Finalmente un po’ di sole a Roma: buon week end a tutti!

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO BAMBINO ACQUILONE SOLE TRAMONTO PANORAMA SILHOUETTEDopo un luglio talmente piovoso che sembrava di stare già in autunno, ecco arrivato agosto col suo carico di raggi solari: finalmente un po’ di sole (almeno qui a Roma!). Buon week end a tutti i lettori del blog, con la speranza che (almeno voi) possiate godervi le vacanze! 😀

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Prendere il sole fa bene alla salute del cuore: la vitamina D riduce il rischio di coronaropatia

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA MARE COSTUME ABBRONZATURA ESTATE CALDO SPIAGGIA BAGNO SOLE VACANZEDa ieri è finalmente arrivata l’estate e subito una buona notizia: prendere la “tintarella” fa bene al cuore. Occorre ovviamente proteggersi e non esagerare: il rischio di contrarre un tumore della pelle è sempre in agguato. Ma prendere questa abitudine aiuta a migliorare la salute cardiovascolare, a confermarlo ci sono parecchi studi, tra cui quello – italianissimo – che vi presento oggi. Prendere il sole fa bene alla salute del cuore: è quanto emerge da una ricerca della facoltà di Medicina di Novara, presentata al convegno dell’American College of Cardiology a Washington. Gli studiosi, che hanno esaminato 1484 pazienti, hanno infatti verificato che un deficit di vitamina D, considerata la «vitamina del sole», era comune a 7 persone su 10 che avevano effettuato un’angiografia coronarica ed era associato a un maggiore rischio di sviluppare malattie cardiache. In particolare, tra coloro che avevano una mancanza di vitamina D, la possibilità di andare incontro alla coronaropatia (malattia delle arterie coronariche) era maggiore del 32 per cento. Resta ancora da chiarire se un supplemento di vitamina D può aiutare a prevenire il rischio cardiovascolare. Nonostante non vi siano dati certi su questo, il consiglio dell’American College of Cardiology è di mangiare cibi ricchi di vitamina D come pesce, cereali e uova, e fare attività all’aperto.

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Primo mare, primo sole: i consigli per proteggere la nostra pelle dalle scottature (anche a tavola)

Fa molto caldo qui a Roma e sono sicuro che le spiagge di Ostia e Fregene in questo momento saranno molto affollate! La voglia di godersi il primo sole è sicuramente tanta e, ad essere sincero, se non avessi da lavorare, anche io sarei in spiaggia cullato dai raggi di sole! Nonostante non sia ancora estate, è necessario ricordare alcune precauzioni per evitare scottature e danni causati dall’esposizione ai raggi ultravioletti. Ecco alcuni pratici consigli che possono tornarvi molto utili per “salvare la vostra pelle” come diceva Ligabue in una vecchia canzone!

1) La protezione inizia prima di arrivare in spiaggia: perché i solari siano efficaci occorre applicarli una ventina di minuti prima dell’esposizione al sole. E’ poi importante che siano usati su tutta la superficie del corpo, anche nelle zone poi coperte dal costume. Vanno inoltre riapplicati ogni 2 o 3 ore, dopo un’immersione in acqua o dopo aver sudato

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2) Scegliere la protezione giusta: il corretto livello di protezione dipende dal fototipo di ciscuno. Chi ha occhi e pelle chiara, e capelli biondi ad esempio ha una pelle con minor capacità di resistere ai danni dei raggi ultravioletti. Chi, al contrario, ha occhi e capelli più scuri e carnagione olivastra ha un fototipo alto, ovvero può esporsi con maggior tranquillità al sole.

3) Non abbassare la protezione: in molti, dopo aver applicato delle creme solari ad alta protezione, nei primi giorni di sole, tendono a passare a protezioni di livello inferiore, ma non si dovrebbe mai fare. Questo perché gli studi ci dicono che la reale protezione non viene mai applicata a dovere, dunque sarebbe consigliabile mantenere una protezione alta nel tempo.

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4) Proteggersi anche quando si fa sport: è assolutamente consigliabile ricorrere alle protezioni solari anche quando si fa sport all’aria aperta, quando si suda e non si pensa all’azione dei raggi ultravioletti.

