L’abuso di anti-infiammatori può causare ulcera gastrica

DOTT. EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO MEDICINA ONLINE FARMACI FARMACIA FARMACISTA BUGIARDINO BLISTER COMPRESSE CAPSULE PILLOLE FARMACOLOGIA ANTIBIOTICI ANSIOLITICI DROGHE DRUGS TERAPIA CHIMICA EFFETTI COLLATERALIL’ulcera gastrica è una soluzione di continuo della parete dello stomaco. Può variare da una semplice erosione della mucosa fino alla completa perforazione della parete. Tra i fattori socio-ambientali di rischio vanno ricordati il fumo di sigaretta, il consumo di sale, acidi grassi insaturi e in genere sostanze che stimolano la secrezione acida (caffè). Gli scienziati Robin Warren e Barry Marshall, entrambi Premio Nobel per la Medicina 2005, hanno dimostrato che la causa dell’ulcera gastrica è un batterio chiamato Helicobacter pylori, tuttavia un ruolo determinante nello sviluppo di tale patologia è l’uso di FANS.

I FANS (farmaci anti-infiammatori non steroidei) tolgono il dolore, ma “bucano” lo stomaco, oltre ad essere un fattore di rischio per il reflusso esofageo, vomito e gastrite. I farmaci anti-infiammatori fanno “pagare” cara la loro prestazione, per questo l’attenzione del paziente deve essere rivolta anche agli effetti collaterali.

Specialmente se il paziente è italiano: noi italiani sembriamo avere una bassa sopportazione del dolore rispetto ai colleghi europei i quali usano i FANS con molta più parsimonia di noi. I FANS sono farmaci usati non solo come analgesici ma anche come antipiretici, per far abbassare la febbre. Il principio attivo da cui nacquero i FANS è l’acido acetolsalicilico, immancabile in ogni casa provvista di armadietto dei medicinali e che trovate sotto il nome più comune di aspirina. Lo stomaco, però, è a rischio. Motivo per cui ogni medico si raccomanda di assumere l’aspirina sempre dopo aver mangiato.

L’aspirina fu però solo il principio dell’avvento dei FANS nella storia dei farmaci e molte sono le molecole e i principi attivi di questi farmaci. Tutti con effetti collaterali, spesso molto seri. Se lo stomaco è il primo a mal digerire l’assunzione di fans, poi ci sono i reni, il cuore e la pressione sanguigna e le piastrine. Gli effetti collaterali, spiega Repubblica nell’inserto Salute, sono legati al meccanismo di inibizione delle prostaglandine:

Il danno è insito nella modalità d’azione dei FANS, che inibiscono in definitiva le prostaglandine, sostanze deputate a regolare il flusso sanguigno dell’organo. Esistono diverse classi di prostaglandine e la loro modulazione è complessa: in sintesi, quando vengono inattivate si riduce il flusso sanguigno nell’organo, Nel rene questa situazione determina una riduzione della filtrazione e della diuresi, con conseguente aumento del volume circostante (sovraccarico salino). La pressione sanguigna sale e il cuore si affatica.

Poi ancora la diminuzione del numero di piastrine nel sangue, le cellule che aiutano la coagulazione, la riduzione di leucociti neutrofili, tipologia di globuli bianchi, fino all’anemia con la diminuzione dei globuli rossi che trasportano ossigeno e ferro nel sangue.

Non va poi sottovalutata l’eventuale ipersensibilità e allergia al singolo principio attivo, che può causare orticaria, edema, rinite, asma e nei casi più gravi anche shock anafilattico. Infine c’è il fegato, che regola il metabolismo degli zuccheri e si occupa della rimozione delle sostanze tossiche nel sangue. Per lui i FANS rappresentano un carico di “lavoro” importante e affaticato altera i livelli di transaminasi.

Nonostante gli effetti collaterali siano seri e noti, in Italia nel 2012 è stato segnato un record di consumo di questi farmaci. Pubblicizzati e venduti anche nelle parafarmacie, svolgono il loro compito contro il dolore in modo efficace e tempestivo. Ma forse è bene ricordare cosa si rischia: la pillola andrà anche giù con lo zucchero, se volete attutire il colpo allo stomaco, ma il retrogusto sarà comunque amaro per chi esagera nel suo uso.

