Parabeni: innocui o nemici della pelle?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO COSMETICA MANI CREMA IDRATANTI PELLE RUGHE ANTIRUGHE ESTETICA BELLEZZA MACCHIESe siete consumatori attenti, avrete notato che da qualche anno, e sempre più spesso, compaiono scritte “Senza parabeni” o “Paraben free” sulle confezioni di cosmetici, prodotti per l’igiene personale e per la pulizia della casa.
Cosa sono i parabeni? In questo articolo scopriremo cosa sono queste sostanze, a cosa servono e perché sempre più spesso le case produttrici decidono di eliminarli dai loro prodotti e di dichiararlo sulle confezioni.

Cosa sono i parabeni?

I parabeni sono una famiglia di composti organici aromatici, esteri dell’ acido 4-idrossibenzoico. I più utilizzati sono i metil-, etil-, propil-, butil-, isobutil- e benzilparabeni. Possono essere utilizzati da soli, ma più spesso vengono usati sotto forma di miscele per aumentarne l’efficacia. Sono generalmente prodotti dall’uomo, ma si possono trovare anche in natura, nelle piante e negli animali.

Leggi anche: Acqua e sapone o truccatissima? Ecco come cambia il comportamento delle persone a seconda del tuo make up

A cosa servono i parabeni nei cosmetici ed in altri prodotti?

Sono ingredienti indispensabili per garantire la sicurezza e la qualità di molti prodotti usati quotidianamente, come medicinali, prodotti per la casa e l’igiene personale, cosmetici. Senza la loro presenza, infatti, batteri e altri microrganismi dannosi per l’uomo potrebbero svilupparsi all’interno dei prodotti, deteriorandoli e compromettendone le caratteristiche di qualità, fino a renderli talvolta anche pericolosi per la salute umana. Dopo l’apertura infatti, cosmetici e altri prodotti possono venire contaminati da batteri, funghi e muffe presenti nell’ambiente e, di conseguenza, alterarsi e mettere a rischio la salute del consumatore. Un cosmetico contaminato può provocare irritazioni, infiammazioni, addirittura infezioni della pelle, soprattutto di quella molto sensibile, come quella dei bambini. I parabeni servono proprio ad evitare il deterioramento e la contaminazione dei prodotti dovuto all’attacco dei microrganismi dannosi: tecnicamente si dice che hanno un ampio spettro d’azione contro i diversi microrganismi. Sono largamente utilizzati nell’industria cosmetica grazie al loro basso costo, all’efficacia tecnologica, alla presunta inefficacia di alternative naturali e/o al loro costo elevato.
Nell’elenco INCI presente sulle confezioni dei prodotti, si trovano come paraben (ad esempio methylparaben, propylparaben, ecc.).

Leggi anche: La donna che non ride da 40 anni: il motivo per cui lo fa è incredibile

Perché si cerca di limitarne l’uso?

Ma allora, se i parabeni sono così utili, perché si cerca sempre più di evitarne o quantomeno limitarne l’uso? Tanto più che alcuni tipi di prodotti, come i cosmetici, si deteriorano molto rapidamente senza conservanti e antimicrobici. Essenzialmente per due ragioni: la prima ragione è che i parabeni provocano reazioni allergiche, irritazioni cutanee, orticaria, dermatiti e allergie cutanee in soggetti predisposti, soprattutto dopo un contatto prolungato (quindi, ad esempio, se si utilizzano quotidianamente molti prodotti per la cura personale contenenti parabeni) e in seguito all’esposizione alla luce del sole. Non provocano tuttavia effetti pericolosi per la vita, come lo shock anafilattico. La seconda ragione è che alcuni parabeni hanno il potenziale di alcuni di agire come ormoni, in particolare come gli estrogeni presenti nel corpo femminile. I test in vitro e in vivo su animali da laboratorio hanno dimostrato che i parabeni hanno un’azione simile a quella degli ormoni naturali, ma da migliaia a milioni di volte più debole.

