Lomudal 20mg 2ml aerosol, foglietto illustrativo

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LOMUDAL 20 MG/2 ML SOLUZIONE DA NEBULIZZARE

Categoria Farmacoterapeutica

Farmaci per disturbi ostruttivi vie respiratorie per aerosol.

Principi Attivi

Sodio cromoglicato.

Eccipienti

Acqua depurata.

Indicazioni

Prevenzione delle recidive degli accessi di asma bronchiale.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Posologia

Il farmaco 20 mg/2 ml soluzione da nebulizzare si presenta in fiale contenenti 20 mg di principio attivo in soluzione acquosa. Il contenutodelle fiale va somministrato per via aerosolica mediante apposito apparecchio. Usare una nuova fiala per ogni dose. Adulti e bambini: inalare il contenuto di una fiala 4 volte al giorno ad intervalli regolari tra la mattina e la sera. Nei casi piu’ gravi l’intervallo tra una somministrazione e l’altra puo’ essere ridotto fino a raggiungere 6 somministrazioni al di’. Quando la condizione asmatica si e’ stabilizzata e’talvolta possibile ridurre il dosaggio: tale riduzione va valutata individualmente per ogni paziente.

Conservazione

Conservare nella confezione originale per proteggere il medicinale dalla luce e conservare in luogo fresco ed asciutto.

Avvertenze

E’ importante tenere presente che il sodiocromoglicato non deve essereusato come sintomatico nelle crisi acute di asma. Dato il carattere profilattico del sodiocromoglicato, e’ importante che il farmaco sia preso con regolarita’ e non usato solo occasionalmente come sintomatico.Il trattamento non va ridotto od interrotto senza avere consultato ilmedico. Ove sia necessario sospendere la terapia e’ bene farlo progressivamente, nel corso di una settimana. I sintomi dell’asma possono ricomparire con la sospensione del farmaco. Se compare una polmonite eosinofila, il trattamento deve essere interrotto.

Interazioni

Terapia concomitante con broncodilatatori. Una eventuale assunzione dibroncodilatatori per via aerosolica va effettuata prima dell’inalazione di sodiocromoglicato. Terapia steroidea concomitante. L’aggiunta disodiocromoglicato alla terapia steroidea puo’ rendere possibile una riduzione del dosaggio degli steroidi o addirittura la loro sospensione. Quando il dosaggio della terapia steroidea viene ridotto, il paziente deve essere seguito attentamente; si suggerisce una riduzione del 10% alla settimana. In caso di recrudescenza dei sintomi, in sopravvenute infezioni, nei periodi di maggiore concentrazione antigenica o di stress, puo’ rendersi necessario aumentare il dosaggio degli steroidi. Qualora sia stato possibile ridurre il dosaggio degli steroidi, non sidovra’ interrompere la terapia con sodiocromoglicato prima di avere ripristinato la copertura steroidea.

Effetti Indesiderati

Esiste un’ampia documentazione sulla sicurezza del farmaco anche in trattamenti prolungati. In alcuni pazienti si sono verificati occasionalmente: alterazione del gusto, fenomeni di irritazione aspecifica a carico delle prime vie aeree comunemente rappresentati da vellicchio faringeo, tosse, transitori episodi broncospastici che recedono prontamente e possono essere prevenuti con la somministrazione di broncodilatatori. Assai raramente sono stati descritti ed attribuiti al farmaco effetti indesiderati rappresentati da nausea, cefalea, orticaria, angioedema, mialgie ed artralgie, infiltrati eosinofili polmonari, ipotensione, collasso ed intensi episodi broncospastici, che possono verificarsiall’inizio o durante la terapia. Tali manifestazioni richiedono la sospensione del trattamento.

Gravidanza E Allattamento

Come con tutti i farmaci, deve essere usata cautela, specialmente durante il primo trimestre di gravidanza. Non ci sono studi adeguati e bencontrollati nelle donne in gravidanza. L’esperienza cumulativa nel post-marketing con sodiocromoglicato non suggerisce un’associazione trail farmaco e difetti congeniti. Esso deve essere usato in gravidanza solo se il beneficio per la madre supera il rischio potenziale per il feto. Non e’ noto se questo farmaco sia escreto nel latte umano. L’esperienza cumulativa nel post-marketing con cromoglicato di sodio utilizzato da madri non suggerisce un effetto negativo sul lattante. Il medicinale deve essere usato in donne che allattano solo se il beneficio per la madre supera il rischio potenziale per il lattante.

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Spasmi muscolari e mioclonie: cura, trattamento e rimedi

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Roma Medicina Chirurgia Estetica Rughe Filler Cavitazione Peso Dimagrire Pancia Grasso Dietologo Cellulite Senologo Pene H Grasso Pancia Sex Sessuologo Auguri Buon Natale 2013 CURA FARMACI ANTICOLESTEROLOPrima di iniziare la lettura, per meglio comprendere l’argomento, vi consiglio di leggere: Spasmi muscolari e mioclonie: cause, diagnosi e cura delle contrazioni involontarie

Per impedire il ripresentarsi delle mioclonie, è importante diagnosticare la causa che le provoca e curare quella: ad avvenuta guarigione il segno sparirà. Naturalmente non sempre ciò è possibile, anzi alcune cause di mioclonie – allo stato attuale della ricerca – non hanno ancora una cura definitiva. Diventa quindi importante una terapia di tipo sintomatico, cioè che tende a diminuire e mantenere sotto controllo il problema. I farmaci che vengono utilizzati a tale scopo sono i tranquillanti e gli anticonvulsivanti. I tranquillanti usati appartengono alla categoria delle benzodiazepine ed il più comune è a base di clonazepam. Gli anticonvulsivanti sono quelli utilizzati per sedare le crisi epilettiche. I più comuni sono primidone ed acido valproico.

Clonazepam
E’ il principale farmaco per trattare il mioclono, soprattutto alcuni tipi di mioclono d’azione. Il clonazepam è un tranquillante ed il suo dosaggio è di solito incrementato fino a che il paziente migliori o fino a quando gli effetti collaterali diventano nocivi (sonnolenza e perdita di coordinazione sono i più comuni). Gli effetti vantaggiosi del medicinale possono cronicamente diminuire nel tempo se la persona sviluppa tolleranza allo stesso.

Anticonvulsivanti
Alcuni dei medicinali usati per il mioclono, come i barbiturici, la fenitoina e il primidone sono anche usati per trattare l’epilessia. I barbiturici rallentano il sistema nervoso centrale e provocano tranquillità ed effetti anticonvulsivi. La fenitoina e il primidone sono efficaci farmaci anticonvulsivi, sebbene la fenitoina possa causare insufficienza epatica o avere altri effetti dannosi a lungo termine in pazienti affetti da PME. Il sodio valproato è una terapia alternativa per il mioclono e può essere usata sia da sola sia in combinazione con il clonazepam. Benché entrambi abbiano efficacia nei casi di mioclono, alcune persone hanno reazioni avverse nei confronti di questi farmaci.

