L’intestino è l’ultima parte dell’apparato digerente ed è un tubo di diametro variabile con pareti flessibili, ripiegato più volte su se stesso e lungo circa 7 – 8 metri in tutto. L’intestino è distinto in due parti principali:
- intestino tenue (o piccolo intestino): è la prima parte dell’intestino dopo lo stomaco, è lungo circa 5 – 5,5 metri ed è composto da duodeno, digiuno ed ileo;
- intestino crasso (o grande intestino).
L’intestino crasso è lungo mediamente 170 cm (1,7 metri), ha un diametro di circa 7 cm. Ha il compito di riassorbire l’acqua e compattare le feci, mantenendo la materia fecale nel retto fino a quando può essere scaricata attraverso l’ano durante la defecazione. Anatomicamente il crasso viene suddiviso in tre tratti che vengono rispettivamente chiamati:
- cieco;
- colon;
- retto.
Il colon è ulteriormente diviso in quattro porzioni (ben distinguibili nelll’immagine in alto):
- colon ascendente;
- colon trasverso;
- colon discendente;
- colon sigmoideo (o sigma o ileopelvico) a cui fa seguito il retto e l’ano.
Da quanto detto dovrebbe apparire chiara la differenza tra intestino crasso e colon: il colon è la porzione dell’intestino crasso che esclude cieco, retto ed ano.
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Con “recettore” in biochimica si intende una proteina che ha la capacità di legarsi con una molecola specifica, definita “ligando”. Il legame di un recettore col proprio ligando, causa nel recettore una variazione conformazionale in seguito alla quale si ha una cascata di reazioni (trasduzione del segnale) che portano all’insorgenza di una risposta cellulare o un effetto biologico specifici. Il farmacologia il recettore è una molecola che rappresenta il bersaglio specifico di un dato farmaco: la definizione di recettore assume quindi – in ambito farmacologico – un significato più ampio rispetto al campo biochimico, essendo definito “recettore” qualsiasi struttura biologica (proteine, enzimi, lipidi, acidi nucleici…) che diviene bersaglio del farmaco.
E’ una delle domande più poste dai pazienti in ambito proctologico, tuttavia le opinioni della comunità scientifica. Prova a dare una risposta autorevole una ricerca pubblicata su American Journal of Gastroenterology che ha affrontato il problema studiando ben 6150 pazienti ed i loro dati pubblicati nel ‘National Health and Nutrition Examination Survey’ condotto negli anni 2009 e 2010 negli Stati Uniti. Lo studio potete trovarlo 
Una signora nostra lettrice ci ha chiesto: “Secondo voi è possibile portare avanti una relazione stabile se il sesso è poco soddisfacente o del tutto insoddisfacente?”
Con ferita in medicina si intende un tipo particolare di lesione, caratterizzata dall’interruzione traumatica di uno o più tessuti esterni o interni del corpo, causata da agenti esterni di varia natura che agiscono con modalità diversa. In relazione al percorso e alla profondità le ferite possono essere distinte in ferite superficiali (quando interessano esclusivamente lo strato cutaneo e sottocutaneo) o profonde, penetranti ed interne. In base al grado di contaminazione della ferita, quest’ultima può essere “pulita” o “contaminata”. Infine in base al meccanismo che l’ha determinata, una ferita può essere da taglio, da punta o di altro tipo (da arma da fuoco, lacero-contuse…).
Una giovane lettrice ci chiede “qual è secondo voi la differenza tra fare sesso e fare l’amore?”.