio, che hanno rispettivamente origine dalla spina iliaca anteriore inferiore, dalla prossimità del collo anatomico del femore (più precisamente dalla parte prossimale del labbro mediale della linea aspra), dalla parte laterale del grande trocantere e dalla parte prossimale della faccia antero-laterale del femore. Questi quattro capi (da cui il nome quadricipite) si fondono apparentemente in un unico tendine comune che però è formato dalla sovrapposizione di tre lamine, inserito sulla rotula (patella). Questo tendine, scendendo più in basso e inserendosi sulla tuberosità tibiale, va a formare il legamento patellare, che rinforza la capsula articolare del ginocchio. Questo grande muscolo è uno dei più importanti per il mantenimento della stazione eretta e per la deambulazione. Il retto femorale è un muscolo biarticolare poiché permette il movimento di due articolazioni, la coxofemorale e il ginocchio.

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Muscolo grande gluteo

Il muscolo grande gluteo (Musculus gluteus maximus) è una voluminosa massa quadrilatera che unisce le pelvi al femore. Situato superficialmente nella regione glutea, è innervato dal nervo gluteo inferiore. Il muscolo grande gluteo presenta numerosi capi di origine. Tra questi ricordiamo: cresta iliaca, linea glutea posteriore (faccia dorsale dell’osso coxale), fascia toracolombare, fascia del muscolo medio gluteo (aponevrosi glutea), legamento sacrotuberoso, superfici laterali del sacro e del coccige. I fasci muscolari si dirigono lateralmente in basso, convergendo in un robusto tendine che si inserisce nella tuberosità glutea del femore. Alcuni fasci superficiali si inseriscono al tratto ileotibiale.

Il grande gluteo:

  • estende e ruota esternamente la coscia;
  • se prende punto fisso sul femore, estende il bacino;
  • contribuisce al mantenimento della stazione eretta (mediante la sua inserzione sul tratto ileo-tibiale contribuisce a mantenere il tronco eretto fissando le pelvi con il femore e il femore con la tibia);
  • contribuisce alla deambulazione;
  • estende la gamba sulla coscia (debolmente).

Muscolo medio gluteo

Il muscolo medio gluteo (Gluteus medius) è posto profondamente al grande gluteo. Presenta una forma appiattita e triangolare ed è innervato dal nervo gluteo superiore. Origina dalla fascia glutea, dalla cresta iliaca, dal tratto dell’osso coxale compreso tra le linee glutee anteriore e posteriore e dalla spina iliaca antero-superiore. Si inserisce sulla faccia esterna del grande trocantere del femore.
Azioni:

  • il muscolo medio gluteo abduce la coscia: con i fasci anteriori la ruota internamente, con i fasci posteriori esternamente;
  • estende ed inclina lateralmente il bacino quando prende punto fisso sul femore;
  • la contrazione bilaterale contribuisce al mantenimento dell’equilibrio nella stazione eretta.

Muscolo piccolo gluteo

Il muscolo piccolo gluteo è il più profondo dei tre muscoli della regione glutea. È di forma triangolare e posto profondamente al medio gluteo. Origina dalla faccia dorsale dell’osso dell’anca, nella regione compresa tra le linee glutee anteriore ed inferiore e dalla cresta iliaca. Il robusto tendine nei quali i fasci muscolari diretti in basso convergono, si inserisce sul margine anteriore del grande trocantere del femore.
Azione:

  • Abduce e ruota internamente la coscia.
  • Estende il bacino e lo inclina dal proprio lato quando prende punto fisso sul femore.
  • Contribuisce al mantenimento della stazione eretta con la sua contrazione bilaterale.

Muscolo iliaco

Di forma triangolare, con il grande psoas compone il muscolo ileo-psoas, si ritrova nella fossa iliaca.
Origine: versante mediale dell’ala iliaca.
Inserzione: unitamente al grande poas, sul piccolo trocantee del femore. Nell’estremità inferiore ambedue passano sotto il legamento inguinale.
Funzione: flette e extra-ruota la coscia sul bacino.
Innervazione: nervo femorale.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Muscolo tricipite della sura: anatomia e funzioni in sintesi

MEDICINA ONLINE MUSCOLI GAMBA COSCIA POLPACCIO GEMELLO GASTROCNEMIO TRICIPITE SURA SOLEO BICIPITE FEMORALE SARTORIO PLANTARE GINOCCHIO DOLORE CORSA PIEDE ARTERIE VENE FEMORE TIBIA PERONE.jpgIl muscolo tricipite della sura, o semplicemente tricipite surale, è un muscolo degli arti inferiori, composto da una coppia di muscoli situati al polpaccio di cui costituiscono la maggior parte dei muscoli: il gastrocnemio e il soleo

Funzioni del muscolo tricipite della sura

Il tricipite surale ha il compito di flettere ventralmente il piede, tuttavia, mentre il soleo assume solo questo ruolo, il gastrocnemio (composto da gemello mediale e laterale) ha anche la funzione di flessore della gamba sulla coscia.

