La parola “idrocele” (in inglese “hydrocele”) significa una raccolta di liquido trasudato (edema non infiammatorio) tra la tunica vaginale parietale e tra la tunica vaginale viscerale che racchiude il testicolo e l’epididimo, oppure lungo il funicolo spermatico. La raccolta anomala di un liquido in tale sede si manifesta con una sacca scrotale parzialmente o totalmente gonfia, a volte così “piena di liquido” da apparire molto tesa, generalmente non dolente. L’analogo femminile di tale patologia è l’idrocele del dotto di Nuck. Continua a leggere
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Spermiogramma: come fare, astinenza, valori risultati e costo
Con “spermiogramma” in medicina si intende l’analisi del liquido seminale (cioè dello sperma) che viene eseguito su un campione ottenuto per Continua a leggere
Differenza tra castrazione chimica e chirurgica
La castrazione è una tecnica che permette di rimuovere – o rendere comunque non funzionanti – le gonadi di un essere umano o di un animale, rendendolo irreversibilmente sterile, cioè impedendo al maschio di poter mettere incinta una femmina ed alla femmina di poter essere messa incinta. La castrazione può essere eseguita tramite operazione chirurgica (castrazione chirurgica) in cui vengono estirpate le gonadi (testicoli ed ovaie), oppure tramite l’inibizione o la distruzione dei gametociti (spermatozoi ed ovuli) con mezzi ormonici o genericamente chimici (castrazione chimica) o con raggi röntgen (castrazione radiologica). Detto in parole povere nella castrazione chimica vengono tolti testicoli o ovaie, in quella chimica no.
Castrazione chirurgica
La castrazione chirurgica è un tipo di castrazione. E’ una tecnica chirurgica che permette di rimuovere le gonadi di un essere umano o di un animale, rendendolo irreversibilmente sterile, cioè impedendo al maschio di poter mettere incinta una femmina ed alla femmina di poter essere messa incinta. Nel maschio la rimozione dei testicoli viene effettuata tramite una orchiectomia, mentre nelle femmine la rimozione delle ovaie viene effettuata tramite ovariectomia, operazione più complessa rispetto all’orchiectomia vista la posizione anatomica delle ovaie. Rimuovendo i testicoli, luogo dove sono prodotti gli spermatozoi, e le ovaie, luogo dove risiedono gli ovuli, il soggetto diventa sterile in modo permanente ed irreversibile.
Leggi anche:
- Differenza tra infertilità e sterilità
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- Come cambiano i testicoli e lo scroto con l’età?
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Per quali motivi di pratica la castrazione chirurgica?
La castrazione chirurgica si pratica negli uomini per determinate malattie del testicolo, in genere per tumore o traumi (spesso deve essere asportato un solo testicolo, ed in questo caso si parla di “emicastrazione“); nelle donne per lo più la castrazione viene effettuata in corso d’isterectomia o per inibire l’ulteriore evoluzione di determinati tumori maligni. Negli animali la castrazione chirurgica si pratica generalmente per evitare cucciolate indesiderate e, nei maschi, per rendere l’animale più tranquillo ed eliminare comportamenti aggressivi legati alla sessualità.
Castrazione chimica
La castrazione chimica è un tipo di castrazione, temporanea e solitamente non definitiva, provocata da farmaci a base di ormoni, indirizzata alla riduzione della libido e dell’attività sessuale di un individuo. Il farmaco più in uso attualmente è il medrossiprogesterone che agisce sul cervello inibendo gli ormoni che stimolano i testicoli alla produzione di testosterone.
Per quali motivi di pratica la castrazione chimica?
La castrazione chimica è stata sviluppata come misura temporanea preventiva per soggetti che hanno commessi stupri o violenza sessuale su minori ed è applicata come parte della pena di reati a sfondo sessuale, in diversi paesi, inclusi gli Stati Uniti e Canada, Russia, Polonia, Regno Unito, Svezia, Danimarca, Norvegia, Spagna, Germania e Francia. Spesso, la legislazione prevede che lo stesso pedofilo possa richiedere la castrazione chimica su base volontaria, talora ottenendo sconti di pena. In Italia è stata invocata come pena di reati a sfondo sessuale da diversi esponenti politici, specie quelli appartenenti alla sfera del centro-destra.
