Isteroscopia: preparazione, è dolorosa, polipo, quando farla, costo

MEDICINA ONLINE Hysteroscopy OVAIO TUBE FALLOPPIO OVAIA OOCITA OVOCELLULA SPERMATOZOO UTERO VAGINA FONDO CERVICE TUMORA CANCRO POLICISTICO SALPINGOGRAFIA ECOGRAFIA STERILITA GRAVIDANZA IChe cos’è l’isteroscopia?

L’isteroscopia è una tecnica mini invasiva endoscopica che permette di vedere all’interno della cavità uterina senza dover usare il bisturi, attraverso uno strumento sottile chiamato isteroscopio, in modo diretto o attraverso un monitor collegato ad una apposita telecamera posizionata sull’isteroscopio. L’isteroscopia che comprende lo studio anche delle tube di Falloppio, prende il nome di “isterosalpingoscopia“. L’isteroscopio viene introdotto nell’utero attraverso la vagina. La metodica, pur potendo essere lievemente fastidiosa, elimina il più possibile Continua a leggere

Salpingi (tube di Falloppio): cosa sono, dove sono ed a che servono?

MEDICINA ONLINE OVAIO TUBE FALLOPPIO OVAIA OOCITA OVOCELLULA SPERMATOZOO UTERO VAGINA FONDO CERVICE TUMORA CANCRO POLICISTICO SALPINGOGRAFIA ECOGRAFIA STERILITA GRAVIDANZA INCINTA INFERTILE.jpgLe tube di Falloppio (anche chiamate “salpingi”, “tube uterine”, “trombe di Falloppio” od ovidutti) sono due condotti pari (cioè ne esistono due, uno destro e l’altro sinistro) simmetrici che mettono in comunicazione ciascuna delle due ovaie con l’utero, permettendo quindi all’ovulo di incontrare lo spermatozoo e, in caso di fecondazione, Continua a leggere

Tube di Falloppio chiuse: cosa sono e come “aprirle”?

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Quando lo sperma viene emesso in vagina con l’eiaculazione, svariati milioni di spermatozoi iniziano un lungo viaggio alla ricerca della cellula uovo, annidata in una delle due tube di Falloppio (condotto che unisce l’ovaio all’utero). Si tratta di un viaggio piuttosto impervio, tanto che la stragrande maggioranza dei gameti maschili perisce ancor prima di intravedere l’ambita meta. E’ un vero e proprio viaggio di eliminazione, dove la selezione è estrema: gli spermatozoi sono tanti proprio per questo motivo (1 su milioni ce la fa!). Continua a leggere

Isterosalpingografia: come si fa, dolore, preparazione, rischi, costo

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  • utero: canale cervicale, istmo, cavità uterina;
  • tube uterine (salpingi) fino all’ostio addominale (estremità della tuba che si apre nel cavo peritoneale che riceve l’ovocita al momento dell’ovulazione).

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Chiusura delle tube: perché si fa, età, costo e reversibilità

MEDICINA ONLINE Hysteroscopy OVAIO TUBE FALLOPPIO OVAIA OOCITA OVOCELLULA SPERMATOZOO UTERO VAGINA FONDO CERVICE TUMORA CANCRO POLICISTICO SALPINGOGRAFIA ECOGRAFIA STERILITA GRAVIDANZA INCINTA INFERTILELa chiusura delle tube (o sterilizzazione tubarica, sterilizzazione femminile, legatura delle tube) è il metodo contraccettivo chirurgico più diffuso tra le donne, caratterizzato dal “blocco” delle tube di Falloppio (tube uterine). È un metodo contraccettivo molto efficiente ed è certamente drastico, in quanto si tratta di una sterilizzazione tendenzialmente permanente anche se in alcuni casi può essere reversibile.

Tecnica dell’intervento

La chiusura delle tube nella donna si può eseguire in varie maniere: tramite approccio vaginale, tramite laparoscopia, con una minilaparotomia (“minilap”) oppure con una vera e propria laparotomia. Si tratta fondamentalmente di interrompere il decorso tubarico con vari metodi. L’intervento addominale (laparoscopico o laparotomico) prevede l’incisione delle due tube con allontanamento dei monconi residui; quello vaginale prevede l’inserimento di una sostanza non riassorbibile, che forma una sorta di “barriera” a livello tubarico. Si preferisce per lo più l’approccio laparoscopico per la brevità dell’intervento e per la sua relativa semplicità, mentre la via laparotomica è preferita quando la chiusura delle tube si effettua nel contesto di un altro intervento (taglio cesareo, cisti ovariche, eccetera).

