Molti animali hanno l’osso del pene, perché l’uomo non lo ha?

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma PERCHE UOMO NON HA OSSO DEL PENE BACULUM  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari An Pene.jpgMolti animali, tra cui anche vari mammiferi a noi molto simili come il gorilla e lo scimpanzé, hanno un osso nel loro pene che gli consente una rigidità migliore e più a lungo durante rapporti sessuali. Perché l’uomo non ha alcun osso nel suo pene? Alcuni scienziati sono da anni alla ricerca della spiegazione antropologica e soprattutto evolutiva del motivo per cui gli esseri umani sono sprovvisti di un osso del pene ed oggi forse hanno trovato la soluzione dell’enigma.

Il baculum
I mammiferi maschi di diverse specie, inclusi gatti, cani e topi, hanno un osso nel loro pene, detto baculum (anche chiamato osso penico o osso penieno), termine latino che significa “bastone” o “verga”. I maschi umani non posseggono un osso penico e sono gli unici primati, insieme alle scimmie ragno ad essere sprovvisti. L’uomo non è l’unico mammifero a non averlo, ci sono anche le balene, i cavalli, i rinoceronti, i conigli, gli elefanti e i marsupiali. L’omologo femminile del baculum nei mammiferi è il baubellum o osso clitorideo, un osso situato nel clitoride.

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Lo studio
Gli scienziati recentemente hanno cercato di ricostruire la storia evolutiva del baculum, tracciando la sua comparsa nei mammiferi e nei primati nel corso della storia. Kit Opie ha condotto lo studio presso l’University College di Londra e lo ha pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society. Si è scoperto che l’osso del pene si è evoluto nei mammiferi più di 95 milioni di anni fa ed è stato presente nei primi primati circa 50 milioni di anni fa. Da quel momento in poi, il baculum è diventato più grande in alcuni animali e più piccolo in altri. La lunghezza del pene serviva agli animali che impegnavano nell’atto della penetrazione più di tre minuti, fornendo loro un supporto strutturale (come il macaco orsino, un piccolo primate). Negli scimpanzé l’osso del pene invece non è più lungo di un’unghia e infatti il maschio trascorre nell’accoppiamento non più di pochi secondi.

La monogamia
Esiste quindi un legame tra la presenza del baculum e la durata dei rapporti sessuali, sia negli animali poligami sia in quelli in cui la riproduzione avviene solo in un determinato periodo dell’anno. I dati suggeriscono che l’osso penico abbia un ruolo fondamentale solo negli animali in cui esista una forte competizione e dove un tempo maggiore di accoppiamento dia maggiori garanzie di successo. Si pensa che il baculum abbia la funzione di allungare i tempi dell’erezione ma anche quella di velocizzare l’amplesso. Il professor Opie è dell’idea che gli esseri umani abbiano perso l’osso con l’emergere della monogamia durante il periodo dell’Homo erectus circa 1,9 milioni di anni fa. Nelle relazioni monogame, infatti, il maschio non ha bisogno di trascorrere molto tempo nell’amplesso perché non è probabile che la femmina sia poi coperta da altri maschi. «Con la riduzione della concorrenza si hanno meno probabilità di avere bisogno di un baculum», sostiene la recente ricerca.

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Scegliere soggetti sani
Precedenti studi sono però di segno opposto: partendo sempre dalla monogamia giungono a conclusioni diverse. Le osservazioni effettuate suggeriscono che i primati dotati di osso penico all’interno di relazioni monogame incontravano le femmine di rado e per questo tendevano ad accoppiarsi per periodi più lunghi. Il biologo evoluzionista Richard Dawkins ipotizzò nel 1989 che la perdita di tessuto osseo negli esseri umani fosse il risultato della selezione sessuale operata delle femmine in cerca di uomini sani. Una funzione erettile limitata infatti può essere indice di carenze nello stato fisico, dovute ad esempio a diabete o malattie neurologiche.

Curiosità sul baculum

  • L’esistenza del baculum è nota da secoli alle culture tradizionali dei pastori e dei cacciatori-raccoglitori.
  • Si pensa che il termine “costola” nel racconto biblico ebraico di Adamo ed Eva sia in realtà un’errata traduzione di un eufemismo per baculum, e che la sua rimozione da Adamo nel Libro della Genesi sia un mito atto a spiegare l’assenza dell’osso negli esseri umani (nonché la presenza del rafe perineale, che sarebbe citato nel racconto come “cicatrice”).
  • Oosik è un termine usato dai nativi dell’Alaska per descrivere il baculum del tricheco, della foca, del leone marino, e dell’orso polare. Il baculum di questi grandi carnivori settentrionali, viene lucidato e talvolta scolpito per essere rivenduto ai turisti. I baculum fossili lunghi circa 60 cm, vengono lucidati e usati come manici per coltelli e altri strumenti. Nel 2007 un osso penico fossile lungo 60 cm derivato da una specie estinta di tricheco, ritenuto dal venditore il più grande esistente, è stato venduto per $ 8.000.

