Cronoterapia nel trattamento non farmacologico dell’insonnia

MEDICINA ONLINE ORA LEGALE SORALE OROLOGIO NUMERI TEMPO CALENDARIO OROLOGIONegli ultimi anni vi è stato un sempre maggiore interesse sul ruolo che il sistema di controllo del ritmo circadiano esercita nei meccanismi di sonno e veglia. Da tali studi è emerso come alterazioni del sistema di controllo possano essere alla base di specifici tipi di insonnia.

L’orologio circadiano è localizzato nell’uomo nel nucleo soprachiasmatico dell’ipotalamo. Esso modula in maniera ciclica tutto il ritmo sonno-veglia, compresi quindi i periodi di sonno e la stessa composizione in stadi del sonno. È chiaro quindi che qualsiasi sovvertimento acuto di tale sistema può provocare uno spostamento del ritmo circadiano, con alterata latenza del sonno, addormentamenti in orari inappropriati, aumento della frammentazione del sonno e un disordine nella composizione dei
suoi vari stadi.

È inoltre importante comprendere che in molti disordini del sonno da disturbo del ritmo circadiano, sia acuti che cronici, parte del problema è legata al divario tra il tempo preferito dal soggetto per il sonno (a causa delle pressioni sociali) e il tempo biologico stabilito dall’orologio circadiano. È quindi evidente come il trattamento fondamentale di tali disturbi debba tendere a mantenere una situazione ottimale di equilibrio tra i ritmi biologici che sottendono e accompagnano l’alternarsi del sonno e della veglia e i comportamenti individuali.

Attualmente le uniche possibilità di intervento su tali disturbi sono proprio di tipo non farmacologico. Un tipo di trattamento sperimentato con successo è la cronoterapia, rivelatasi molto utile nella sindrome da fase avanzata o ritardata di sonno. Tale tipo di trattamento consiste in un progressivo spostamento in avanti dell’orario di inizio del sonno ed è utilizzato anche nel tentativo di riequilibrare soggetti che, a causa
del tipo di lavoro svolto (come avviene per i lavoratori turnisti), presentano uno squilibrio tra il tempo biologico e il tempo effettivamente utilizzabile per il sonno.

Ad esempio, il trattamento della sindrome della fase di sonno ritardata consiste in un progressivo e giornaliero ritardo di 3 ore del tempo di addormentamento, fino a raggiungere l’orario socialmente accettabile per l’ addormentamento.

Tale trattamento può richiedere anche più di una settimana (o anche oltre i 10 giorni) per portare gradatamente il paziente all’ora di addormentamento socialmente accettabile.

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