Al di fuori dell’ambito della prevenzione e repressione del crimine, la castrazione chimica viene eseguita come fase preliminare nel trattamento ormonale per il cambiamento di sesso, da uomo a donna, nei soggetti transessuali. In questo caso, la trasformazione è irreversibile dopo circa sei mesi dall’inizio del trattamento farmacologico.
Il famoso matematico e informatico Alan Turing, padre dell’informatica teorica, fu sottoposto a castrazione chimica dopo la condanna, nel 1952, per omosessualità (che all’epoca era considerata reato). Questa si ipotizza che fu la causa del suo suicidio, commesso due anni dopo.
Leggi anche:
- Castrazione chirurgica in uomo e animali: perché farla e quali effetti determina
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- La vasectomia è reversibile?
- Torsione del testicolo: sintomi, cure, conseguenze, neonati. E’ doloroso?
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- Ipoposia: quando lo sperma è troppo poco. Cause e terapie per aumentare la quantità di eiaculato.
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- Liquido seminale (sperma) trasparente ed acquoso: cause e cure
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Differenza tra castrato ed eunuco
La castrazione è una tecnica che permette di rimuovere – o rendere comunque non funzionanti – le gonadi di un essere umano o di un animale, rendendolo irreversibilmente sterile, cioè impedendo al maschio di poter mettere incinta una femmina ed alla femmina di poter essere messa incinta. La castrazione può essere eseguita tramite operazione chirurgica (castrazione chirurgica) in cui vengono estirpate le gonadi (testicoli ed ovaie), oppure tramite l’inibizione o la distruzione dei gametociti (spermatozoi ed ovuli) con mezzi ormonici o genericamente chimici (castrazione chimica) o con raggi röntgen (castrazione radiologica).
Castrazione chirurgica
Nel maschio la castrazione chirurgica viene effettuata tramite orchiectomia, mentre nelle femmine la rimozione delle ovaie viene effettuata tramite ovariectomia, operazione più complessa rispetto all’orchiectomia vista la posizione anatomica delle ovaie. Rimuovendo i testicoli, luogo dove sono prodotti gli spermatozoi, e le ovaie, luogo dove risiedono gli ovuli, il soggetto diventa sterile in modo permanente ed irreversibile. La castrazione chirurgica si pratica negli uomini per determinate malattie del testicolo, in genere per tumore o per traumi, e nelle donne durante una isterectomia o per inibire l’ulteriore evoluzione di determinati tumori maligni.
Evirato ed eunuco
Nell’uomo la castrazione chirurgica prende il nome di evirazione (termine che invece non può essere usato in caso di castrazione femminile). L’evirazione del maschio eseguita prima della pubertà, oltre alla sterilità, ha per effetto la non manifestazione dei caratteri sessuali secondari maschili, con:
- deficienza dello sviluppo degli organi genitali esterni e interni;
- deficienza dell’apparato pilifero (peluria e barba ben poco diffusa);
- deficienza nel normale sviluppo del corpo maschile: esso un assume aspetto femmineo e tende alla pinguedine.
Particolari modificazioni si hanno a carico del tono di voce, che diventa simile a quello femminile, e nel carattere che diventa meno aggressivo e non attratto dal campo della sessualità. Queste “qualità” sono state particolarmente apprezzate nella storia, dove individui evirati (in questo caso sarebbe meglio dire “mutilati“) prima della pubertà prendevano il nome di “eunuchi“. Gli eunuchi furono comuni a molte corti sovrane soprattutto orientali, da quelle musulmane come quella dell’Impero ottomano a quella del Celeste impero cinese. Tra il 1600 ed il 1700 gli eunuchi, grazie alla particolare voce non influenzata dalle variazioni ormonali puberali, erano famosi come cantori appartenenti alle cosiddette “voci bianche”.