Anatomia

È costituito da tre ventri:

  • ventre mediale o gemello mediale, che origina dall’epicondilo e dal condilo mediale del femore, posteriormente;
  • ventre laterale o gemello laterale, che origina dall’epicondilo e dal condilo laterale del femore, posteriormente;
  • ventre anteriore o muscolo soleo, che origina sulla superficie posteriore della testa del perone e sul terzo postero-superiore della diafisi peroneale, sulla linea poplitea della tibia e dall’arcata del soleo.

I tre tendini si uniscono a formare il tendine di Achille, che si inserisce sulla tuberosità del calcagno nella sua porzione posteriore. I due gemelli nel loro insieme son detti gastrocnemio o più comunemente polpaccio. Entrambi i tendini di origine del gastrocnemio sono separati dal ginocchio tramite una borsa mucosa; la borsa mucosa del capo mediale è in comunicazione, di solito, con la cavità atricolare del ginocchio e con una borsa posta fra il capo mediale stesso ed il muscolo semimembranoso. I due capi formano i corrispondenti margini inferiori della fossa poplitea. Il tricipite è innervato dal nervo tibiale e vascolarizzato dalle arterie gemellari.

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Muscolo obliquo esterno: anatomia e funzioni in sintesi

MEDICINA ONLINE ADDOMINALI MUSCOLI OBLIQUO INTERNO ESTERNO ALLENARE PANCIA SISTEMA APPARATO MUSCOLARE MUSCOLI OSTEOSCHELETRICO PETTORALE DELTOIDE DORSALI TORACE ADDOME RETTO FEMORALE BICIPITE TRICIPITE TRAPEZIO GEMELLO.jpgIl muscolo obliquo esterno dell’addome è uno dei muscoli larghi che contribuiscono a formare la parete addominale. Ha il compito, insieme agli altri muscoli della zona, di permettere il movimento del tronco ed alla protezione degli organi addominali, inoltre la sua contrazione ha effetto sulla parete addominale e sulla gabbia toracica, contribuendo alla dinamica respiratoria.

Il muscolo obliquo esterno, tra i muscoli addominali, è quello posto più in superficie ed il più grande dell’addome. Si origina dalle ultime otto coste, dalle loro facce esterne ed i margini inferiori. Di qui, allargandosi a ventaglio si porta medialmente ed in basso.

La sua aponeurosi contribuisce, incontrando quella del muscolo omologo dell’altro lato a formare la linea alba. In alto si inserisce sul processo xifoideo dello sterno, in basso sulla cresta iliaca, sull’osso iliaco, sul tubercolo pubico.

Posteriormente con il suo margine laterale contribuisce a delimitare il triangolo del Petit, sede di ernie addominali.

È innervato dai nervi intercostali, da T5 a T12 ed in basso riceve fibre dal nervo ileo-inguinale dal nervo ileo-ipogastrico.

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Differenza tra bacino, pelvi, cresta iliaca, coccige, osso sacro, ileo, sinfisi pubica e ischio

MEDICINA ONLINE OSSA OSSO PARI IMPARI SCHELETRO UOMO DIFFERENZE TESSUTO SPUGNOSO TRABECOLARE COMPATTO CORTICALE FIBROSO LAMELLARE CARTILAGINE OSSO SACRO COCCIGE CERVELLO SISTEMA NERVOSO CENTRALE PERIFERICO MIDOLLO OSSEO SPINALEIl bacino (o pelvi) è struttura anatomica ossea situata all’estremità inferiore della colonna vertebrale, che ha l’importante funzione di trasferimento del peso corporeo della parte superiore del corpo sullo scheletro degli arti inferiori. Esso contribuisce inoltre, assieme ai muscoli perineali e addominali, al sostegno degli organi addominali e sessuali, e – assieme ai muscoli delle gambe – alla locomozione.

Pelvi è quindi sinonimo di bacino, tuttavia, con lo stesso termine ci si può riferire anche alla regione pelvica, ovvero alla regione interna circoscritta dalle ossa che compongono il bacino.

Il bacino è formato da:

  • l’osso iliaco destro (o osso dell’anca destro);
  • l’osso iliaco sinistro (o osso dell’anca sinistro);
  • il coccige;
  • il sacro.