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo

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Le giraffe si stanno estinguendo

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma GIRAFFE SI STANNO ESTINGUENDO  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgLe giraffe si stanno estinguendo: negli ultimi tre decenni il loro numero si è quasi dimezzato. Questo l’allarme lanciato dai biologi dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) dopo avere constatato che il numero di questi animali si è ridotto del 40 per cento in 30 anni. Gli scienziati hanno messo le giraffe nella lista ufficiale delle specie minacciate e in pericolo nel mondo, definendole una specie “vulnerabile”. Ciò significa un salto di due gradini nella scala del pericolo di estinzione, che fino ad ora vedeva le giraffe nel gruppo meno a rischio. Secondo gli esperti – è emerso durante un incontro sulla biodiversità svolto in Messico – la popolazione mondiale di giraffe nel 2015 era di circa 97.000 individui contro i 151.000-163.000 censiti nel 1985. Causa della loro diminuzione sarebbe il degrado del loro habitat. Le giraffe sono l’unico mammifero che ha cambiato status in corso d’anno, e, secondo i biologi, sono ormai quattro volte più rare degli elefanti, nonostante l’allarme per i pachidermi sia alto già da diversi anni.

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Leonardo da Vinci vegetariano e l’aneddoto sugli uccelli

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma LEONARDO DA VINCI VEGETARIANO ANEDDOTO UCCELLI Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari.jpgE’ impossibile sapere con certezza se il grande Leonardo da Vinci fosse o no vegetariano, ma molti e sostanziosi indizi lo lascerebbero intendere. La celebre frase del genio rinascimentale:

“verrà il tempo in cui l’uomo non dovrà più uccidere per mangiare, e anche l’uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto”

sembra dimostrare, insieme a molte altri indizi, il suo amore per la natura e gli animali, e quanto li rispettasse e tenesse in considerazione. Tra i vari indizi a sostegno della tesi di un Leonardo vegetariano, ci sarebbe anche un ricco ricettario di cucina a lui attribuito in cui sono descritti solo piatti a base di frutta e verdura, nessuno di carne. Troppo poco forse per giungere a conclusioni certe, ma abbastanza per consentirci di rimanere nel dubbio! L’unica cosa assolutamente certa è che il genio del Rinascimento era amante degli animali, come dimostrano i suoi stessi taccuini e varie testimonianze di suoi contemporanei. L’aneddoto che segue è raccontato da Giorgio Vasari (1511-1574), pittore e biografo:

Passeggiando tra le bancarelle del mercato a Firenze, un giorno Leonardo si imbatté in un venditore di uccellini, tutti, ovviamente, chiusi in gabbia. Commosso fino alle lacrime, il grande artista li comprò tutti e poi li lasciò volare via, liberi.

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I cani perdonano ma non dimenticano: ricordano emozioni ed eventi come l’uomo

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma CANI NON DIMENTICANO EMOZIONI EVENTI UOM Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Ano Pene.jpgChi ha la fortuna e l’onore di avere nella propria vita la compagnia di un cane, lo potrà solo confermare: i cani sono particolarmente sensibili alle emozioni umane e nella loro anima sono racchiusi i ricordi di eventi anche lontani nel tempo. Basta guardare negli occhi un cucciolo che ha subito violenza in passato, per capirlo all’istante:

i cani non dimenticano. Perdonano, ma non dimenticano.

A conferma di ciò ci pensa uno studio pubblicato sulla rivista Current Biology, rafforzando l’idea che il cane è il miglior amico dell’uomo.

Anche i cani ricordano
Nella loro memoria, i cani hanno costruito una sorta di autobiografia fatta di ricordi, in modo simile a quanto fa l’uomo. Ricercatori ungheresi hanno trovato, posizionando dei cani in un (MRI) unità Magnetic Resonance Imaging o risonanza magnetica, che il cervello canino reagisce riuscendo ad esprimersi nello stesso modo come il cervello umano. Dei suoni emotivi, come il pianto o il riso, hanno indotto risposte simili. L’autore principale dello studio, Attila Andics di Eötvös Loránd University di Budapest, ha spiegato che “Crediamo che i cani e gli esseri umani hanno un meccanismo molto simile che ha a che fare con le informazioni emozionali”.

La memoria emozionale dei cani: lo studio
Il risultato dello studio è derivato dal confronto di 11 cani addestrati per partecipare allo studio insieme a 22 persone (volontari) che sono anche passate attraverso lo scanner. Hanno trovato una regione simile – una parte del lobo temporale – che viene attivata quando gli animali e le persone sentono le voci umane. La ricerca è stata coordinata anche dall’italiana Claudia Fugazza, del Gruppo di Etologia comparata Mta-Elte, dell’università ungherese di Budapest.

Il migliore amico dell’uomo
Solo chi ha, o ha avuto, la fortuna di condividere la sua vita con questo eccezionale animale può capire quanto sia incredibilmente straordinario l’amore che riesce a trasmettere e questo studio ne è la conferma. Il cane è un animale che ama incondizionatamente senza chiedere nulla in cambio, un amico fedele che ti è accanto nei momenti più significativi della vita, un compagno silenzioso ma allo stesso tempo capace di comunicare mille emozioni.
E’ davvero il migliore amico dell’uomo, è parte della tua famiglia, un supporto sul quale potrai sempre contare e del quale potrai sempre fidarti.