Differenza tra castrato ed eunuco
Un “eunuco” è quindi un soggetto che è stato castrato chirurgicamente prima della pubertà, cioè un individuo a cui sono stati eliminati i testicoli prima dello sviluppo puberale, fatto che determina il non sviluppo dei caratteri sessuali secondari ed il mantenimento di un corpo ed una voce “femminile”. Tutti gli eunuchi sono castrati, ma non tutti i castrati sono necessariamente eunuchi.
Leggi anche:
- Cos’è la pubertà, a che età inizia e come si manifesta?
- Castrazione chirurgica in uomo e animali: perché farla e quali effetti determina
- Differenza tra castrazione ed evirazione
- Differenza tra castrazione e vasectomia
- Differenza tra castrazione chimica e chirurgica
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Differenza tra castrazione e vasectomia
Anche se castrazione e vasectomia portano entrambi a sterilità, i due termini non sono affatto sinonimi.
Castrazione
La castrazione è una tecnica che permette di rimuovere – o rendere comunque non funzionanti – le gonadi di un essere umano o di un animale, rendendolo irreversibilmente sterile, cioè impedendo al maschio di poter mettere incinta una femmina ed alla femmina di poter essere messa incinta. La castrazione può essere eseguita tramite operazione chirurgica (castrazione chirurgica) in cui vengono estirpate le gonadi (testicoli ed ovaie), oppure tramite l’inibizione o la distruzione dei gametociti (spermatozoi ed ovuli) con mezzi ormonici o genericamente chimici (castrazione chimica) o con raggi röntgen (castrazione radiologica).
Castrazione chirurgica
Nel maschio la castrazione chirurgica viene effettuata tramite orchiectomia, mentre nelle femmine la rimozione delle ovaie viene effettuata tramite ovariectomia, operazione più complessa rispetto all’orchiectomia vista la posizione anatomica delle ovaie. Rimuovendo i testicoli, luogo dove sono prodotti gli spermatozoi, e le ovaie, luogo dove risiedono gli ovuli, il soggetto diventa sterile in modo permanente ed irreversibile. La castrazione chirurgica si pratica negli uomini per determinate malattie del testicolo, in genere per tumore o per traumi, e nelle donne durante una isterectomia o per inibire l’ulteriore evoluzione di determinati tumori maligni. Se la castrazione chirurgica avviene prima della pubertà, il soggetto sarà sterile e mancheranno i caratteri sessuali secondari (barba, peluria, mammelle, sviluppo degli organi sessuali…), mentre se la castrazione chirurgica avviene dopo la pubertà il soggetto sarà sterile (nella donna mancheranno anche le mestruazioni) ma i caratteri sessuali secondari sono comunque presenti, pur se diminuiti.
Vasectomia
La vasectomia è un intervento chirurgico che rende l’uomo sterile, cioè non in grado di mettere incinta una donna. Tale intervento blocca i piccoli condotti, chiamati dotti deferenti, attraverso i quali in condizioni normali passano gli spermatozoi prodotti dai testicoli, che, unendosi al plasma seminale prodotto da prostata e vescicole seminali, forma il liquido seminale (lo sperma). La vasectomia ha quindi l’effetto di rendere lo sperma virtualmente libero dagli spermatozoi. La vasectomia è potenzialmente reversibile, anche se ciò non sempre è possibile. Per approfondire, leggi anche:
- Posso mettere incinta una donna dopo una vasectomia?
- Vasectomia: dopo quanto avere rapporti e rischio di gravidanza
- La vasectomia è reversibile?