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Serotonina e mioclono
Alcuni studi hanno mostrato che dosi di 5-idrossitriptofano (5-HTP), aumentando il livello di serotonina, portano al miglioramento del mioclono d’azione e della PME. D’altra parte, studi diversi dimostrano che la terapia con 5-HTP non è efficace in tutti i pazienti e in certi casi può peggiorarne le condizioni. Queste differenze nel trattamento non sono ancora state spiegate ma possono offrire importanti indizi sulle anormalità di fondo sui recettori di serotonina.

Azione sinergica di più farmaci
Le complesse origini del mioclono possono richiedere l’utilizzo di più farmaci per un trattamento efficace. Sebbene alcuni di essi abbiano un effetto limitato se assunti singolarmente, possono averne uno decisamente superiore se uniti a farmaci che agiscono su diversi percorsi o meccanismi del cervello. In alcune persone l’efficacia dei farmaci antimioclonici può essere incrementata da terapie ormonali. Combinando diversi medicinali gli scienziati sperano comunque di raggiungere un controllo sempre migliore dei sintomi mioclonici.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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I farmaci contro l’impotenza comprati su internet sono sicuri?

MEDICINA ONLINE FARMACO MEDICINALE PRINCIPIO ATTIVO FARMACIA PILLOLA PASTIGLIA DINITROFENOLO DNP DIMAGRIRE DIETA FARMACI ANORESSIZANTI MORTE EFFETTI COLLATERALI FOGLIO FOGLIETTO ILLUSTRASu internet è possibile acquistare farmaci per quella che una volta veniva chiamata impotenza, cioè la disfunzione erettile, a prezzi inferiori rispetto a quelli delle farmacie. Si tratta di farmaci sicuri?

No, non sono assolutamente sicuri per vari motivi. Possono contenere il principio attivo in dosi minori (o non contenerlo affatto!), mancano gli eccipienti, non sono controllati dalle aziende e/o possono essere scaduti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità a tal proposito ha ricordato che molti di questi farmaci sono contraffatti e, in definitiva, pericolosi per la salute.

Inoltre è molto pericoloso acquistare i farmaci senza la ricetta del medico che garantisce la compatibilità di quel farmaco con il paziente. Pertanto nel caso che i farmaci per la cura della disfunzione erettile venissero commercializzati via internet, si potrebbe innescare un circuito molto pericoloso per l’utente che in certi casi si troverebbe incoraggiato ad acquistarli senza il controllo medico.

Integratori alimentari efficaci nel migliorare quantità di sperma, potenza dell’erezione e libido sia maschile che femminile

Qui di seguito trovate una lista di integratori alimentari acquistabili senza ricetta, potenzialmente in grado di migliorare la prestazione sessuale sia maschile che femminile a qualsiasi età e trarre maggiore soddisfazione dal rapporto. Ogni prodotto viene periodicamente aggiornato ed è caratterizzato dal miglior rapporto qualità prezzo e dalla maggior efficacia possibile, oltre ad essere stato selezionato e testato ripetutamente dal nostro Staff di esperti:

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Plenaer Nebul (salbutamolo) 20fl+20fl 0,5mg aerosol, foglietto illustrativo

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PLENAER

Categoria Farmacoterapeutica

Adrenergici per aerosol.

Forma: Aerosol

Principi Attivi

Salbutamolo (come Salbutamolo solfato) e flunisolide.

Eccipienti

Soluzione da nebulizzare flaconcino azzurro (componente 1): acqua depurata; per il flaconcino bianco (componenete 2): glicole propilenico, sodio edetato, acqua depurata. Sospensione pressurizzata per inalazionecontiene: sorbitan trioleato, triclorofluorometano, diclorodifluorometano.

Indicazioni

Broncopneumopatie croniche ostruttive: asma bronchiale, bronchite asmatica, bronchite cronica, enfisema post-bronchitico.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ ai componenti o sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico. Processi infiammatori virali e tubercolari locali.

Posologia

>>Soluzione da nebulizzare. Adulti: 2 flaconcini sterili azzurri (componente 1) + 2 flaconcini sterili bianchi (componente 2), pari a 1 mg di salbutamolo + 1 mg di flunisolide, corrispondenti a 2 ml di soluzione, una-due volte al giorno. In funzione della gravita’ della patologia, la posologia consigliata puo’ arrivare fino a: 4 flaconcini steriliazzurri (componente 1) + 4 flaconcini sterili bianchi (componente 2),pari a 2 mg di salbutamolo + 2 mg di flunisolide, corrispondenti a 4 ml di soluzione, una – due volte al giorno. Bambini: 1 flaconcino sterile azzurro (componente 1) + 1 flaconcino sterile bianco (componente 2), pari a 0,5 mg di Salbutamolo + 0,5 mg di Flunisolide, corrispondentia 1 ml di soluzione, una – due volte al giorno. In funzione della gravita’ della patologia, la posologia consigliata puo’ arrivare fino a:2 flaconcini sterili azzurri (componente 1) + 2 flaconcini sterili bianchi (componente 2), pari a 1 mg di Salbutamolo + 1 mg di Flunisolide,corrispondenti a 2 ml di soluzione, una – due volte al giorno Non e’consigliabile somministrare ai bambini al di sotto di 4 anni di eta’.La soluzione da nebulizzare deve essere usata con nebulizzatori elettrici anche a ultrasuoni e puo’ essere diluita con soluzione fisiologica. Al momento dell’uso miscelare nell’ampolla del nebulizzatore il componente 1 azzurro e il componente 2 bianco. Si prega di far presente aipazienti portatori di handicap visivo che sul flaconcino azzurro e’ riportato in carattere Braille il numero “1” e sul flaconcino bianco ilnumero “2”. >>Sospensione pressurizzata per inalazione. Adulti: 2 spruzzi per due volte al giorno, pari a 400 mcg di salbutamolo + 1 mg diflunisolide die. In funzione della gravita’ della patologia, la posologia consigliata puo’ arrivare fino a 2 spruzzi per tre-quattro volte al giorno, pari a 600-800 mcg di Salbutamolo + 1,5-2 mg di Flunisolidedie. Bambini: 1 spruzzo per due-tre volte al giorno, pari a 200-300 mcg di Salbutamolo + 0,5-0,75 mg di Flunisolide die. In funzione della gravita’ della patologia, la posologia consigliata puo’ arrivare fino a: 2 spruzzi per due-tre volte al giorno, pari a 400-600 mcg di Salbutamolo + 1-1,5 mg di Flunisolide die. I bambini devono utilizzare la sospensione pressurizzata per inalazione sotto controllo di un adulto, attenendosi strettamente alle dosi consigliate. Non e’ consigliabile somministrare ai bambini sotto i 6 anni di eta’.

