Meccanismi di erezione del pene: controllo periferico della tumescenza peniena

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Principali mediatori coinvolti nell’erezione peniena

L’erezione peniena è un fenomeno legato all’azione integrata essenzialmente di tre meccanismi di controllo:

 

  • controllo centrale dell’erezione e relativi mediatori centrali;
  • controllo spinale dell’erezione;
  • controllo periferico dell’erezione.

In questo articolo ci occuperemo in particolare del controllo periferico dell’erezione.

Controllo periferico

L’erezione peniena è la risultante di un dialogo continuo fra le due principali popolazioni residenti nelle lacune vascolari dei corpi cavernosi: le cellule endoteliali e quelle muscolari lisce. Il grado di contrazione di queste ultime regola l’afflusso ematico alle caverne e perciò l’erezione. Schematicamente è possibile distinguere tra:

  • fattori determinanti la flaccidità peniena, che inducono la contrazione delle cellule muscolari lisce dei corpi cavernosi;
  • fattori determinanti la tumescenza e l’erezione peniena: che inducono il rilassamento delle cellule muscolari lisce dei corpi cavernosi.

In questo articolo ci occuperemo più in particolare dei fattori che determinano lo stato di tumescenza del pene e quindi l’erezione.

Fattori determinanti tumescenza ed erezione peniena

Di seguito elenchiamo tutti i fattori che contribuiscono al mantenimento dello stato di tumescenza (erezione) del pene.

Ossido nitroso (NO)

L’ossido nitroso (nome IUPAC monossido di diazoto, noto come ossido nitrico o come ossido di diazoto o come protossido di azoto) è il fattore rilassante le cellule muscolari lisce dei corpi cavernosi sicuramente più importante e proprio per questo motivo viene trattato a parte in questo articolo: Meccanismi di erezione del pene: la via mediata dall’ossido nitrico (NO)

Acetilcolina (Ach)

La stimolazione delle fibre colinergiche è in grado di provocare il rilasciamento della muscolatura liscia dei corpi cavernosi, agendo in maniera indiretta attraverso l’inibizione del rilascio di noradrenalina da parte dei terminali simpatici e stimolando il rilascio di NO da parte dell’endotelio.

Prostanoidi

Il tessuto del corpo cavernoso umano ha la capacità di sintetizzare vari prostanoidi a partire dall’acido arachidonico per azione della cicloossigenasi. Il ruolo dei più importanti prostanoidi (Prostaglandina E1 ed E2, Prostaglandina F2a, Trombossano A2) e dei rispettivi recettori non è ben chiaro: comunque è possibile che alcuni prostanoidi, quali la Prostaglandina F2a e il Trombossano A2, esercitino un’azione di contrazione della muscolatura liscia peniena attraverso l’attivazione dei rispettivi recettori TX e FP e quindi del turnover del fosfatidil-inositolo. Altri, quali la Prostaglandina E1 (PGE1) e E2 (PGE2), esercitano un’azione di rilasciamento attraverso l’attivazione dei rispettivi recettori EP2 e EP4 e quindi della adenilato-ciclasi con conseguente aumento dell’adenosinmonofosfato ciclico (AMPc) e successiva riduzione del calcio intracellulare determinante il rilasciamento della muscolatura liscia. È un dato di fatto che l’aumento dei livelli di AMPc, ottenuto o con l’inibizione della sua inattivazione con l’iniezione intracavernosa di papaverina o con l’attivazione della adenilato-ciclasi con l’iniezione intracavernosa di PGE1, rappresenta un potente stimolo farmacologico in grado di deter-
minare l’erezione in soggetti con disfunzione erettile di varia eziologia. Studi recenti, peraltro, hanno messo in evidenza che la funzione erettile è compromessa in topi resi geneticamente privi per la chinasi di tipo I dipendente dal GMPc. Ciò dimostra che, in una situazione di deficit di funzionalità della via del GMPc, la via dell’ AMPc non è sufficiente a mantenere la funzione erettile e quindi il suo ruolo fisiologico è probabilmente secondario.

Adenosina e ATP

Con studi compiuti sul coniglio il nostro gruppo ha dimostrato che sia l’adenosina sia l’ATP hanno un effetto rilasciante sul tessuto cavernoso con un’azione mediata da recettori specifici e indipendente dall’NO. L’azione dell’adenosina si esercita peraltro a
concentrazioni circa 1000 volte superiori a quelle della prostaglandina E1, il che spiega la sua scarsa-efficacia in vivo.

Peptide vasoattivo intestinale

Le fibre NANC sono per la maggior parte immunoreattive anche per il peptide vasoattivo intestinale (VIP) che è capace di indurre il rilasciamento del tessuto cavernoso umano in quanto attiva la via dell’adenilato-ciclasi e quindi aumenta le concentrazioni di AMP ciclico. La somministrazione intracavernosa del VIP peraltro si è dimostrata di scarsa efficacia nell’indurre l’erezione peniena dell’uomo.

Peptide correlato al gene della calcitonina e adrenomedullina

Questi due peptidi, la cui presenza è stata dimostrata con tecniche istochimiche nei
corpi cavernosi, inducono il rilasciamento in vitro di strisce di corpo cavernoso e, iniettati nei corpi cavernosi di animali, sono stati riportati indurre l’erezione con un meccanismo indipendente dall’NO. Il loro ruolo nella fisiologia dell’erezione è peraltro non ancora ben definito. Appare evidente che il mediatore principale dell’erezione è l’ossido nitrico, rilasciato inizialmente dalle fibre non-adrenergiche-non-colinergiche e dall’azione dell’acetilcolina sulle cellule endoteliali, e successivamente come conseguenza dello stiramento delle pareti vasali dovuto all’aumentato flusso ematico. Il ruolo fisiologico degli altri mediatori citati è probabilmente secondario.

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