La commovente reazione di un leopardo quando scopre il cucciolo della sua preda

MEDICINA ONLINE DIFFERENZA GHEPARDO LEOPARDO GIAGUARO MANDIBOLA CARATTERISTICHE NASO DENTI ANIMALE DIVERSITA COCRODILE WALLPAPER COCCODRILLO DEL NILO SFONDO HDLui è un predatore – un killer elegante e furtivo. Si avventa sulla sua preda e la uccide con un colpo di zampa. Poi, all’improvviso, qualcosa si muove tra la pelliccia dell’animale morto, e la legge della giungla viene riscritta. Vede strisciare fuori dalla sua vittima un minuscolo neonato – un babbuino che ha solo un giorno. In quel momento, il giovane leopardo dimentica di essere un cacciatore, e accudisce il piccolo babbuino come se fosse il suo cucciolo.

All’odore del sangue, un branco di iene si riunisce per banchettare. Legadema, come è stato chiamato il leopardo dalla troupe che ha fatto il video, porta con attenzione il baby babbuino su un albero, si dimentica della sua preda, ora è prioritario proteggere il cucciolo. Lì, coccola il neonato e cerca di dargli calore durante la lunga notte africana. “E’ stato come se la natura avesse ribaltato completamente la situazione“, spiega Dereck Joubert, un regista che ha seguito Legadema per tre anni e mezzo nel suo habitat naturale, il Delta del Botswana, tra le pianure alluvionali verdeggianti note come Africa’s Garden of Eden.

“Lei aveva ucciso la madre, ma poi abbiamo visto il piccolo babbuino appena nato sul terreno, continua a raccontare Dereck. – Stava strisciando e abbiamo pensato che stavamo per assistere alla sua uccisione, invece il neonato si è diretto verso il giovane leopardo. Legadema si è fermata per un attimo, a quanto pare non sapendo cosa fare. Poi delicatamente lo ha preso in bocca tenendolo per la collottola e lo ha portato su un albero per tenerlo al sicuro“. I babbuini sono acerrimi nemici del leopardo, e una delle loro principali fonti di cibo, ma Legadema – la parola locale che sta per “la luce dal cielo” – con la piccola scimmietta non è stata predatrice, ha prevalso il suo istinto materno.

Inizialmente si è pensato ad una intelligente strategia spesso usata da alcuni felini: quella di trattenere a sé il cucciolo di una preda, in modo da attirare prede adulte che possano accorrere in difesa del piccolo, per crearsi la possibilità di attaccare tali prede adulte ed avere più cibo a disposizione. Il leopardo, quindi, non avrebbe avuto alcun istinto di protezione, ma solo aver messo in piedi una strategia in cui il cucciolo fosse una vera e propria esca. Altra possibile spiegazione fosse che il leopardo avesse intenzione di proteggere il cucciolo da altri predatori solo per tenerselo da parte per mangiarlo in seguito, quando avesse avuto maggiormente fame. Ma più passava il tempo e più la trupe si è resa conto che i comportamenti del leopardo erano incredibilmente poco congrui con queste spiegazioni.

La troupe ha vegliato tutta la notte, osservando la situazione. ”Diverse volte, il baby babbuino è caduto dall’albero, – afferma Joubert.  – Ogni volta, Legadema correva giù per prenderlo prima che arrivassero le iene e lo riportava al sicuro di nascosto sull’albero. Il babbuino avrà chiaramente visto Legadema come una madre surrogata. Per diverse ore non si è mossa da lui. Legadema era come un gatto in cerca del proprio gattino, piuttosto che un predatore con la sua preda. Era attratto dal cucciolo curioso, faceva la parte della madre, e si è dimenticata che era una cacciatrice. E’ stato davvero straordinario e molto commovente da vedere…“.