Conservazione

Soluzione da nebulizzare: conservare a temperatura non superiore a 25gradi C e lontano da fonti di calore. Sospensione pressurizzata per inalazione: il boccaglio deve essere sempre protetto dalla polvere. Conservare il flacone a temperatura non superiore a 25 gradi C, lontano dafonti di calore e non gettarlo sul fuoco anche quando e’ vuoto.

Avvertenze

Il farmaco deve essere somministrato con cautela nei pazienti affettida insufficienza cardiaca, da cardiopatia ischemica e da grave ipertensione. E’ importante che la dose sia portata alla minima dose efficaceper il controllo dell’asma e che sia rivista regolarmente. Infatti possibili effetti sistemici, quale soppressione surrenalica, anche acuta, ritardo della crescita nei bambini e adolescenti, riduzione della densita’ minerale ossea, cataratta e glaucoma, possono insorgere in seguito a trattamento con corticosteroidi inalatori a dosi elevate per periodi prolungati. Si sono verificati casi molto rari di crisi surrenaliche acute in ragazzi esposti a dosi piu’ alte di quelle raccomandate per periodi prolungati. I sintomi da insufficienza surrenalica inizialmente sono aspecifici ed includono anoressia, dolore addominale, perdita di peso, stanchezza, mal di testa, nausea, vomito; sintomi specificiin caso di trattamento con corticosteroidi inalatori comprendono ipoglicemia con riduzione dello stato di coscienza e/o convulsioni. Situazioni che potrebbero potenzialmente determinare una crisi surrenalica sono: traumi, interventi chirurgici, infezioni e rapida riduzione del dosaggio. I pazienti che ricevono dosi elevate devono essere strettamente valutati e la dose gradualmente ridotta. Il monitoraggio della riserva surrenalica puo’ anche essere necessario. Ci sono evidenze di raricasi di ischemia miocardica associata all’uso di salbutamolo. I pazienti con preesistenti patologie cardiache gravi che ricevono salbutamolo per patologie respiratorie, devono essere avvertiti di informare ilproprio medico qualora si verifichi dolore toracico o sintomi di peggioramento della patologia cardiaca. Si possono presentare effetti sistemici con i corticosteroidi inalatori. I possibili effetti sistemici includono la sindrome di Cushing, aspetto Cushingoide, soppressione surrenalica, ritardo della crescita in bambini e adolescenti, riduzione della densita’ minerale ossea, cataratta, glaucoma e, piu’ raramente unaserie di effetti psicologici o comportamentali che includono iperattivita’ psicomotoria, disturbi del sonno, ansieta’, depressione o aggressivita’. E’ importante quindi che la dose del corticosteroide per inalazione sia la piu’ bassa dose possibile con cui viene mantenuto il controllo effettivo dell’asma. E’ estremamente importante l’utilizzo corretto della sospensione pressurizzata per inalazione per permettere alfarmaco di penetrare nelle parti piu’ distali delle diramazioni bronchiali, e quindi di svolgere al meglio il suo effetto terapeutico. Il boccaglio della sospensione pressurizzata deve essere mantenuto sempre pulito lavandolo spesso con acqua tiepida.

Interazioni

Si sconsiglia la somministrazione contemporaneamente a farmaci -bloccanti, ad altri corticosteroidi attivi per via aerosolica e ad altri agonisti dei recettori 2-adrenergici.

Effetti Indesiderati

Dopo somministrazione di dosaggi molto elevati e per lunghi periodi e’possibile la comparsa di effetti indesiderati imputabili sia a salbutamolo sia a flunisolide. Sono riconducibili a salbutamolo effetti quali aumento della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa e tremori muscolari. Molto raramente sono state segnalate aritmie cardiache, ischemia miocardica. Sono riconducibili a flunisolide effetti quali insorgenza di soppressione surrenalica, ritardo della crescita in bambinie adolescenti, riduzione della densita’ minerale ossea, cataratta e glaucoma. Flunisolide inoltre puo’ essere causa di comparsa nel cavo orale di infezioni localizzate di tipo fungino; candida che tuttavia, senza interrompere il trattamento, regrediscono rapidamente dopo appropriata terapia locale. Queste infezioni possono essere prevenute o ridotte al minimo se i pazienti provvedono a sciacquare accuratamente la bocca dopo ogni somministrazione. Disturbi psichiatrici: iperattivita’ psicomotoria, disturbi del sonno, ansieta’, depressione, aggressivita’,disturbi di comportamento.

Gravidanza E Allattamento

Si sconsiglia l’uso durante la gravidanza.

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Setac (pravastatina sodica) 10mg 20mg 40mg foglietto illustrativo

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SETAC 40 MG COMPRESSE

Categoria Farmacoterapeutica

Sostanze modificatrici dei lipidi, non associate.

Principi Attivi

Pravastatina sodica.

Eccipienti

Lattosio monoidrato, cellulosa microcristallina, povidone, croscarmellosa sodica, magnesio stearato, ferro ossido giallo (E172), ossido di magnesio.

Indicazioni

Ipercolesterolemia: trattamento dell’ipercolesterolemia primaria o dislipidemia mista, come aggiunta alla dieta, quando la risposta a quest’ultima e ad altri trattamenti non farmacologici (es. esercizio fisico,riduzione ponderale) e’ inadeguata. Prevenzione primaria: riduzione della mortalita’ e morbilita’ cardiovascolare nei pazienti con ipercolesterolemia moderata o grave e ad alto rischio di primo evento cardiovascolare, in aggiunta alla dieta. Prevenzione secondaria: riduzione della mortalita’ e morbilita’ cardiovascolare in pazienti con storia di infarto miocardico o angina pectoris instabile e con livelli di colesterolo normali o elevati, in aggiunta alla correzione di altri fattori di rischio. Post trapianto: riduzione di iperlipidemia post-trapianto nei pazienti sottoposti a terapia immunosoppressiva a seguito di trapianto di organo solido.

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Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti; epatopatie in fase attiva, inclusi inspiegabili, persistenti aumenti delle transaminasi sieriche, oltre 3 volte il limite superiore dellanorma (ULN); gravidanza e allattamento.