Leggi anche: Lizzie Velasquez “la donna più brutta del mondo”: apriamo la nostra mente

Soglie massime e divieti

Per valutare la sicurezza del loro utilizzo, il Comitato Scientifico per la Sicurezza dei Consumatori (CSSC o Scientific Committee on Consumer Safety, SCCS) ha più volte, nel corso degli anni, valutato i dati scientifici riguardanti i loro potenziali effetti sulla salute. Studi sperimentali su animali hanno dimostrato che i parabeni generalmente hanno bassa tossicità e non sono causa di tumori. La recente direttiva europea che regola la produzione e il commercio dei cosmetici ha fissato comunque una soglia massima oltre la quale la presenza di parabeni può risultare dannosa per la salute e che corrisponde allo 0,40% nel caso dei singoli composti e allo 0,80% per le miscele. Nel 2014, una modifica al regolamento europeo sui cosmetici ha vietato l’uso di alcuni parabeni nei cosmetici. Inoltre ad aprile 2015 è entrata in vigore un’ulteriore modifica che impone limiti più restrittivi all’utilizzo del butilparabene e del propilparabene come conservanti nei prodotti cosmetici anche in Italia: la somma delle concentrazioni dei due conservanti, come acido, non deve superare lo 0,14%. È inoltre vietato l’uso nei cosmetici destinati ai bambini di età inferiore a tre anni per applicazione nell’area del pannolino. I prodotti cosmetici non conformi a queste nuove prescrizioni non potranno più essere immessi sul mercato a partire dal 16 aprile 2015, e non potranno più essere messi a disposizione sul mercato dal 16 ottobre 2015. Queste sostanze tanto osteggiate, quindi, offrono un valido aiuto ai produttori delle case cosmetiche e di cura e igiene personale e della casa, in quanto conservanti facilmente reperibili e di basso costo. Tuttavia, poiché sempre più persone vengono sensibilizzate a questo tipo di sostanze, sia l’Unione Europea sia il mercato si stanno dirigendo verso un loro uso sempre più limitato, sostituendoli con sostanze più tollerate dal nostro organismo, anche se per il momento ancora poco economiche.

Cosa fare allora davanti allo scaffale del supermercato?

Scegliamo un prodotto economico o preferiamo un prodotto più costoso ma privo di parabeni?
Nei limiti previsti dalla legge, queste sostanze possono essere considerate sicure, come tutti gli ingredienti usati dall’industria cosmetica e dalle industrie correlate; sono state approvate ufficialmente come conservanti per i cosmetici dalla Commissione Europea e da altre autorità. Se non siete allergici ai parabeni e non avete altri motivi per evitarli, potete acquistare in tranquillità i prodotti che preferite.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Fimosi serrata, non serrata, congenita ed acquisita: cause, conseguenze e cure

Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Ecografia Vascolare Articolare Reumatologo FIMOSI SERRATA NON CONGENITA Medicina Estetica Luce Pulsata Depilazione Macchie Capillari Mappatura Nei Dietologo Roma  Radiofrequenza Cavitazione Cellulite PelleDi fimosi avevo già parlato in questo articolo, tuttavia, essendo questo un argomento che desta molto interesse soprattutto tra i lettori di sesso maschile ed Continua a leggere

Un oggetto che tocchi 150 volte al giorno ha più batteri della tavoletta del wc

DOTT. EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO MEDICINA ONLINE LABORATORIO RICERCA OSPEDALE SCIENZA SCIENZIATO MICROSCOPIO VETRINO FARMACI CHIMICA TEST ESPERIMENTO ANALISI CLINICHE BIOLOGIA MICROBIOLOGIA VIRUS LABORATORYSiamo abituati a pensare ad alcuni oggetti, di uso comune, come sporchi e possibile fonte di contaminazione: la tavoletta del wc è uno di questi oggetti e, proprio per questo, tendiamo a pulirlo il più possibile. Eppure c’è un altro oggetto – che usiamo ben più spesso del wc – che è molto più sporco ed infetto ma nonostante ciò lo tocchiamo, lo avviciniamo alla nostra bocca, lo usiamo nel nostro letto e ci dormiamo perfino vicino. Di quale oggetto parlo? Ma è ovvio: lo smartphone.

