Differenza tra uovo sodo, alla coque e all’occhio di bue: cottura e calorie

MEDICINA ONLINE MANGIARE YOGURT UOVA LEGUMI MAGRA DIABETE CALORIE SEMI GLICEMIA GASSATA OLIGOMINARALE RICETTA INGRASSARE DIMAGRIRE INSULINA GLICATA COCA COLA ARANCIATA THE BERE ALCOL DIEUovo alla coque: tempo di cottura

Per ottenere un buon uovo alla coque si deve seguire una preparazione precisa rispettando il tempo di cottura, per evitare di avere, appunto, un uovo sodo o un uovo non abbastanza cotto. L’uovo alla coque è la soluzione più veloce per preparare un uovo: il tempo di cottura infatti si aggira intorno ai tre minuti dal momento in cui l’acqua inizia a bollire, e può essere lievemente diversa a seconda di come si vuole mangiare l’albume. E’ un piatto molto nutriente e lo si può consumare in diversi momenti della giornata: a colazione, se si propende per una colazione proteica, come spuntino di metà mattinata, ma anche a pranzo o a merenda. Le uova alla coque sono più facilmente e rapidamente digeribili rispetto a quelle sode.

L’uovo alla coque è sconsigliato nelle persone che potrebbero essere più sensibili alla salmonellosi, vale a dire bambini e anziani. Le uova alla coque sono controindicate anche nelle persone con deficit del sistema immunitario.

Consigli per la cottura dell’uovo alla coque

L’uovo deve essere a temperatura ambiente; se l’uovo è ancora freddo, immergendolo nell’acqua bollente, potrebbe rompersi. Quindi dovrete estrarre l’uovo dal frigo tempo prima. Un ulteriore accorgimento nel cuocere l’uovo alla coque è quello di apportare un piccolo forellino con uno spillo sulla punta più grossa dell’uovo, per evitare che l’uovo a contatto con l’acqua calda si fessuri. Mettete quindi sul fuoco un pentolino con dell’acqua (sufficiente per coprire l’uovo) e portate ad ebollizione. Raggiunta l’ebollizione, abbassate un po’ la fiamma e immergete l’uovo, aiutandovi con un cucchiaio. Lasciate cuocere per circa tre minuti. Alla fine dei tre minuti tirate fuori l’uovo dal pentolino con un cucchiaio e mettetelo sotto l’acqua fredda corrente, finché non sarà raffreddato, in modo tale da riuscire a tenerlo in mano senza scottarvi.

Come consumare un uovo alla coque?

Appena raffreddato, mettete l’uovo in un portauovo con la parte appuntita verso il basso. Una volta messo l’uovo nel portauovo dovete aprirlo con un coltellino seghettato.
L’apertura deve essere sufficiente a far passare il cucchiaino con cui poi lo mangerete.
Colpitelo delicatamente sino ad inciderlo e poi cercate di tagliare via la calotta superiore senza distruggerne il resto. Alcuni mangiano l’uovo alla coque aggiungendo sale, ma il nostro consiglio è quello di mangiarlo al naturale.

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Uovo sodo (o bollito): tempo di cottura

Come nel caso delle uova alla coque il segreto è sta nel tempo di cottura: se lascerete cuocere poco rimarrà col tuorlo un po’ morbido e non sufficientemente cotto. Per un’insalata può anche andare bene. Se lo lasciate cuocere troppo, diventerà secco e il tuorlo assumerà un colore verdastro: quello è il sintomo di una cottura troppo prolungata. Non avrà un gusto cattivo ma risulterà troppo pastoso.
Mettete le uova da cucinare in un pentolino con acqua fredda e fate in modo che l’acqua copra appena le uova e la pentola sia abbastanza alta da contenerle tutte senza far uscire l’acqua che bolle e senza lasciare troppo spazio alle uova (altrimenti sbatterannno tra loro e si romperanno); attendete il bollore dell’acqua. Dal momento del bollore, accendete un timer e impostate un tempo di 7 minuti. In realtà il tempo di cottura di un uovo sodo si aggira tra i 7 ed i 10 minuti, ma dipende molto dalla dimensione delle uova: più l’uovo è grande e per più tempo dovrà cuocere. Terminato il tempo di cottura scolate le vostra uova sode e fatele raffreddare sotto l’acqua corrente.

