Insonnia da errata percezione del sonno (pseudoinsonnia): sintomi, diagnosi, cure

MEDICINA ONLINE SLEEPING DORMIRE BENE INSONNIA FARMACI MELATONINA INTEGRATORE 1MG 2MG 3MG 4MG 5MG CIRCADIN 2MG LENTO RILASCIO LETTO COPPIA SONNO SOGNARE CUSCINO PIGIAMA SOGNOL’espressione “insonnia da errata percezione del sonno” (da qui in poi useremo l’acronimo “IEPS”) o “pseudoinsonnia“, indica un insonnia senza apparenti reperti di alterazione oggettiva del sonno. In parole semplici i pazienti lamentano di dormire poco o addirittura di non dormire affatto sebbene vengano spesso osservati dai partner di letto o dal personale ospedaliero regolarmente addormentati per tutta la notte. Il più delle volte negano di aver dormito o di dormire anche quando vengono svegliati sotto controllo polisonnografico. Tali pazienti vengono talvolta sospettati di simulazione anche se, per la verità, una certa tendenza ad esagerare i problemi del sonno è una caratteristica comune a tutti gli insonni; in ogni caso ciò non deve indurci a pensare di fronte ad una patologia “inventata di sana pianta” dal paziente: nella maggior parte dei casi l’IEPS appare infatti come un disturbo soggettivo, sincero e reale innestato su un quadro psicopatologico del tutto negativo. La pseudoinsonnia è un disturbo persistente che può seriamente interferire con la qualità di vita del paziente, sia dal punto sociale che professionale.

All’estremità opposta dello spettro, altri pazienti possono riferire di aver dormito molto più a lungo di quanto si osservi. È stato proposto che questa esperienza venga sottoclassificata come “percezione errata dello stato del sonno“.

Denominazione in inglese e sinonimi

L’insonnia da errata percezione del sonno in lingua inglese prende il nome di:

  • sleep state misperception;
  • paradoxical insomnia;
  • pseudoinsomnia;
  • subjective insomnia;
  • subjective sleepiness;
  • sleep hypochondriasis.

In lingua italiana, possibili sinonimi di insonnia da errata percezione del sonno, sono:

  • insonnia paradossa;
  • pseudoinsonnia;
  • insonnia soggettiva;
  • sonnolenza soggettiva;
  • ipocondria del sonno.

Diffusione

La prevalenza epidemiologica della IEPS resta ancora indefinita ma secondo le statistiche americane sembra rappresentare meno del 5% di tutti i pazienti che lamentano insonnia. Nei laboratori italiani corrisponde all’1,5% di tutte le insonnie. Si tratta comunque di un disturbo ad andamento cronico, più frequente nel sesso femminile, che può interessare qualsiasi decade di vita, anche se interessa in particolare adulti giovani e di mezza età.

Cause e fattori di rischio

Le cause alla base dell’insonnia da errata percezione del sonno, non sono state ancora ben comprese. Si pensa che possa essere causata o favorita dauno o più eventi stressogeni, non necessariamente di gravità rilevante, ma sufficienti nel contesto esistenziale del paziente ad innescare una reazione di incapacità di percepire in modo ottimale la durata o la qualità del proprio sonno.

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Sintomi e segni

I soggetti con IEPS riferiscono una incapacità di addormentarsi o addirittura la veglia completa per tutta la notte, pur se questo non è oggettivamente vero perché in realtà sembrano addormentarsi rapidamente e dormire tutta la notte e senza risvegli apparenti. I pazienti riportano spesso un’attività mentale notturna molto intensa che contribuisce alla sensazione di veglia. Rispetto ai normali dormitori, questi soggetti mostrano una marcata discrepanza tra valutazione soggettiva e reperti polisonnografici oggettivi, che appaiono contraddittori rispetto alla valutazione soggettiva del paziente. L’inaccuratezza più grossolana emerge soprattutto nella valutazione del tempo totale di sonno, specie nella prima parte della notte, infatti questi individui sovrastimano enormemente il tempo impiegato per addormentarsi ed inoltre riferiscono spesso di aver dormito metà del tempo indicato dal polisonnogramma o dall’elettroencefalografia. A causa della presunta insonnia, taluni pazienti possono lamentare anche ridotte prestazioni psico-fisiche durante il giorno ma raramente dicono di soffrire di sonnolenza, al contrario di chi soffre di insonnia reale (che ha invece sonnolenza a volte anche marcata, a volte fino alla comparsa di colpi di sonno improvvisi). Generalmente i pazienti godono per il resto di buona saluta generale.

Diagnosi

La differenzia tra una pseudoinsonnia ed una insonnia reale viene confermata non solo dalla registrazione all’anamnesi della mancanza di sonnolenza, ma soprattutto empiricamente attraverso test clinici, come ad esempio il polisonnogramma.  Osservando tale discrepanza tra fatti soggettivi e oggettivi, i medici possono concludere che la percezione di un sonno scarso è principalmente illusoria. Metodi di diagnosi obiettiva della sonnolenza, come il test di latenza del sonno multiplo, non confermano il sintomo lamentato dal paziente.
Dal momento che i casi di reale insonnia totale sono molto rari, all’anamnesi è più probabile che un paziente che riferisce di non dormire tutta la notte soffra di pseudoinsonnia che di reale insonnia. Ricordiamo al lettore che i pochi casi di insonnia totale reale sono principalmente attribuiti a un rarissimo disordine genetico incurabile chiamato insonnia familiare fatale, in cui i pazienti raramente sopravvivono per più di 26 mesi dopo l’insorgenza della malattia, spesso molto meno.