Posologia

Prima di iniziare la terapia con pravastatina, devono essere escluse cause secondarie di ipercolesterolemia e i pazienti devono essere sottoposti a dieta ipolipidica standard, che deve essere mantenuta anche durante il trattamento. Pravastatina viene somministrata per via orale,una volta al giorno, preferibilmente la sera con o senza cibo. Ipercolesterolemia: l’intervallo di dosi raccomandato e’ 10-40 mg una volta al giorno. La risposta terapeutica si osserva entro una settimana e ilpieno effetto di una data dose si ottiene entro quattro settimane, pertanto si devono effettuare periodiche valutazioni del quadro lipidicoe aggiustare la posologia di conseguenza. La dose giornaliera massimae’ 40 mg. Prevenzione cardiovascolare: in tutti gli studi clinici di prevenzione di morbilita’ e mortalita’, l’unica dose di partenza e di mantenimento studiata e’ stata 40 mg al giorno. Posologia dopo il trapianto: in seguito a trapianto d’organo, si raccomanda una dose inizialedi 20 mg al giorno nei pazienti sottoposti a terapia immunosoppressiva. A seconda della risposta dei parametri lipidici, la dose puo’ essere aggiustata fino a 40 mg sotto stretto controllo medico. Bambini e adolescenti (8-18 anni di eta’) con ipercolesterolemia familiare eterozigote: l’intervallo di dosi raccomandato e’ 10-20 mg una volta al giorno tra 8 e 13 anni di eta’, in quanto dosi superiori a 20 mg non sono state studiate in questa popolazione, e 10-40 mg al giorno tra 14 e 18anni di eta’. Pazienti anziani: non e’ necessario un aggiustamento della dose in questi pazienti, a meno che non vi siano fattori di rischiopredisponenti. Insufficienza renale o epatica: nei pazienti con insufficienza renale moderata o grave, o con insufficienza epatica significativa si raccomanda una dose iniziale di 10 mg al giorno. La dose deveessere aggiustata secondo la risposta dei parametri lipidici. Terapiaconcomitante: gli effetti ipolipemizzanti della pravastatina sul colesterolo totale e sul colesterolo LDL sono potenziati se viene somministrata in associazione con una resina sequestrante gli acidi biliari (es. colestiramina, colestipolo). La pravastatina deve essere somministrata un’ora prima o almeno quattro ore dopo la resina. Per i pazienti che assumono ciclosporina, con o senza altri farmaci immunosoppressori,il trattamento deve iniziare con 20 mg di pravastatina una volta al giorno e il progressivo aumento della dose fino a 40 mg deve essere effettuato con cautela.

Conservazione

Conservare a temperatura non superiore ai 30 gradi C. Conservare nel contenitore originale.

Avvertenze

La pravastatina non e’ stata valutata in pazienti con ipercolesterolemia familiare di tipo omozigote. La terapia non e’ adatta quando l’ipercolesterolemia e’ dovuta a un innalzamento del colesterolo HDL. L’associazione di pravastatina con fibrati non e’ raccomandata. Nei bambiniprima della puberta’, valutare il rapporto rischi/benefici del trattamento prima di iniziare la terapia. Diabete mellito: alcune evidenze suggeriscono che le statine, come effetto classe, aumentano la glicemiae in alcuni pazienti, ad alto rischio di sviluppare diabete, possono indurre un livello di iperglicemia tale per cui e’ appropriato il ricorso a terapia antidiabetica. Questo rischio, tuttavia, e’ superato dalla riduzione del rischio vascolare con l’uso di statine e pertanto nondeve essere motivo di interruzione del trattamento. Monitorare i pazienti a rischio (glicemia a digiuno 5.6 – 6.9 mml/l, BMI> 30 kg/m^2, livelli elevati di trigliceridi, ipertensione) sia a livello clinico chea livello biochimico in accordo con le linee-guida nazionali. Disturbiepatici: sono stati osservati moderati aumenti delle transaminasi epatiche. Nella maggioranza dei casi, i livelli delle transaminasi epatiche sono tornati al loro valore basale senza richiedere la sospensionedel trattamento. Occorre prestare particolare attenzione ai pazienti che sviluppano un incremento dei livelli delle transminasi e interrompere la terapia se gli aumenti dell’alanina aminotrasferasi (ALT) e dell’aspartato aminotrasferasi (AST) superano di tre volte il limite superiore della norma e persistono. Occorre prestare cautela quando si somministra pravastatina a pazienti con anamnesi di epatopatia o elevato consumo di alcool. Disturbi muscolari: la pravastatina e’ stata associata all’insorgenza di mialgia, miopatia e molto raramente rabdomiolisi.Considerare la miopatia nei pazienti sottoposti a terapia con statineche presentino sintomi muscolari di natura inspiegata, come dolore oindolenzimento, debolezza muscolare o crampi muscolari. In tali casi,misurare i livelli di creatinchinasi (CK). Interrompere temporaneamente la terapia con statine quando i livelli di CK sono >5 volte il limite superiore della norma o quando vi sono sintomi clinici gravi. Moltoraramente, si verifica rabdomiolisi, con o senza insufficienza renalesecondaria. La rabdomiolisi e’ una malattia acuta potenzialmente fatale della muscolatura scheletrica, che puo’ svilupparsi in qualsiasi momento durante il trattamento ed e’ caratterizzata da distruzione massiva muscolare associata a un aumento consistente della CK (di solito >30o 40 volte i limiti superiori della norma), che porta a mioglobinuria. Il rischio di miopatia con le statine sembra essere dipendente dall’esposizione e pertanto puo’ variare a seconda dei singoli farmaci (a causa di differenze della lipofilia e della farmacocinetica), incluso il dosaggio e il potenziale di interazione farmacologica. Sebbene non vi siano controindicazioni muscolari alla prescrizione di una statina,certi fattori predisponenti potrebbero aumentare il rischio di tossicita’ muscolare e pertanto giustificare un’attenta valutazione del rapporto rischi/benefici e un controllo clinico speciale. Prima di iniziarela terapia con una statina in tali pazienti e’ indicata la misurazione della CK. Il rischio e la gravita’ di disturbi muscolari durante laterapia con una statina sono aumentati dalla co-somministrazione di farmaci che interagiscono con essa. L’uso di fibrati da soli e’ occasionalmente associato a miopatia. Evitare l’uso combinato di una statina efibrati. Effettuare la co-somministrazione di statine e acido nicotinico con cautela. Un aumento dell’incidenza di miopatia e’ stato descritto anche in pazienti che ricevevano altre statine in combinazione coninibitori del metabolismo del citocromo P450. Cio’ puo’ risultare dalle interazioni farmacocinetiche che non sono state documentate per pravastatina. Se associati alla terapia con statine, i sintomi muscolaridi solito si risolvono con l’interruzione di tale terapia. Livelli della creatinchinasi e interpretazione: il controllo periodico della creatinchinasi (CK) o di altri enzimi muscolari non e’ raccomandato in pazienti asintomatici sottoposti a terapia con statine. Tuttavia, si raccomanda il controllo della CK prima di iniziare la terapia con statinenei pazienti con speciali fattori predisponenti e in pazienti che sviluppano sintomi muscolari durante la terapia con una statina, come descritto di seguito. Se i livelli basali di CK sono significativamente elevati (>5 volte il limite superiore della norma), questi dovranno essere nuovamente misurati dopo circa 5-7 giorni per confermare i risultati. Una volta misurati, i livelli di CK devono essere interpretati nelcontesto di altri fattori potenziali che possono causare danno muscolare transitorio, quali esercizio fisico strenuo o traumi muscolari. Prima di iniziare il trattamento: occorre prestare cautela in pazienti con fattori predisponenti, quali insufficienza renale, ipotiroidismo, storia pregressa di tossicita’ muscolare con una statina o fibrato, storia personale o familiare di disturbi muscolari ereditari o abuso di alcol. In questi casi, misurare i livelli di CK prima dell’inizio dellaterapia. Occorre anche considerare la misurazione della CK prima di iniziare il trattamento in persone di eta’ superiore a 70 anni, soprattutto in presenza di altri fattori predisponenti in questa popolazione.Se i livelli basali di CK sono significativamente elevati (>5 volte illimite superiore della norma), non iniziare il trattamento e controllare nuovamente i risultati dopo 5-7 giorni. I livelli basali di CK possono essere utili anche come riferimento in caso di successivo aumentodurante la terapia con una statina. Durante il trattamento, avvisarei pazienti di riferire immediatamente la comparsa di dolori, indolenzimento, debolezza o crampi muscolari inspiegabili. In questi casi, misurare i livelli di CK. Se si rileva un livello di CK marcatamente elevato (>5 volte il limite superiore della norma), interrompere la terapiacon statina. Considerare l’interruzione del trattamento inoltre se isintomi muscolari sono gravi e causano disagio quotidiano, anche se l’aumento della CK rimane <= 5 volte il limite superiore della norma. Sei sintomi si risolvono e i livelli di CK ritornano nella norma, puo’essere considerata la ripresa della terapia con statina al dosaggio piu’ basso e sotto stretto controllo. Se si sospetta una malattia muscolare ereditaria in tali pazienti, la reintroduzione della terapia con statina non e’ raccomandata. I pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit di Lapp lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono assumere questo medicinale.