Che genere di anestesia viene usata?

Può essere fatta sia in anestesia totale (di circa 30 minuti), che in locale o spinale, a seconda del tipo di intervento. Per approfondire, leggi anche: Differenza tra anestesia locale, regionale, generale, spinale ed epidurale

Quando posso fare l’operazione?

La donna può effettuare questo intervento a qualsiasi età. Può scegliere di avere una chiusura delle tube subito dopo aver partorito con parto vaginale o cesareo (legatura postparto), dopo un aborto (legatura postaborto), o in qualunque momento del vostro ciclo mestruale. La sterilizzazione postparto è per alcuni versi conveniente poiché la donna è già in ospedale o in clinica. D’altro canto, un neonato apparentemente sano può sviluppare un problema nelle settimane successive al parto che potrebbe portarlo a decesso: in questo caso la donna potrebbe “rimpiangere” la scelta di effettuare una legatura immediatamente nel postparto. E’ doloroso parlarne, ma è una eventualità da tenere in considerazione.

Rischi dell’intervento

I rischi di una legatura delle tube sono quelli generalmente legati ad un intervento chirurgico ed all’anestesia, ma sono molto bassi:

  • rischi legati all’anestesia, specie se totale;
  • rischio di lesione all’utero o altri organi vicini come intestino o vescica;
  • rischio di sanguinamento interno o esterno;
  • rischio di sviluppare una infezione nel sito operatorio.

Controindicazioni all’intervento

Non esistono controindicazioni particolari, se la donna è sana. L’intervento non è ovviamente indicato per le donne che non hanno deciso, in modo definitivo, di non avere altri figli.

Vantaggi dell’intervento:

  • è un’operazione relativamente semplice, con minime complicazioni, che richiede l’unico intervento e il ricovero di un giorno o può anche essere effettuato come intervento ambulatoriale;
  • è in molti casi reversibile;
  • richiede solo il congedo di malattia di una durata molto breve;
  • è un metodo contraccettivo molto efficiente e ad alto tasso di successo;
  • la donna non si deve ricordare di non dimenticare di prendere la pillola;
  • la donna non deve più assumere alcuni ormoni contraccettivi perché si tratta di un metodo utilizzabile anche nelle pazienti che temono preparati ormonali o non possono assumerli (portatrici della mutazione di Leiden, stati dopo la trombosi, tumori del seno, varicosi, intolleranza ai preparati).

Post intervento: quanto tempo ci vuole per tornare alla normalità?

Dopo l’operazione la donna rimane nella sala di risveglio per un tempo variabile in base alle sue condizioni. Successivamente, se eseguita una anestesia locale e salvo complicazioni, la donna può tornare a casa dopo poche ore. In caso di anestesia totale o spinale o in caso di complicazioni, verrà chiesto alla paziente di rimanere più a lungo, anche per la notte o oltre. Tornata a casa la donna NON deve svolgere compiti o lavori fisicamente pesante per almeno una settimana dopo l’operazione. La maggior parte delle donne si riprende completamente entro due settimane dall’intervento.

Legatura delle tube: sarò subito sterile? Quando riprendere l’attività sessuale?

La sterilità è subito presente al termine dell’intervento. Si può riprendere l’attività sessuale dopo circa una decina di giorni dall’intervento ed in ogni caso solo quando vi sentirete a vostro agio.

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Legature delle tube: come cambiano le mestruazioni?

Dopo una legatura delle tube la donna continuerà ad avere il ciclo mestruale esattamente come prima: la maggior parte delle donne racconta infatti che non vi sono stati cambiamenti nelle loro mestruazioni. Se osservate che esse cambiano, non è necessariamente per colpa dell’operazione: ricordate che le mestruazioni possono cambiare con l’età o con altre patologie, anche senza essersi sottoposte ad un intervento di sterilizzazione. In caso di cambiamenti improvvisi del ciclo, si consiglia di interpellare il proprio ginecologo.

Utero con tube di Falloppio tagliate (legatura delle tube)

La legatura delle tube è reversibile o no?