Un covo di batteri portatile

Vari studi (tra cui quello citato in questo articolo) concordano sul fatto che il nostro smartphone è un vero e proprio dispenser portatile di batteri: su di esso vive e prolifera circa l’80% dei più comuni batteri umani! A complicare la situazione è l’uso smodato che facciamo del nostro cellulare: sembra che lo tocchiamo mediamente 150 volte al giorno (una volta ogni sei minuti)! Un problema ulteriore è che il cellulare viene più volte avvicinato a zone del nostro corpo molto sensibili, come il nostro viso (in particolare orecchio e bocca).

Leggi anche: La dipendenza da smartphone ti rende stupido

I batteri che vivono sul tuo cellulare

1) Pseudomonas aeruginosa. Questo batterio molto aggressivo è in cima alla lista di quelli presenti sui cellulari. Il motivo è semplice: il patogeno in questione ha bisogno di pochissime risorse nutritive e spopola, così, sulle superfici più disparate, da quelle dei dispositivi ospedalieri ai lavandini, agli smartphone, appunto. Lo Pseudomonas è anche tra i batteri più resistenti agli antibiotici: un motivo in più per limitare l’uso dei cellulari in ospedale.

2) Staphylococcus aureus. Alcuni ceppi di questo batterio normalmente presente sulla cute possono provocare manifestazioni morbose e aggressive del patogeno, sotto forma di infezioni più o meno gravi. Uno studio turco del 2009 l’ha identificato sul 52% dei cellulari maneggiati dal personale sanitario. Nella foto, lo Staphylococcus aureus resistente alla meticillina, un ceppo che non risponde agli antibiotici, evidenziato sulle mani di un impiegato nel settore sanitario.

3) Escherichia coli. È un batterio normalmente presente nel nostro intestino, e necessario al processo digestivo. Si tratta, pertanto, di un batterio fecale, e il problema sta proprio in questo: il fatto che sia finito sul cellulare rispecchia l’uso intensivo che si fa degli smartphone in bagno e potrebbe essere una spia di contaminanti ben peggiori che avvolgono lo schermo del caro smartphone. Un ceppo particolare, l’O157:H7, o Escherichia coli enteroemorragico, associato all’assunzione di cibi contaminati o poco cotti, è particolarmente pericoloso, perché provoca diarrea emorragica, anemia e insufficienza renale.

Leggi anche: Cinque insospettabili oggetti che sono più sporchi della tavoletta del water

4) Clostridium difficile. Secondo uno studio dell’American Journal of Infection Control pubblicato nel 2013 questo batterio sarebbe tra i più persistenti su tablet e smartphone, nonché particolarmente difficile da debellare con una semplice passata di panno. Il patogeno è tra i principali responsabili di diarrea e irritazione al colon, e colpisce soprattutto gli anziani o chi ha difese immunitarie basse.

5) Streptococco. Si trova in genere in due forme: quello di tipo A, responsabile di una delle più frequenti faringo-tonsilliti in età pediatrica; e quello di tipo B, che può causare una vasta gamma di infezioni anche in età adulta, dalle polmoniti alle infezioni del tratto urinario. Entrambi i ceppi sono stati rintracciati sulle ditate presenti sui cellulari, così come gran parte dei microbi che più comunemente ci portiamo appresso.

Leggi anche: I tuoi soldi sono pieni di batteri, alcuni molto pericolosi: come difenderti

6) Staffilococchi coagulasi negativi. Questi batteri responsabili del 30% delle infezioni sanguigne contratte in ospedale è risultato presente sul 15% dei cellulari esaminati in uno studio ghanese. Anche in questo caso si tratta di patogeni resistenti a molti farmaci, difficili da debellare.

7) Coliformi. Sono normalmente presenti in piante, terriccio e feci. Come per l’Escherichia coli, il fatto che siano presenti sul cellulare non è preoccupante di per sé (per lo meno, se si tratta di piccole quantità). Ma potrebbe essere sintomo di contaminazioni più pericolose.

