Siamo fatti delle stesse cellule, dello stesso sangue, delle stesse emozioni

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Cucciola legata a testa in giù con fil di ferro e zampette amputate: vergogna

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Questi dolci occhi hanno visto cosa può l’odio dell’uomo

Chi mi legge da un po’ di tempo sa quanto io ami gli animali, specialmente i cani, e vi assicuro che leggere notizie come quella che vi sto per proporre, mi fa veramente venire il voltastomaco. La Lega Nazionale per la Difesa del Cane ci fa ancora una volta sapere di casi di inaudita violenza nei confronti degli animali. Dopo lo sconcertante, assurdo e ingiustificabile episodio avvenuto gli scorsi giorni a Pozzuoli, dove un povero pitt bull è morto dopo essere stato dapprima torturato e poi dato alle fiamme ancora in vita, ecco un ennesimo atto di cattiveria nei confronti di una cucciola di soli tre mesi, salvata appena in tempo da un contadino che l’ha trovata per pura fortuna.

Una vera tortura per la piccola Nikita

Il tutto si è svolto a Bitetto, provincia di Bari, dove persone indegne di appartenere alla razza umana, hanno appeso a testa in giù la creatura con del fil di ferro, usato anche per legare gli arti i quali si sono poi distaccati. La povera cucciola è stata battezzata Nikita e senza aiuto provvidenziale del contadino sarebbe di certo morta, lentamente e terrorizzata. Ora è in cura presso una struttura veterinaria dove riceverà cure e amore in attesa che qualche famiglia possa farle dimenticare l’orrore vissuto e farle riacquistare nuovamente la fiducia nell’uomo, unico essere in grado di generare tali barbarie nei confronti di un essere così indifeso.

Condanne necessarie e severe

Le cattiverie, uccisioni, violenze, le crudeltà sugli animali devono essere condannate, devono ricevere una punizione equa ed esemplare. Non è possibile che atti di così efferata cattiveria vengano archiviati, gettati nel dimenticatoio. Persone che agiscono senza pietà, senza minimo di sensibilità, dotati di aridità e vuoto nel cuore meritano una condanna che sia pari all’orrore generato, è assurdo pensare che mostri del genere siano ancora liberi di compiere altre oscenità, siano ancora tranquilli a vivere il loro quotidiano mentre povere creature hanno patito il terrore, la sofferenza e la morte per mano umana e crudele. Giustizia ad un pitt bull barbaramente ucciso, giustizia ad una cucciola che ha vissuto sevizie. Anche in forma anonima la Lega del Cane di Bisceglie chiede notizie su chiunque avesse anche un piccolo indizio che possa far risalire alla bestia umana. Questo è un numero da contattare affinché si dia una mano per risalire ai responsabili degli orrendi crimini: 340 9119789.

E se per puro caso gli autori di questo gesto disgustoso mi stanno leggendo, ve lo dico chiaramente: mi fate schifo.

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Queste foto ti faranno innamorare della natura

Il fotografo ucraino Vyacheslav Mishchenko documenta piccole creature della natura che spesso non si notano. In queste 25 bellissime foto potete vedere un animale spesso sottovalutato ma che da oggi imparerete ad amare: la chiocciola!

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Stanco del traffico? Vieni a vivere a Giethoorn: il paese senza strade

00 Dott Emilio Alessio Loiacono Medico Chirurgo Specialista in Medicina Estetica GIETHOORN TRAFFICO PAESE SENZA STRADE Roma Cavitazione Pressoterapia Grasso Linfodrenante Dietologo Cellulite Calorie Pancia Sessuologia Sesso Pene Laser Filler RugheSiete anche voi stanchi, come me, del traffico metropolitano e delle strade affollate di macchine? In Olanda c’è il posto che potrebbe fare per noi: Giethoorn. Si tratta di un villaggio di 2.600 abitanti della provincia di Overijssel, conosciuto come la “Venezia del Nord” per i suoi stretti canali attraversati da imbarcazioni che si muovono come delle gondole. La sua caratteristica è che nel quartiere vecchio non ci sono strade, a parte una pista ciclabile. Qui per andare al bar vi conviene fare una bella nuotata in stile rana, o stile libero se andate di fretta!