Differenza tra vasectomia e castrazione chirurgica
La castrazione chirurgica elimina quindi il testicolo (luogo dove gli spermatozoi sono prodotti), mentre nella vasectomia il testicolo viene risparmiato ma gli spermatozoi prodotti non vengono immessi nello sperma. Entrambi portano a sterilità ma in modo diverso. Inoltre mentre nella vasectomia la sterilità è potenzialmente reversibile e ricercata dal paziente, invece la sterilità determinata dalla castrazione chimica è irreversibile e non ricercata dal paziente, essendo l’effetto collaterale di una operazione svolta nella maggioranza dei casi per tumore testicolare. Infine nella castrazione si verificano alterazioni ormonali dovute all’assenza dei testicoli (minore aggressività, diminuzione dei caratteri sessuali secondari…) mentre nella vasectomia tali alterazioni ormonali non si verificano visto che il testicolo è risparmiato.
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Differenza tra castrazione ed evirazione
Castrazione ed evirazione sono sinonimi? Non esattamente. Cerchiamo di fare chiarezza.
Castrazione
La castrazione è una tecnica che permette di rimuovere – o rendere comunque non funzionanti – le gonadi di un essere umano o di un animale, rendendolo irreversibilmente sterile, cioè impedendo al maschio di poter mettere incinta una femmina ed alla femmina di poter essere messa incinta. La castrazione può essere eseguita tramite operazione chirurgica (castrazione chirurgica) in cui vengono estirpate le gonadi (testicoli ed ovaie), oppure tramite l’inibizione o la distruzione dei gametociti (spermatozoi ed ovuli) con mezzi ormonici o genericamente chimici (castrazione chimica) o con raggi röntgen (castrazione radiologica).
Leggi anche: Differenza tra castrazione chimica e chirurgica
Castrazione chirurgica
Nel maschio la castrazione chirurgica viene effettuata tramite orchiectomia, mentre nelle femmine la rimozione delle ovaie viene effettuata tramite ovariectomia, operazione più complessa rispetto all’orchiectomia vista la posizione anatomica delle ovaie. Rimuovendo i testicoli, luogo dove sono prodotti gli spermatozoi, e le ovaie, luogo dove risiedono gli ovuli, il soggetto diventa sterile in modo permanente ed irreversibile. La castrazione chirurgica si pratica negli uomini per determinate malattie del testicolo, in genere per tumore o per traumi, e nelle donne durante una isterectomia o per inibire l’ulteriore evoluzione di determinati tumori maligni.
Una sterilità in teoria temporanea, si può raggiungere nell’uomo con la vasectomia e nella donna con la chiusura delle tube. A tal proposito leggi:
- Chiusura delle tube: perché si fa, età, costo e reversibilità
- Differenza tra castrazione e vasectomia
- Posso mettere incinta una donna dopo una vasectomia?
- Vasectomia: dopo quanto avere rapporti e rischio di gravidanza
- La vasectomia è reversibile?
Evirazione
Molti pensano, sbagliando, che “evirazione” significhi asportazione del pene. In realtà l’asportazione del pene prende il nome di “penectomia“. Con “evirazione” si intende invece l’asportazione dei testicoli in un uomo. Quindi ricapitolando:
- castrazione: tecnica che rende sterile un uomo o una donna, mediante varie metodologie (ad esempio chirurgica o chimica);
- castrazione chirurgica: tipo specifico di castrazione che rende sterile un uomo o una donna, mediante la rimozione chirurgica di testicoli o ovaie;
- evirazione: tipo specifico di castrazione che rende sterile un uomo mediante la rimozione dei suoi testicoli.
Mentre “castrazione” e “castrazione chirurgica” possono essere riferiti sia a uomo che a donna, il termine “evirazione” viene usato solo per gli uomini. Mentre gli evirati sono tutti considerabili castrati, non tutti i soggetti castrati sono necessariamente considerabili evirati. Si parla inoltre di:
- evirazione bianca: quando sono asportati solo i testicoli lasciando intatto il pene;
- evirazione nera: quando vengono asportati sia i testicoli che il pene.