Interazioni

Fibrati: l’uso di fibrati da soli e’ occasionalmente associato a miopatia. E’ stato segnalato un aumento del rischio di eventi avversi a carico dell’apparato muscolare, inclusa rabdomiolisi, quando i fibrati vengono somministrati concomitantemente ad altre statine. Questi eventiavversi non possono essere esclusi con l’uso di pravastatina; pertanto, l’uso combinato di pravastatina e fibrati (ad es. gemfibrozil, fenofibrato) deve essere generalmente evitato. Se questa combinazione e’ ritenuta necessaria, e’ richiesto un attento controllo clinico e della CK dei pazienti che assumono tale terapia. Colestiramina/Colestipolo: la somministrazione concomitante ha comportato una diminuzione di circail 40-50% della biodisponibilita’ della pravastatina. Non vi e’ statauna riduzione clinicamente significativa della biodisponibilita’ o dell’effetto terapeutico quando la pravastatina e’ stata somministrata un’ora prima o quattro ore dopo la colestiramina o un’ora prima del colestipolo. Ciclosporina: la somministrazione concomitante di pravastatina e ciclosporina comporta un aumento di circa quattro volte dell’esposizione sistemica alla pravastatina. In alcuni pazienti, tuttavia, l’aumento dell’esposizione alla pravastatina puo’ essere maggiore. Si raccomanda un controllo clinico e biochimico dei pazienti che ricevono questa associazione. Warfarin e altri anticoagulanti orali: i parametridi biodisponibilita’ allo stato stazionario per la pravastatina non sono risultati alterati a seguito della somministrazione di warfarin. Lasomministrazione cronica dei due prodotti non ha prodotto modificazioni dell’azione anticoagulante di warfarin. Prodotti metabolizzati dalcitocromo P450: la pravastatina non e’ metabolizzata in misura clinicamente significativa dal sistema del citocromo P450. Questo e’ il motivo per cui i medicinali che vengono metabolizzati dal sistema del citocromo P450, o ne sono inibitori, possono essere aggiunti a un regime stabile con pravastatina senza causare modificazioni significative dei livelli plasmatici di pravastatina, come e’ stato riscontrato con altrestatine. L’assenza di una significativa interazione farmacocinetica con la pravastatina e’ stata specificamente dimostrata per diversi prodotti, in particolare quelli che sono substrati/inibitori del CYP3A4, ad es. diltiazem, verapamil, itraconazolo, ketoconazolo, inibitori della proteasi, succo di pompelmo e inibitori del CYP2C9 (ad es. fluconazolo). In uno di due studi sulle interazioni con pravastatina ed eritromicina, e’ stato osservato un aumento statisticamente significativo dell’AUC (70%) e della Cmax (121%) della pravastatina. In uno studio analogo con claritromicina, e’ stato osservato un aumento statisticamentesignificativo dell’AUC (110%) e della Cmax (127%). Sebbene queste variazioni fossero di entita’ modesta, occorre prestare cautela nell’associare pravastatina a eritromicina o claritromicina. Altri prodotti: negli studi sulle interazioni con aspirina, antiacidi (un’ora prima dellapravastatina), cimetidina, gemfibrozil, acido nicotinico o probucolonon sono state osservate differenze statisticamente significative della biodisponibilita’.