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Lega cucciolo di cane all’auto e lo trascina fino ad ucciderlo

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO POLIZIA CARABINIERI FORZE ORDINE REATO LEGGE ARRESTO ARRESTATO (4)Gli episodi di vera e propria tortura nei confronti degli animali sembrano ultimamente aver avuto una vera e propria impennata. L’ennesimo atto di violenza inaudita ed incomprensibile si è consumato nei confronti di un povero animale innocuo ed indifeso, questa volta a Venosa (Potenza): un individuo ha legato un cucciolo di cane con una corda e lo ha trascinato con l’auto fino ad ucciderlo.  A comunicarlo alla Lega Nazionale per la Difesa del Cane sono gli stessi volontari dell’associazione, informati del fatto dalla polizia locale. I volontari hanno provveduto a raccogliere il corpicino martoriato dell’animale, ora conservato presso il canile comunale. Una persona ha assistito al consumarsi del crimine, informando i carabinieri e riuscendo ad annotare il numero di targa quasi per intero e il modello dell’autoveicolo.

Risaliremo al delinquente

“A questo punto – afferma la presidente LNDC, Piera Rosati – le autorità possono risalire senza grandi difficoltà e ritardi al proprietario e quindi effettuare tutte le indagini per dare un volto all’autore della barbarie. Il reato non deve restare impunito. Interpelliamo la prefettura, il sindaco, le forze di polizia intervenute, a dare una risposta sollecita alla richiesta di giustizia. Fermo restando che la Lega Nazionale del Cane si costituirà parte civile, continueremo a interpellare le autorità fin quando non avremo risposta”. Questo individuo deve subire una pena esemplare.

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Toro umilia uno spettatore della corrida che lo provocava VIDEO

Un uomo è stato umiliato in una arena a Saragozza, in Spagna durante una corrida. L’animale era furioso di essere continuamente provocato e si è scagliato contro di lui inseguendolo e spogliandolo, tra le risate della folla. L’uomo è poi è fuggito saltando sopra la barriera. Ecco il video:

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Lorenzo il Magnifico: l’amore per la natura, gli animali e la prima giraffa in Italia

MEDICINA ONLINE Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Roma LORENZO MEDICI MAGNIFICO ANIMALI GIRAFFA  Riabilitazione Nutrizionista Infrarossi Accompagno Commissioni Cavitazione Radiofrequenza Ecografia Pulsata  Macchie Capillari Pene.jpgLorenzo di Piero de’ Medici, detto Lorenzo il Magnifico, è stato signore di Firenze dal 1469 fino alla sua morte, avvenuta nel quartiere di Careggi a Firenze l’8 aprile del 1492. Raffinato e colto, Lorenzo il Magnifico fu anche scrittore, mecenate, poeta ed umanista, oltre ovviamente ad essere uno dei più grandi uomini politici del Rinascimento. Ma le qualità del “Magnifico” non si fermano qui. Il membro più celebre della più importante famiglia fiorentina di epoca rinascimentale, si contraddistinse anche per una coscienza ambientalista allora tutt’altro che comune, che spaziava dall’innato amore per gli animali al rispetto per tutto ciò che era naturale.
Fu per questo che il Magnifico fece allestire una fattoria, Le Cascine, presso la sua villa di Poggio a Caiano (Prato), che riempì di daini bianchi, pavoni, conigli e dove fece alloggiare anche la giraffa donatagli da Mohamed ibn-Mahfuz, in qualità di ambasciatore del sultano d’Egitto al-Ashraf Qaitbay della dinastia Burji. Si ritiene che sia stata la prima giraffa vivente vista in Italia dai tempi dell’antica Roma. Una giraffa che però non ebbe fortuna: poco dopo il suo arrivo infatti, l’animale si incastrò nella stalla, si spezzò il collo e morì e non si vide in Europa un’altra giraffa per quasi 300 anni.
In questa sua proprietà il grande politico si dedicò anche ad allevamenti di bachi da seta, alla produzione di alimenti come il formaggio e il miele e addirittura alla coltivazione del riso, che a fine ‘400 era ancora in fase sperimentale.

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Le disgustose immagini dell’addestramento degli elefanti per il circo: BASTA con questi spettacoli indegni

Queste immagini mostrano la tortura a cui sono sottoposti gli elefanti, anche cuccioli, quando vengono “addestrati” a diventare veri e propri fenomeni da baraccone nei circhi. Gli elefanti e gli altri animali usati nei circhi (e negli zoo) sono sfruttati dai loro padroni in maniera indegna, abusati ed imprigionati senza alcuna colpa, quando invece dovrebbero essere liberi nella natura. Basta con questo scempio.

Gli animali non sono oggetti da sfruttare, sono anime da amare.

 

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