Leggi anche:
- Castrazione chirurgica in uomo e animali: perché farla e quali effetti determina
- Differenza tra castrato ed eunuco
Castrazione prima della pubertà nel maschio
L’evirazione del maschio eseguita prima della pubertà, oltre alla sterilità, ha per effetto la non manifestazione dei caratteri sessuali secondari maschili, con:
- deficienza dello sviluppo degli organi genitali esterni e interni;
- deficienza dell’apparato pilifero (peluria e barba ben poco diffusa);
- deficienza nel normale sviluppo del corpo maschile: esso un assume aspetto femmineo e tende alla pinguedine.
Particolari modificazioni si hanno a carico del tono di voce, che diventa simile a quello femminile, e nel carattere che diventa meno aggressivo e non attratto dal campo della sessualità. Queste “qualità” sono state particolarmente apprezzate nella storia, dove individui evirati prima della pubertà prendevano il nome di “eunuchi“. Gli eunuchi furono comuni a molte corti sovrane soprattutto orientali, da quelle musulmane come quella dell’Impero ottomano a quella del Celeste impero cinese. Tra il 1600 ed il 1700 gli eunuchi, grazie alla particolare voce non influenzata dalle variazioni ormonali puberali, erano famosi come cantori appartenenti alle cosiddette “voci bianche”.
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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Castrazione chirurgica in uomo e animali: perché farla e quali effetti determina
La castrazione è una tecnica che permette di rimuovere – o rendere comunque non funzionanti – le gonadi di un essere umano o di un animale, rendendolo irreversibilmente sterile, cioè impedendo al maschio di poter mettere incinta una femmina ed alla femmina di poter essere messa incinta. La castrazione può essere eseguita tramite operazione chirurgica (castrazione chirurgica) in cui vengono estirpate le gonadi (testicoli ed ovaie), oppure tramite l’inibizione o la distruzione dei gametociti (spermatozoi ed ovuli) con mezzi ormonici o genericamente chimici (castrazione chimica) o con raggi röntgen (castrazione radiologica).
Castrazione chirurgica
La castrazione chirurgica è una tecnica chirurgica che permette di rimuovere le gonadi di un essere umano o di un animale, rendendolo irreversibilmente sterile, cioè impedendo al maschio di poter mettere incinta una femmina ed alla femmina di poter essere messa incinta. Nel maschio la rimozione dei testicoli viene effettuata tramite una orchiectomia, mentre nelle femmine la rimozione delle ovaie viene effettuata tramite ovariectomia, operazione più complessa rispetto all’orchiectomia vista la posizione anatomica delle ovaie. Rimuovendo i testicoli, luogo dove sono prodotti gli spermatozoi, e le ovaie, luogo dove risiedono gli ovuli, il soggetto diventa sterile in modo permanente ed irreversibile.
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Per quali motivi di pratica la castrazione?
La castrazione chirurgica si pratica negli uomini per determinate malattie del testicolo, in genere per tumore o traumi (spesso deve essere asportato un solo testicolo, ed in questo caso si parla di “emicastrazione“); nelle donne per lo più la castrazione viene effettuata in corso d’isterectomia o per inibire l’ulteriore evoluzione di determinati tumori maligni. Negli animali la castrazione chirurgica si pratica generalmente per evitare cucciolate indesiderate e, nei maschi, per rendere l’animale più tranquillo ed eliminare comportamenti aggressivi legati alla sessualità.
Castrazione prima e dopo la pubertà nel maschio
La castrazione del maschio eseguita prima della pubertà, oltre alla sterilità, ha per effetto la non manifestazione dei caratteri sessuali secondari maschili, con:
- deficienza dello sviluppo degli organi genitali esterni e interni;
- deficienza dell’apparato pilifero (peluria e barba ben poco diffusa);
- deficienza nel normale sviluppo del corpo maschile: esso un assume aspetto femmineo e tende alla pinguedine.
Particolari modificazioni si hanno a carico del tono di voce, che diventa simile a quello femminile, e nel carattere che diventa meno aggressivo e non attratto dal campo della sessualità. Se invece la castrazione è eseguita dopo la pubertà, questi effetti sono molto meno evidenti perché lo sviluppo dei caratteri sessuali è già avvenuto, pur diventando comunque il soggetto sterile.