5) Massima attenzione ai bambini: i più piccoli che, specie in questa stagione e in estate trascorrono molto tempo fuori casa, vanno adeguatamente protetti, sempre. E’ infatti dimostrato che l’esposizione violenta ai raggi Uv (dunque con scottature) in età pediatrica è uno dei maggiori fattori di rischio per l’insorgenza di tumore della pelle in età adulta.

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6) La prevenzione si fa anche a tavola: è molto importante alimentarsi e idratarsi adeguatamente. In estate e quando ci si espone al sole maggiormente, è bene idratarsi, bevendo almeno due litri di acqua al giorno. La dieta poi aiuta a prevenire i danni dei raggi ultravioletti e a ripararli (vedi punto successivo).

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7) Sì a frutta e verdura di stagione in quantità: la natura ci fornisce ciò di cui abbiamo maggiormente bisogno. Dopo un’esposizione al sole è bene introdurre degli antiossidanti naturali, primo tra tutti l’uva, che matura proprio ad estate inoltrata, quando la pelle ne ha più bisogno. Via libera poi a verdura e frutta colorata: pomodori, albicocche, meloni e pesche sono tutti ricchi di beta-carotene, che aumenta la naturale protezione della pelle nei confronti del sole.

8) Usa un multivitaminico: un integratori completo di vitamine e sali minerali, aumenta le possibilità di avere una abbronzatura perfetta. Noi vi consigliamo questo prodotto: https://amzn.to/3wPTlxT

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Pelle spellata: cinque consigli per salvare la nostra cute

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA MARE COSTUME ABBRONZATURA ESTATE CALDO SPIAGGIA BAGNO SOLE VACANZESpellare è normale dopo una scottatura causata dal sole, in quanto gli strati di pelle danneggiata vengono sostituiti e quindi cadono. È molto importante usare una crema solare protettiva quando si è all’esterno, anche nei giorni freschi, in modo da evitare che il sole danneggi la pelle. Ciò potrebbe portare alla formazione di rughe e potrebbe addirittura causare il cancro alla pelle.

IDRATARE LA PELLE
Bisogna aumentare il più possibile l’idratazione della pelle. L’acqua, insieme a tutto quel che contribuisce a restituire liquidi, può riportare elasticità all’epidermide. E una pelle elastica non si squama. Non bisogna lasciare che la propria pelle “soffra” la sete.

CALENDULA
Per le pelli spellate un ottimo ausilio arriva dalla calendula. Si tratta di un’erba lenitiva, che attenua il rossore e riporta la pelle sulla strada della salute. Si può acquistare una crema già pronta, meglio un gel, che è anche rinfrescante. Si applica sulle zone spellate e, non appena le parti iniziano a rimarginarsi, si passa una crema nutriente e idratante.

ALOE VERA
Difficile avere la pianta, si può andare in erboristeria e prendere il gel. Chi usa la pianta per la prima volta faccia attenzione e provi prima su una parte di pelle sana, perché l’estratto puro potrebbe causare allergia alle pelli più sensibili.

TIGLIO, LAVANDA, SALVIA
Ottimi rimedi sono creme e preparati a base di tiglio, di lavanda o di salvia, o anche di un mix di tutte e tre. La finalità è sempre far ‘ricompattare’ la pelle in modo da poter poi procedere a restituirle la sua naturale elasticità con altri rimedi.

COMPATEZZA DELL’EPIDERMIDE
Oltre a spalmare la crema per eliminare i brandelli di pelle, si può cercare di recuperare la compattezza dell’epidermide. Il nutrimento può arrivare da un gran numero di erbe, che favoriscono l’idratazione. Si può quindi prendere l’abitudine di bere almeno una volta al giorno una tisana alla calendula o ai frutti di bosco, al limone, alla camomilla o alla menta.

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Prendere il sole in gravidanza: le regole da seguire per la sicurezza nostra e del nostro bambino

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO GRAVIDANZA PANCIA MATERNITA MAMMA GINECOLOGIA CONCEPIMENTO PARTO PANCIONE FIGLIO MADRETutte le donne che hanno avuto almeno una gravidanza hanno sicuramente notato che la loro pelle in quei giorni era diventata più sensibile. Questo è dovuto allo stato ormonale tipico della dolce attesa. Anche questo fa parte di tutti quei cambiamenti a cui assistiamo durante i 9 mesi di gestazione. Non dobbiamo dimenticare però che questa maggior sensibilità va estesa anche all’esposizione solare. E per questo motivo dobbiamo sempre prendere delle precauzioni ogni volta che ci mettiamo al sole per abbronzarci un po’.

