Faringite virale e batterica: rimedi, quanto dura, è contagiosa?

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Cause e fattori di rischio

Le faringiti sono causate quasi sempre da infezione causata da microrganismi, più spesso virus (infezione generalmente meno grave ed acuta), meno spesso batteri (infezione spesso più grave e cronica):

  • Virus frequentemente causa di faringite: Adenovirus (tipo 1-2-3-5), Enterovirus, Virus di Epstein-Barr, Virus Influenzali e Paraifluenzali, Virus respiratorio sinciziale umano;
  • Virus raramente causa di faringite: Coronavirus, Rhinovirus;
  • Batteri frequentemente causa di faringite:  Streptococco beta-emolitico gruppo A, Chlamydophyla pneumoniae, Streptococchi C-G, Mycoplasma pneumoniae;
  • Batteri raramente causa di faringite: Neisseria gonorrhoeae, Neisseria meningitis, Haemophilus influenzae, Moraxella catarrhalis, Staphylococcus aureus.

Nulla esclude che una infezione virale sia complicata da una sovrainfezione batterica.

Altre possibili cause o fattori di rischio per la faringite, sono:

  • traumi;
  • infiammazione di zone limitrofe (ad esempio laringite o rinite);
  • ingestione di sostanze irritati;
  • inalazione di corpi estranei (ad esempio piccoli giocattoli nei bambini);
  • allergie;
  • uso prolungato ed intenso della voce;
  • fumo di sigaretta;
  • inalazione di inquinanti ambientali.

La faringite è contagiosa?

Come abbiamo visto la faringite può avere varie cause. Nel caso in cui sia causata da virus e batteri è certamente contagiosa. La trasmissione avviene tramite goccioline di saliva emesse su persone ed oggetti durante tosse e starnuti.

Sintomi e segni

La faringite può determinare vari sintomi e segni, tra cui:

  • malessere generale;
  • disfagia (difficoltà nel deglutire);
  • odinofagia (dolore durante la deglutizione);
  • mal di gola;
  • febbre;
  • tosse;
  • dispnea (difficoltà respiratorie);
  • cefalea;
  • astenia (mancanza di forza);
  • nausea;
  • vomito;
  • dolore addominale.

Tipicamente la mucosa appare arrossata e possono comparire placche bianche, puntini rossi e vescicole. Più raramente si verificano:

  • congiuntivite;
  • diarrea.

Nel caso in cui la faringite si associ a laringite, possono inoltre comparire:

  • stridori durante l’inspirazione;
  • tosse secca;
  • espettorazione catarrale o purulenta;
  • emoftoe;
  • raucedine;
  • disfonia (alterazione della voce);
  • disfagia (difficoltà a deglutire);
  • odinofagia (dolore durante la deglutizione);
  • otalgia (dolore all’orecchio).

Leggi anche: Faringe: anatomia, muscoli, funzioni, patologie

Faringite acuta o cronica

Nella faringite acuta l’infiammazione è generalmente determinata da un’infezione virale o, più raramente, da un’infezione batterica. La faringite acuta è molto spesso un’estensione di processi infiammatori in distretti vicini. I primi sintomi sono la difficoltà nel deglutire e l’arrossamento locale della mucosa; talvolta si presenta con le ghiandole del collo ingrossate, una congestione della mucosa faringea e anche un dolore all’orecchio. Spesso è presente anche la febbre. Le forme che non si risolvono mediante terapia nell’arco di breve tempo generalmente evolvono nella forma cronica.
L’insorgere della forma cronica può essere dovuta al passaggio di secrezioni mucose e ricche di pus nel naso, all’ostruzione respiratoria nasale, all’abuso di alcool e di fumo, ad ambienti di vita e di lavoro con clima secco, surriscaldato o con polveri e vapori, a infiammazioni delle adenoidi e delle tonsille croniche o acute. In alcuni casi, in pazienti sottoposti a pesanti trattamenti farmacologici, la faringite può essere causata dalla candidosi, un’infiammazione provocata dal fungo Candida albicans, che colpisce le persone in cui le difese immunitarie sono particolarmente deboli. Spesso può essere asintomatica, ma nelle fasi di riacutizzazione si avvertono dolore alla gola, tosse e necessità di raschiare la gola soprattutto al mattino. La voce si abbassa e si deglutisce di frequente; può presentarsi la febbre (ma non alta).

Mal di gola virale

Il mal di gola virale è più spesso accompagnato da tosse e/o raffreddore con rinorrea, cioè “naso che cola” (specie se provocata da rinovirus). Nel caso di un’infezione virale, il mal di gola è spesso associato a mal di testa, gola arrossata e febbre lieve (in genere intorno ai 38°), che scompare nell’arco di pochi giorni. Generalmente il mal di gola virale tende ad avere sintomi più lievi rispetto alle forme batteriche, inoltre tali sintomi scompaiono generalmente in tempi ristretti (meno di una settimana) ed a volte in modo spontaneo. Il dolore alla gola può essere di varia entità: da lievi a molto forti. Per alleviare il fastidio è possibile ricorrere ad antinfiammatori non steroidei (FANS, come l’aspirina) o, nei bambini, il paracetamolo (Tachipirina) in dose pediatrica. Il mal di gola virale tende a dare minori complicanze.

