Brusio di Taos: il rumore di origine sconosciuta che non tutti riescono a sentire

MEDICINA ONLINE ORECCHIO PADIGLIONE AURICOLARE ONDE SONORE ORECCHI ESTERNO TIMPANO UDITO DIREZIONE SUONO AMPLIFICAZIONE CAPTARE SUONI UOMO ESSERE UMANO ANIMALI SENSI SENSO SENTIRECon “brusio di Taos” (anche chiamato “ronzio di Taos” o “rumore di Taos” o “fenomeno di Taos”; in inglese “Bristol Hum” o “Taos Hum” o semplicemente “Hum”) si indica un presunto rumore che verrebbe udito da alcune persone in alcune parti del mondo, tra cui anche l’Italia, l’Inghilterra, il Canada e gli USA, ma che – allo stato attuale – non è stato mai registrato né rilevato da apparecchiature scientifiche. Il fenomeno è planetario ed interessa il 4% circa della popolazione mondiale.

Etimologia

Il brusio di Taos ha questo nome perché una delle città in cui sarebbe stato udito le prime volte è la città di Taos, in Nuovo Messico.

Tipo di suono

Da chi riesce ad udirlo, il brusio di Taos viene descritto come un rumore molto basso, simile ad un rombo di un veicolo diesel di grosse dimensioni avviato al minimo, come se provenisse da un camion fermo ad un parcheggio con il motore acceso. Altri parlano di un ventilatore acceso. Il suono sarebbe continuo e persistente, con frequenza bassa e senza variazioni. Molte persone raccontano di come tale suono determini un disturbo invalidante che provoca insonnia, mal di testa, vertigini, nausea e difficoltà nella concentrazione: alcuni hanno provato diverse strategie per liberarsene, ma senza successo.

Esiste davvero?

In uno studio del 2004 il geologo statunitense David Deming non è stato in grado di risalire alla fonte di questo presunto suono. Il fenomeno di Taos è stato a lungo studiato ma senza pervenire a ipotesi certe sulla sua origine, quindi allo stato attuale è impossibile dire con certezza se esista davvero o no.

Cosa provoca il brusio?

Le ipotesi sono varie, spesso anche decisamente fantasiose. Secondo alcuni il suono avvertirebbe di un disastro imminente, mentre altri pensano alla presenza di fantasmi o al suono causato dalle onde che colpiscono il fondo dell’oceano. Secondo altri il suono sarebbe causato da segnali radio, mentre altri pensano agli ufo e agli alieni. Ad oggi l’origine dell’hum rimane ancora sconosciuta ed alcuni mettono in dubbio la sua reale esistenza. Nel 4% della popolazione disturbata da questo misterioso rumore, c’è anche l’ex docente universitario Glen MacPherson che, nel 2012, deciso a seguire le orme di David Deming, creò la “World Hum Map and Database”: una mappa interattiva che raccoglie e cataloga migliaia di testimonianze in tutto il mondo. Grazie a questi dati e al lavoro di volontari sparsi per il Globo, McPherson ha raccolto alcune ipotesi: sembrerebbe che la maggior parte delle persone che avvertono l’hum sia nelle aree urbane, il che porterebbe verso la teoria dell’inquinamento acustico ma, stando all’indagine di Deming, “molte prove suggeriscono che l’hum non sia un suono acustico: la maggior parte delle persone non lo sente”. Quindi, potrebbe trattarsi di energia elettromagnetica: il geoscienziato Deming ha ipotizzato che la sorgente potrebbe forse essere un segnale radio a frequenze molto basse, tra 3 Hz e 18 Hz, come quello usato per comunicare con i sottomarini. Ma dato che la maggior parte delle persone non può sentire i suoni con una frequenza inferiore a 20 Hz e che 19 Hz è la frequenza alla quale risuona il bulbo oculare umano, sarebbe davvero sorprendentemente se questi segnali radio potessero essere percepiti. L’idea di Deming però è quella che questi suoni potrebbero suscitare una risposta in quanto l’energia radiante interagisce con i tessuti molli del cranio e stimola il nervo uditivo. James Lin, ricercatore dell’Università dell’Illinois, boccia questa ipotesi: l’effetto uditivo delle microonde richiede un segnale che viene pulsato e che non produce un ronzio costante. Secondo Geoff Leventhall, uno studioso specializzato in suoni a bassa frequenza, prova a pensare ai “ventilatori su grandi edifici, compressori d’aria, motori diesel, fonti di trazione come autobus, generatori diesel-elettrici, pompe di aria o acqua”. Ma molte delle fonti acustiche citate non potrebbero giustificare le testimonianze tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70. Il professor MacPherson ha anche ipotizzato che il suono potrebbe non essere prodotto da una fonte esterna ma da un elemento neurologico, ma questo non è stato ancora dimostrato. L’ipotesi più gettonata, al momento, resta quella dell’ “infrasuono”, cioè il suono con frequenza di vibrazione inferiore a 20 Hz (gli stessi registrati dai sismografi per il monitoraggio dei terremoti) e si pensa che potrebbe essere percepito grazie ad alcune non specificate caratteristiche ambientali.