Continua la lettura su https://www.periodofertile.it/gravidanza/prendere-il-sole-in-gravidanza-le-regole-da-seguire#:~:text=Anche%20questo%20fa%20parte%20di,sole%20per%20abbronzarci%20un%20po’.

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La giornata ideale per avere un’abbronzatura perfetta

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO AMORE COPPIA SESSO SESSUALITA IN SPIAGGIA MARE ESTATE ABBRONZATURA SOLE CALDO VACANZE ABBRACCIOIn genere l’obiettivo di tutti in questo periodo è conquistare una splendida abbronzatura. Certo, per realizzare questo desiderio non è necessario sdraiarsi sotto il sole come le lucertole per tutto il giorno, con il rischio di incorrere in qualche spiacevole scottatura, per non parlare dei danni permanenti che il sole provoca alla pelle ed alla salute. Come fare, allora, per guadagnare una tintarella uniforme senza incappare in rischi? Vediamolo insieme.

La giornata ideale per un’abbronzatura perfetta in poche, semplici mosse

Ore 9.00 colazione leggera con fette biscottate e marmellata ed un succo di pomodoro o carote. Se avete fretta potete optare per un succo ACE. Fate una rapida doccia esfoliante. Evitate assolutamente di utilizzare deodoranti e profumi a base di alcol che possono provocare reazioni quando vi esporrete al sole.

Ore 10.00 iniziate a spalmarvi la crema solare PRIMA di andare in spiaggia: non tutti lo sanno ma queste creme iniziano a fare effetto dopo un certo periodo di tempo dall’applicazione. Il mio consiglio è di spalmarle circa 30 minuti prima dell’esposizione al sole e per essere efficaci devono essere spalmate regolarmente e generosamente.

Ore 10.30 direzione spiaggia. Per i più fortunati che possono raggiungerla a piedi o in bicicletta la giornata inizia nel migliore dei modi anche per il fisico ed il metabolismo. Arrivati in spiaggia posizionatevi più vicino possibile al bagnasciuga per godere della brezza che arriva dal mare e per avere l’acqua a portata di mano; fate una lunga e lenta nuotata in stile rana per risvegliare ogni muscolo distendendolo e tonificandolo. Fornitevi di kit di sopravvivenza ad una giornata di mare che è composto da: acqua a volontà, telo, creme protettive, cibi antiossidanti (carota, lattuga, ciliegie, pesche gialle, albicocche, anguria, uva), integratori di sali minerali e ombrellone;

Dalle 12:00 alle 15:30, è opportuno difendersi dai raggi solari trascorrendo la maggior parte del tempo all’ombra. Ricordatevi che i raggi solari riescono in parte ad attraversare il telo del vostro ombrellone (specie se è economico) e dei vostri indumenti. Concedetevi un pranzo light, magari a base di tonno, pomodori, insalata; concedetevi un sonnellino sotto l’ombrellone che arricchisce la giornata dedicata al relax. Ricordate di applicare le creme solari ogni 2 ore, scendendo man mano di fattore di protezione. Approfittate dello spazio in cui vi trovate per giocare in spiaggia con la palla, i racchettoni, nuotare e fare sport acquatici, passeggiare in acqua e sulla riva del mare: aumenterete la possibilità di abbronzarvi in modo uniforme e farete del bene a corpo e metabolismo.

Ore 18:00 il corpo ha già fatto il pieno di sole ma non sottovalutate la possibilità di restare in spiaggia per fissare al meglio l’abbronzatura con raggi tenui del sole. Rientrati in casa concedetevi una doccia rinfrescante ed un ricco passaggio di crema idratante.

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Vuoi abbronzarti in totale sicurezza? Scopri a quale fototipo appartieni

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Benessere Dietologia Sessuologia Ecografie Tabagismo Smettere di fumare abbronzarti sicurezza quale fototipo appartieniIl fototipo di una persona è una classificazione utilizzata in medicina, determinata sulla qualità e sulla quantità di melanina presente in condizioni basali nella pelle. Esso indica le reazioni della pelle all’esposizione alla radiazione ultravioletta ed il tipo di abbronzatura che è possibile ottenere tramite essa. Conoscere il proprio fototipo è il punto di partenza fondamentale per preservare la salute della propria pelle e per comportarsi correttamente durante l’esposizione alla radiazione ultravioletta della luce solare. La medicina distingue sei tipi di fototipo nell’adulto:

Fototipo 1

Caratteristiche: pelle bianca, lentiggini, capelli rossi, occhi chiari, celesti o verdi.