Non è affatto vera l’opinione comune che un’inversione di legatura delle tube, rispetto alle possibilità di concepimento, sia caratterizzato da un alto tasso di insuccesso, anzi: secondo il Centro Infertilità di Saint Louis, le inversioni di legatura delle tube hanno un grande successo, tanto che le donne possono aspettarsi un tasso di fertilità del 95%, dopo che la procedura sia stata eseguita. La clinica esegue l’intervento chirurgico in laparoscopia. Presso il Centro Reversal Chapel Hill, invece, i medici offrono un tasso di successo nell’ottenimento di una gravidanza dopo l’intervento chirurgico di reversione del 75%, percentuale comunque ottima. Le percentuali di successo offerte da entrambe queste cliniche rispecchiano complessivamente la media nazionale. Tuttavia, è corretto puntualizzare che questi tassi di successo scendono drasticamente quando la paziente è di età superiore ai 40 anni; ma questo, d’altronde, è anche un fatto puramente fisiologico. I ginecologi e gli ostetrici fanno correttamente presente di non mettersi comunque nelle condizioni di aspettativa più rosee, quando si esegue l’intervento di reversione su donne d’età superiore ai 35 anni. Questo è un atteggiamento prudenziale del tutto corretto, ma bisogna comunque considerare che siamo ancora di fronte a percentuali di tutto rispetto. Complessivamente, difatti, per le donne sotto i 30 anni, il tasso di successo di gravidanza è del 77%. Per le donne che sono di età compresa tra 35 e 39 anni, il tasso di successo scende a circa il 62%, che comunque è ancora una percentuale, per l’appunto, del tutto rispettabile. Per le donne oltre i 40 anni la percentuale scende ulteriormente al 34%, che comunque non è affatto una percentuale trascurabile, se posta in rapporto all’immaginario comune dell’irreversibilità di questo tipo di intervento. Di certo, se la legatura delle tube ha coinvolto una cauterizzazione (cioè una bruciatura chirurgica delle estremità delle tube stesse, una volta resezionate e legate), è chiaro che le probabilità che un’inversione porti un successo riproduttivo sono molto più basse, proprio a causa dei danni provocati alle tube, ma non è affatto necessario intervenire con una cauterizzazione, anzi si può espressamente richiedere che ciò non avvenga, tanto in ogni caso l’intervento, se ben praticato, ottiene una sicurezza contraccettiva attorno al 100%.

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Sindrome da legatura delle tube

Secondo alcuni ricercatori esisterebbe una sindrome legata alla chiusura delle tube chiamata “Sindrome da legatura delle tube”, in inglese Post Tubal Ligation Syndrome. Appare comunque non esservi concordanza nel mondo scientifico sotto questo punto di vista, si tratta di un argomento controverso, ma alcune donne sostengono che dopo che aver avuto la loro legatura delle tube, soffrono di quella che viene chiamata appunto “sindrome post-legatura delle tube”. Alcuni dei sintomi più comuni sono periodi mestruali più pesanti del normale, crampi, mal di schiena e sbalzi d’umore estremi. Alcuni medici sostengono che la sindrome non esista, mentre altri ritengono che la sindrome sia molto reale. Secondo uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine da un gruppo di ricercatori di Atlanta, tale sindrome risulterebbe inesistente.

Corrispondente maschile

Il metodo contraccettivo chirurgico usato per l’uomo, corrispondente alla legatura delle tube, è la vasectomia, tecnica che comporta decisamente minori complicazioni ed effetti collaterali rispetto alla chiusura delle tube. Per approfondire, leggi anche:

Quanto costa una legatura delle tube?

Il costo di una chiusura delle tube è estremamente variabile in base alla clinica dove viene effettuata ed agli operatori che la eseguono. Generalmente il prezzo di una legatura delle tube oscilla tra 2000 ed i 7000 euro che includono: le parcelle dei medici e degli infermieri, le visite di controllo, la clinica, l’anestesista ed i farmaci.

Efficacia della legatura delle tube rispetto ad altri metodi contraccettivi

L’indice di Pearl è il numero che esprime la quantità di gravidanze indesiderate nel corso di un anno su 100 donne che hanno utilizzato lo stesso metodo contraccettivo: come vedete dallo schema di seguito pubblicato, la legatura delle tube è un metodo contraccettivo estremamente efficiente. C’è comunque una probabilità di circa il 2% di rimanere incinta nell’arco temporale di 10 anni dopo l’operazione.

Metodo Indice di Pearl
rapporto sessuale non protetto 85
metodo dei giorni infertili 24
misurazione della temperatura basale 24
misurazione della densità del muco cervicale 24
spermicidi 3 – 21
astinenza periodica 20
coito interrotto 4 – 18
diaframma 6 – 18
pesar 2 – 15
preservativo 2 – 12
spirale intrauterina 0,8 – 3
contraccezione ormonale combinata 0,1 – 3
contraccezione orale progestinica 0,5 – 3
contraccezione iniettabile progestinica 0,3
impianti progestinici 0,04
sterilizzazione femminile 0,4
sterilizzazione maschile 0,15

La legatura delle tube “cambia” la femminilità?