Uova all’occhio di bue

Il procedimento per cucinare le uova all’occhio di bue è davvero semplice ma va fatto nel modo e con i tempi giusti, onde evitare che il tuorlo si raddensi troppo, ma anche che sia troppo liquido, fermo restando che ognuno lo può cuocere secondo i propri gusti soggettivi. Prendere una padella bassa ma con un diametro abbastanza largo e metterla sul fuoco, a fuoco basso con un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva. Appena l’olio si è lievemente scaldato, aprire direttamente in pentola le uova, prestando attenzione a che non si rompa il tuorlo e che non finiscano in padella dei pezzi di buccia (in questo caso toglieteli prontamente con un cucchiaino, prima che l’uovo si riscaldi rendendo più difficile questa operazione).
Prendere quindi un cucchiaio e con estrema attenzione, raccogliete l’olio caldo della pentola e versatelo sopra le uova, che si andranno a cuocere con l’olio bollente. Ripetere l’operazione fino a che il tuorlo delle uova e l’albume non appaiono visibilmente cotti (in quel caso cambiano colore). A questo punto, mettere sale e pepe secondo il proprio gusto e se lo gradite, solo un minuto prima di levare dal fuoco, mettere su ogni uovo una sottiletta. Il nostro consiglio è quello di evitare il sale.

Calorie di uovo sodo, alla coque e all’occhio di bue

A seconda del tipo di cottura, le calorie delle uova sono diverse, ecco i valori per 100 grammi:

  • uovo sodo o alla coque: 155 calorie;
  • uovo all’occhio di bue: 160 – 170 calorie.

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Si infila un sex toy da 77 cm nell’ano e si perfora l’intestino

MEDICINA ONLINE Si infila un sex toy da 77 cm nell'ano e si perfora l'intestino.jpgUn gioco erotico piuttosto azzardato quello provato da un uomo, secondo la stampa un transessuale, che in stato di ubriachezza si è infilato nell’ano un sex toy lungo ben 77 centimetri. Quando il soggetto si è presentato alla Accident and Emergency (A&E) del Northern Lincolnshire in preda a forti e lancinanti dolori ed hanno scoperto quale ne era la causa, sono rimasti sorpresi ma hanno anche compreso la potenziale gravità della situazione, dal momento che poteva determinare una emorragia mortale. Il caso è stato riportato sulla rivista scientifica BMJ Case Report: il transessuale, secondo il suo racconto, avrebbe «perso il controllo» del sex toy per il piacere anale che è risalito nell’intestino ed è andato a perforarlo.

Un caso unico

I medici che hanno assistito il paziente hanno commentato che “Questo caso è il primo del suo genere a causa delle enormi dimensioni del sex toy”. I medici, dopo aver rimosso l’enorme giocattolo e parte dell’intestino crasso, hanno dovuto utilizzare una sacca per stomia per impedire che i prodotti di scarto e le feci venissero passati attraverso il colon, inoltre il paziente è anche dovuto essere alimentato per mezzo di flebo in ospedale per nove giorni.

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Differenza tra uova rosse, marroni, bianche e punteggiate: quali scegliere?

MEDICINA ONLINE UOVO SPERATURA TUORLO ALBUME PROTEINE QUANTE UOVA MANGIARE SETTIMANA FRESCHE GALLEGGIA AFFONDA MIGLIORE SODO DIGESTIONE COMPRARE COME SCEGLIERE UOVA MIGLIORI SCADUTE.jpgChiunque abbia fatto la spesa almeno una volta nella vita se n’è reso conto esistono uova di gallina “marroni” (qualcuno le chiama “rosse”) e uova di gallina “bianche”. L’aspetto è certamente diverso, come spesso è diverso anche il prezzo, ma sapete quali sono le reali differenze tra i due tipi di uovo?

La differenza è nella gallina

Il colore del guscio delle uova dipende da molti fattori, non per ultimo il tipo di allevamento ed il tipo di alimentazione, tuttavia la differenza più importante è nella razza della gallina che lo ha deposto. In generale, i polli bianchi depongono uova bianche, ed i polli bruno-rossastri uova marroni. Esistono anche razze che depongono le uova punteggiate, cioè con guscio marrone ma disseminato da alcune chiazze più scure; nella foto in alto sono presenti tutti e tre i tipi.

Le uova marroni sono meglio delle uova bianche?