Sarebbe il caso di iniziare ad assumere degli integratori a base di betacarotene e flavonoidi un paio di settimane prima della partenza, per stimolare la produzione di melanina continuando per il soggiorno”. Attenzione: bisogna partire lentamente, con 15 minuti di esposizione il primo giorno arrivando a mezz’ora solo dopo una settimana. Come filtro, protezione molto alta in crema almeno fino al settimo giorno.

Fototipo 2

Caratteristiche: pelle rosata, capelli biondi, occhi chiari ma anche nocciola pallido

“In questo caso – dice l’esperto – bisognerebbe assumere fin da 15 giorni prima uno o più integratori per via orale a base di betacarotene e flavonoidi, proprio come nel primo caso. L’esposizione può aumentare, ma di poco: 20 minuti il primo giorno, mezz’ora dal secondo e massimo un’ora fino alla settimana. Anche in questo caso è indicata una protezione molto alta almeno fino al quarto giorno per poi diminuire. Fino al settimo giorno meglio una crema”. Un consiglio? Mangiate una coppa di more e mirtilli e un paio di fette d’anguria al dì.

Fototipo 3

Caratteristiche: : pelle dorata, capelli castani o bruni, occhi verde scuro o bruni

Per il fototipo 3 conviene seguire prima della partenza le stesse indicazioni del 2, sospendendo però l’integrazione una volta al mare o in montagna. Quanto all’esposizione, si può iniziare con 20-30 minuti per poi salire a 45 dal secondo al quarto giorno. Dal settimo in poi, anche due ore. La protezione indicata è alta fino al quinto giorno, poi media fino alla fine con crema, emulsione o latte”. In questo modo, avrete una pelle caffelatte nel giro di qualche giorno.

Fototipo 4

Caratteristiche: pelle normale/olivastra, capelli neri, occhi marrone scuro

L’indicazione del fototipo 2 rimane valida anche per chi ha la pelle più scura tuttavia si possono scegliere integratori a base di sali minerali, proseguendo per tutto il soggiorno. Si può partire subito con 30-45 minuti di esposizione fino al quarto giorno e passare a 1-2 per le altre giornate in spiaggia”. In questo caso la protezione indicata è alta all’inizio, media fino al traguardo della settimana e bassa in seguito. Si può scegliere fra gel, olio o latte. Un consiglio? Evitate i cibi piccanti e molto salati, favoriscono la sudorazione.

Fototipo 5

Caratteristiche: pelle scura, occhi e capelli scuri

La reazione al sole sarà un’abbronzatura intensa, per cui consiglio una protezione media nei primi giorni per poi passare a una bassa. In ogni caso, un latte a bassa protezione basta a mantenere luminosa l’abbronzatura.

Fototipo 6

Caratteristiche: pelle molto scura/nera, occhi e capelli neri

E’ consigliata una crema protettiva solo nel caso di esposizione continua e costante.

Piccola curiosità: la medicina usa per il bambino una classificazione del fototipo completamente diversa (tre fototipi e non sei).

I migliori prodotti per una abbronzatura luminosa e duratura

Qui di seguito trovate una lista di prodotti di varie marche per la cura ed il benessere della tua pelle, in grado di migliorare l’abbronzatura e farla durare a lungo:

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Come “funziona” l’abbronzatura e quali danni provoca il sole?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA MARE COSTUME ABBRONZATURA ESTATE CALDO SPIAGGIA BAGNO SOLE VACANZEIn questi giorni i più fortunati di voi hanno cominciato a dedicarsi alle tanto attese vacanze. Chi tra i lettori del sito ha optato per le vacanze al mare ha cominciato ad abbronzarsi, ma si è mai chiesto come funzione l’abbronzatura e che mutamenti determina sulla nostra pelle? Per capirlo cominciamo illustrando brevemente il principale responsabile della tintarella: la luce del sole.