Elenco dei principali FANS presenti nel prontuario farmaceutico nazionale

Acido acetisalicilico: Asprina (Bayer); Cemirit (Bayer)
Celecoxib: Celebrex (Pfizer)
Diclofenac: Voltaren (Novartis)
Etoricoxib: Arcoxia (Merck Sharp & Dohme)
Fluriprofene: Froben (Abbott)
Ibuprofene: Antalgil (McNeil); Momento 200 (Angelini)
Indometacina: Indoxen (Sigma-Tau); Liometacen (Promedica)
Ketorolac: Toradol (Recordati)
Ketoprofene: Artosilene (Dompé Farmaceutici); Oki (Dompé)
Naprossene: Aleve (Bayer); Synflex (Recordati)
Nimesulide: Aulin (Recordati)
Paracetamolo: Efferalgan (Bristol Myers Squibb-F); Tachipirina (Angelini)
Parecoxib: Dynastat (Pfizer Healt-S)

I principali effetti collaterali e controindicazioni dei FANS

Gli effetti collaterali di questi farmaci sono in gran parte riconducibili all’inibizione da loro indotta della sintesi delle prostaglandine. Ne consegue che la più comune reazione avversa all’assunzione di FANS è la comparsa di disturbi a carico dell’apparato digerente, con insorgenza di nausea, vomito, bruciori gastrici e diarrea. Se l’uso diventa abituale o prolungato, si può avere la formazione di vere e proprie ulcere della mucosa gastrointestinale con possibilità di emorragie che possono essere lievi ma anche, in casi particolari, così gravi da richiedere un ricovero d’urgenza. Tali effetti indesiderati possono essere ridotti se l’assunzione per via orale del farmaco avviene dopo i pasti, quindi a stomaco pieno, oppure in associazione con antiacidi o farmaci ad azione protettiva sullo stomaco. Per lo stesso motivo è opportuno evitare la contemporanea assunzione di FANS ed alcol.

Pertanto, la somministrazione di FANS non è controindicata solamente nei casi di intolleranza individuale accertata, ma anche nei soggetti affetti da ulcera gastro-duodenale pregressa o in atto, con precedenti emorragie digestive, nelle malattie epatiche o renali croniche o infine nei pazienti in trattamento con anticoagulanti. E’ assolutamente necessario consultare il medico quando già si assumono altri farmaci (per evitare inopportune interazioni farmacologiche) ed anche quando il soggetto interessato è un bambino, una donna in gravidanza o in allattamento oppure in una persona che ha superato i 60 anni. E’ stato infatti ampiamente accertato che il rischio di effetti collaterali importanti aumenta con l’età e tale fenomeno sembra correlato essenzialmente al fatto che, con l’invecchiamento, le difese della mucosa gastrica e duodenale diminuiscono.

Altri fattori di rischio sono il consumo concomitante di cortisonici, la presenza di malattie come il diabete e alcune cardiopatie, il fumo e la durata del consumo del farmaco. Inoltre, l’associazione di più FANS, di FANS con aspirina e il tipo di farmaco adoperato possono influenzare la frequenza e la gravità dei danni all’apparato digerente. Per esempio, alcuni FANS, come piroxicam e il ketoprofene, comportano un maggior rischio di complicanze mentre l’ibuprofene e diclofenac sembrano meno dannosi. Va segnalato infine che l’ingestione di questi farmaci può determinare la comparsa di eruzioni cutanee su base allergica (prurito, rash, orticaria), vertigini, sonnolenza.

Ricordate: non state prendendo una caramella, ma un farmaco.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

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L’uso regolare di aspirina raddoppia il rischio di danni alla retina

MEDICINA ONLINE OCCHIO EYE EYES ANATOMY RETINA FOVEA CORPO VITREO CORNEA VISTA VISION SCLERA COROIDE MACULA CRISTALLINO LIMBUS NEO MELANOMA NEVO MIOPIA DALTONISMO PRESBIOPIA STRABISMO OCL’aspirina e’ largamente usata per prevenire attacchi cardiaci e ictus e per trattare l’artrite, ma una nuova ricerca australiana invita alla cautela, dopo aver individuato un legame con malattie oculari dell’eta’ avanzata.

