Biopsia renale: degenza, video, riposo, dieta, è dolorosa?

MEDICINA ONLINE BIOPSIA RENE RENALE AGOASPIRATO PERCUTANEA DEGENZA DOLORE FA MALE E DOLOROSA TUMORE CANCRO ECOGRAFIA kidney biopsy.jpgLa biopsia renale (in inglese “kidney biopsy”) è una tecnica diagnostica invasiva che consente di prelevare piccoli frammenti di tessuto renale. Il campione istologico ottenuto viene poi inviato al medico patologo in modo che venga esaminato al microscopio ottico ed elettronico e all’immunofluorescenza. Il referto generalmente si ottiene entro 10 giorni dal prelievo.

Tipi di biopsia renale

Esistono due tipi di biopsia renale:

  • biopsia renale percutanea: avviene con un ago che viene inserito attraverso la pelle fino al rene, in molti casi grazie ad una guida ecografica. E’ la tecnica più frequente, meno invasiva e generalmente auspicabile;
  • biopsia renale chirurgica: prevede una incisione chirurgica attraverso cui verrà prelevato il tessuto renale. Può essere effettuata con la chirurgia a cielo aperto o in laparoscopia. E’ la tecnica più frequente, più invasiva e destinata solo in casi particolari.

In quali casi si sceglie una biopsia chirurgica e non quella percutanea?

Si sceglie di procedere con la biopsia chirurgica tipicamente se il paziente ha un solo rene, se ha problemi di coagulazione o se non è fisicamente in grado di sopportare una operazione chirurgica e relativa anestesia.

Perché si effettua?

Una biopsia del rene si esegue quando il medico sospetta una malattia renale primitiva o conseguente a patologie che colpiscono altri organi e solo secondariamente interessano il rene. Grazie al referto stilato dal patologo, il medico può:

  • diagnosticare la patologia;
  • valutare la gravità della patologia;
  • ottenere la stadiazione TNM in caso di tumore;
  • individuare le più efficaci cure (farmaci, radio/chemioterapia, chirurgia).

In quali patologie è indicata?

L’esecuzione della biopsia renale è indicata in caso di:

Le anomalie urinarie che, in alcuni casi di diagnosi complessa, potrebbero spingere il medico ad eseguire una biopsia renale, sono:

  • oliguria: eliminazione nelle 24 ore di una quantità di urina inferiore a 400 ml;
  • anuria: sospensione quasi totale della emissione di urina, con diuresi inferiore a 100 ml nelle 24 ore;
  • poliuria: eliminazione nelle 24 ore di una quantità di urina superiore a 2000 ml (2500 ml o 3000 ml secondo alcune fonti);
  • pollachiuria: emissione con elevata frequenza (a meno di 4 ore di distanza) di piccole quantità di urina;
  • ematuria: presenza macroscopica di sangue nelle urine;
  • emazie: presenza di sangue microscopicamente visibile;
  • uretrorragia: emissione di sangue dall’uretra, indipendente dalla minzione;
  • nicturia: ripetuto bisogno di urinare durante il riposo notturno;
  • enuresi: perdita involontaria di urina durante la notte;
  • disuria: difficoltà ad urinare;
  • stranguria: dolore durante la minzione;
  • colica renale: dolore acuto intermittente provocato dal tentativo spasmodico dell’organismo di rimuovere un calcolo che ostruisce il deflusso delle urine;
  • proteinuria: presenza di proteine nelle urine;
  • glicosuria (o mellituria): presenza di zuccheri nelle urine: glucosio, galattosio, fruttosio, lattosio e pentosi;
  • piuria: presenza di pus nelle urine;
  • leucocituria: presenza di globuli bianchi nelle urine in concentrazione anomala;
  • batteriuria: emissione di batteri con l’urina;
  • urine torbide: segno di probabile infezione lungo le vie urinarie;
  • polidipsia: sete intensa che porta il paziente a ingerire notevoli quantità di liquidi, maggiore di 6 litri/die o di 100 mL/kg/die;
  • ritenzione urinaria (o iscùria): accumulo di urina nella vescica, come conseguenza dell’incapacità – parziale o totale – della vescica di svuotarsi;
  • incontinenza urinaria: incapacità di trattenere l’urina che porta a perdita involontaria di urina;
  • urgenza minzionale: improvviso ed insopportabile bisogno di urinare con urgenza, spesso associato a difficoltà a ritenere l’urina e perdita involontaria di alcune gocce di urina;
  • svuotamento incompleto: è la sensazione che la vescica, dopo aver urinato, non sia stata del tutto svuotata;
  • gocciolamento post-minzionale: perdita di alcune gocce di urina che si verifica subito dopo aver urinato;
  • tenesmo vescicale: contrazione spasmodica e dolorosa, dello sfintere vescicale accompagnata da pressione e fastidio in regione uretrale o sovrapubica e stimolo minzionale urgente, con emissione minima di urina. Anche subito dopo aver urinato, il paziente avverte ancora lo stimolo di urinare ma nel tentativo di minzione spesso non riesce ad emettere urina;
  • globo vescicale: aumento di volume della vescica che può arrivare a contenere fino a 4000 ml (4 litri) di urina.

Biopsia renale: preparazione

Salvo diversa indicazione medica, non ci sono preparativi particolari per chi deve sottoporsi ad una biopsia renale. È necessario informare il proprio medico delle eventuali terapie che si stanno seguendo, in particolare quelle di:

  • anticoagulanti;
  • antiinfiammatori non steroidei (come l’aspirina).