Luce del sole e raggi UV

Lo spettro solare è formato da energia elettromagnetica, con lunghezza d’onda che si estende da 200 a 1800 nanometri (nm). Le lunghezze d’onda più corte, che raggiungono la terra, sono le radiazioni ultraviolette (UV), che si suddividono in UVC (200-290 nm), UVA (320-400 nm) e UVB (290-320 nm); in particolare:

  • UVC (100-280 nm): hanno energia molto elevata ma vengono filtrate dall’ozono atmosferico e non raggiungono la superficie terrestre;
  • UVA (320-400 nm): sono i raggi meno energetici (l’energia è inversamente proporzionale alla lunghezza d’onda), ma riescono a penetrare fino al derma dove possono danneggiare collagene ed elastina. Le radiazioni UV-A promuovono il processo di maturazione della melanina già presente nei melanosomi trasferiti ai cheratinociti: tali radiazioni sono perciò responsabili della pigmentazione immediata della pelle, che compare già durante l’esposizione al sole e regredisce nell’arco di 2-3 ore (“fenomeno di Meyrowsky”);
  • UVB (280-320 nm): inducono le più comuni reazioni biologiche dovute ad esposizione solare, sono eritematogeni e sono i veri responsabili dell’abbronzatura duratura, perché stimolano la melanogenesi, che prosegue anche dopo l’esposizione.

Numerose variabili influenzano la qualità dell’irradiazione: stagione, altitudine, latitudine, ora del giorno e anche umidità ed inquinamento atmosferico. Relativamente all’altitudine, un suo aumento di 1000 m determina un incremento del 15-20% dei raggi UVB, mentre i raggi UVA non subiscono modifica. La riflessione delle radiazioni UV avviene da parte del cielo, delle nuvole, del suolo e tale fenomeno è particolarmente evidente qualora ci si trovi in presenza di neve (con la neve fresca viene riflesso l’80% della luce, con la neve vecchia il 50%), sabbia asciutta (24%), acqua (9%) (3V Cosmetic division tecnica report No 3 Edition 1/1).
Fino a qualche anno fa, l’attenzione era focalizzata soprattutto sugli UVB, in quanto responsabili degli effetti immediati e visibili delle radiazioni solari nei confronti della cute. Oggi, invece, c’è la consapevolezza che gli UVA, essendo più penetranti, sono maggiormente correlabili alla formazione di tumori cutanei, al fotoaging, alla fotoimmunosoppressione ed ai fenomeni di fototossicità e fotoallergia.

Effetti della radiazione solare sulla cute

Le radiazioni che raggiungono la pelle vengono in parte riflesse dallo strato corneo ed in parte assorbite e trasmesse alle strutture dell’epidermide e del derma.
La loro capacità di penetrare l’epidermide ed i loro effetti dipendono dalla lunghezza d’onda: più grande è questa, minore è la frequenza, quindi maggiore è la penetrazione; di conseguenza gli UVA, raggi a lunghezza d’onda più corta, possiedono maggiore capacità di penetrazione e possono causare maggior danno nel tempo; gli UVB sono invece i raggi principalmente responsabili dei danni immediati, come ad esempio l’eritema cutaneo o la scottatura.

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Risposte biologiche

Quando la pelle è irradiata si attivano alcune risposte biologiche:

  • si attiva il principale meccanismo di auto-protezione dagli UV: la pigmentazione. Dapprima si produce una pigmentazione immediata e transitoria indotta dai raggi UVA e dalla luce Visibile, che inizia dopo pochi minuti dalla prima esposizione e dura 24-36 ore. Questa prima abbronzatura è dovuta alla fotossidazione della melanina già presente nei melanociti, ma la colorazione che ne deriva è effimera e non ha funzione protettiva. Due giorni dopo la prima esposizione, tempo necessario ai melanociti per produrre melanina, inizia la pigmentazione ritardata in risposta ai raggi UVA e UVB;
  • lo strato corneo inizia ad ispessirsi (ipercheratosi) in seguito ad un’aumentata mitosi delle cellule basali dell’epidermide, allo scopo di proteggere la pelle dalle radiazioni UV;
  • inizia ad accumularsi b-carotene, una molecola antiossidante che agisce come silenziatore dell’ossigeno singoletto e come stabilizzatore di membrana;
  • vi è secrezione, con il sudore eccrino, diacido urocanico, molecola derivante dalla deamminazione dell’istidina, in grado di assorbire i raggi UVA;
  • si attivano gli enzimi superossido dismutasi (SOD) e glutatione perossidasi (GSH), quali scavenger delle forme reattive dell’ossigeno;
  • si attivano i meccanismi di riparazione e replicazione del DNA;
  • viene indotta, da parte dei raggi UVB, la produzione di vitamina D nello strato delle cellule spinose (azione anti-rachitica).