Tragicamente, quando è arrivato il mattino, la squadra si è accorta che il piccolo babbuino non dava segni di vita. ”Pensiamo che era semplicemente troppo piccolo per sopravvivere alla notte senza la madre naturale e il sostentamento che gli avrebbe dovuto fornire“, afferma Joubert. ”Quando è sorto il sole, Legadema si è resa conto che il baby babbuino era morto e gli è rimasta vicino ancora per un po’, per poi andarsene“.  Dereck Joubert ha osservato questa scena durante le riprese per un documentario sulla fauna selvatica, ‘Eye Of The Leopard‘ -L’Occhio del Leopardo, che segue Legadema dalla nascita all’età adulta.

”Ci siamo imbattuti in un leopardo con il suo cucciolo che aveva circa una decina di giorni e abbiamo pensato di documentare la sua crescita fino all’età adulta dopo aver deciso di chiamarla Legadema, – spiega. – Stavamo riprendendo il leopardo quando questo piccolo cucciolo adorabile ha tirato fuori la testa dalla tana. Forse era la prima volta che si stava avventurando nel mondo esterno, ci ha immediatamente conquistati, cadeva in continuazione come se fosse ubriaco“. Sul finire del loro progetto, la troupe che stava facendo il documentario ha lasciato che Legadema seguisse le sue orme in natura – ma di tanto in tanto vanno ancora a cercarla. Joubert aggiunge: “Abbiamo appena saputo che lei avrà presto un cucciolo di cui prendersi cura, proprio come quella minuscola creatura che aveva accudito con tanto amore”.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

In Australia i vegetariani uccidono più animali degli onnivori

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO PENTOLA PADELLA CUCINA DIETA CIBO MANGIARE VERDURA VEGETALI“Quante volte avete sentito dire dagli animalisti che mangiare carne non è etico perché’ comporta l’uccisione di esseri senzienti, che l’allevamento danneggia l’ambiente, che spreca vegetali che sarebbero meglio impiegati per sfamare le persone? Non solo non è così, ma sarebbero proprio loro, i vegetariani, ad uccidere più animali degli onnivori che mangiano carne”. Inizia così la nota di Federfauna, che sta sollevando un mare di polemiche tra animalisti, vegetariani e vegani. Il riferimento è a una ricerca australiana, che noi avevamo avuto modo di leggere qualche tempo fa, ma, individuati subito diversi limiti, non avevamo sentito l’esigenza di divulgare.

Continua la lettura su https://www.greenme.it/news/approfondimenti/vegetariani-uccidono/

Leggi anche:

Numeri a confronto
Qualcuno ora obbietterà che l’Italia abbia estensioni ben diverse dall’Australia e che qui gli animali non pascolino. Beh, sappia che nel mondo i pascoli e le praterie coprono più del doppio della superficie destinata alle colture e che nel nostro Paese, che è un puntolino sul mappamondo, gran parte della carne bovina, suina, ovina ed anche equina è di importazione. Fanno eccezione le carne di pollo e di tacchino che sono prodotte in quantità sufficienti direttamente in Italia. Chiarito questo punto, passiamo ai numeri degli animali uccisi per essere mangiati e di quelli uccisi per non essere mangiati: Archer ha calcolato che dall’abbattimento di un bovino cresciuto al pascolo si ottenga una carcassa di circa 288 Kg, la quale, una volta disossata, rende il 68% di carne, che al 23% di proteine è pari 45kg di proteine per animale ucciso. Questo significa che per ottenere 100 kg di proteine animali utilizzabili serva abbattere 2,2 animali. Mettete da parte questo dato, vi sarà utile tra qualche riga per la comparazione.