Ognuna delle due ossa iliache è composto da:

  • l’osso ileo (o ilio);
  • il pube;
  • l’ischio.

La cresta iliaca corrisponde al margine superiore dell’ileo. Essendo parte dell’osso iliaco, ed esistendo l’osso iliaco di destra e di sinistra, nel bacino sono quindi presenti due creste iliache, la cresta iliaca di destra e la cresta iliaca di sinistra.

Infine la sinfisi pubica non è un osso, bensì è un’articolazione che fa parte delle anfiartrosi, e si trova tra le due ossa pubiche, andando ad unire in basso le ossa iliache.

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Muscolo soleo: anatomia, infiammazione, dolore, esercizi e stretching

MEDICINA ONLINE MUSCOLI GAMBA COSCIA POLPACCIO GEMELLO GASTROCNEMIO TRICIPITE SURA SOLEO BICIPITE FEMORALE SARTORIO PLANTARE GINOCCHIO DOLORE CORSA PIEDE ARTERIE VENE FEMORE TIBIA PERONEIl muscolo soleo è posto profondamente rispetto ai due gemelli, ed assieme a questi forma il muscolo tricipite della sura.

Anatomia in sintesi

Il soleo origina dalla testa e dal terzo superiore della faccia posteriore della fibula, dalla linea del muscolo soleo della tibia e dall’arco tendineo tra testa fibulare e tibia (arco tendineo del muscolo soleo) distalmente al muscolo politeo. Inserzione: il suo tendine si unisce a quello del muscolo gastrocnemio formando il tendine d’Achille (tendine calcaneare) che va ad inserirsi alla tuberosità calcaneare, nel terzo medio della faccia posteriore del calcagno. Il soleo è l’unico tra i muscoli che formano il tricipite della sura ad essere monoarticolare. E’ innervato dal nervo tibiale (L4-S1).

Leggi anche: Differenza tra distorsione, lussazione, sublussazione e strappo muscolare

Funzioni del muscolo soleo ed importanza nello sport

Con la sua azione flette plantarmente la caviglia e partecipa alla flessione del ginocchio. Sviluppa la sua massima potenza quando, partendo dalla posizione caviglia flessa e ginocchio esteso si contrae per estendere il piede. Il soleo è particolarmente importante nelle discipline di resistenza (alta percentuale di fibre rosse) mentre il gastrocnemio è più un muscolo di potenza.

Leggi anche: Muscolo tricipite della sura: anatomia e funzioni in sintesi

Dolore al soleo

Tipicamente un esercizio intenso o traumi vari possono determinare dolore al polpaccio ed al soleo. I danni più frequenti sono le infiammazioni e gli strappi, inoltre i gemelli ed il soleo sono i muscoli tipicamente interessati da contratture muscolari. Solo una approfondita indagine medica, che spesso utilizza RX ed ecografia ad elevata frequenza, può distinguere la patologia che interessa il polpaccio.

Leggi anche: Sindrome del piriforme: sintomi, esercizi, cura e recupero

Esercizi per il soleo

Gli esercizi da fare sono davvero numerosi. Il miglior allenamento per il muscolo monoarticolare, il soleo, è quello effettuato da seduto sulla macchina di Calf. Qui, infatti, il ginocchio è flesso e i gemelli sono detesi, favorendo lo sforzo e l’allenamento del solo soleo perché non possono contrarsi con tutta la loro potenza. L’esercizio risulterà più semplice nelle palestre dotate di una apposita macchina per il Calf seduto, basterà posizionare le ginocchia sotto il pad e il piede con i talloni fuori dalla pedana, dopo essersi seduti, e alzare ginocchia e peso caricato facendo perno con la pianta del piede. In caso contrario basterà adattare una panca e una pedana bassa per accrescere l’estensione angolare dell’esercizio. Seduti sulla panca con il bilanciere sulle cosce e i piedi stabili sul pavimento è possibile sollevare i talloni e il peso scelto per l’esercizio.

Leggi anche: Muscolo obliquo esterno: anatomia e funzioni in sintesi

Lista di esercizi che coinvolgono il Soleo

Di seguito riporto una lista sintetica di esercizi che coinvolgono il muscolo soleo:

  • Push press davanti
  • Push press dietroSquat al multipower
  • Squat con bilanciere
  • Stacchi da terra con bilanciere
  • Stacchi da terra con bilanciere in posizione sumo
  • Affondi frontali con manubri
  • Affondi laterali con manubri
  • Calf machine in piedi
  • Calf rise con manubrio
  • Front squatLeg press a 45 gradi
  • Leg press orizzontale
  • Pistol squat al multipower
  • Pistol squat con manubri.

