Sindromi reattive pseudoallergiche da solfiti e benzoati

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Sindromi reattive da solfiti

Una sindrome asmatica può essere indotta frequentemente anche dai solfiti (E220, E228), largamente utilizzati nell’industria alimentare, per le loro proprietà antisettiche ed antiossidanti, in vini, birre, formaggi, bevande alcoliche, succhi di frutta, frutta secca, crostacei e soprattutto preparazioni di patate, in particolare nelle patate surgelate a pezzi per fritture). Secondo la legislazione italiana, nei vini possono essere contenuti solfiti fino ad un massimo di 200 mg/litro.

Alimenti contenenti solfiti (in numero indica il contenuto in solfiti)

  • Vini (soprattutto bianchi) e birra 175-225 mg/l
  • Succhi e sciroppi di frutta 10-250 mg/l
  • Patate 300 mg/kg
  • Frutta secca e candita 100 mg/kg
  • Funghi secchi 100 mg/kg
  • Gamberi ed altri crostacei 350 mg/kg
  • Baccalà 600 mg/kg

Tipica è l’asma da ristorante: nei ristoranti possono essere ingeriti cibi contenenti grandi quantità di solfiti, rispetto ad un’introduzione alimentare media di 2-3 mg/die con le diete casalinghe). Si ricorda che metabisolfiti di sodio e di potassio – quali conservanti, stabilizzanti ed antiossidanti – possono ritrovarsi in varia concentrazione, anche in prodotti farmaceutici, ad esempio in anestetici locali associati a vasocostrittori adrenergici. Alcune reazioni avverse agli anestetici locali (rinite ed asma bronchiale, sindrome orticaria/angioedema, etc.) sono, pertanto, da attribuire ai solfiti.
Per quanto concerne i meccanismi patogenetici dell’asma da solfiti (impiegati frequentemente come chiarificanti, conservanti ed antiossidanti, in particolare nei vini bianchi), che si osserva nel 4-10% degli asmatici, è stata ipotizzata una liberazione aspecifica di mediatori, soprattutto in condizioni di instabilità mastocitaria (tra l’altro, sia pure meno spesso, i solfiti sono responsabili di una sindrome orticaria/angioedema); è stata presa in considerazione anche la possibilità di un’inalazione diretta di SO2. Infine, in una discreta percentuale di pazienti con asma da solfiti è stato riscontrato un deficit di solfitossidasi.
Appare dimostrato, comunque, che il rilascio di tachichinine dalle terminazioni nervose sensoriali delle vie aeree costituisce uno dei principali meccanismi della broncocostrizione indotta dall’inalazione di metabisolfito di sodio. Nei soggetti normali le tachichini ne sono degradate ed inattivate dall’endopeptidasi neutra (NEP) presente nella membrana delle cellule epiteliali bronchiali. Negli asmatici, in cui sembrano esistere un’aumentata espressione dei recettori per le tachichinine e una ridotta attività della NEP, le tachichinine possono svolgere un’intensa azione broncocostrittrice.

Oltre all’asma bronchiale, i solfiti possono causare altre reazioni avverse: ad esempio, è stato dimostrato che i test di provocazione con solfiti, per via orale o per via inalatoria, possono dar luogo ad altre reazioni indesiderate (sindrome orticaria/angioedema, “flushing”, dolori addominali, etc.).

Sindromi reattive da benzoati

I benzoati (sodio benzoato, acido benzoico, acido idrossibenzoico, etc.) sono utilizzati, per le loro proprietà antibatteriche ed antimicotiche, in vari cibi e bevande, oltre che in farmaci e cosmetici. Le reazioni avverse da benzoati sono piuttosto rare, ove si escludano le dermatiti da contatto. L’ingestione di benzoati può produrre esacerbazioni di orticaria cronica o di dermatite atopica e, molto raramente, crisi asmatiche.

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