No, il corpo della donna continuerà a produrre gli ormoni la “rendono donna”. Non vi saranno cambiamenti nella pelle o nelle mammelle. La donna NON avrà la menopausa prima del normale e NON causa un aumento di peso, a meno che la paziente non aumenti l’introito calorico giornaliero, abbia una patologia relativa al metabolismo (ad esempio ipotiroidismo) o diminuisca l’attività fisica.

La legatura delle tube interferisce con l’impulso sessuale?

Probabilmente non del tutto. L’impulso sessuale generalmente non cambia ma è difficile prevedere come una legatura possa interferire col complesso modno della sfera sessuale femminile. Alcune donne riferiscono che senza la preoccupazione di avere una gravidanza accidentale e senza il fastidio di altri metodi contraccettivi, esse ed i loro partner trovano il sesso più piacevole e spontaneo.

La legatura delle tube interferisce sull’emotività?

La decisione di dare un taglio alla propria fertilità non è semplice: la donna potrebbe sentirsi un po’ triste nel porre fine al compito “materno” della sua vita. Potrebbe sentirsi “invecchiata” o avere un rimorso quando vede un bambino appena nato. Queste sensazioni di solito finiscono col tempo. D’altro canto la donna potrebbe sentirsi sollevata dal fatto di non avere più la preoccupazione di rimanere incinta accidentalmente. E’ insomma difficile prevedere quale sia la reazione emotiva ad una sterilizzazione, specie se sono contemporaneamente presenti patologie psichiatriche come depressione e disturbi dipolari.

La legatura delle tube protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili, come l’AIDS?

No. La chiusura delle tube rende soltanto incapaci di mettere al mondo un bambino, ma non vi protegge dalle malattie sessualmente trasmesse: per tale scopo è essenziale usare una “barriera meccanica” come il profilattico.

La sterilizzazione femminile è il giusto metodo per me?

Ci sono un numero di fattori che dovreste considerare per determinare se la sterilizzazione femminile sia il giusto metodo contraccettivo per voi. Come con qualunque contraccezione, dovreste prima parlare con il vostro dottore e con il vostro partner prima di considerare seriamente la sterilizzazione. Questo è particolarmente importante sia per la sterilizzazione maschile per quella femminile, poiché gli effetti sono potenzialmente irreversibili. Considerate l’uso di altri metodi contraccettivi. Valutate a lungo i pro ed i contro. La sterilizzazione femminile potrebbe essere un efficace metodo per voi se una o più delle seguenti condizioni è vera:

  • voi e il vostro partner avete tutti i figli di cui avreste sempre voluto avere;
  • voi e il vostro partner non volete avere bambini e voi non potete o non volete usare metodi temporanei di contraccezione;
  • volete un metodo permanente ed irreversibile;
  • avete l’assoluta certezza di non volere altri bambini;
  • non volete affrontare la possibilità di abortire se un vostro metodo temporaneo dovesse fallire;
  • volete poter avere rapporti sessuali senza usare altri metodi contraccettivi e senza la paura di gravidanza accidentale.

Nel caso in cui abbiate rapporti con un solo partner fisso, è preferibile che sia lui ad effettuare la vasectomia – operazione molto più semplice e sicura – mentre nel caso in cui abbiate rapporti con più partner, la legatura rappresenta la soluzione ideale, sempre tenendo a mente che non vi protegge dalle malattie sessualmente trasmesse il cui rischio aumenta all’aumentare del numero dei partner.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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Non riesco a rimanere incinta: e se la colpa fosse dell’uomo?

uomo-tristeIn passato quando una coppia non riusciva ad avere figli, si pensava subito che il problema dipendesse dalla donna e raramente il primo ad essere messo sul “banco degli imputati” era l’uomo. Ciò rappresenta un errore, dal momento che ben un terzo di tutte le infertilità dipendono dal partner maschile. Se si sospetta che l’infertilità dipenda dall’uomo si procederà con uno spermiogramma (analisi del liquido seminale), per analizzare la qualità degli spermatozoi, la mobilità e la forma. Inoltre si può anche effettuare un dosaggio ormonale del testosterone. Il liquido seminale consta di una parte cellulata (spermatozoi) e di una parte liquida; gli spermatozoi vengono prodotti a livello testicolare mentre la parte liquida deriva principalmente dall’attività della prostata e delle vescicole seminali. Il fattore determinante ai fini della fertilità è rappresentato dalle caratteristiche degli spermatozoi: questi ultimi devono essere in numero adeguato (più di 20 milioni per ml) e soprattutto devono essere dotati di corretta motilità; devono quindi avere una buona motilità rettilinea sia rapida che lenta.