8) Corynebacterium. Ricercatori dell’Università dell’Oregon ne hanno trovati campioni su alcuni cellulari nel 2014, ma probabilmente si trattava di versioni non infettive. Questo batterio è infatti all’origine della difterite, una malattia infettiva acuta e contagiosa delle vie aeree superiori che può causare problemi respiratori e complicazioni al cuore e ai nervi cranici. Fortunatamente le vaccinazioni hanno drasticamente ridotto il numero di infezioni da nei paesi occidentali. Ecco perché gli esemplari trovati sugli smartphone erano probabilmente innocui.

Leggi anche: Attenzione ai cosmetici tester nei negozi: sono pieni di virus e batteri fecali

9) Lieviti. Alcuni, come la Candida albicans, responsabile di infezioni al cavo orale e alla vagina, sono normalmente presenti nel corpo umano e limitati, nella diffusione, dal sistema immunitario. Uno studio turco condotto su 200 cellulari utilizzati da personale sanitario negli ospedali ha evidenziato che lieviti e funghi sono presenti sull’11,9 % dei dispositivi mobili. La buona notizia è che difficilmente si contrae un’infezione di questo tipo dai cellulari: ma il dato è sufficiente a farci capire quanto poco puliti siano.

10) Muffe. Non si trovano solo sulla frutta dimenticata in frigorifero, ma anche sul 10% dei cellulari. a lungo andare, se inalate possono causare difficoltà respiratorie, come respiro corto, naso chiuso e – in rari casi – infezioni polmonari.

Come pulire il proprio smartphone per difendersi dai batteri?

Insomma, dopo avervi “spaventato” un po’, devo anche dire che non sempre i microrganismi citati sono pericolosi. Inoltre, anche se si viene a contatto con questi batteri, non è detto che si contragga un’infezione. Però è allo stesso tempo vero che gli smartphone e i tablet vanno puliti anche più volte al giorno. Passare un panno in microfibra umido sui dispositivi è sufficiente a eliminare quasi tutti i batteri più comuni: potete portare un piccolo panno in tasca o in borsa e passarlo sul dispositivo ogni tanto. Per quelli più resistenti meglio usare le salviettine alla candeggina: rimuovono completamente gli agenti patogeni. Meno efficace invece il batuffolo di cotone imbevuto di alcol.

Tenere pulite le mani

Infine il trucco più antico del mondo: lavarsi le mani. A tale proposito leggete questo articolo: Lavarsi veramente bene le mani non è così facile come sembra: ecco i trucchi per farlo nel modo giusto!

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, segui la nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Attenta ai tuoi trucchi: sono pieni di batteri

MEDICINA ONLINE COSMETICI TRUCCHI MAKE UP TRUCCOIl Daily Mail ci parla di una scoperta allarmante avvenuta in un cofanetto di trucco di una donna che si è scoperto contenere 241 colonie diverse di batteri. La scoperta, resa possibile solo grazie ad un’attenta analisi al microscopio, ha confermato che anche le cose all’apparenza più pulite nascondono una sorpresa.

Il microbiologo dottor Farbod Nekouei ha spiegato alla ragazza proprietaria del cofanetto, Megan Duncan, produttore esecutivo di Fox 29, che doveva buttare via i trucchi immediatamente se voleva evitare di soffrire d’infezioni cutanee o irritazioni. A seguito di questa notizia, le colleghe hanno fatto controllare anche i loro trucchi per capire se anche questi vennero contaminati, scoprendo che i batteri si erano annidati anche nei loro prodotti. Secondo la società europea di clinica microbiologica e malattie infettive, nel mondo le infezioni cutanee avvengono per il 50 per cento dei casi in questo modo.

Il pennello spazzola ciglia di una donna è risultato positivo a quattro colonie di batteri micrococcus luteus, organismo presente tra gli altri posti sulla pelle umana, nell’acqua, nella polvere e nel suolo, viene ritenuto inoffensivo anche se a volte ha infettato persone dal sistema immunitario particolarmente debole. Su un mascara invece sono stati trovati degli stafilococchi. Secondo il dottor Nekouei, quando i cosmetici cominciano a diventare troppo vecchi, i batteri iniziano a proliferare. Quindi o si comprano trucchi nuovi o si lavano attentamente i propri strumenti, anche per evitare fastidiose infezioni.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Quali sono i 6 oggetti più sporchi e contaminati delle camere d’albergo?