Trattori e uccelli predatori in cerca di prede
Chi ha avuto occasione, almeno una volta nella vita di soffermarsi a guardare l’aratura dei campi, si sarà sicuramente accorto che il trattore è sempre seguito da stormi di uccelli predatori, dalle nostre parti soprattutto corvi e gabbiani. Questi uccelli non fanno altro che predare tutti i piccoli mammiferi, lucertole, serpenti e altri animali, soprattutto cuccioli, messi in fuga dal trattore. Il loro numero è difficilmente stimabile, ma elevatissimo. Poi ci sono gli animali che vengono uccisi per difendere i raccolti: non solo viene avvelenata una quantità incalcolabile di insetti e ragni, ai quali ben pochi animalisti si interessano, ma anche migliaia di topi, che, invece, vengono considerati esseri senzienti. Archer ha stimato che nella coltivazione del frumento vengano uccisi almeno 100 topi per ettaro all’anno, quindi, con rese medie di circa 1,4 tonnellate per ettaro, visto che il frumento contiene il 13% di proteina utilizzabile, si può calcolare che vengono uccisi almeno 55 animali senzienti per produrre 100 kg di proteine vegetali utilizzabili: 25 volte di più che per la stessa quantità di carne bovina prodotta al pascolo. Considerino inoltre gli animalisti, che questi animali soffrono di più di quelli uccisi nel ciclo di allevamento o nella caccia, perchè a loro non è garantita nè la limitazione del dolore al minimo o lo stordimento preventivo che è garantito agli animali da macello, nè la morte istantanea che è assicurata a quelli selvatici cacciati.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

Cani: ecco cosa ci dicono con la coda

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO BAMBINA RAGAZZINA CANE ADOLESCENTE NATURA ANIMALIChi mi legge da tanto tempo sa che amo i cani, nel blog potete trovare alcuni articoli dedicati a loro. Ecco quindi per la sezione “Noi che amiamo la natura e gli animali” un articolo interessante sulla loro… coda! La coda dei cani comunica emozioni e a seconda del lato dove scodinzola attiva negli altri cani reazioni diverse a livello cerebrale. È il risultato di uno studio tutto italiano, frutto della collaborazione tra Università di Trento e di Bari. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Current Biology, e dimostra che i cani, esattamente come l’uomo, hanno un’organizzazione asimmetrica del cervello, nella quale destra e sinistra giocano ruoli differenti.

Continua la lettura su https://www.lastampa.it/la-zampa/2013/11/01/news/la-coda-dei-cani-comunica-e-risponde-a-stimoli-cerebrali-1.35951499/

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!

L’alano gigante Zeus entra nel guinness dei primati: è il cane più alto del mondo

Galleria

Questa galleria contiene 5 immagini.

È il cane più alto del mondo. Zeus è un alano che si nutre di 14 chili di carne al giorno. E’ alto 1,12 centimetri al garrese, è lungo due metri e mezzo e pesa «solo» settanta chili. Denise Doorlag, la proprietaria, … Continua a leggere

Virus Mers: la nuova Sars si trasmette dai dromedari

Dott. Loiacono Emilio Alessio Medico Chirurgo Medicina Chirurgia Estetica Benessere Dietologia Sessuologia Ecografie Tabagismo Smettere di fumare Virus Mers la nuova Sars si trasmette dai dromedariE’ stato individuato il principale sospettato della diffusione del virus Mers-CoV, soprannominato “la nuova Sars”: tutta colpa del dromedario. Secondo una ricerca, infatti, potrebbe essere proprio l’animale il responsabile della trasmissione all’uomo del coronavirus.

La trasmissibilità tra esseri umani, infatti, sembra essere molto rara, per cui è apparsa verosimile l’esistenza di un serbatoio animale capace di diffondere la nuova Sars all’uomo. Lo studio, pubblicato sulla rivista Lancet, è stato condotto dal National Institute for Public Health and the Environment a Bilthoven, nei Paesi Bassi.

I ricercatori hanno raccolto campioni ematici di 349 animali, tra cui dromedari, mucche, pecore e capre provenienti da diversi paesi, tra cui Oman, Paesi Bassi, Spagna e Cile. Gli anticorpi specifici della Mers sono stati trovati in tutti i campioni di siero prelevati da cinquanta dromedari in Oman in diversi punti del paese: una scoperta che lascia supporre che la malattia circoli tra gli animali della regione.

I primi sospettati, in verità, erano i pipistrelli. Ma la maggior parte delle persone difficilmente ci entra a contatto: è plausibile, dunque, il virus raggiunga l’uomo attraverso un ospite intermedio, che potrebbe essere proprio il dromedario, visto che nella penisola arabica viene regolarmente allevato dall’uomo.

Leggi anche:

Lo staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o seguici su Twitter, su Instagram o su Pinterest, grazie!