Le soluzioni?
Se lo sperma dell’uomo si rivela “debole“ (non contiene molti spermatozoi oppure gli spermatozoi sono morfologicamente o funzionalmente alterati), la medicina può venirvi incontro. La qualità e la quantità degli spermatozoi possono essere influenzati da svariati fattori, alcuni dei quali possono essere risolti cambiando abitudini di vita errate, a tale proposito leggi anche:

In caso la qualità dello sperma non migliori, la coppia potrà ricorrere alla FIVET (Fertilizzazione In Vitro con Embryo Transfer): verrà prelevato uno degli ovuli della donna, che sarà poi fecondato in provetta da uno degli spermatozoi selezionati del tuo partner, spermatozoo che sarà comunque scelto accuratamente perché non deve presentare nessuna anomalia (questa tecnica è chiamata anche ICSI (Intracytoplasmatic Sperm Injection).

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
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Non riesco a rimanere incinta: colpa dell’utero

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Plastica Benessere Dietologo Nutrizionista Roma Cellulite Sessuologia Ecografie DermatologiaSmettere di fumare Dimagrire cavitazione gravidanzaProblemi all’utero possono condurre a problemi di infertilità, dal momento che esso permette all’embrione di svilupparsi. Durante questo processo l’utero si ricopre di una mucosa (l’endometrio) che permette all’embrione di annidarsi nell’utero.

Cos’è che può creare un problema?
A volte può essere presente una cisti all’utero che ostacola l’insediamento dell’embrione. Anche l’endometriosi (la presenza di parti di mucosa in aree inappropriate) può intralciare la fecondazione. Inoltre talvolta l’utero stesso presenta una malformazione che gli impedisce di preservare un ovulo fecondato.

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Gli esami
L’indagine diagnostica prevede l’uso di isteroscopia (si introduce un sondino attraverso la cavità uterina) oppure la videolaparochirurgia.

Le soluzioni
Il tuo ginecologo ti prescriverà innanzitutto una cura farmaceutica, se il tuo problema non risulta grave (una cisti che può riassorbirsi col tempo oppure un endometriosi superficiale). Spesso però un intervento chirurgico può rivelarsi la migliore soluzione per poter aver un figlio; altrimenti l’ultima soluzione possibile consiste in un ciclo di fecondazione assistita.

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Non riesco a rimanere incinta: colpa delle ovaie che non funzionano bene

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Plastica Cavitazione Endocrino Dietologo Nutrizionista Roma Cellulite Sessuologia Ecografie DermatologiaPsicologia Gravidanza Extrauterina UteroLe ovaie hanno il compito di produrre ovuli che sono ovviamente – insieme agli spermatozoi maschili – di primaria importanza per il concepimento. Esistono due cause principali che possono ostacolare il loro corretto funzionamento e condurre a problemi di infertilità, esse sono:

  • un’insufficienza ormonale: un gran numero di ormoni (LH –ormone luteinizzante-, FSH -ormone follicolo-stimolante-, progesterone, estrogeni e altri ancora) influiscono sul funzionamento delle ovaie. Un disturbo nel funzionamento di uno qualsiasi di questi ormoni può diventare un ostacolo per il processo di ovulazione. Tramite il dosaggio ormonale (che si effettua attraverso un prelievo del sangue) si può individuare un eventuale malfunzionamento delle ovaie. Nella maggior parte dei casi, queste anomalie vengono trattate con semplici cure, attraverso l’assunzione di farmaci (per un periodo prestabilito) in grado di far funzionare correttamente il nostro organismo.
  • una cisti alle ovaie: individuata per mezzo di un’ecografia pelvica. La cisti alle ovaie è molto comune ma non sempre rappresenta un ostacolo per la riproduzione. Tuttavia è bene controllare i suoi possibili cambiamenti (grandezza e posizione) e molto spesso grazie a una semplice operazione la cisti può essere asportata velocemente, altrimenti in alcuni casi potrebbe condurre a infertilità.

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