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO ALBERGO SALA CASA DI LUSSO SCALE TAPPETOCe l’avete fatta. Avete ottenuto le ferie, avete prenotato navi e treni, avete affrontato un lungo viaggio e finalmente avete raggiunto la vostra località di villeggiatura. Questa volta non avete voluto badare a spese: avete prenotato l’hotel migliore della zona. Entrate orgogliosi e felici nella vostra bellissima camera d’albergo, appoggiate la valigia dove capita, vi stendete sul letto ed il gioco è fatto: siete immersi nei batteri dalla testa ai piedi! Ogni volta che entrate in una camera d’albergo, anche se apparentemente è splendente, fate l’ingresso in un mondo dove i patogeni si annidano in posti insospettabili. Vogliamo vedere la classifica degli oggetti più sporchi in hotel? Eccola, pubblicata dalla CBC Television Canada che ha testato diciotto hotel canadesi di varie fasce di prezzo tra Toronto, Vancouver e Montreal:

1) Copriletto

2) Telecomando

3) Lampada da compodino

4) Telefono

5) Interruttori

6) Moquette

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su Mastodon, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Il tuo cellulare è pieno zeppo di batteri

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO SMARTPHONE SOCIAL TECNOLOGIA TABLET CELLULARE TELEFONINO TELEFONO (3)Da una ricerca condotta dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine, in collaborazione con la Queen Mary University di Londra, su 12 città inglesi e 390 campioni testati, è emerso che uno smartphone su sei contiene batteri pericolosi, alcuni di essi di origine fecale, proprio come il virus Escherichia coli che è stato trovato sul 16% dei telefonini e sul 16% delle mani di chi li possiede. Questo studio non fa che mettere in risalto l’importanza della pulizia non solo personale ma anche degli apparecchi tecnologici con cui quotidianamente entriamo in contatto.

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Attenzione ai cosmetici tester nei negozi: sono pieni di virus e batteri fecali

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO DONNA ROSSETTO SPECCHIO BELLEZZA TRUCCO MAKEUP LABBRA SPECCHIETTO NASO BOCCA LABBRA ESTETICA VISO CAPELLIMolte donne provano abitualmente i trucchi e i cosmetici con i tester appositamente disposti sugli scaffali di profumerie, farmacie e grandi magazzini prima di procedere all’acquisto. Una ricerca del Jefferson Medical College della Pennsylvania durata due anni ha però evidenziato che i campini di prova per make up e cosmesi sono in grado di provocare varie tipologie di infezioni. In un elevato numero di tester (dal 67% al 100% di quelli analizzati) i ricercatori hanno rilevato una carica variabile di virus e batteri di diverso tipo, tra cui Escherichia coli e Herpes simplex.

Mentre per Herpes simplex il contagio si diffonde da pelle a pelle con il tramite del trucco, Escherichia coli proviene dall’intestino: chi ha provato il trucco prima di voi è quindi probabilmente andata in bagno, non si è lavata le mani ed ha contaminato il tester che ora è nelle vostre mani! Se volete essere belle senza rischiare la salute, meglio allora comprare idratanti, antirughe, rossetti e mascara senza provarli. Ti interesserà sicuramente anche: Lavarsi veramente bene le mani non è così facile come sembra: ecco i trucchi per farlo nel modo giusto!

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!