Oltre all’azione anti-rachitica attribuibile ai raggi ultravioletti, il sole ha ulteriori effetti benefici, come ad esempio un’azione disinfettante a livello della cute ed un’azione antinfiammatoria nei confronti di dermatite atopica e psoriasi.

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I danni provocati dal sole

Quando però l’esposizione è eccessiva, le risposte fisiologiche sono insufficienti e i raggi solari possono causare effetti dannosi quali:

  • l’eritema acuto dovuto ad una vasodilatazione del microcircolo del derma papillare e alla produzione da parte dei cheratinociti di sostanze infiammatorie.
  • L’ipercheratosi che, se da un latoè una risposta fisiologica dell’organismo, dall’altro può raggiungere livelli patologici qualora interessi non solo lo strato corneo, ma l’epidermide in toto ed il derma superficiale. L’ipercheratosi si sviluppa tipicamente nelle zone maggiormente esposte ai raggi ultravioletti. Molto spesso è associata ad altri segni di fotodanneggiamento ed invecchiamento cutaneo, come l’elastosi attinica, le rughe profonde o le lentiggini solari.
  • Il fotoinvecchiamento (photoaging) attinico o elastosi solare: si tratta di un’alterazione a carattere ipertrofico esclusiva della cute fotoesposta, con aspetti di disordine proliferativo che possono dare origine talvolta a neoplasia.

I quadri istopatologici più significativi si riscontrano a livello del derma, dove i raggi UVA riescono a penetrare; il derma assume un colore giallastro, si presenta fortemente ispessito, con zone simil-riparative e rende la pelle anelastica e priva di tonicità. A livello istologico si riscontrano una serie di modificazioni sia dei costituenti della matrice extracellulare sia delle cellule del derma. Il collagene viene degradato, le proteine fibrillari subiscono una grave deplezione, le fibre elastiche diventano abnormi, tortuose e si ha uno squilibrio delle loro componenti; i fibroblasti aumentano di numero. Anche istiociti e mastociti sono in numero maggiore e questi ultimi rilasciano mediatori che favoriscono la proliferazione dei fibroblasti e la chemiotassi dei leucociti. I melanociti sono irregolarmente dispersi lungo la membrana basale e le cellule di Langerhans sono notevolmente ridotte. I vasi sanguigni sono tortuosi e dilatati. Tutto questo squilibrio potrebbe essere riconducibile sia alla produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) indotte dagli UVA, sia a danni a livello del DNA provocati dagli UVB. Come conseguenza si ha, in generale, un’organizzazione strutturale difettosa ed una giunzione dermo-epidermica irregolare per lo sviluppo di papille e creste di forma e dimensione irregolari. In particolare i raggi UVB causano un danno diretto al DNA dei cheratinociti, con formazione di dimeri di timina che portando le cellule a morte programmata; inoltre sono maggiormente responsabili, rispetto agli UVA, dell’insorgenza di neoplasie della pelle diverse dal melanoma (carcinomi baso-cellulari e spino-cellulari). Più recentemente, sono stati identificati anche gli effetti dannosi dei raggi UVA associabili alla formazione di specie ossidanti, che causano immunosoppressione, danno ossidativo del DNA, induzione di mutazioni specifiche in oncogeni: a questi fenomeni viene attribuito un ruolo diretto nella patogenesi del melanoma associato principalmente ad esposizione sporadica al sole nei primi anni di vita (S.Lautenschlager, H.C.Wulf, M.R.Pittelkow “Photoprotection” Lancet 2007; 370:528-37). Ne emerge che i danni cutanei dovuti ai raggi UV sono provocati tanto dagli UVB quanto dagli UVA ed è per questo che si è concordi nel ritenere indispensabile una protezione completa, schermando sia i raggi UVB, responsabili del danno diretto alla cute, che gli UVA, prevenendo i danni indiretti a livello dell’epidermide e del derma nel lungo periodo.

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