Effetti Indesiderati

La frequenza degli eventi avversi e’ classificata come segue: molto comune (>=1/10); comune (>=1/100, <1/10); non comune (>=1/1000, <1/100);rara (>=1/10.000, <1/1000); molto rara (<1/10.000). Effetti di classe: incubi; perdita della memoria; depressione; casi eccezionali di malattia polmonare interstiziale, specialmente nella terapia a lungo termine. Diabete mellito: la frequenza dipende dalla presenza o assenza difattori di rischio (glicemia a digiuno >= 5.6 mml/l, BMI> 30 kg/m^2, livelli elevati di trigliceridi, storia di ipertensione). Studi clinici: la pravastatina e’ stata studiata a 40 mg in sette studi clinici randomizzati, in doppio cieco, controllati con placebo, che hanno coinvolto oltre 21.000 pazienti trattati con pravastatina (N=10.764) o placebo (N=10.719), rappresentanti piu’ di 47.000 anni-paziente di esposizione alla pravastatina. Sono state segnalate le seguenti reazioni avverse da farmaco; nessuna si e’ verificata a una frequenza superiore allo0,3% nel gruppo pravastatina rispetto al gruppo placebo. Patologie delsistema nervoso. Non comuni: vertigini, cefalea, disturbi del sonno,insonnia. Patologie dell’occhio. Non comuni: disturbi della visione (incluso offuscamento della visione e diplopia). Patologie gastrointestinali. Non comuni: dispepsia/bruciore di stomaco, dolori addominali, nausea/vomito, stipsi, diarrea, flatulenza. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comuni: prurito, eruzione cutanea, orticaria,anomalie del cuoio capelluto/dei capelli (inclusa alopecia). Patologie renali e urinarie. Non comuni: disturbi della minzione (inclusa disuria, frequenza, nicturia). Patologie dell’apparato riproduttivo e della mammella. Non comuni: disfunzione sessuale. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Non comuni: affaticamento. >>Eventi di interesse clinico speciale. Muscolo scheletrico: negli studi clinici, sono stati riportati effetti sul muscolo scheletrico, ad esempio dolore muscoloscheletrico, inclusa artralgia, crampi muscolari, mialgia, debolezza muscolare ed elevati livelli di CK. La percentuale di mialgia (1,4% pravastatina vs. 1,4% placebo) e debolezza muscolare (0,1% pravastatina vs. <0,1% placebo) e l’incidenza dei livelli di CK >3 volte e >10 volte il limite superiore della norma negli studi CARE, WOSCOPS e LIPID era simile al placebo (rispettivamente 1,6% pravastatina vs. 1,6% placebo e 1,0% pravastatina vs. 1,0% placebo). Effetti epatici: e’ stato segnalato un innalzamento delle transaminasi sieriche. Nei tre studi clinici a lungo termine controllati con placebo, CARE, WOSCOPS e LIPID, si sono verificate marcate alterazioni di ALTe AST (>3 volte il limite superiore della norma) con frequenza simile(<= 1,2%) in ambedue i gruppi di trattamento. >>Post Marketing. Patologie del sistema nervoso. Molto rare: polineuropatia periferica, in particolare se utilizzato per un periodo prolungato, parestesia. Disturbi del sistema immunitario. Molto rare: reazioni di ipersensibilita’: anafilassi, angioedema, sindrome lupoide (lupus-like). Patologie gastrointestinali. Molto rare: pancreatite. Patologie epatobiliari. Molto rare: ittero, epatite, necrosi epatica fulminante. Patologie dell’apparato muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Molto rare: rabdomiolisi, che puo’ essere associata a insufficienza renale acuta secondariaa mioglobinuria, miopatia. Casi isolati di disturbi tendinei, talvoltacomplicati da rottura.

Gravidanza E Allattamento

La pravastatina e’ controindicata durante la gravidanza e deve esseresomministrata alle donne in eta’ fertile solo se non hanno intenzionedi concepire e sono state informate del rischio potenziale. Si raccomanda speciale cautela nei bambini e nelle adolescenti in eta’ fertile,per assicurare la corretta comprensione del potenziale rischio associato alla terapia con pravastatina durante la gravidanza. In caso di gravidanza pianificata o accertata, la terapia con pravastatina deve essere interrotta a causa del potenziale rischio per il feto. Una piccolaquantita’ di pravastatina e’ escreta nel latte umano, pertanto la pravastatina e’ controindicata durante l’allattamento.

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Rupafin (rupatadina) 10mg compresse, foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI RES COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS SANGUE INTRAMUSCOLO CUORE PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICDenominazione

RUPAFIN

Categoria Farmacoterapeutica

Antistaminici per uso sistemico.

Principi Attivi

Rupatadina (come fumarato).

Eccipienti

Amido di mais pregelatinizzato, cellulosa microcristallina, ossido diferro rosso (E-172), ossido di ferro giallo (E-172), lattosio monoidrato, magnesio stearato.

Indicazioni

Trattamento sintomatico della rinite allergica e dell’orticaria cronica idiopatica negli adulti e negli adolescenti (al di sopra dei 12 annidi eta’).

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ alla rupatadina o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Posologia

Adulti e adolescenti (al di sopra dei 12 anni di eta’): 10 mg (una compressa) una volta al giorno, a stomaco pieno o vuoto. Anziani: con cautela. Bambini: l’uso delle compresse di rupatadina da 10 mg non e’ raccomandato nei bambini al di sotto dei 12 anni di eta’ a causa della mancanza di dati sulla sicurezza e sull’efficacia. Allo stato attuale, non si raccomanda la somministrazione di rupatadina da 10 mg ai pazienti con alterazioni della funzionalita’ renale o epatica poiche’ non c’e’ esperienza clinica in tali pazienti.

Conservazione

Tenere il contenitore nell’imballaggio esterno per tenerlo al riparo dalla luce.

Avvertenze

Non e’ raccomandata la somministrazione di rupatadina con il succo dipompelmo. La sicurezza cardiaca della rupatadina e’ stata valutata inuno studio approfondito QT/QTc. La rupatadina fino a dieci volte la dose terapeutica non ha prodotto alcun effetto sull’ECG e quindi non hasollevato alcun problema sulla sicurezza cardiaca. Tuttavia, la rupatadina deve essere usata con cautela in pazienti con riconosciuto prolungamento dell’intervallo QT, nei pazienti con un’ipopotassiemia non corretta, in pazienti con condizioni proaritmiche in corso, come bradicardia clinicamente significativa, ischemia miocardica acuta. Le compresse di rupatadina da 10 mg devono essere impiegate con cautela negli anziani (pazienti di 65 anni di eta’ o piu’ anziani). Sebbene durante i test clinici non siano state osservate differenze globali a livello diefficacia o di sicurezza del farmaco, non e’ possibile escludere una maggiore sensibilita’ da parte di alcuni soggetti in eta’ avanzata datoil ridotto numero di pazienti anziani studiati. A causa della presenza di lattosio monoidrato nelle compresse di rupatadina da 10 mg, i pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficit di Lapp lattasi, o sindrome da malassorbimento di glucosio/galattosio non devono usare questo medicinale.