Cinque tuoi insospettabili oggetti che sono più sporchi della tavoletta del water

MEDICINA ONLINE UFFICIO STUDENTE SOCIAL PC COMPUTER PORTATILE SCRIVANIA LAVORO SEDIAAttraverso le mani veniamo a contatto con batteri e germi potenzialmente pericolosi. Per difendersi dagli oggetti più sporchi, l’unica arma possibile è lavarsi correttamente e frequentemente le mani (ecco i trucchi per farlo veramente bene!) e mantenere l’ambiente nel quale si vive e si lavora il più pulito possibile. In genere, la sporcizia viene associata al water ma vi sono anche altri oggetti che tocchiamo ogni giorno e che sono un vero ricettacolo di virus. Con molti di questi entriamo quotidianamente in contatto, come ad esempio le banconote, ed alcuni si trovano anche dentro casa nostra, basti pensare ai germi che si insinuano nelle spugnette e nel lavandino della cucina. Altrettanto sporca anche la tastiera del pc e quella del cellulare che entra in contatto con numerose superfici non sempre igieniche. In questa lista vediamo quali sono i cinque oggetti insospettabili che sono decisamente sporchi e quali soluzioni adottare per non entrare in contatto con gli agenti patogeni che proliferano su queste superfici.

1) Gli interruttori della luce

Sono utilizzati più volte al giorno e non sempre chi li tocca ha le mani pulite. Il problema si aggrava se ci riferiamo a quelli presenti in luoghi frequentati da tanta gente, come per esempio gli ingressi dei condomini o gli uffici. E’ quindi fondamentale lavare bene le mani dopo aver acceso o spento a luce; inoltre, quando è possibile, si possono pulire utilizzando una soluzione disinfettante.

Leggi anche: Attenta: tuoi trucchi sono pieni di batteri

2) Tastiera e mouse del computer che avete di fronte

Qui si annidano batteri e germi trasportati dalle dita ma anche causati dai residui di cibo. Secondo alcune ricerche effettuate nel Regno Unito 4 tastiere di pc, su 33, sono realmente pericolose per il benessere dell’uomo. Il consiglio è evitare di mangiare davanti al pc e pulire la tastiera con soluzioni disinfettanti. Anche in questo caso è fondamentale lavare le mani bene dopo aver utilizzato il computer. Questo minicapitolo si chiama “Tastiera e mouse del computer che avete di fronte” presupponendo che stiate leggendo questo articolo dal vostro pc. Tuttavia ormai molti navigano sulla rete usando uno smartphone, se siete tra questi e pensate di sfuggire ai batteri di mouse e tastiera, vi devo disilludere: Il tuo cellulare è pieno zeppo di batteri

3) La spugnetta per lavare i piatti

Sulla sua superficie sono presenti numerosi germi che proliferano grazie all’umidità. Per risolvere il problema bisogna cambiarla periodicamente; inoltre, è bene disinfettarla con frequenza immergendola in un bagno di acqua e varechina o altri battericidi. In cucina, il problema dei batteri si ripropone anche per il piano di lavoro e per il lavello che è considerato un ricettacolo di virus e batteri. Per difendersi, è opportuno pulire regolarmente utilizzando prodotti disinfettanti, senza dimenticare l’igiene del lavello.

Leggi anche: Quali sono gli oggetti più sporchi e contaminati delle camere d’albergo?

4) Il manico del carrello del supermercato

E’ stato dimostrato che si tratta di un oggetto molto sporco anche perché non sono né disinfettati né puliti e vengono utilizzati da un numero svariato di persone. Questo stesso problema, si presenta anche per i carrelli presenti negli scali aeroportuali dove vengono sistemati i bagagli. Per proteggersi da infezioni e problemi di salute, è bene lavare le mani con acqua calda e sapone ogni volta che abbiamo maneggiato dei carrelli.

5) I blu ray a noleggio

Questi oggetti non soltanto entrano in contatto con superfici varie ma vengono anche toccati da tante persone. La soluzione è quella di lavare accuratamente le mani ogni volta che maneggiamo film noleggiati ma anche automobili e altri oggetti usati da svariati utenti. In questa classifica manca però un oggetto decisamente sporco e contaminato… Leggi questo articolo: Attenzione ai cosmetici tester nei negozi: sono pieni di virus e batteri fecali

Leggi anche:

Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi essere aggiornato sui nostri nuovi post, metti like alla nostra pagina Facebook o unisciti al nostro gruppo Facebook o ancora seguici su Twitter, su Instagram, su YouTube, su LinkedIn, su Tumblr e su Pinterest, grazie!