Biopsia vescicale: procedura, indicazioni, perché e come si fa

MEDICINA ONLINE CISTOSCOPIA CISTOSCOPIO RIGIDO FLESSIBILE TUBO URETRA BLADDER ANO PROSTATA VAGINA PENE MEATO ORIFIZIO GLANDE CLITORIDE SEDAZIONE ANESTESIA PREZZI MASCHILE FEMMINILE DIFFERENZA RENI PREPARAZIONE RISCHILa biopsia della vescica (in inglese “bladder biopsy”) è una tecnica diagnostica invasiva che consente di prelevare piccoli frammenti di tessuto vescicale. Il campione istologico ottenuto viene poi inviato al medico patologo in modo che venga esaminato.

Perché si effettua?

Una biopsia della vescica si esegue quando il medico sospetta una malattia vescicale primitiva o conseguente a patologie che colpiscono altri organi e solo secondariamente interessano la vescica. Grazie al referto stilato dal patologo, il medico può:

  • diagnosticare la patologia;
  • valutare la gravità della patologia;
  • ottenere la stadiazione TNM in caso di tumore;
  • individuare le più efficaci cure (farmaci, radio/chemioterapia, chirurgia).

In quali patologie è indicata?

L’esecuzione della biopsia vescicale potrebbe essere indicata in caso di:

Le anomalie urinarie che, in alcuni casi di diagnosi complessa, potrebbero spingere il medico ad eseguire una biopsia vescicale, sono:

  • oliguria: eliminazione nelle 24 ore di una quantità di urina inferiore a 400 ml;
  • anuria: sospensione quasi totale della emissione di urina, con diuresi inferiore a 100 ml nelle 24 ore;
  • poliuria: eliminazione nelle 24 ore di una quantità di urina superiore a 2000 ml (2500 ml o 3000 ml secondo alcune fonti);
  • pollachiuria: emissione con elevata frequenza (a meno di 4 ore di distanza) di piccole quantità di urina;
  • ematuria: presenza macroscopica di sangue nelle urine;
  • emazie: presenza di sangue microscopicamente visibile;
  • uretrorragia: emissione di sangue dall’uretra, indipendente dalla minzione;
  • nicturia: ripetuto bisogno di urinare durante il riposo notturno;
  • enuresi: perdita involontaria di urina durante la notte;
  • disuria: difficoltà ad urinare;
  • stranguria: dolore durante la minzione;
  • colica renale: dolore acuto intermittente provocato dal tentativo spasmodico dell’organismo di rimuovere un calcolo che ostruisce il deflusso delle urine;
  • proteinuria: presenza di proteine nelle urine;
  • glicosuria (o mellituria): presenza di zuccheri nelle urine: glucosio, galattosio, fruttosio, lattosio e pentosi;
  • piuria: presenza di pus nelle urine;
  • leucocituria: presenza di globuli bianchi nelle urine in concentrazione anomala;
  • batteriuria: emissione di batteri con l’urina;
  • urine torbide: segno di probabile infezione lungo le vie urinarie;
  • polidipsia: sete intensa che porta il paziente a ingerire notevoli quantità di liquidi, maggiore di 6 litri/die o di 100 mL/kg/die;
  • ritenzione urinaria (o iscùria): accumulo di urina nella vescica, come conseguenza dell’incapacità – parziale o totale – della vescica di svuotarsi;
  • incontinenza urinaria: incapacità di trattenere l’urina che porta a perdita involontaria di urina;
  • urgenza minzionale: improvviso ed insopportabile bisogno di urinare con urgenza, spesso associato a difficoltà a ritenere l’urina e perdita involontaria di alcune gocce di urina;
  • svuotamento incompleto: è la sensazione che la vescica, dopo aver urinato, non sia stata del tutto svuotata;
  • gocciolamento post-minzionale: perdita di alcune gocce di urina che si verifica subito dopo aver urinato;
  • tenesmo vescicale: contrazione spasmodica e dolorosa, dello sfintere vescicale accompagnata da pressione e fastidio in regione uretrale o sovrapubica e stimolo minzionale urgente, con emissione minima di urina. Anche subito dopo aver urinato, il paziente avverte ancora lo stimolo di urinare ma nel tentativo di minzione spesso non riesce ad emettere urina;
  • globo vescicale: aumento di volume della vescica che può arrivare a contenere fino a 4000 ml (4 litri) di urina.

Biopsia vescicale: preparazione

Salvo diversa indicazione medica, non ci sono preparativi particolari per chi deve sottoporsi ad una biopsia vescicale. È necessario informare il proprio medico delle eventuali terapie che si stanno seguendo, in particolare quelle di:

  • anticoagulanti;
  • antiinfiammatori non steroidei (come l’aspirina).

È solitamente necessario evitare di assumere liquidi nelle ore che precedono la biopsia: sarà comunque il medico ad informarvi a riguardo.

Biopsia vescicale: come si svolge?

  1. la biopsia della vescica è condotta solitamente in anestesia locale o in blanda sedazione e non richiede ricovero;
  2. il paziente viene fatto sdraiare sul lettino e sedato;
  3. la pinza, introdotta attraverso l’uretra, viene fatta avanzare sotto controllo endoscopico fino alla lesione o alla mucosa da biopsiare;
  4. quando si procede alla mappatura vescicale, a volte si procede contestualmente anche alla biopsia dell’uretra prostatica, possibile sede di carcinoma transizionale;
  5. al termine del prelievo si esegue un’attenta coagulazione e viene posizionato, nei casi di prelievi estesi, un catetere vescicale per circa 12 ore;
  6. il paziente rimane comunque in osservazione in modo da essere pronti a reagire in caso di possibili complicanze.

Controindicazioni

Principali possibili controindicazioni alla biopsia vescicale sono:

  • alterazioni degli esami della coagulazione;
  • ipertensione arteriosa non controllata;
  • malformazioni gravi;
  • pazienti non collaboranti;
  • paziente fortemente debilitati o anziani.

Complicanze e rischi

Le possibili complicanze della biopsia vescicale, sono:

  • ematuria (perdita di sangue tramite le urine) ;
  • infezioni;
  • allergie;
  • problemi di minzione;
  • febbre;
  • traumi e sanguinamenti nei tessuti limitrofi (uretra e prostata).

Biopsia vescicale: è dolorosa?

La biopsia vescicale è eseguita generalmente sotto sedazione e non procura alcun dolore intenso, tuttavia è generalmente considerata fastidiosa o lievemente dolorosa dalla maggioranza dei pazienti, specie quelli con bassa soglia del dolore. Il disagio ha fortunatamente una durata abbastanza limitata.

Altri esami

Per diagnosticare una patologia di interesse vescicale, oltre alla biopsia, il medico può utilizzare altri strumenti diagnostici, tra cui:

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