Leggi anche: Legamenti: cosa sono, dove si trovano ed a che servono?

Stretching per polpaccio e soleo

Il soleo e il polpaccio sono i muscoli più importanti per l’allenamento dei runners, oltre che degli sportivi, come i calciatori, che corrono a lungo durante l’attività sportiva. Un buon allenamento non può prescindere da una fase di riscaldamento e da una di defaticamento che preveda esercizi di stretching finalizzati proprio ad allungare e poi rilassare questi muscoli. L’obiettivo è quelli di favorirne il riscaldamento tutelandoli dai traumi che potrebbero derivare da uno sforzo fisico improvviso. Nel caso del soleo, che rappresenta uno dei pochi muscoli monoarticolari del corpo umano, gli esercizi da effettuare non sono così banali. Lo stretching tradizionale, infatti, non interessa adeguatamente questo muscolo che, protetto dal polpaccio, non effettua il giusto allenamento. Come risolvere questa situazione? Scegliendo gli esercizi giusti. Il tradizionale allungamento del polpaccio, con ginocchio esteso, deve tenere conto della necessità di allenare e “stirare” anche il soleo. Per questo motivo durante la flessione il ginocchio, invece che esteso, va flesso al fine di consentire una detensione del gastrocnemio a favore dello stretching per il soleo. Questi muscoli sono particolarmente stressati nei runner, soprattutto in condizioni climatiche particolarmente rigide o su percorsi complessi, caratterizzati da salite, montagne, oltre che in atletica leggera. Ecco perché vanno curati con esercizi ad hoc, capaci di tutelarli e prepararli allo sforzo o, al contrario, al riposo dopo l’attività fisica.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Quante ossa ha il piede e come si chiamano?

 

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma QUANTE OSSA PIEDE CHIAMANO NOMI NOME Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgOgni piede contiene 26 ossa (28 se si comprendono le ossa sesamoidi costanti del piede), significa che in entrambi i piedi noi esseri umani abbiamo 52 ossa totali.

Ossa del tarso (posteriormente), in numero di 2:

  • Astragalo (o talo);
  • Calcagno (2).

Ossa del tarso (medialmente), in numero di 2:

  • Scafoide tarsale (o navicolare tarsale);
  • Cuboide.

Ossa del tarso (anteriormente), in numero di 3:

  • Cuneiforme mediale;
  • Cuneiforme intermedio;
  • Cuneiforme laterale.

Ossa del metatarso, in numero di 5:

  • primo osso metatarsale;
  • secondo osso metatarsale;
  • terzo osso metatarsale;
  • quarto osso metatarsale;
  • quinto osso metatarsale.

Ossa delle dita del piede, in numero di 14:

  • 5 Falangi prossimali (o prime falangi);
  • 4 Falangi intermedie (o seconde falangi, o medie falangi);
  • 5 Falangi distali (o terzefalangi).

La “mancanza” di una falange intermedia è spiegata col fatto che l’alluce, come il pollice della mano, è formato da due sole falangi, quella prossimale e quella distale.

Le due ossa sesamoidi costanti del piede sono distinte in mediale e laterale, sono comprese nei tendini del muscolo flessore breve dell’alluce.

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Quante ossa ci sono nella mano e come si chiamano?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma QUANTE OSSA MANO CHIAMANO NOMI NOME Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgOgni mano contiene 27 ossa, significa che in entrambe le mani noi esseri umani abbiamo 54 ossa totali.

Le ossa di una singola mano sono:

Ossa del carpo (fila prossimale), in numero di 4:

  • Scafoide;
  • Semilunare;
  • Piramidale;
  • Pisiforme.

Ossa del carpo (fila distale), in numero di 4:

  • Trapezio;
  • Trapezoide;
  • Capitato;
  • Uncinato.

Ossa del metacarpo, in numero di 5:

  • primo osso metacarpale, che si articola con la falange prossimale del pollice;
  • secondo osso metacarpale, con quella dell’indice;
  • terzo osso metacarpale, con quella del medio;
  • quarto osso metacarpale, con quella dell’anulare;
  • quinto osso metacarpale, con quella del mignolo.

Ossa delle dita della mano, in numero di 14:

  • 5 Falangi prossimali (o prime falangi);
  • 4 Falangi intermedie (o seconde falangi o medie falangi);
  • 5 Falangi distali (o terze falangi o falangi ungueali).

La “mancanza” di una falange intermedia è spiegata col fatto che il pollice, fa eccezione rispetto alle altre quattro dita: nel pollice sono presenti due sole falangi distinte in una falange prossimale o prima falange del pollice e falange distale o seconda falange o falange ungueale del pollice.

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