Il colore di un uovo non è un indicatore di qualità: dal punto di vista nutrizionale (e del gusto) non c’è infatti differenza tra le uova bianche e quelle marroni. Anche se le uova marroni sono spesso più costose, non vuol dire che sono migliori di quelle bianche. Molto più importante del colore del guscio, è il fatto se l’uovo è extra fresco o se è di allevamento biologico o no.

Le uova marroni hanno un guscio più duro?

Le uova bianche e quelle marroni hanno entrambe lo stesso spessore del guscio: se un guscio d’uovo sembra più duro da rompere, è dipeso dall’età del pollo, non dal colore dell’uovo. Galline più giovani tendono infatti  a deporre uova con gusci più duri, mentre le galline anziane depongono uova con gusci mediamente più sottili e ciò vale senza distinzioni tra uova bianche, marroni e punteggiate.

Perché le uova marroni sono spesso più costose?

Le uova marroni tendono ad avere un prezzo più elevato, semplicemente perché i polli bruni-rossastri hanno una struttura più grande della razza che depone uova bianche, e, come tali, richiedono una maggiore alimentazione: tale costo supplementare è compensato da un prezzo più alto al supermercato. Inoltre le uova marroni sono quelle mediamente più ricercate dagli acquirenti ed il loro costo è quindi più elevate.

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Differenze tra uova e uova fecondate (da pulcino): come riconoscerle?

MEDICINA ONLINE UOVO SPERATURA TUORLO ALBUME PROTEINE QUANTE UOVA MANGIARE SETTIMANA FRESCHE GALLEGGIA AFFONDA MIGLIORE SODO DIGESTIONE COMPRARE COME SCEGLIERE UOVA MIGLIORI SCADUTENon tutti sanno che le galline hanno la capacità di deporre uova sia quando sono fecondate da un gallo, sia senza essere state fecondate:

  • se una gallina è fecondata da un gallo, deporrà uova fecondate (quelle che potenzialmente possono dare origine ad un pulcino);
  • se una gallina NON è fecondata da un gallo, deporrà uova NON fecondate (che non possono dar origine ad un pulcino).

Di conseguenza se nel pollaio o nell’allevamento ci sono solo galline senza alcun gallo, allora certamente ci saranno solo uova NON fecondate e certamente non nascerà mai nessun pulcino: le uova che acquistiamo al supermercato sono di questo tipo e NON sono in grado di dare origine ad un pulcino. Se invece nel pollaio convivono sia galli che galline, quest’ultime deporranno principalmente (ma non esclusivamente) uova fecondate, quelle che, se opportunamente covate dalla gallina, daranno origine ad un pulcino.

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Come fare a capire se un uovo è stato o no fecondato?

Per capire se un uovo è fecondato esiste un metodo molto semplice, ovvero la “speratura“, una tecnica che consiste nell’osservazione di un uovo controluce, mediante una “lampada spera-uovo” o un “tavolo di speratura”. Altra modalità di speratura più artigianale è quella di stare al buio tenendo l’uovo in verticale e accendendo una piccola torcia elettrica appoggiandola al guscio (anche eventualmente utilizzando un tubo di cartone per meglio convogliare la luce). Dal quarto/settimo giorno dalla deposizione in poi se si vede una sorta di “ragnetto” costituito dall’embrione con le sue vene, allora vuol dire che l’uovo è fecondato (vedi foto in alto). Più scuro è il colore del guscio dell’uovo è più il giorno della speratura va ritardato; quindi al quarto giorno saranno visibili embrioni solo di uova con il guscio chiaro o bianco, come quelli ad esempio della gallina Livornese).

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Dott. Emilio Alessio Loiacono
Medico Chirurgo
Direttore dello Staff di Medicina OnLine

Differenza tra uovo di gallina, anatra, oca e tacchina: quale scegliere?

MEDICINA ONLINE DIFFERENZA GALLO POLLO GALLINA CHIOCCIA CAPPONE PULCINO MANDIBOLA CARATTERISTICHE NASO DENTI ANIMALE DIVERSITA SFONDO HDLe uova sono un alimento consumato in ogni angolo del globo, specie quelle di gallina che sono quelle talmente più consumate che, nel linguaggio comune, con “uovo” si intende proprio l’uovo di gallina e non di altro animale. E’ però importante ricordare che in commercio è possibile reperire uova di diversi animali e di diverse misure. Gli animali ovipari sfruttati in Italia sono: gallina, quaglia, oca, anatra, faraona e tacchina. La differenza sostanziale tra i diversi tipi di uova sta nell’apporto energetico ed in quello lipidico, come si apprezza dalla seguente tabella:

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Quale uovo preferire?