Castrazione prima e dopo la pubertà nella femmina
La castrazione della femmina eseguita prima della pubertà, oltre alla sterilità, ha per effetto la non manifestazione dei caratteri sessuali secondari femminili, con inibizione dello sviluppo degli organi genitali, delle mammelle e del bacino e l’assenza di mestruazioni, oltre alla diminuzione dell’interesse verso la sfera sessuale. Se invece la castrazione è eseguita dopo la pubertà, gli effetti più evidenti consistono nella soppressione dei cicli mestruali.
In caso di castrazione precedente alla pubertà, si rende necessaria una terapia ormonale sostitutiva per permettere il corretto sviluppo dei caratteri sessuali secondari nel giovane.
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Differenza tra pene circonciso e “normale”: vantaggi e svantaggi
Glande e prepuzio
Un pene, in assenza di malformazioni, è fisiologicamente costituito dall’asta peniena e dal glande, quest’ultimo corrisponde all’apice del pene e la sua forma “aerodinamica” facilita l’entrata del pene nella vagina durante un rapporto sessuale. Il glande è normalmente ricoperto da una piega cutanea chiamata “prepuzio” che può essere abbassata per scoprire il glande, il quale è uno dei punti erogeni più importanti nell’uomo, avendo una sensibilità decisamente superiore rispetto alla cute prepuziale. Durante un rapporto sessuale, complici i liquidi lubrificanti prodotti dalla donna e soprattutto l’attrito del pene sulle pareti vaginali, il prepuzio tende a scoprirsi in modo naturale, a meno che non siano presenti problemi che ne impediscano lo scivolamento, come la fimosi (cioè la difficoltà a retrarre parzialmente o totalmente il prepuzio). A tal proposito, leggi anche: Quando scoprire il glande è doloroso: fimosi, cos’è e come si cura
Pene circonciso e circoncisione del pene: cosa significano?
La circoncisione del pene consiste nella rimozione chirurgica totale o parziale del prepuzio. Quando si rimuove chirurgicamente il prepuzio, il pene si dice “circonciso” (in inglese “circumcised penis”). La circoncisione è una operazione chirurgica piuttosto semplice, tuttavia – se eseguita da mani non esperte – può determinare rischi anche gravi per il paziente, come infezioni, sanguinamento e danni al glande o ad altre strutture peniene, come confermato da tre recenti drammatici fatti di cronaca, uno avvenuto a Monterotondo, il secondo successo a Bologna ed il terzo a Genova. Un pene circonciso è perfettamente “normale” sotto tutti i punti di vista morfologici e funzionali, tuttavia non possiede il prepuzio, col risultato che il glande rimane perennemente scoperto, al contrario di un pene non circonciso dove il glande rimane sempre coperto dal prepuzio, salvo i casi in cui viene volontariamente scoperto dal soggetto – ad esempio durante la masturbazione – o si sposta in basso involontariamente durante un rapporto sessuale con penetrazione vaginale o anale.
Circoncisione: per quali motivi si effettua?
La circoncisione non è una pratica moderna: questa tecnica è anzi millenaria e la prima testimonianza di essa risale addirittura 4300 anni fa nell’Antico Egitto. Attualmente è una pratica ancora molto diffusa: si calcola che nel mondo un uomo su tre sia circonciso. La circoncisione viene oggi eseguita per lo più per motivi religiosi e culturali ma anche per curare la prima citata fimosi. Un motivo per cui alcuni praticano da adulti la circoncisione oggi potrebbe essere quello “estetico” ad imitazione della maggior parte degli attori pornografici. Si pensa che uno dei motivi che storicamente hanno portato alla diffusione di tale pratica, sia quello “igienico”: l’assenza del prepuzio impedisce infatti l’accumulo di sporcizia e smegma che potrebbe determinare pericolose infezioni, fatto che ora è più difficile a verificarsi grazie ai numerosi prodotti detergenti in commercio, ma non altrettanto raro in tempi antichi, dove una banale infezione al pene poteva determinare l’impossibilità ad avere figli o addirittura la morte. Per approfondire, leggi anche:
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Pene circonciso: quali sono le differenze?