L’ASPIRINA E I DANNI ALLA RETINA

Lo studio del Westmead Millennium Institute for Medical Research di Sydney indica che l’uso regolare di aspirina è legato ad un aumento più che doppio nel rischio di contrarre degenerazione maculare legata all’età (Dmle), una patologia multifattoriale che colpisce la zona centrale della retina, detta macula, ed e’ una causa primaria di cecità per gli anziani. Il Centre for Vision Research dell’Istituto ha studiato quasi 2400 persone sopra i 50 anni per un periodo di 15 anni e ha scoperto che 63 avevano contratto Dmle neovascolare, o senile. Il direttore del centro Paul Mitchell scrive sulla rivista JAMA Internal Medicine che il 9,3% degli utilizzatori regolari di aspirina nello studio avevano contratto il disturbo dopo 15 anni, a paragone del 3,7% di chi non assumeva aspirina regolarmente il che corrisponde a un rischio di due volte e mezzo maggiore per gli utilizzatori regolari, indipendentemente dai precedenti di malattie cardiovascolari o dallo status di fumatori. Mitchell sottolinea pero’ che sarebbe prematuro concludere che l’aspirina causi la degenerazione maculare. ‘Se un paziente ha bisogno di aspirina per motivi clinici, malattie cardiache o cardiovascolari o altri disturbi gravi, naturalmente non deve fermare l’assunzione di aspirina, Se pero’ delle persone prendono aspirina per ragioni non cosi’ genuine e reali, dovrebbero valutarne l’opportunita”, spiega Mitchell.

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Vorrei provare una droga, ma solo una volta poi smetto

MEDICINA ONLINE VOLTO TRISTE DONNA RAGAZZA CAPELLI SGUARDO ESTATE SUMMER MORA PELLE SKIN OCCHI OCCHIAIE TERAPIA TRATTAMENTO EYES TRUCOS DE BELLEZZA VISO DONNA RIMEDI SEXY SEX MEDICINA E“Avevo 13 anni, e una sera la sorella del mio migliore amico ci invitò nel suo appartamento. Tutti cominciarono a fumare marijuana. Dapprima la rifiutai, ma alla fine, dopo che fu passata più volte, la provai”. Così Michael ha spiegato come fu avviato alla droga.

“Vengo da una famiglia tradizionalista, impegnata nel campo della musica classica. Io suonavo in un’orchestra, e un musicista aveva l’abitudine di fumare marijuana durante gli intervalli. Me la offrì con insistenza per diversi mesi. Alla fine la provai e cominciai a farne uso regolarmente”. Fu così che Darren iniziò a drogarsi.

Entrambi passarono poi ad altre droghe quali LSD, oppio e stimolanti. Guardando indietro, questi ex tossicodipendenti riconoscono che la ragione principale per cui cominciarono a fare uso di droghe fu che nel gruppo c’erano altri…

Continua la lettura con: https://wol.jw.org/it/wol/d/r6/lp-i/102001482#h=3

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Tefina, il Viagra al femminile per le donne che faticano a raggiungere l’orgasmo

MEDICINA ONLINE SESSO ANSIA PRESTAZIONE SESSUALE COUPLE AMORE DONNA PENE EREZIONE IMPOTENZA DISFUNZIONE ERETTILE VAGINA SESSULITA SESSO COPPIA CAMEL TOE LOVE FIRST TIME LOVER SEX GIRL MALe donne che hanno difficoltà a raggiungere l’orgasmo durante un rapporto sessuale potrebbero presto avere un aiuto grazie ad un nuovo farmaco: uno spray nasale. Circa il 30% delle donne soffre di questa condizione chiamata anorgasmia e, al momento, non esistono trattamenti sul mercato autorizzati dalle autorità sanitarie. Gli scienziati stanno sviluppando una sorta di Viagra al femminile, da prendere al bisogno come il noto farmaco per la disfunzione erettile entrato in commercio nel 1998.

TEFINA: SPRAY NASALE PER L’ANORGASMIA 
Lo spray nasale a cui stanno lavorando gli scienziati della Case Western Reserve University negli Stati Uniti insieme ai colleghi della Monash University in Australia, chiamato Tefina, andrebbe preso due ore prima del rapporto e dovrebbe funzionare per sei ore. Si tratta di un trattamento a base di testosterone pensato per aumentare il desiderio sessuale attraverso l’attivazione delle parti pertinenti del cervello e aumentando il flusso sanguigno agli organi sessuali. Al momento lo studio è alla fase II di sperimentazione. La dottoressa Susan Davis, a capo della ricerca, afferma: “Abbiamo precedentemente dimostrato che per le donne con basso desiderio sessuale, la terapia con testosterone non solo migliora il desiderio sessuale e l’eccitazione, ma migliora anche la capacità di raggiungere l’orgasmo”.

NESSUN EFFETTO COLLATERALE CON TEFINA  
Dai dati pervenuti finora emerge che non ci sono effetti collaterali negativi al Tefina: niente acne, peli superflui o cambiamento della voce. Nessuna conseguenza nemmeno in caso di mancato rapporto sessuale dopo l’assunzione del farmaco. Secondo i ricercatori, questo potrebbe essere un passo in avanti per le donne che attualmente sono frustrate dalla mancanza di qualsiasi opzione di trattamento per l’anorgasmia.

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