Un individuo sano adulto, che non soffra di particolari patologie, può assumere senza alcun problema tutti i tipi di uovo, facendo ovviamente attenzione alle quantità settimanali, che devono essere di 4 uova nel caso di quelle di gallina. Diverso è il discorso nel caso di soggetto con patologie caratterizzate da alterazioni del quadro lipidico ematico, come dislipidemie ed ipercolesterolemia: in questa eventualità in linea di massima è preferibile prediligere le uova di gallina e quelle di tacchina a quelle di oca o di anatra, salvo diverso parere del medico curante.

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Quante uova mangiare a settimana ed al giorno? Come mangiarle?

MEDICINA ONLINE MANGIARE YOGURT UOVA LEGUMI MAGRA DIABETE CALORIE SEMI GLICEMIA GASSATA OLIGOMINARALE RICETTA INGRASSARE DIMAGRIRE INSULINA GLICATA COCA COLA ARANCIATA THE BERE ALCOL DIEUn uovo di gallina intero pesa mediamente tra i 50 ed i 70 grammi, dei quali mediamente circa 50 – 55 grammi costituiti da albume e tuorlo che forniscono circa

  • 64 – 70 kcal;
  • 6 – 6,5 grammi di proteine;
  • 4,5 – 5 grammi di grassi.

L’apporto nutrizionale dell’uovo è caratterizzato da una porzione lipidica del colesterolo che ammonta a circa 200 mg per uovo, tenendo anche in considerazione che gli acidi grassi sono per lo più di tipo saturo. Detto questo, è possibile stabilire che l’apporto medio di uova nella dieta di un individuo sano ed adulto è di 4 uova a settimana, divise in due assunzioni di due uova massimo in un solo giorno. Attenzione alle uova occultate negli alimenti, ad esempio in alcuni dolci e pasta all’uovo, alle quali è comunque possibile risalire mediante le etichette poste sulle confezioni). In individui particolari, come sportivi ed atleti professionisti, questa quota può essere anche più elevata in base al diverso metabolismo basale e fabbisogno calorico giornaliero.

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Quante uova può consumare chi soffre di colesterolo alto?

Il mio consiglio è quello di non superare le 2-3 uova a settimana facendo attenzione non solo al consumo delle uova in sé ma anche a tutti quegli alimenti che possono contenerle, come dolci, paste fresche, alcune salse a base di uova, e come componenti di alcune ricette, visto che spesso sono usate perché fanno da legante tra i vari ingredienti.

Come mangiare le uova? Meglio sode o alla coque?

Meglio le uova alla coque piuttosto che sode: sono sufficienti 3 minuti di bollitura, rispetto ai circa 7 che servono per farle sode, per godere dei benefici delle uova e digerirle più facilmente e rapidamente. E’ preferibile evitare invece l’uovo “all’occhio di bue” fritto.

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Come riconoscere l’uovo più fresco e nutriente

MEDICINA ONLINE UOVO TUORLO ALBUME PROTEINE QUANTE UOVA MANGIARE SETTIMANA FRESCHE GALLEGGIA AFFONDA MIGLIORE SODO DIGESTIONE COMPRARE COME SCEGLIERE UOVA MIGLIORI SCADUTE.pngCome scegliere l’uovo di gallina migliore al supermercato? Ecco una rapida guida che può aiutarvi nella difficile scelta di uno degli alimenti più consumati al mondo.