Mal di gola batterico

Il mal di gola determinato da batteri è meno frequente rispetto a quello da virus, tuttavia è più temibile. La febbre è elevata, anche sopra i 39° e tutti i sintomi tendono ad essere più gravi, a durare più a lungo (anche oltre una settimana) ed a non sparire in modo spontaneo, bensì possono richiedere una terapia antibiotica. Il mal di gola tende ad essere più forte rispetto alle forme virali, a volte impedendo la deglutizione e la normale respirazione, con possibili apnee notturne. In caso di tonsillite, si tende frequentemente alla comparsa di placche sulle tonsille, generalmente assenti nelle forme virali. Possono comparire sintomi sistemici come dolori addominali accompagnati da nausea, vomito, mancanza di forze e malessere generale. Il mal di gola batterico tende inoltre a dare maggiori complicanze, come la formazione di ascessi peritonsillari.
Da quanto detto il lettore potrebbe dedurre che le infezioni virali siano meno pericolose ma ciò non è necessariamente sempre vero: quanto detto non significa che le forme virali non possano essere temibili e non esclude che alcune forme virali non possano essere più gravi delle forme batteriche, inoltre il lettore deve ricordare che una infezione non esclude l’altra e che una infezione batterica può svilupparsi come complicanza della forma virale (sovrainfezione batterica).

Durata della faringite

E’ molto difficile prevedere la durata di una faringite, poiché dipende da molti fattori come età del paziente, l’efficienza del suo sistema immunitario, la presenza di altre patologie che debilitano l’organismo, la gravità dell’infezione e la bravura del medico nell’impostare rapidamente una cura efficace. Generalmente una faringite acuta virale ha durata minore (meno di una settimana, generalmente 4 – 5 giorni) mentre la faringite acuta batterica tende a durare oltre una settimana (generalmente una decina di giorni). Le forme croniche hanno durata molto più elevata.

Evoluzione della faringite

La faringite cronica può evolvere in tre fasi distinte:

  • catarrale, che è caratterizzata da una lieve congestione della mucosa e dall’ingrossamento delle ghiandole che producono il muco;
  • ipertrofica, che si caratterizza per una minore congestione della mucosa e un maggiore ingrossamento delle ghiandole;
  • atrofica, frequente soprattutto nelle persone anziane, che è caratterizzata da una riduzione (atrofia) sia di tutti i costituenti della mucosa, sia della porzione muscolare; la parete posteriore della faringe si presenta pallida, liscia e asciutta, a volte ricoperta anche da materiale crostoso aderente.

Diagnosi

La diagnosi di una faringite generalmente si basa sull’anamnesi (raccolta dei dati e dei sintomi del paziente), sull’esame obiettivo (ad esempio auscultazione o percussione del torace) e sul tampone faringeo. Solo in caso di dubbio diagnostico, il medico può servirsi anche di altri strumenti, tra cui:

Trattamento

Le forme virali sono generalmente meno gravi e si risolvono da sole nel giro di pochi giorni senza trattamenti specifici: in questo caso il trattamento è solo mirato ad alleviare i sintomi, ad esempio con antinfiammatori locali spray. Nelle forme virali gli antibiotici sono inutili. Nella faringite batterica invece si somministrano antibiotici, fra cui la classe delle penicilline che rimangono il farmaco di scelta, fra cui amoxicillina, benzatin-penicillina, penicillina V. Il razionale della terapia antibiotica è quello di eradicare la possibile infezione batterica; in particolare, benché la maggior parte delle forme siano virali e quindi non suscettibili di terapia antibiotica, gli antibiotici vengono utilizzati per contrastare la possibile infezione da Streptococcus beta-emolitico di gruppo A. In caso di sospetta allergia si somministra l’eritromicina. All’interno della faringe, l’ingrossamento delle adenoidi può portare alla necessità dell’asportazione chirurgica delle stesse, soprattutto se rendono la respirazione molto difficoltosa.

Rimedi

Per alleviare il fastidio alla gola sono utili:

  • inalazioni di acque sulfuree o salsoiodiche;
  • colluttori;
  • inalazioni di sostanze balsamiche con aerosol;
  • corticosteroidi ed antinfiammatori non steroidei (FANS);
  • pasticche balsamiche.

Prevenzione

E’ importante che siano modificati o eliminati tutti i fattori di rischio che favoriscono o peggiorano la comparsa della faringite:

  • evitare possibili fonti di contagio;
  • evitare sostanze irritanti per la mucosa faringea;
  • smettere di fumare;
  • evitare lo stress psico-fisico;
  • evitare traumi alla gola;
  • assumere adeguate quantità di vitamine e sali minerali.

Rischi e complicanze

Quando gli attacchi di faringite si ripetono si può determinare un’infiammazione cronica della mucosa, che può essere dovuta a fattori irritanti come il fumo, l’alcool in eccesso, la sinusite e l’inalazione continua di sostanze irritanti. Si manifesta con gola secca e dolente, con una sensazione di solletico che provoca frequenti colpi di tosse e raschiamenti in gola. Di solito la cura si basa sull’eliminazione della causa che scatena la malattia, sull’uso di medicinali antinfiammatori e sul miglioramento dell’igiene orale.

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