Quello che stiamo per raccontarvi è uno di quei fatti che in un certo senso ci riguarda da vicino perché tutti, prima o poi, abbiamo a che fare con un dentista. E non è affatto raro doversi sottoporre a un’estrazione dentale. D’altro canto è anche uno di quei casi davvero particolari che – per fortuna – non accadono di frequente. Tuttavia, la vicenda è, ahimè, reale: un uomo ha eseguito un intervento dentale e dopo breve tempo è morto presumibilmente a causa del sanguinamento eccessivo.
Chi è il responsabile?
Il fatto non è avvenuto in Italia ma a Karnataka, uno stato dell’India Sud Occidentale. Qui un uomo aveva in programma di eseguire un intervento dentale presso la Ratna Clinic che prevedeva l’estrazione di ben tre denti. E così è stato: il paziente si è presentato l’8 dicembre a tale scopo. Tuttavia, nelle ore seguenti accade qualcosa di imprevedibile che lo porterà alla morte. Ma il dentista non si dichiara in nessun modo responsabile delle condizioni del paziente.
Sanguinamento eccessivo
In realtà molte indagini sono ancora in corso ma si presume che l’uomo sia morto a causa del sanguinamento eccessivo che si è verificato in seguito alla procedura dentale. Nei giorni seguenti, viste le sue condizioni, il paziente è stato ricoverato presso l’Istituto di scienze mediche del Karnataka (KIMS), una struttura d’eccellenza in India. Nonostante ciò, il 17 dicembre i medici non hanno potuto far altro che constatare il suo decesso.
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La denuncia
E’ abbastanza evidente che qualcosa, nell’estrazione dentale, sia andata storta. Per questo motivo il fratello di Khader, di nome Abdul Razzaq, ha sporto denuncia alla polizia. È stato lui a portarlo con urgenza presso la clinica KIMS pochi giorni dopo l’estrazione dentale. Purtroppo, però, questo non è stato sufficiente a salvarlo. «È stato trattato in terapia intensiva: avremmo potuto salvarlo se fosse stato portato due giorni prima».
E il dentista?
Il dentista continua ad affermare di non essere in nessun modo responsabile dell’accaduto. Nonostante ciò ha detto che avrebbe pagato volentieri 10.000 rupie (circa 132 euro) al paziente vista la condizione (iniziale). Inoltre, il dottor Magalad, ha dichiarato: «si dice che il paziente sanguinasse molto ma la sua famiglia non mi disse niente, dopo tre giorni mi fecero sapere che stava sanguinando ed era stato portato al KIMS», ha dichiarato al Times of India. Inoltre, «dopo il ricovero, una persona che sosteneva di essere un avvocato tentò di estorcermi del denaro. Quando sono andato all’ospedale, i parenti di Khader hanno detto che erano poveri e hanno cercato assistenza finanziaria: per motivi umanitari, gli ho donato Rupie 10.000». Ad ogni modo, ancora non vi è certezza sulla reale causa della morte, solo l’autopsia potrà fare luce sulla questione.
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Lo staff di Medicina OnLine
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La visita ginecologica consiste nella valutazione dell’apparato genitale femminile sia dei genitali esterni che di quelli interni, con lo scopo di valutare lo stato di normalità dell’apparato genitale femminile ed escludere la presenza di patologie. Durante la visita ginecologica la paziente si siede sul lettino ginecologico a gambe divaricate ed il medico esegue l’esplorazione visiva della vulva e introduce in vagina un piccolo divaricatore in plastica monouso, che permette di visualizzare il collo dell’utero ed eseguire il Pap test. Rimosso il divaricatore, si procede all’esplorazione vaginale: il medico, attraverso un dito in vagina, valuta le caratteristiche dell’utero e delle ovaie. Nel seguente video viene mostrata una visita ginecologica completa.
Inutile “prendere in giro” i lettori: per quanto i nuovi tipi di profilattico siano sempre più sottili ed “ultrasensibili”, un rapporto sessuale – che sia vaginale, orale o anale – è senza dubbio più piacevole senza nessun “impedimento”. Il contatto tra il pene e le pareti vaginali o – ancor di più – anali, determina infatti una maggiore stimolazione tattile in entrambi i partner, specie nell’uomo dove l’attrito si riverbera da glande ed asta peniena fino alla prostata, vera zona del piacere sessuale maschile. Usare un profilattico tende a diminuire molto questo attrito, venendo in parte meno la stimolazione tattile e prostatica.
Che Natale sarebbe senza le classiche hits natalizie? Forse migliore, almeno per i lavoratori costretti a sorbirsi ore consecutive di White Christmas e Jingle Bells senza alcuna possibilità di fuga. A sottolinearlo è la psicologa inglese Linda Blair, secondo cui le canzoni natalizie potrebbero finire per intaccare il benessere mentale di molti lavoratori e lavoratrici impegnati nei negozi e nei centri commerciali, costretti per ore a sopportare le stesse note ripetute all’infinito. Specialmente se ascoltate ad alto volume – secondo la psicologa – queste melodie finirebbero per assorbire tutte le energie mentali dei dipendenti, generando un alto grado di stress che si andrebbe a sommare a quello già creato dal lavoro in uno dei periodi più intensi dell’anno.
Andare “sotto i ferri” non è mai piacevole, anche quando i medici rassicurano il paziente: purtroppo anche l’operazione di routine più facile del mondo può non andare nel migliore dei modi. Ma esiste un giorno della settimana dove è più facile che le cose vadano “per il verso giusto”?
Con “recettore” in biochimica si intende una proteina che ha la capacità di legarsi con una molecola specifica, definita “ligando”. Il legame di un recettore col proprio ligando, causa nel recettore una variazione conformazionale in seguito alla quale si ha una cascata di reazioni (trasduzione del segnale) che portano all’insorgenza di una risposta cellulare o un effetto biologico specifici. Il farmacologia il recettore è una molecola che rappresenta il bersaglio specifico di un dato farmaco: la definizione di recettore assume quindi – in ambito farmacologico – un significato più ampio rispetto al campo biochimico, essendo definito “recettore” qualsiasi struttura biologica (proteine, enzimi, lipidi, acidi nucleici…) che diviene bersaglio del farmaco.