È solitamente necessario evitare di assumere liquidi o cibi nelle 8 ore che precedono l’intervento chirurgico.

Svolgimento di una biopsia renale per via percutanea

La biopsia renale per via percutanea dura circa un’ora (in tutto, ma lago resta in sede per circa 30 secondi) e si effettua mediante un ago speciale, semiautomatico o automatico, di calibro variabile da 14 a 18 gauge. Solitamente si utilizza la tecnica ecoguidata, nella quale l’ago da biopsia è inserito all’interno della sonda ecografica.

  1. il paziente viene fatto cambiare con indumenti adatti;
  2. il paziente riceve la somministrazione di sedativi per via endovenosa nel braccio (non si effettua anestesia generale);
  3. il paziente si mette in posizione prona (a pancia in giù) ma talvolta, soprattutto nei soggetti obesi, si preferisce la posizione supina antero-laterale. Tale posizione verrà mantenuta per 30 minuti;
  4. il medico somministra un anestetico locale nell’area dove verrà inserito l’ago bioptico;
  5. tramite guida ecografica si ricerca il polo inferiore del rene, mentre il paziente è disteso sul lettino;
  6. viene effettuata una piccola incisione attraverso la quale verrà inserito l’ago;
  7. si effettua il prelievo;
  8. l’ago viene rimosso;
  9. il paziente rimane in osservazione per alcuni minuti al termine del prelievo

Nel caso in cui sia necessario prelevare più di un campione, la procedura sarà ulteriormente ripetuta in una area diversa.

Svolgimento di una biopsia renale per via chirurgica

La biopsia renale chirurgica avviene in anestesia generale, quindi il paziente rimane addormentato/sedato per tutta la durata della procedura. Dopo l’anestesia si procede con una incisione prossima all’area di prelievo e successivamente con il prelievo vero e proprio. La biopsia chirurgica può essere effettuata con la chirurgia laparotomica o in laparoscopia, tramite una videocamera inserita a livello della zona dove deve essere prelevato il campione.

Dopo una biopsia: degenza e dimissioni

Dopo la biopsia, per minimizzare il rischio di emorragie, il paziente deve restare in posizione prona (a pancia in giù) per alcune ore e degente a letto per 24 ore. Non deve inoltre effettuare sforzi fisici nelle successive due settimane. I tempi di recupero e di convalescenza possono però diminuire o aumentare in virtù di molti fattori, come:

  • età del paziente;
  • condizioni generali del paziente;
  • tipo di sedativo e anestetico usato.

Durante la degenza è presente una assistenza medica ed infermieristica che monitora i parametri vitali del paziente, come pressione arteriosa e frequenza cardiaca e respiratoria. Se necessario possono essere eseguiti ulteriori esami come esami del sangue e delle urine, emogas, o ecografie renali. Nelle 24 ore successive alla biopsia, la presenza di indolenzimento e sangue nelle urine potrebbe essere un evento del tutto normale, mentre ematuria oltre le 24 ore è più probabilmente sintomo di una complicanza in atto. Nella maggioranza dei casi, ove non sussistano complicazioni, il paziente viene dimesso entro 24 ore.

Riposo e dieta dopo una biopsia renale

La convalescenza che segue una biopsia renale deve includere riposo: specie nei primi 3/4 giorni il paziente deve evitare sforzi fisici intensi e l’attività sportiva. Nello stesso periodo di tempo è preferibile assumere la giusta quantità di acqua e alimentarsi con cibi leggeri e frutta e verdura fresca, evitando cibi salati, grassi, fritti e ricchi di proteine.

Video di una biopsia renale

Nel video che segue, viene eseguita una biopsia renale percutanea sotto guida ecografica:

Controindicazioni

Principali possibili controindicazioni alla biopsia renale sono:

  • alterazioni degli esami della coagulazione;
  • ipertensione arteriosa non controllata;
  • presenza di un rene unico (con eccezione nel caso di rene trapiantato);
  • malformazioni gravi;
  • ascessi renali;
  • pazienti non collaboranti;
  • paziente fortemente debilitati o anziani.

Complicanze e rischi

Le complicanze più frequenti della biopsia renale sono le raccolte ematiche perirenali, che nella maggior parte dei casi sono asintomatiche, diagnosticabili solo al controllo ecografico. A volte possono manifestarsi con dolore lombare, ipotensione ed anemizzazione. Altre complicanze possibili sono:

  • macroematuria (grossa perdita di sangue tramite le urine) dopo oltre 24 ore dalla biopsia;
  • formazione di una fistola artero-venosa intrarenale;
  • infezioni;
  • allergie;
  • problemi di minzione;
  • astenia (mancanza di forze);
  • febbre;
  • traumi e sanguinamenti nei tessuti limitrofi.

Biopsia renale: è dolorosa?

La biopsia renale chirurgica è eseguita sotto anestesia quindi è indolore, anche se il fastidio potrebbe sopraggiungere al termine dell’effetto di quest’ultima. La biopsia percutanea è generalmente considerata fastidiosa o dolorosa dalla maggioranza dei pazienti, tuttavia il disagio ha una durata estremamente limitata.

Altri esami

Per diagnosticare una patologia di interesse renale, oltre alla biopsia, il medico può utilizzare altri strumenti diagnostici, tra cui:

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