Per approfondire, leggi: Insonnia familiare fatale: diagnosi, trasmissione, cause, cure

Quadro polisonnografico

L’indagine polisonnografica mostra un regolare profilo ipnico macrostrutturale: corretta ciclicità NREM/REM, normale latenza di addormentamento, normale percentuale de-
gli stadi e tempo totale di sonno superiore alle 6 ore e mezza. Per anni il conflitto fra dati oggettivi (regolare profilo ipnico macrostrutturale) e giudizi divergenti dei pazienti (scarsa qualità e quantità di sonno) hanno non solo costituito la base diagnostica di questa forma di insonnia, ma anche contribuito largamente a svalutare i fattori neurofisiologici dell’insonnia enfatizzando oltre misura quelli di natura psichica. In realtà, in base alle innovazioni diagnostiche introdotte negli ultimi anni, l’analisi della microstruttura del sonno permette di evidenziare nel sonno di questi pazienti un numero patologicamente elevato di “microrisvegli”, ciascuno della durata di una decina di secondi, che producono una minuta frammentazione della continuità del sonno nel rispetto della sua durata totale. Anche se la percentuale dei singoli stadi non è alterata, aumenta in ciascuno di essi la percentuale di sonno instabile con relativo incremento dell’indice CAP dal 30-35% al 50-60% e conseguente deterioramento della percezione soggettiva della qualità del sonno. In questa singolare forma di insonnia, la causa sembra dipendere da una marcata instabilità dei meccanismi adattativi che regolano la struttura ipnica e che, a parità di durata del sonno, comporta una maggiore «fatica» per il suo mantenimento e controllo.

Diagnosi differenziale

La diagnosi differenziale va posta nei confronti dell’insonnia psicofisiologica (in cui emergono alterazioni sia macro- che microstrutturali del sonno) e dell’insonnia legata a disturbi psichiatrici (evidenziabile mediante apposita testistica e colloquio strutturato). In pazienti con sospetta IEPS va sempre esclusa la simulazione da parte di soggetti che lamentano un inadeguato sonno notturno per ottenere prescrizioni farmacologiche o prestazioni sanitarie supplementari.

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Terapia

Un uso incongruo di composti ipnotici può condurre alla dipendenza farmacologica. Poiché in questi soggetti la macrostruttura del sonno non presenta alterazioni di rilievo, l’efficacia degli ipnotici va valutata in base alle modificazioni indotte sulla microstruttura e in particolare sulla capacità del farmaco di riportare gli alterati valori di indice CAP verso livelli più fisiologici. Pertanto, la riduzione dell’indice CAP patologico correlata al miglioramento della qualità soggettiva del sonno può consentire di monitorare l’efficacia dei farmaci ed evitare possibili abusi o sovradosaggi.

Integratori alimentari

In alcuni casi più lievi anche la semplice assunzione di un integratore di melatonina da 1 a 5 mg circa mezz’ora prima di coricarsi può migliorare la percezione del sonno, evitando l’assunzione di farmaci ipnotici.

Evoluzione e complicanze

Un soggetto che non viene monitorato (da una registrazione o da un altro osservatore) potrebbe non avere modo di sapere se un dato trattamento sta funzionando correttamente o no. La condizione può peggiorare a causa di persistenti tentativi di trattare i sintomi attraverso metodi convenzionali per affrontare l’insonnia. La prescrizione di ipnotici o stimolanti può portare alla dipendenza farmacologica come complicanza. Se la IEPS non è efficacemente trattata, possono instaurarsi cronicamente condizioni di depressione, ansia e abuso di sostanze che tendono a complicare il quadro clinico.

Igiene del sonno

L’igiene del sonno è importante per affrontare qualsiasi disturbo del sonno e questo non è diverso per la pseudoinsonnia, in cui la distorta percezione del sonno può essere “aggiustata” da un adeguato comportamento prima di coricarsi. A tal proposito è importante seguire questi consigli:

  • condizionare la mente per prepararsi al letto in momenti coerenti;
  • avere un ambiente ideale per dormire;
  • avere materassi, cuscini e coperte adeguati e puliti;
  • evitare luci, suoni o rumori che possono interrompere il sonno;
  • limitare l’uso di sostanze eccitanti (come caffè, tè e nicotina) prima di coricarsi;
  • limitare lo stress psico-fisico prima di coricarsi;
  • evitare ambienti luminosi e/o rumorosi;
  • evitare l’uso di smartphone, tablet e pc prima di coricarsi;
  • coricarsi sempre alla stessa ora;
  • evitare le abbuffate prima di dormire;
  • usare tecniche di rilassamento come lo yoga.

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