GUARDA DOVE SI TROVA GIETHOORN

A Giethoorn ci si muove via acqua

I trasporti sono fatti via acqua nei vari canali che attraversano questo villaggio, famoso per i suoi 176 ponti di legno immersi nel verde. Giethoorn, che si trova a 120 chilometri da Amsterdam nel mezzo di un parco naturale in una zona costellata di torbiere acquitrinose, non ha strade, perché era nato per nascondere i suoi abitanti (della setta dei Flagellanti) dalle persecuzioni religiose del XII secolo.
Giethoorn è diventata una famosa destinazione turistica e qui è possibile trovare una casa per trascorrere un weekend o affittare la tipica imbarcazione del posto per un tour attraverso i canali.

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Come arrivare a Giethoorn ?

Per raggiungere Giethoorn è possibile arrivare all’aeroporto di Amsterdam e affittare una macchina. C’è anche un’altra soluzione molto interessante: Ryanair ha una tratta per Groningen che dista circa 60 chilometri da Giethoorn. E si può anche approfittare di questa possibilità per visitare la cittadina di Groningen e la zona circostante che è tra le più caratteristiche del nord dei Paesi Bassi. Nel frattempo che organizzate il viaggio, eccovi una breve rassegna di foto delle “strade” di Giethoorn, ma chi ci è stato assicura che dal vivo è tutta un’altra cosa! Buon viaggio a tutti!

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Petricor: il profumo della pioggia e della natura

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO PIOGGIA NATURA FOGLIASiamo in primavera inoltrata, eppure qui a Roma sono due giorni che piove, almeno nella mia zona. Ogni tanto la pioggia si ferma, per poi ricominciare magari dopo un paio d’ore. E’ proprio durante questi intermezzi che possiamo avvertire il petricor. Si chiama così l’odore della pioggia, della pioggia primaverile che arriva dopo un periodo di secca e che è subito seguita dal sole, e da un odore tutto suo. E anche i temporali estivi hanno un po’ quell’aroma, di terra bagnata che si risveglia e esce dal letargo.

La quiete prima della tempesta

L’atmosfera che prepara i temporali, quelli della bella stagione, improvvisi e lucenti, ha un odore particolare: è frizzantino e un po’ pungente, alcuni lo definiscono agliaceo, e molti lo sentono appunto quando sta per venire a piovere. È l’ozono (O3) – non a caso dal greco ozein, odorare.
L’ozono (da non confondere con quello “buono” che ci protegge dai raggi UV del sole e che si trova nella stratosfera – cioè la molecola è la stessa ma ci è di aiuto se sta lassù, se invece si forma nell’atmosfera che respiriamo è tossica) può essere liberato dalle attività umane, che producono inquinanti atmosferici, o da fonti naturali. Soprattutto quando si prepara una tempesta, le cariche elettrostatiche prodotte dai lampi fanno reagire tra loro le molecole che compongono l’aria: l’azoto (N) tende a reagire con l’ossigeno formando monossido di azoto (NO), e questo reagisce a sua volta con altre molecole di ossigeno (O2). Occasionalmente durante queste reazioni succede che si formi qualche molecola di O3, l’ozono, che con il vento finisce subito sotto le nostre narici.

La pioggia

Spesso dopo una serie di giornate polverose (e magari inquinate) si aspetta che la pioggia arrivi “a ripulire l’aria”. In effetti la pioggia “smuove” e raccoglie gli odori di tutto ciò che bagna: alberi, erba, cemento, asfalto, ma soprattutto aiuta la terra a rilasciare gli odori che intanto ha accumulato. Le polveri disperse nell’aria – molecole derivate dall’attività umana, ma anche da piante e alberi – quando si depositano su superfici argillose o minerali subiscono delle reazioni chimiche che danno luogo a nuove molecole. Queste – per lo più idrocarburi, alcoli e varie combinazioni di acidi grassi – vengono rilasciate, quando piove, da varie superfici, come quelle in pietra o cemento. Così si forma il petricore, l’odore della pioggia, dal greco pétrā (πέτρᾱ), pietra o roccia, e ichṓr (ἰχώρ), linfa, riferito nell’antichità al sangue degli dei. Il termine fu conianto nel 1964 da due ricercatori australiani, R.G. Thomas e I.J. Bear.