Interazioni

La somministrazione concomitante di 20 mg di rupatadina e ketoconazoloo eritromicina aumenta l’esposizione sistemica alla rupatadina di 10volte e di 2-3 volte rispettivamente. Tali alterazioni non sono stateassociate a un effetto sull’intervallo QT o a un aumento delle reazioni avverse rispetto a quando i farmaci venivano somministrati separatamente. Comunque, si consiglia cautela in caso di impiego della rupatadina in associazione con questi farmaci e con altri inibitori dell’isoenzima CYP3A4. La somministrazione concomitante di succo di pompelmo haaumentato di 3.5 volte l’esposizione sistemica della rupatadina. Percio’ non si raccomanda la somministrazione concomitante di rupatadina con succo di pompelmo. Dopo la somministrazione di alcool, una dose di 10 mg di rupatadina ha prodotto effetti marginali in alcuni test psicomotori, nonostante tali effetti non risultassero significativamente diversi da quelli provocati dall’assunzione di alcool da solo. Una dose di 20 mg ha aumentato le alterazioni causate dall’assunzione di alcool.Come per altri antistaminici, non sono da escludere interazioni con sostanze ad azione depressiva sul sistema nervoso centrale. Aumenti asintomatici del CPK non sono stati riportati comunemente negli studi clinici condotti con la rupatadina. Il rischio di interazioni con le statine, alcune delle quali sono anche metabolizzate dall’isoenzima CYP3A4del citocromo P450, non e’ noto. Per questo motivo, la rupatadina deve essere usata con cautela quando viene somministrata contemporaneamente alle statine.

Effetti Indesiderati

Le reazioni avverse piu’ comuni negli studi clinici controllati sono state sonnolenza (9.5%), cefalea (6.9%) e affaticamento (3.2%). La maggior parte delle reazioni avverse osservate nel corso degli studi clinici sono state di intensita’ lieve-moderata e generalmente non hanno richiesto l’interruzione della terapia. Reazioni: comuni (>=1/100), noncomuni (>=1/1000 <1/100). Esami diagnostici. Non comuni: aumento dellacreatinina fosfochinasi ematica, aumento dell’alanina aminotransferasi, aumento dell’aspartato aminotransferasi, alterazione dei test di funzionalita’ epatica, aumento di peso. Patologie del sistema nervoso. Comuni: sonnolenza, cefalea, vertigini. Non comuni: disturbi dell’attenzione. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non comuni:epistassi, secchezza nasale, faringite, tosse, gola secca, dolore faringolaringeo, rinite. Patologie gastrointestinali. Comuni: secchezza delle fauci. Non comuni: nausea, dolore addominale alto, diarrea, dispepsia, vomito, dolore addominale, stipsi. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Non comune: eruzione cutanea. Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo. Non comuni: mal di schiena, artralgia, mialgia. Disturbi del metabolismo e della nutrizione.Non comune: aumento dell’appetito. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comuni: affaticamento, astenia.Non comuni: sete, malessere, febbre. Disturbi psichiatrici. Non comune: irritabilita’.

Gravidanza E Allattamento

Dati su un numero limitato (2) di gravidanze esposte al farmaco non indicano alcun evento avverso della rupatadina sulla gravidanza o sullasalute del feto/neonato. Ad oggi, non sono disponibili altri dati epidemiologici di rilievo. Gli studi sugli animali non indicano effetti nocivi diretti o indiretti in relazione a gravidanza, sviluppo embrionale/fetale, parto o sviluppo postnatale. E’ necessario essere prudenti nel prescrivere il medicinale a donne in stato di gravidanza. La rupatadina e’ escreta nel latte degli animali. Non e’ noto se la rupatadinavenga escreta nel latte materno. A causa della mancanza di dati nell’uomo, e’ necessario essere prudenti nel prescrivere il medicinale a donne che allattano.

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Pafinur (rupatadina) 10mg compresse, foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI RES COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS SANGUE INTRAMUSCOLO CUORE PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICA EFFETTI COLLATERALI CONTRODenominazione

PAFINUR

Categoria Farmacoterapeutica

Altri antistaminici per uso sistemico.

Principi Attivi

Rupatadina (come fumarato).

Eccipienti

Amido di mais pregelatinizzato, cellulosa microcristallina, ossido diferro rosso (E-172), ossido di ferro giallo (E-172), lattosio monoidrato, magnesio stearato.

Indicazioni

Trattamento sintomatico della rinite allergica e dell’orticaria cronica idiopatica negli adulti e negli adolescenti (al di sopra dei 12 annidi eta’).

Controindicazioni/Eff.Secondar

Ipersensibilita’ alla rupatadina o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

Posologia

Adulti e adolescenti (al di sopra dei 12 anni di eta’): 10 mg (una compressa) una volta al giorno, a stomaco pieno o vuoto. La rupatadina deve essere impiegato con cautela negli anziani. L’uso delle compresse di rupatadina da 10 mg non e’ raccomandato nei bambini al di sotto dei12 anni di eta’ a causa della mancanza di dati sulla sicurezza e sull’efficacia. Non esiste esperienza clinica nei pazienti con funzionalita’ renale o epatica ridotta, attualmente non e’ consigliata la somministrazione di rupatadina da 10 mg ai suddetti pazienti.

Conservazione

Tenere il contenitore nell’imballaggio esterno per tenerlo al riparo dalla luce.

Avvertenze

Non e’ raccomandata la somministrazione di rupatadina con il succo dipompelmo. La sicurezza cardiaca della rupatadina e’ stata valutata inuno studio approfondito QT/QTc. La rupatadina fino a dieci volte la dose terapeutica non ha prodotto alcun effetto sull’ECG e quindi non hasollevato alcun problema sulla sicurezza cardiaca. Tuttavia, la rupatadina deve essere usata con cautela in pazienti con riconosciuto prolungamento dell’intervallo QT, nei pazienti con un’ipopotassiemia non corretta, in pazienti con condizioni proaritmiche in corso, come bradicardia clinicamente significativa, ischemia miocardica acuta. Le compresse di rupatadina da 10 mg devono essere impiegate con cautela negli anziani (pazienti di 65 anni di eta’ o piu’ anziani). Sebbene durante i test clinici non siano state osservate differenze globali a livello diefficacia o di sicurezza del farmaco, non e’ possibile escludere una maggiore sensibilita’ di alcuni soggetti di eta’ avanzata dato il ridotto numero di pazienti anziani studiati. A causa della presenza di lattosio monoidrato nelle compresse a base di rupatadina da 10 mg, i pazienti con rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, deficitdi Lapp lattasi, o sindrome da malassorbimento di glucosio/galattosionon devono usare questo medicinale.