Storia

Le prime testimonianze attendibili del fenomeno di Taos  risalgono alla fine degli anni ’60 e i primi anni ’70 nel territorio del Regno Unito. Il fenomeno è stato registrato nel 1979 a Bristol, in Inghilterra, dove la sera in molti lamentavano la presenza di un ronzio a bassa frequenza che divenne poi noto come “Bristol Hum“. Il fenomeno interessò le istituzioni e i mass media ai quali giungevano lettere di protesta da persone che lamentavano varie tipologie di disturbi provocati da questo ronzio come la perdita del sonno, difficoltà respiratorie, emicrania, ansia, irritabilità, difficoltà motorie e perdita di concentrazione. In questo caso vennero avanzate diverse ipotesi come il traffico di una vicina autostrada o le fabbriche di Avonmouth ma una apposita commissione, dopo un mese di rilevazioni, non pervenne a nessuna conclusione. Un altro caso analogo si verificò a Kokomo, nell’Indiana, dove alcuni residenti lamentarono il persistere di un suono a bassa intensità che sarebbe stato causa di malessere come mal di testa o sangue dal naso, e dove poi una commissione di esperti riuscì invece a identificare la fonte del rumore in due enormi ventole di raffreddamento di due fabbriche locali, il cui spegnimento mise fine al fenomeno. Altri casi si verificarono a Windsor nell’Ontario, Canada, il Largs Hum (Scozia),l’Auckland Hum (Nuova Zelanda). In un villaggio del New Mexico, Taos, negli Stati Uniti, molti iniziarono a lamentare la presenza di un ronzio persistente e particolarmente fastidioso tanto da suscitare numerose proteste che nel 1993 una delegazione del Congresso americano incaricò l’Università del New Mexico di analizzare il fenomeno; vennero quindi effettuati rilevamenti acustici, geodinamici, magnetici ed elettromagnetici al fine di rintracciare l’origine del suono senza però giungere a una conclusione soddisfacente. Venne constatato che coloro che lamentavano la presenza costante di questo ronzio persistente, circa 160 persone su 8000 abitanti, circa il 2% della popolazione, lo udivano per settimane costantemente ovunque nei dintorni di Taos mentre il resto della popolazione non sentiva nulla. A coloro che lamentavano la presenza del ronzio vennero fatti ascoltare alcuni suoni campione con diverse frequenze al fine di stabilire quella del ronzio di Taos, che fu ipotizzato essere molto bassa, tra i 32 e gli 80 Hz, cioè al confine della percezione umana; venne anche rilevato che il campione di persone continuava a sentire questo suono campione che veniva fatto loro ascoltare anche quando la macchina che lo produceva veniva spenta.

Sito

Dal 2012 esiste anche un sito: “thehum.info” per censire tutti i brusii in giro per il mondo, ma il mistero dell’hum resta aperto, anche perché, sebbene percepibile dall’uomo, sembrerebbe impossibile rilevarlo, registrarlo e/o isolarlo con un microfono o altra apparecchiatura scientifica.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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