La terra

Passato l’acquazzone cosa rimane? Una sensazione morbida, umida, pacata. La terra inzuppata rilascia ora un altro odore caratteristico: la geosmina. Anche la terra appena dissodata sa un po’ di questo mix terpenico. I ricercatori ci hanno messo un po’ a capire esattamente come fosse prodotto. Già a fine Ottocento avevano fatto diversi esperimenti e si era capito che questo odore era il risultato dell’attività metabolica di diversi microorganismi (Cladothrix odorifera per esempio), che vivono nel suolo in simbiosi con le piante. Poi nel 1965 finalmente la sostanza viene caratterizzata: geosmina, di nuovo dal greco gèo (γεω), che significa terra, e osmé (ὀσμηρός, in latino osmerus) ossia “che ha odore”. Un paio di anni prima Gaines e Collins avevano studiato il metabolismo di Streptomyces odorifer giungendo alla conclusione che l’odore della terra deriva principalmente da un misto di composti prodotti da questo microrganismo; per i curiosi più feticisti: acido acetico, acetaldeide, alcol etilico, alcol isobutilico, ammoniaca e acetato di isobutile. Furono poi Gerber e Lechevalier a identificare in particolare una sostanza, la geosmina, presente nei metaboliti di diversi attinomiceti.

Come viene prodotta esattamente? (dettagli chimici scabrosi, per i più temerari)

Nel 2003 un gruppo di scienziati è riuscito a identificare un enzima magnesio-dipendente responsabile della conversione del farnesyl difosfato (una molecola prodotta da vari microrganismi come lo Streptomyces Coelicolor) in germagradienolo, il precursore della geosmina. Restava ora da trovare gli altri enzimi della catena. Gli scienziati si aspettavano infatti che per passare dal germagradienolo alla geosmina ci volessero diversi passaggi intermedi, necessari a convertire la molecola, e quindi che servissero diversi enzimi. E invece no. Nel 2006 gli stessi ricercatori scoprono che si tratta di un solo enzima, bifunzionale. Il primo trovato per la sintesi di questo tipo di terpeni. L’enzima è formato da due parti, con due distinte funzioni catalitiche: la metà contenente la parte N-terminale della proteina rompe il farnesyl difosfato formando il germacradienolo. La metà con la parte C-terminale della proteina finisce il lavoro convertendo il germacradienolo in geosmina, l’alcol biciclico finale.

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L’odore della pioggia è verde

Almeno per gli aborigeni che vivono nelle zone desertiche dell’Australia occidentale. Qui l’arrivo delle piogge è un momento importante, segna il ritorno della vita e il rigoglio della vegetazione. Ecco perché per loro, facendo una interessante “sinestesia culturale”, l’odore della pioggia è verde. Un legame con la natura molto stretto che si riflette anche negli odori che usano: amano creare creme profumate e unguenti ottenuti da piante e grasso animale, che poi spalmano sul corpo per rafforzare il legame tra corpo e terra. Credono che questi odori abbiano un potere protettivo e permettano di mantere il legame con i propri antenati.

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Qualcuno ha visto mia figlia?

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“Qualcuno ha visto mia figlia? Non riesco a trovarla da nessuna parte!” 

Buona giornata e buone feste a tutti!

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Mangi vitello tutto l’anno e a Pasqua ti disperi per gli agnelli: complimenti per la coerenza!

MEDICINA ONLINE EMILIO ALESSIO LOIACONO MEDICO CHIRURGO NATURA MUCCA VITELLO VITELLINO ANIMALIGente che mangia vitello tutto l’anno e poi, quando si avvicina Pasqua, riempie la propria bacheca di Facebook con frasi tipo “Gli agnelli non si mangiano”…

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