Interazioni

La somministrazione concomitante di rupatadina 20 mg e ketoconazolo oeritromicina aumenta l’esposizione sistemica alla rupatadina rispettivamente di 10 volte e di 2-3 volte. Tali alterazioni non sono state associate a un effetto sull’intervallo QT o a un aumento delle reazioni avverse rispetto a quando i farmaci sono stati somministrati separatamente. Comunque, non si consiglia l’impiego della rupatadina in associazione a questi farmaci e con altri inibitori dell’isoenzima CYP3A4. Lasomministrazione concomitante di succo di pompelmo ha aumentato di 3,5volte l’esposizione sistemica della rupatadina. Percio’ la somministrazione concomitante di rupatadina con succo di pompelmo non e’ raccomandata. Dopo la somministrazione di alcool, una dose di 10 mg di rupatadina ha prodotto effetti marginali in alcuni test psicomotori, nonostante tali effetti non risultassero significativamente diversi da quelliprovocati dall’assunzione di alcool da solo. Una dose di 20 mg aumenta le alterazioni causate dall’assunzione di alcool. Come per altri antistaminici, non sono da escludere interazioni con sostanze ad azione depressiva sul sistema nervoso centrale. Interazione con statine: aumenti asintomatici del CPK non sono stati riportati comunemente negli studi clinici condotti con la rupatadina. Il rischio di interazioni con le statine, alcune delle quali sono anche metabolizzate dal citocromo P450 (CYP3A4), non e’ noto. Per questo motivo, la rupatadina deve essere usata con cautela quando viene somministrata contemporaneamente conle statine.

Effetti Indesiderati

Le reazioni avverse piu’ comuni negli studi clinici controllati sono state sonnolenza, cefalea e affaticamento. La maggior parte delle reazioni avverse osservate nel corso degli studi clinici sono state di intensita’ lieve-moderata e generalmente non hanno richiesto l’interruzione della terapia. Comune (>=1/100 <1/10) e non comune (>=1/1000 – <1/100). Esami diagnostici. Non comune: aumento della creatinina fosfochinasi ematica, aumento dell’alanina aminotransferasi, aumento dell’aspartato aminotransferasi, alterazione dei test di funzionalita’ epatica, aumento di peso. Patologie del sistema nervoso. Comune: sonnolenza, cefalea, vertigini. Non comune: disturbi dell’attenzione. Patologie respiratorie, toraciche e mediastiniche. Non comune: epistassi, secchezza nasale, faringite, tosse, gola secca, dolore faringolaringeo, rinite. Patologie gastrointestinali. Comune: secchezza delle fauci. Non comune:nausea, dolore addominale alto, diarrea, dispepsia, vomito, dolore addominale, stipsi. Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo. Noncomune: eruzione cutanea. Patologie del sistema muscoloscheletrico edel tessuto connettivo. Non comuni: mal di schiena, artralgia, mialgia. Disturbi del metabolismo e della nutrizione. Non comune: aumento dell’appetito. Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione. Comune: affaticamento, astenia. Non comune: sete, malessere, febbre. Disturbi psichiatrici. Non comune: iritabilita’.

Gravidanza E Allattamento

Dati su un numero limitato di gravidanze esposte non indicano alcun evento avverso della rupatadina sulla gravidanza o sulla salute delfeto/neonato. Finora non sono disponibili altri dati epidemiologici di rilievo. E’ necessario essere prudenti nel prescrivere il medicinale a donne in stato di gravidanza. La rupatadina e’ escreta nel latte degli animali. Non e’ noto se la rupatadina venga escreta nel latte materno. A causa della mancanza di dati nell’uomo, e’ necessario essere prudenti nel prescrivere il medicinale a donne che allattano.

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Bamifix (bamifillina) 300mg 600mg compresse, foglietto illustrativo

MEDICINA ONLINE FARMACO FARMACIA AEROSOL ASMA PHARMACIST PHOTO PIC IMAGE PHOTO PICTURE HI COMPRESSE INIEZIONE SUPPOSTA PER OS INTRAMUSCOLO PRESSIONE DIABETE CURA TERAPIA FARMACOLOGICA EFFETTI COLLATERALI CONTROINDICAZIONIPrincipio attivo: Bamifillina Cloridrato

Forma: Compresse Rivestite

Categoria Farmacoterapeutica

Antiasmatico per uso sistemico

Indicazioni

Asma bronchiale, affezioni polmonari con componente spastica bronchiale.

Controindicazioni/Eff.Secondar

Infarto miocardico acuto. Ipersensibilita’ nota al prodotto ed ai derivati xantinici.

Posologia

Adulti: Per via orale: generalmente una compressa rivestita di Bamifix 600 mg o 2 di Bamifix 300 mg al mattino e alla sera prima dei pasti.La posologia puo’ variare da 900 a 1800 mg al giorno secondo prescrizione medica. Per via rettale: 1 supposta Adulti per 2 volte al giorno.Bambini: di eta’ inferiore ai due anni: mezza supposta pediatrica per2 volte al giorno; di eta’ superiore ai due anni: 1 supposta pediatrica per 2 volte al giorno. Evitare la somministrazione ad intervalli ravvicinati.

Avvertenze

La bamifillina va somministrata con cautela nei neonati, nella prima infanzia (evitando dosaggi elevati e ricordando di frazionare le supposte), nei casi di insufficienza cardiaca avanzata, ipertensione arteriosa grave, insufficienza epatica e renale, ulcera gastrica e ipertiroidismo. Tenere il medicinale fuori della portata e della vista dei bambini.

Interazioni

Non sono note interazioni con bamifillina, tenere comunque presenti quelle note per la teofillina. Eritromicina, TAO, lincomicina, clindamicina, allopurinolo, cimetidina, vaccino antinfluenzale, propranololo possono aumentare i tassi sierici di teofillina; fenitoina, altri anticonvulsivanti ed il fumo di sigaretta possono diminuire i tassi siericidi teofillina. Il prodotto non dovrebbe essere somministrato contemporaneamente ad altri preparati xantinici. Occorre usare cautela nel casodi associazione con efedrina o altri simpaticomimetici broncodilatatori.

Effetti Indesiderati

In qualche raro caso sono stati segnalati cefalea e gastralgia. Dosi superiori a quelle terapeutiche possono indurre la comparsa di nausea edi fini tremori distali che scompaiono con la riduzione della posologia. Sono anche state segnalate reazioni allergiche quali orticaria, prurito, rash, dermatite.

Gravidanza E Allattamento

Le ricerche sul ciclo riproduttivo hanno evidenziato che la bamifillina non influenza la fertilita’, la gestazione, l’allattamento e lo sviluppo embriofetale. Si consiglia comunque, per norma precauzionale, dievitare la somministrazione nei primi mesi di gravidanza. Con l’impiego di bamifillina durante la gravidanza non si sono mai osservati casidi tossicita’ neonatale. Per precauzione comunque se ne sconsiglia l’uso negli ultimi giorni di gravidanza e durante l’allattamento.

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