Alcuni affermano che la circoncisione renda il glande più sensibile, ma ciò è vero solo nei primi periodi successivi all’intervento: essendo il glande protetto dal prepuzio, nel momento in cui il prepuzio viene eliminato, sicuramente sarà più esposto a stimoli tattili durante la giornata e ciò lo renderà apparentemente più sensibile, ma in realtà durante un rapporto sessuale il glande di un individuo circonciso NON è più sensibile di uno non circonciso, anzi potrebbe essere vero il contrario! Il glande perennemente esposto nel circonciso può andare incontro ad “ispessimento” della sua superficie a causa dell’accumulo di cheratina protettiva, che alla lunga lo porta ad essere meno sensibile. Alcuni affermano inoltre che un pene circonciso sia più “igienico” ma questo è vero solo in parte: non avere il prepuzio da una parte impedisce l’accumulo di sporcizia e smegma nel solco balano-prepuziale, però dall’altra espone il glande ad altri traumi ed infezioni che l’azione protettiva del prepuzio invece avrebbe – almeno in parte – impedito. E’ però necessario ricordare che nel momento in cui il prepuzio viene srotolato, in alcuni casi esso potrebbe lievemente “restringere” il diametro dell’asta peniena proprio al di sotto della corona del glande. Ciò normalmente non determina alcun problema, tuttavia, in caso di prepuzio non particolarmente elastico, potrebbe andare a contrastare il flusso sanguigno e l’erezione ed in teoria diminuire lievemente l’afflusso di sangue al glande, rendendolo meno turgido e sensibile. Una leggenda popolare dice che la circoncisione può aumentare la lunghezza del pene: ma è davvero così? Ovviamente la circoncisione NON è in grado in alcun modo di aumentare la lunghezza reale del pene ed anzi, andando ad eliminare anche la parte di prepuzio che sporge dall’apice del glande, in teoria va ad accorciarlo visivamente di alcuni millimetri quando non è scoperto.
Leggi anche: Ecco come viene effettuata la circoncisione del prepuzio del pene [VIDEO]
Uomo circonciso: sesso migliore?
Come abbiamo visto, non esiste una condizione del tutto migliore dell’altra, anche perché gli studi volti a dimostrare ipotetici vantaggi nella vita sessuale degli uomini con il pene circonciso non hanno riscontrato differenze degne di nota rispetto a quelli con pene non circonciso. Anche le testimonianze di alcuni nostri pazienti circoncisi in età adulta hanno mostrato risultati del tutto contrastanti tra loro: alcuni soggetti non hanno notato alcun cambiamento, altri riferiscono di sentirsi più sicuri e “sensibili” durante l’attività sessuale, mentre altri ancora – circoncisi da molti anni – hanno ammesso una certa perdita di sensibilità del glande ed il rimpianto di non aver una parte del corpo con cui poter “giocare” con il/la partner o masturbarsi con più facilità. I circoncisi sembrerebbero tuttavia in teoria possedere la capacità di durare lievemente più a lungo nel rapporto sessuale, proprio in virtù di una minore sensibilità del glande. La materia rimane ad oggi molto dibattuta.
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Come cambia la sensibilità femminile durante la penetrazione di un pene circonciso?
Quando un pene non circonciso eretto penetra in una vagina, il glande si scopre a causa dell’attrito quindi, quando il pene è nella vagina, sia l’uomo che la donna proveranno le medesime emozioni e non esistono differenze tra un pene circonciso ed uno non circonciso. Le differenze sono minime a patto però di avere una lubrificazione adeguata: sia la mancanza sia un eccesso di lubrificazione potrebbero impedire al pene non circonciso il naturale srotolamento del prepuzio, soprattutto se le pareti vaginali non sono più toniche, rendendo meno appagante il rapporto.
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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine
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