Scegliere l’uovo più nutriente

Le galline vengono allevate in svariati modi e ciò può influire sulla qualità dell’uovo:

  • allevamento in gabbia: tanti capi per mq; gli animali passano la loro vita produttiva stipati all’interno di gabbie che vengono distribuite nei capannoni con più piani. Luce e ventilazione sono artificiali. Solitamente e’ una pratica usata solo per la produzione di uova.
  • allevamento a terra: tanti capi per mq; gli animali passano la loro vita all’interno di capannoni chiusi. Solitamente si usa sia per la produzione di uova che per la carne.
  • allevamento a terra intensivo: è un allevamento a terra con uso di luci artificiali (sempre accese per invogliare il pollo a mangiare continuamente), alimentazione spinta (molto carica), ventilazione forzata, regolata con dei ventilatori.
  • allevamento all’aperto: pochi capi per mq. Gli animali vivono in capannoni che dispongono di un pascolo esterno e possono razzolare a piacimento.
  • allevamento biologico: pochi capi per mq. Gli animali vivono in capannoni che dispongono di un pascolo esterno e possono razzolare a piacimento, come nell’allevamento all’aperto, ma in più sono nutriti solo con alimenti certificati come biologici. E’ considerata il tipo di allevamento più salutare, sia per l’animale che per il consumatore, ma è anche il tipo più costoso per il produttore.

Gli allevamenti a terra di tipo biologico sono generalmente garanzia di maggior qualità e genuinità delle uova, anche se ciò non significa che gli altri tipi di allevamento generino uova di cattiva qualità.

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Come riconoscere se un uovo fresco o no?

Ecco tre metodi per scoprire quando sono fresche le uova:

  • La speratura: metodo assai semplice usato anche da alcune industrie, si guarda l’uovo controluce o sotto una torcia elettrica che illumina l’uovo, misurando la camera d’aria (posta infondo all’uovo). Più è grande e visibile, più l’uovo è “vecchio”.
  • Osservazione del tuorlo. Si apre l’uovo sopra un piatto e si osserva il tuorlo: nell’uovo l’albume è vischioso e perfettamente bianco ed il tuorlo è turgido in un certo senso compatto e lucido, man mano che invecchia l’uovo si altera prendendo cattivo odore e diventando schiacciato ed acquoso. Inoltre col tempo le proteine del tuorlo tendono all’idrolasi, quindi l’albume si fluidifica e c’è uno spostamento del tuorlo verso il guscio.
  • Determinazione del peso specifico: il “trucco” più semplice e più usato da sempre. Metti l’uovo in una scodella con dell’acqua salata. Se galleggia è vecchio, se affonda è più fresco, perché all’interno non c’è aria sufficiente da farlo galleggiare.

Le uova fresche galleggiano o vanno a fondo?

Come appena ricordato, in acqua salata l’uovo fresco va a fondo, mentre se rimane a galla è “vecchio”. Più l’uovo si avvicina all’orlo dell’acqua e più e vecchio, perché maggiore è la quantità di acqua che contiene e minore è il suo peso specifico. Se l’uovo rimane a galla, meglio gettarlo via. Se l’uovo rimane “a metà”, può essere consumato, ma in giornata e non oltre.

Cosa determina l’invecchiamento dell’uovo?

I tre fattori che fanno “invecchiare” un uovo sono:

  • temperatura: il caldo ne accelera l’invecchiamento, mentre il freddo ne rallenta l’alterazione, ma a scapito della qualità;
  • umidità: se un uovo è esposto all’umidità i pori del guscio potrebbero assorbire microrganismi e far peggiorare la qualità dell’uovo;
  • igiene: una scarsa qualità dell’igiene dell’ambiente di conservazione, determina peggioramento della qualità dell’uovo.

Conservazione dell’uovo

Dove conservare le uova acquistate al supermercato? La soluzione migliore è riporle in un posto riparato dalla luce e dall’umidità, ad una temperatura NON superiore a 25 °C. Meglio ancora se sono riposte in frigorifero, con temperature tra 2 e 4 °C.

Uova fresche: quanto durano?

Le uova Extra Fresche restano fresche per nove giorni dalla deposizione e sette giorni dalla data di imballaggio. In generale comunque la scadenza delle uova è di solito di 28 giorni dopo la deposizione per le uova a temperatura ambiente, poco di più se conservate in frigorifero.

Si può mangiare un uovo dopo la data di scadenza?

Se per caso si dovesse superare di un paio di giorni la data di scadenza, le uova possono ancora essere consumate se conservate in frigorifero. Se le uova sono conservate fuori dal frigo, generalmente è meglio evitare di consumarle oltre la data di scadenza. In ogni caso, se l’uovo è scaduto, è bene aprirlo ed osservare se ci sono variazioni di odore, colore o consistenza, prima di consumarlo.

