Differenza tra comunicazione di massa e comunicazione interpersonale

MEDICINA ONLINE CELLULARE COLAZIONE SMARTPHONE APP WHATSAPP APPLICAZIONE PROGRAMMA TELEFONARE TELEFONO TELEFONINO PHONE CALL MARMELLATA MANGIARE DONNA MATTINA BREKFAST WALLPAPER PIC HI RPur se in parte sempre più sovrappose grazie all’avvento ed alla diffusione di internet, la comunicazione di massa e quella interpersonale sono caratterizzate da peculiarità che le rendono differenti una dall’altra.

Numero di individui raggiunti

La differenza principale sta nel numero di individui raggiunti: la comunicazione di massa diffonde uno stesso messaggio a un numero virtualmente infinito di individui, mentre la comunicazione interpersonale consiste in uno scambio di messaggi tra un numero limitato di persone. La comunicazione interpersonale non prevede, almeno nella sua forma più immediata, altri canali se non il corpo umano (e la sua possibilità di generare suoni, gesti, espressioni); la comunicazione di massa, al contrario, ha sempre e comunque bisogno di un supporto tecnologico e quindi di un medium tecnico per trasmettere il proprio messaggio. A ciò si lega il fatto che, nei moderni media, la natura dell’emittente è spesso costituita da una complessa struttura organizzativa: pensiamo, in Italia, alla Rai o alle redazioni dei grandi quotidiani. Non possono così essere presenti la libertà né la variabilità della comunicazione interpersonale, poiché dietro ogni messaggio trasmesso c’è una grande equipe di figure professionali il cui coordinamento è complesso e rigido. La trasmissione del messaggio è solo l’ultimo anello di una lunga catena di  scelte strategiche, rapporti professionali, lavoro organizzativo, cosa che nella comunicazione interpersonale è del tutto assente.

Feedback continuo o ritardato

La comunicazione di massa, inoltre, non prevede il feedback, almeno nell’immediato: può contemplare alcune forme di interazione con il suo pubblico (la telefonata in studio, il tele-voto, il commento in caso dei siti internet, ecc.), ma non sa mai, se non in un secondo momento, in che modo viene accolto il suo messaggio. Anche un blogger che scrive un articolo sul proprio sito sta lanciando un messaggio, ma non sa subito quale sarà la reazione del suo pubblico nel leggere il suo messaggio, ma solo successivamente. La comunicazione interpersonale, invece, basa la sua ragion d’essere proprio sul feedback e sull’interazione continua e costante fra gli interlocutori. Questo è anche uno dei motivi per cui, come abbiamo detto, i media di massa hanno la necessità di formulare messaggi che si adattino a una grande quantità di persone. La conversazione in gruppi ristretti, invece, fa sì che possa essere scelto di volta in volta il linguaggio, l’argomento, lo stile più adatto alla persona con cui stiamo parlando.

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Confini sfumati

I confini fra le due forme di comunicazione sono dunque netti, ma non così scontati, specie negli ultimi anni in cui internet e social hanno rivoluzionato completamente il mondo della comunicazione. La diffusione di notizie che coinvolgono grandi masse di persone, infatti, spesso passa più da scambi interpersonali diretti (a voce o tramite la condivisione sui social come Facebook, Twitter o Instagram) che dai mass media, si pensi alla propagazione delle leggende metropolitane ed alle notizie “bufala”. Gli stessi effetti dei mass media, dal canto loro, sono strettamente legati alle dinamiche interpersonali che si instaurano all’interno del loro pubblico, in particolare nel caso degli
opinion leader. Inoltre, applicando la definizione di comunicazione di massa in maniera restrittiva, ne verrebbero escluse le comunicazioni postali, telegrafiche o telefoniche, che sembrerebbero rivolgersi più ai singoli individui, ma che in realtà coinvolgono “masse” ben maggiori di quelle di stampa o radio, e contribuiscono a creare il sistema dei media come oggi lo conosciamo. La comunicazione interpersonale non è ovviamente solo e semplicemente “faccia a faccia”, ma utilizza fin da tempi antichissimi tecniche per consentire il dialogo fra persone distanti tra loro: dapprima la scrittura, con lo scambio di lettere, poi il codice Morse, poi ancora il telefono, basato sulla simultaneità e sullo scambio di messaggi verbali, ed ultimamente sms, messaggi vocali, messaggi su app come WhatsApp, chat su social, contenuti che diventano virali. Da questo punto di vista il rivoluzionario avvento della telematica, dei social network e degli smartphone ha infranto molte delle distinzioni preesistenti, combinando elementi propri della comunicazione interpersonale con altri tipici della comunicazione di massa.

Internet come mezzo di comunicazioni di massa ed interpersonale

Da un lato, internet è innegabilmente un mezzo di massa: trasporta quantità enormi di informazioni, le archivia elettronicamente e le rende disponibili a chiunque voglia cercarle come e più di ogni mass medium mai esistito nella storia dell’essere umano. Dall’altro lato, però, internet è anche un mezzo che utilizza da vicino le modalità della comunicazione interpersonale e si basa sul contributo personale dei propri utenti: si pensi a tutta la comunicazione mediata da computer, alle e-mail (posta elettronica), alle linee di conversazione (chat lines), ai Mud (Multi-User Dungeons), siti che permettono gli scambi interpersonali e di gruppo in un ambiente di “realtà virtuale” come Second Life, o ancora ai forum di discussione tra piccoli e grandi gruppi di individui. Tutte forme moderne di un’attività antica: chiacchierare (significato, appunto, del termine “chat”), scambiarsi idee e pareri, mettere in comune le conoscenze delle singole persone.

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