Mangiare uova andate a male o scadute: conseguenze

Il consumo oltre la scadenza può aumentare il rischio di infezione da salmonella, specie se l’uovo è di minore qualità ed è stato conservato a temperatura ambiente e/o sopra i 25 °C e/o esposto a fonti di luce dirette. Il consumo oltre la data di scadenza è meno rischioso, come prima ricordato, se avviene entro un paio di giorni massimo dalla data di scadenza, ma solo se l’uovo è stato conservato in frigorifero tra 2 e 4 °C.

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Differenza tra ghiandole sierose, mucose e miste

MEDICINA ONLINE CLASSIFICAZIONE GHIANDOLE ESOCRINE ENDOCRINE ANFICRINE ORMONI SECRETO SIEROSE MUCOSE MISTE MEROCRINE APOCRINE OLOCRINE ECCRINE PARIETALI TUBULARI GLOMERULARI SEMPLICI COMPOSTE ACINOSE ALVEOLARI.jpg

Classificazione della ghiandole esocrine

Le ghiandole presenti nel nostro corpo sono un insieme organizzato di cellule che compongono un tessuto epiteliale specializzato nel produrre e secernere una o più particolari sostanze, fra le quali diversi tipi di proteine, enzimi, lipidi, polisaccaridi e ormoni. Le ghiandole esocrine sono un tipo particolare di ghiandola che – al contrario delle ghiandole endocrine – riversano il loro secreto sulla superficie esterna del corpo (ad esempio le ghiandole sudoripare, ghiandole sebacee) oppure in una cavità comunicante con l’esterno (ad esempio il pancreas esocrino che riversa il suo secreto nel tubo digerente. Le ghiandole esocrine elaborano principalmente due tipi di secrezione, l’una proteica, l’altra mucopolisaccaridica o proteoglicanica. In base alla tipologia del secreto, le ghiandole esocrine si possono quindi distinguere in:

  • ghiandole sierose: sono le ghiandole a secrezione proteica, secernono un liquido acquoso e di colore generalmente chiaro (parotide);
  • ghiandole mucose: sono le ghiandole a secrezione mucopolisaccaridica o proteoglicanica, secernono un liquido viscoso (mucina) che a contatto con l’acqua diventa muco (ghiandola caliciforme mucipara);
  • ghiandole miste: sono le ghiandole caratterizzate da una secrezione sia sierosa che mucosa (ghiandola sottomandibolare).

 

Nelle ghiandole sierose le proteine sono sintetizzate sui ribosomi associati alle membrane del reticolo endoplasmatico rugoso (RER), qui assumono la loro conformazione sterica definitiva e subiscono una prima parte del processo di glicosilazione, vengono poi inglobate in vescicole e trasportate sino all’apparato di Golgi. Nell’apparato di Golgi si completa la glicosilazione, vengono inglobate nei vacuoli di condensazione i quali, attraverso i microtubuli del citoscheletro, vengono trasportati in prossimità della membrana plasmatica. In risposta a messaggeri chimici specifici per ogni cellula, vengono quindi liberate nel dotto escretore per esocitosi. Un acino pancreatico impiega circa 2-3 ore per completare la secrezione.

Nelle ghiandole mucose, i polisaccaridi o i glicosaminoglicani vengono sintetizzati nell’apparato di Golgi, successivamente i secondi vengono associati ad una catena proteica per costituire i proteoglicani. Le proteine associate ai polisaccaridi sono invece sintetizzate nel reticolo endoplasmatico rugoso. Il secreto viene poi inglobato in vacuoli di condensazione che si staccano dall’apparato di Golgi per gemmazione e raggiungono mediante microtubuli la membrana plasmatica, per poi essere riversato nel dotto. In una cellula mucipara caliciforme, il tempo impiegato per la secrezione è di circa 4 ore.

Per approfondire, ecco una lista delle strutture e degli organelli contenuti nella cellula eucariote:

  1. Mitocondri: definizione, dimensioni e funzioni
  2. Citoscheletro: funzioni e struttura
  3. Ribosomi e reticolo endoplasmatico: cosa sono e che funzioni svolgono?
  4. Nucleo cellulare: funzioni, dimensioni e membrane nucleari
  5. Lisosomi: cosa sono? Significato e dimensioni
  6. Perossisomi: definizione e funzioni
  7. Membrana plasmatica: definizione e funzioni
  8. Apparato del Golgi: spiegazione semplice e funzioni
  9. Citosol: definizione e funzioni

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